Ulmus glabra

Ulmus glabra

L’Olmo montano (Ulmus glabra Huds.) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Ulmaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Hamamelidae, Ordine Urticales, Famiglia Ulmaceae e quindi al Genere Ulmus ed alla Specie U. glabra.

Etimologia –
Il termine Ulmus è connesso con la radice sanscrita al crescere. L’epiteto specifico glabra deriva da glăbĕr glabro, senza peli: pelato, privo di peli.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Olmo montano è una pianta di origine europea ed è distribuito in tutta Europa, dalla Spagna del Nord alla Scandinavia, ai Balcani fino ai monti Urali. In Italia lo si trova nelle Alpi e negli Appennini centrale e settentrionale ad una quota che varia dai 400 m ai 1400 m s.l.m. insieme ad altre latifoglie. Sono state inoltre trovate stazioni isolate di Ulmus glabra sulle Madonie settentrionali e sui Nebrodi in Sicilia; tali stazioni rappresentano il limite meridionale di distribuzione areale della specie in Europa.

Descrizione –
L’ Ulmus glabra è un albero che può raggiungere i 30 metri di altezza, con una chioma densa e ampia. Il tronco è diritto, con una scorza prima liscia e grigiastra, poi rugosa, grigio-bruna, screpolata e solcata verticalmente. Le foglie sono alterne, decidue, con un picciolo corto, obovate ellittiche, con margine doppiamente dentato, con la pagina superiore ruvida e di colore verde scuro e quella inferiore chiara e pelosa.
I fiori sono bisessuali e compaiono prima delle foglie; sono numerosi, di piccole dimensioni e con breve peduncolo; gli stimmi sono biforcuti, piumosi e gli stami terminano in appariscenti antere rosso-viola. I frutti sono delle samare di circa 3×2 centimetri, con seme al centro.

Coltivazione –
L’Olmo montano è una specie eliofila che comunque non soffre troppo nella mezzombra; predilige terreni non troppo compatti, fertili e areati, e a reazione neutra oppure sub-alcalina. Questa pianta viene riprodotta per seme subito dopo la raccolta, in primavera. Si possono anche raccogliere i semi ancora verdi, quando sono già maturi ma ancora non si sono ancora seccati sulla pianta. Il primo inverno dei semenzali va trascorso in serra e si può procede all’impianto subito dopo l’ultima gelata, nella tarda primavere o a inizio estate. Non si aspettano più di due anni prima di mettere a dimora la pianta, dato lo sviluppo veloce della stessa e il tipo di apparato radicale. La cultivar “Camperdownii” viene propagata per innesto sulla specie tipica. A differenza dell’Olmo campestre, l’olmo montano non produce spontaneamente polloni radicali.

Usi e Tradizioni –
L’olmo montano è un albero grande e maestoso, ideale come esemplare isolato in spazi molto ampi. Richiede un’area circostante che non ne limiti in alcun modo l’espandersi. Oltre all’uso ornamentale può essere utilizzato il suo legname, non particolarmente pregiato, che viene impiegato in lavori di costruzione. Il legno di Olmo montano, per ragioni cromatiche, è meno pregiato di quello di Olmo campestre, ma gli utilizzi sono gli stessi (produzione di mobili, parquet, oggetti in ebanisteria o destinati a forti sollecitazioni, rivestimenti di un certo pregio e parti sommerse di navi) dato che è comunque un legno elastico, pesante e compatto, oltre che resistente e quasi impossibile da rompere.

Modalità di Preparazione –
L’Ulmus glabra, oltre agli utilizzi ornamentali e per alcuni utilizzi del legname non ha altri usi alimentari o farmaceutici.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



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