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Picea koyamae

Picea koyamae

Il Peccio di Koyama (Picea koyamae Shiras., 1913) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Pinaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Pinophyta,
Classe Pinopsida,
Ordine Pinales,
Famiglia Pinaceae,
Genere Picea,
Specie P. koyamae.

Etimologia –
Il termine Picea, utilizzato già dai latini, potrebbe, secondo un’interpretazione etimologica, derivare da Pix picis = pece, in riferimento all’abbondante produzione di resina.
L’epiteto specifico koyamae è stato dato in onore del botanico giapponese Mitsua Koyama, che fu il primo a scoprire la specie nel 1911.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Picea koyamae è una conifera rara originaria dei monti Akaishi e dei monti Yatsugatake, nelle prefetture di Nagano e di Yamanashi, nella parte centrale dell’isola di Honshū, in Giappone.
Il suo habitat naturale è tra i 1100 e i 2000 m di quota, su suoli vulcanici nei monti Yatsugatake, mentre nei monti Akaishi si rinviene anche su suoli filladici, calcarei o sabbiosi. Si rinviene in piccoli gruppi di alberi in foreste miste con Larix kaempferi, Thuja standishii, Picea maximowiczii, Pinus koraiensis e Quercus mongolica var. grosseserrata.

Descrizione –
La Picea koyamae è una conifera che cresce fino a 25 metri con un unico tronco diritto che può raggiungere 60 cm di diametro. La chioma è piramidale o conica, aperta e più irregolare negli esemplari anziani ed i rami del primo ordine sono lunghi e slanciati, sviluppati orizzontalmente o assurgenti. Quelli del secondo ordine sono fitti e pendenti. I virgulti sono snelli, solidi, inizialmente di colore marrone-giallastro pallido, poi arancione-marrone più scuro, scanalati e rugosi, glabri o localmente pubescenti; i pulvini sono ben sviluppati, lunghi 1-1,5 mm.
La corteccia è di colore marrone e si sfoglia già da giovane; negli anni diventa quindi grigio-marrone o grigio-nerastra, divenendo rugosa.
Le foglie sono aghiformi, rigide, lineari, ricurve, superiormente di colore verde scuro, verde-bluastro inferiormente, lunghe 0,8-1,5 cm, di sezione rombica, con punte acute; hanno stomi disposti in 3-5 linee su tutte le quattro facce. Le gemme vegetative sono ovoidali-coniche, lunghe 4-13 mm, molto resinose; hanno perule triangolari-ovate, di colore marrone-chiaro o marrone-rosso, persistenti per anni.
Gli strobili maschili sono di colore giallastro, portati in posizione ascellare, a grappoli, lunghi 1-1,5 cm.
I coni femminili sono sessili, ovoidali-oblunghi o cilindrici, inizialmente eretti, poi pendenti a maturazione, con punte ottuse, lunghi 4-9 cm e larghi 3-3,5 cm, inizialmente verdi-purpurei o verdi, poi marroni-scuri. I macrosporofilli sono obovati-suborbicolari, leggermente convessi e spesso resinosi, con superficie abassiale liscia, finemente striata e glabra, lunghi 0,6-1,8 cm. Le brattee sono rudimentali, ligulate, lunghe 2-3 mm, totalmente incluse. I semi, di color marrone scuro, sono ovoidali-conici e lunghi 2-4 mm, con parte alata oblunga-ovata, lunga 5-10 mm, di colore marone-giallastro chiaro.

Coltivazione –
La Picea koyamae è un albero sempreverde che cresce in piccoli stand isolati in un’area limitata e l’area totale di occupazione è inferiore a 100 chilometri quadrati. Gli alberi che vengono persi a causa dei tifoni vengono normalmente sostituiti con altre specie a crescita più rapida e l’Unione internazionale per la conservazione della natura ha classificato l’albero come “in pericolo di estinzione”. Alcuni alberi sono in coltivazione come albero ornamentale.
La pianta si riproduce normalmente per seme.

Usi e Tradizioni –
La Picea koyamae è una conifera che venne scoperta nel 1911, e in seguito, una seconda sub-popolazione nel 1960, per un totale stimato di meno di mille esemplari adulti.
Questa pianta viene conosciuta in giapponese come: ヤツガタケトウヒ o やつがたけとうひ yatsugatake-touhi) ed è una conifera rara del Giappone.
Considerata la sua rarità non riveste alcuna importanza economica. Inadatta per le riforestazioni a causa della sua lenta crescita, è stata introdotto con successo nei giardini botanici del Nord-Europa e del Nordamerica.
Per quanto riguarda il suo stato di conservazione. con un areale primario stimato minore di 100 km², oltretutto frastagliato, e una popolazione decrescente di individui adulti che non supera le 1000 unità, la specie è fortemente esposta ai rischi derivanti dai cambiamenti climatici e dalla relativa modifica dell’habitat; per cui, come detto, viene quindi classificata come specie a rischio critico nella Lista rossa IUCN.

Modalità di Preparazione –
La Picea koyamae, anche per via della sua rarità non riveste alcun interesse né dal punto di vista alimentare né per l’utilizzo di legname.
Può ricoprire un certo ruolo come pianta ornamentale in habitat simili o come specie per i giardini botanici.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Fonte foto:
https://landscapeplants.oregonstate.edu/plants/picea-koyamae
https://medialib.naturalis.nl/file/id/WAG.1360216/format/large

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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