Pyrus communis

Pyrus communis

Il pero comune (Pyrus communis L.) è una specie arborea caducifoglie della famiglia delle rosacee che può raggiungere i 20 metri di altezza.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Rosales, Famiglia Rosaceae e quindi al Genere Pyrus ed alla Specie P. communis. In Italia sono presenti le due sottospecie: Pyrus communis L. subsp. Communis e Pyrus communis subsp. pyraster (L.) Ehrh.

Etimologia –
Il termine Pyrus deriva dal greco πῦρ, πῠρός pyr, pyrós fuoco: per la forma conica dei frutti. L’epiteto specifico invece dal fatto che è una specie molto comune, banale, frequente.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Pyrus communis è una specie originaria delle zone centrali ed orientali d’Europa, e delle aree sud-occidentali dell’Asia. Prospera negli ambienti temperati ed umidi ed è in grado di adattarsi a situazioni opposte di clima. È la specie di Pyrus comunemente coltivata in Europa per la produzione delle comuni pere.

Descrizione –
Il Pyrus communis è un albero che da giovane, presenta un fusto con corteccia bruna e una chioma a sviluppo piramidale mentre, naturalmente, negli esemplari adulti la chioma diventa tondeggiante e il fusto tende a fessurarsi ed a diventare rugoso. Ha un’altezza massima di 15-20 metri, con chioma di 7-8 metri di diametro, con foglie decidue, ovali con apice acuminato, lucide e con la pagina inferiore più chiara di quella superiore. I fiori sono ermafroditi, hanno 4 petali bianchi o rosati e sono raggruppati in corimbi di 4-12 fiori e con fioritura nel periodo tra marzo ed aprile, leggermente prima o contemporaneamente all’emissione delle foglie. I frutti si chiamano pere e sono dei falsi frutti che in botanica vengono definiti “pomi”; il frutto vero e proprio è il torsolo della pera che contiene, solitamente, 10 semi. Le pere, a seconda della varietà, sono di forma, colore e dimensione differente.

Coltivazione –
Il pero è una delle specie maggiormente coltivate al mondo grazie alla sua adattabilità climatica dovuta anche alla presenza di innumerevoli varietà. Per la tecnica di coltivazione puoi consultare la seguente scheda.

Usi e Tradizioni –
La coltivazione del pero (Pyrus Communis L.) si perde nell’antichità; reperti provenienti da Asia ed Europa, attestano la sua coltivazione in età superiore a 4000 anni. Il poeta Omero ricorda le piantagioni di Alcinoo e Laerte, mentre la mitologia greca attribuisce alla pera il significato di frutto sano e gustoso, prediletto da divinità ed eroi. La coltivazione del pero giunse a Roma direttamente dalla Magna Grecia. Nell’impero romano ebbe ampia diffusione e grandi estimatori: Catone e Plinio perfezionarono le tecniche di coltivazione, mentre Pompeo e Nerone ne furono entuisiasti consumatori. Dopo il declino medioevale, questa coltura si diffuse in Messico e California ad opera dei missionari spagnoli, ed in Europa, in particolare in Belgio e Francia, a partire dal 1700. Se in epoca romana venivano menzionate una quarantina di varietà, oggi se ne conoscono oltre 5000, anche se in minima parte oggetto di coltivazione da reddito. Purtroppo negli ultimi decenni antiche varietà selezionate, con caratteri botanici particolari, rischiano di scomparire definitivamente. La pera contiene una buona quantità di zuccheri semplici (fruttosio di rapida assimilazione), pectine, tannino, sali minerali, acido malico e citrico, oltre che composti fenolici ad azione antiossidante. È un alimento di grande digeribilità e svolge un’azione diuretica, stomachica, rinfrescante e lassativa ed è particolarmente indicata nell’alimentazione di giovani ed anziani. La pera si conserva a basse temperature, mentre per gustarla in tutta la sua fragranza è consigliabile tenerla 4-5 giorni a temperatura ambiente prima del consumo.

Modalità di Preparazione –
Il frutto del pero è oggi consumato in tutto il mondo sia allo stato fresco che sotto forma di conserve, confetture, succhi, bevande fermentate ed alcoliche, sciroppi, frutta sciroppata. in cucina trova largo impiego come ingrediente per dolci, macedonie e pietanze oppure si gusta al naturale, accompagnata a formaggi piccanti.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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