Ruolo del silicio nelle piante

Ruolo del silicio nelle piante

Il silicio (Si) è per le piante un microelemento; anche se è presente in grandissima quantità nei terreni (secondo elemento presente nella terra dopo l’ossigeno) risulta molto poco o per niente assimilabile dalle piante. Il silicio viene facilmente assorbito dalle piante solo nella forma di acido orto-silicico (Si(OH)4). Il suo trasporto dalle radici tramite la linfa, avviene soprattutto nelle cellule dei tessuti più superficiali di foglie, fusti e frutti. La presenza di questo elemento contribuisce alla formazione di frutti con tessuti di maggior consistenza, con minor contenuto di acqua libera e, quindi, molto più adatti alla conservazione; inoltre questo comporta una maggiore resistenza delle piante agli attacchi di alcuni parassiti, in particolare quelli responsabili del mal bianco. L’aumento del silicio disponibile del suolo conferisce una serie di azioni positive che di seguito vengono elencate sinteticamente:
– permette un rafforzamento della pianta, aumentando la capacità di immagazzinamento e distribuzione dei carboidrati richiesti per la produzione e l’accrescimento dei frutti;
– stimola la crescita e l’attività delle strutture polimeriche nella cuticola, i tricomi e i fitoliti nella superficie della foglia, fondamentale per l’autodifesa contro malattie causate da funghi, batteri, insetti e acari. Al tempo stesso, rende la pianta più resistente a condizioni climatiche sfavorevoli;

– il trattamento del suolo con sostanze a base di Silicio biologicamente attive, ottimizza la fertilità del suolo, migliorando la ritenzione e la disponibilità di acqua, ne migliora le proprietà fisico – chimiche, mantenendo i nutrienti in forma disponibile per la pianta.
La mancanza di acido monosilicico e la diminuzione del Silicio amorfo, a causa degli asporti, porta alla distruzione di complessi organi-minerali, accelerando la perdita della materia organica del suolo e peggiorando la composizione minerale. Il Silicio incrementa la resistenza del suolo all’erosione del vento e dell’acqua, soprattutto in condizioni di pH superiori a 7. Il Silicio aiuta la crescita delle radici, incrementandone lo sviluppo e stimolando così una maggior crescita della pianta. Il Silicio incrementa la resistenza alla siccità nelle piante determinando un aumento degli intervalli di irrigazione senza nessun effetto negativo sulle piante. Inoltre permette di migliorare la natura dei suoli soggetti a compattazione e a pH acidi. Il Silicio neutralizza la tossicità causata dall’alluminio nei suoli acidi. I meccanismi per la riduzione della tossicità dell’alluminio sono legati alla presenza nel suolo di composti ricchi di silicio come: acido silicico, orto e meta, coloidi, polimeri di silicio e composti alluminio-silicati. Con l’impiego di sostanze a base di silicio, non solo si diminuisce la tossicità dell’alluminio e l’ottimizzazione del pH, ma si migliorano anche la nutrizione delle piante con fosforo (retrogradato), ferro, potassio, e zinco, (per via del miglioramento dello scambio cationico e la mobilizzazione dei macro e micronutrienti). Il Silicio favorisce lo sviluppo di microorganismi simbiotici mutualistici (batteri e funghi) e protegge le piante contro l’attacco di batteri, funghi e insetti. Promuove la colonizzazione delle radici con alghe, licheni, batteri e micorrize, migliorando la fissazione e assimilazione di azoto, fosforo e altri minerali e riduce la lisciviazione di fosforo, azoto e potassio. Il Silicio incrementa la resistenza della pianta alla salinità e ne allevia lo stress causato dalla stessa. Inoltre esplica un’azione restauratrice in aree contaminate da metalli pesanti e idrocarburi. Svolge inoltre un’azione sinergica con: Calcio (Ca), Magnesio (Mg), Ferro (Fe), Zinco(Zn) e Molibdeno (Mo), azione che ottimizza lo sviluppo delle coltivazioni e l’aumento delle produzioni. Nelle leguminose, patate, pomodoro, etc., il Silicio aumenta il numero e la dimensione dei tricomi in modo strutturale e ghiandolare migliorando e incrementando la resistenza delle coltivazioni che vengono attaccate da insetti, funghi e batteri.

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