Come coltivare il rosmarino in maniera biologica

Come coltivare il rosmarino in maniera biologica

Il rosmarino (Rosmarinus officinalis L., 1753) è una specie perenne aromatica della famiglia delle Lamiaceae. Per la coltivazione bisogna considerare che questa specie è oramai utilizzata in coltivazioni intensive e specializzate. Ma questo non è sempre a favore delle qualità organolettiche e di oli essenziali presenti. Come tutte le piante, la specializzazione diminuisce le caratteristiche organolettiche e la concentrazione di oli essenziali e di altri principi attivi. In questa scheda vedremo come coltivare il rosmarino in maniera biologica, favorendo le sue qualità organolettiche. Il rosmarino, per una buona produzione di olio eterico (essenziale), richiede comunque una posizione soleggiata al riparo di muri dai venti gelidi ; terreno leggero sabbioso-torboso ben drenato. Il Rosmarino è poco resistente ai climi rigidi e prolungati.

 

Per quanto riguarda l’impianto, si possono utilizzare sesti con distanza tra le file e nella fila variabili e questo soprattutto in funzione del tipo di meccanizzazione aziendale. In generale la densità d’impianto deve essere tra 1,5 – 2 piante per mq. Si può coltivare anche in vaso sui terrazzi, avendo cura di porre dei cocci sul fondo per un drenaggio ottimale, rinvasando ogni 2-3 anni, usando terriccio universale miscelato a sabbia, concimazioni mensili con fertilizzante liquido miscelato all’acqua delle annaffiature, che saranno controllate e diradate d’inverno. In primavera si rinnova l’impianto cimando i getti principali, per ottenere un aspetto cespuglioso, senza dover ricorrere ad interventi di potatura. Si moltiplica facilmente per talea apicale dei nuovi getti in primavera prelevate dai germogli basali e dalle piante più vigorose piantate per almeno 2/3 della loro lunghezza in un miscuglio di torba e sabbia; oppure si semina in aprile-maggio, si trapianta in settembre o nella primavera successiva; oppure si moltiplica per divisione della pianta in primavera. Per effetto dei meccanismi di difesa dal caldo e dall’arido (tipici della macchia mediterranea), la pianta presenta, se il clima è sufficientemente caldo ed arido in estate e tiepido in inverno, il fenomeno della estivazione: nel periodo estivo la pianta arresta quasi completamente la vegetazione, mentre ha il rigoglio di vegetazione e le fasi vitali (fioritura e fruttificazione) rispettivamente in tardo autunno o in inverno, ed in primavera. In climi più freschi ed umidi le fasi di vegetazione possono essere spostate verso l’estate. Comunque in estate, specie se calda, la pianta tende sempre ad entrare in una fase di riposo. La concimazione va effettuata per il reale utilizzo della pianta. Terreni troppo ricchi di azoto aumentano la produzione fogliare ma a discapito di essenze ed oli. Per tale motivo è bene valutare attentamente le scelte da fare in funzione della sua destinazione ultima. L’irrigazione ne migliora gli aspetti quantitativi ma va evitata nelle vicinanze dei periodi di raccolta per non compromettere la produzione di oli essenziali. Si consiglia inoltre di effettuare una concimazione di fondo con letame ben compostato. Essendo una pianta spontanea  e molto rustica non necessita di particolari concimazioni periodiche. Per aumentare l’equilibrio ecologico della vostra coltivazione si può consociare con: Salvia, Timo, Mentha piperita, Cavoli e Carote.
Anche se il rosmarino è una pianta molto rustica, caratteristica che migliora con buone tecniche di agricoltura biologica, i parassiti che possono interessare questa coltivazioni sono soprattutto: l’oidio e l’alternaria, tra le fungine ed afidi e tripidi tra gli insetti. Ottimo in questo caso sarebbe il trattamento con prodotti a base di equiseto (utili contro gli insetti e le malattie fungine) da effettuare alla prima comparsa degli attacchi fungini o di insetti.




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