Come potare il pero

Come potare il pero

Il pero (Pyrus communis subsp. communis) è una specie arborea tra le più coltivate al mondo, della famiglia delle Rosaceae, di origine euroasiatica ma di individuazione incerta. Per l’ottenimento di frutti di migliore qualità, quantità e pezzatura è necessario conoscere attentamente le tecniche di potatura. In questa scheda, in funzione di diverse esigenze e forme di allevamento vedremo come potare il pero e le tecniche da adottare. Per conoscere le migliori tecniche di potatura si deve partire dalla normale tendenza fisiologica del pero che ha un portamento verso l’alto, con i suoi rami che tendono a crescere in senso verticale. Inoltre la produzione del pero avviene nei rami giovani, cioè in quelli tra due e tre anni di età, mentre i rami più vecchi tendono a diventare totalmente improduttivi. La tecnica di potatura deve pertanto tenere conto di queste caratteristiche, tutelando i rami fertili ed eliminando periodicamente quelli ormai improduttivi. Per questo è necessario effettuare una potatura di formazione, detta anche di allevamento, nei primi anni di vita della pianta che dia la giusta forma e dimensione. Questa potatura si effettua entro i primi due anni di vita della pianta, mentre, a partire dal secondo anno in poi, quando i rami saranno diventati fruttiferi, si inizia ad attuare la potatura di produzione.

 

La potatura di allevamento consiste pertanto nell’eliminare un certo numero di rami per dare la forma della pianta futura e si effettua soprattutto nelle piante messe a dimora; successivamente quando si acquista una piantina dal vivaio, bisogna ridurre la chioma in modo da favorire lo sviluppo iniziale delle radici, bisogna tagliare o eliminare i rametti danneggiati o rotti e le radici danneggiate. Altro accorgimento importante, nel caso la pianta abbia un vigore vegetativo notevole, è quello di diradare lievemente la chioma, in modo da dare aria e luce all’astone centrale da cui verrà impalcata l’intera pianta.
Le forme di allevamento possono però cambiare anche in funzione di diverse esigenze; le più utilizzate sono quelle a fusetto, a palmetta e a doppio asse.
– Nel fusetto si ottiene una forma costituita dal tronco centrale e cinque o sei rami laterali, lasciando solo i rami laterali lunghi al massimo ottanta centimetri e tagliando quelli troppo fini superori a questa lunghezza. I rami da lasciare devono essere vigorosi, ben lignificati e con una gemma apicale già sviluppata, mentre vanno eliminati anche i rami della cima che tendono a prendere il sopravvento.
– La palmetta da invece all’albero una struttura con chioma larga e molto appiattita. Per costituire questa forma di allevamento vanno individuati due o tre rami vigorosi sull’astone centrale ed eliminando tutti gli altri, con l’accortezza, nei primi anni, di fare in modo che l’astone non superi gli ottanta centimetri di altezza e lasciandolo crescere in quelli successivi effettuando solo dei tagli di ritorno (accorciamento) sulle branche laterali dei rami principali.
– Nella forma a doppio asse, che è simile alla palmetta, la chioma si sviluppa da due astoni principali, che vengono lasciati sin dall’inizio. Su questi due rami portanti si taglieranno i rami con la stessa tecnica della palmetta; in questo modo si otterrà una struttura a parete con sviluppo sia in orizzontale che in verticale.
La potatura di produzione inizia a partire dal secondo anno di età; in tal modo i rami di un anno cresciuti su altri rami vecchi devono essere eliminati (in quanto improduttivi) mentre quelli che crescono vicino al tronco vanno lasciati in quanto diventeranno produttivi a partire dal secondo anno. A questo punto i rami di due anni contengono molte gemme fruttifere e queste devono essere diradate per migliorare la pezzatura dei frutti. Su questi rami si può effettuare anche un taglio di ritorno, con accorciamento a 20-40 centimetri, che lasci una gemma fruttifera all’apice. I rami di tre anni devono subire la stessa potatura dei rami di due anni ed i rami di quattro anni, oramai improduttivi, devono essere eliminati. Ovviamente l’intensità della potatura di produzione del pero varia in base alla varietà che si coltiva; alcune varietà infatti fruttificano poco e richiedono una abbondante rimozione delle gemme fiorali, altre fruttificano molto, ma solo su alcuni rami e, per questo, non richiedono, drastici interventi di potatura.




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