Un Mondo Ecosostenibile
ArboreeSpecie Vegetali

Picea jezoensis

Picea jezoensis

Il Peccio di Jezo (Picea jezoensis (Siebold & Zucc.) Carrière, 1855) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Pinaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Pinophyta,
Classe Pinopsida,
Ordine Pinales,
Famiglia Pinaceae,
Genere Picea,
Specie P. jezoensis.
Sono sinonimi i termini:
– Abies ajanensis (Fisch. ex Carrière) Rupr. & Maxim.;
– Abies ajanensis Lindl. & Gord.;
– Abies ajanensis var. microsperma (Lindl.) Mast.;
– Abies firma var. jezoensis (Siebold & Zucc.) Carrière;
– Abies jezoensis Siebold & Zucc.;
– Abies microsperma Lindl.;
– Picea ajanensis Fisch. ex Carrière;
– Picea ajanensis var. microsperma (Lindl.) Mast.;
– Picea ajanensis var. subintegerrima Trautv. & C.A.Mey.;
– Picea austromandshurica Silba;
– Picea jezoensis f. kamtchatkensis (Lacass.) S.L.Tung & Y.L.Chou;
– Picea jezoensis subsp. ajanensis (Fisch. ex Carrière) Silba;
– Picea jezoensis subsp. microsperma (Lindl.) Silba;
– Picea jezoensis var. ajanensis (Fisch. ex Carrière) W.C.Cheng & L.K.Fu;
– Picea jezoensis var. jezoensis;
– Picea jezoensis var. microsperma (Lindl.) W.C.Cheng & L.K.Fu;
– Picea kamtchatkensis Lacass.;
– Picea manshurica Nakai;
– Picea microsperma (Lindl.) Carrière;
– Picea yezomonii Beissn.;
– Pinus firma var. jezoensis (Siebold & Zucc.) Endl.;
– Pinus jezoensis (Siebold & Zucc.) Antoine;
– Pinus jezoensis f. microsperma (Lindl.) Voss;
– Pseudotsuga jezoensis (Siebold & Zucc.) W.R.McNab;
– Tsuga ajanensis (Fisch. ex Carrière) Regel;
– Veitchia japonica Lindl..
All’interno di questa specie si riconoscono due sottospecie:
– Picea jezoensis subsp. jezoensis;
– Picea jezoensis subsp. hondoensis (Mayr) P. A. Schmidt.

Etimologia –
Il termine Picea, utilizzato già dai latini, potrebbe, secondo un’interpretazione etimologica, derivare da Pix picis = pece, in riferimento all’abbondante produzione di resina.
L’epiteto specifico jezoensis deriva da Ezo, antico nome di Hokkaido e di altre isole a nord dell’isola giapponese di Honshu, dove si trova la specie.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Picea jezoensis è una conifera originaria della Cina (Jilin), della Russia (Magadan, Isole Curili, Sakhalin, Primorskij, Kamčatka e Chabarovsk), del Giappone (Hokkaidō e Honshū) e della Corea del Nord.
La pianta è sparsa su un areale che va dalle montagne del Giappone centrale e dai monti Changbai al confine tra Cina e Corea del Nord, a nord della Siberia orientale, tra cui Sikhote-Alin, Isole Curili, Sakhalin e Kamchatka.
Il suo habitat è quello delle foreste pluviali temperate fredde ma umide, dal livello del mare ai 2700 m di quota, su suoli podzolici, con precipitazioni annue comprese tra i 1000 e i 2500 mm. Forma foreste miste, usualmente con altre conifere come Tsuga diversifolia, specie di Abies, Larix e Pinus; tra le caducifoglie la più presente è Betula ermanii. Da nessuna parte il suo areale si estende per più di 400 km dall’Oceano Pacifico.

Descrizione –
La Picea jezoensis è un albero che cresce in altezza fino a 40-50 metri e con unico tronco diritto.
La corteccia inizialmente è ruvida e scanalata, di colore marrone nerastro o porpora-grigio scuro.
I rami del primo ordine sono lunghi, snelli e sviluppati orizzontalmente. I rami del secondo ordine sono cadenti, snelli e fitti. La chioma è piramidale o ampiamente conica. I virgulti sono solidi, snelli, prima di color giallo-pallido, poi giallo-arancione o marrone-rossastro, con superficie scanalata, rugosa, glabra o pubescente; i pulvini sono più scuri, lunghi 1 mm.
Le foglie sono aghiformi, di colore verde scuro nella parte superior, con due bande bianche inferiormente, lineari, dritte o leggermente ricurve, lunghe 1,2 cm, con punte acute o mucronate; queste hanno stomi nella pagina inferiore, disposti in 6-7 linee su due bande. Le gemme vegetative sono ovoidali-coniche, lunghe 5-8 mm, senza resina; hanno perule ottuse-triangolari, di colore arancione-marrone, persistenti per anni.
Gli strobili maschili sono di colore giallo, ascellari, disposti a gruppi pendenti sui virgulti, lunghi 1,5-2 cm.
I coni femminili sono sessili o con un corto peduncolo, di forma cilindrica, inizialmente eretti, poi pendenti a maturazione, lunghi 4-7 cm e larghi 2-3,5 cm, inizialmente verdi, poi marroni-rossastri o giallastri, con punte ottuse. I macrosporofilli sono numerosi, piccoli, obovati-oblunghi o rombici, molto sottili ma rigidi, lunghi 1-1,2 cm. Le brattee sono piccole, ligulate, con punte dentellate a cuspide, lunghe 4-5 mm, incluse e di color porpora. I semi, di color marrone chiaro, sono ovoidali-cuneati, lunghi 3 mm, con parte alata ovata-oblunga, lunga 6-10 mm.

Coltivazione –
La Picea jezoensis è un albero sempreverde che viene raccolto in natura per uso locale come cibo, medicina e fonte di materiali.
È una conifera che gradisce abbondante umidità alle radici; se coltivata in zone più aride deve essere dotata di un terreno umido e profondo. Tollera i terreni torbosi poveri e cresce anche in terreni umidi, freddi e poco profondi, ma non è molto resistente al vento in suoli poco profondi.
Dal punto di vista pedologico preferisce un pH compreso tra 4 e 6.
La pianta non gradisce l’ombra ed è intollerante all’inquinamento atmosferico.
Questa specie si ibrida facilmente con altri membri di questo genere.
La propagazione può avvenire per seme che si consiglia di stratificare per migliorare la germinazione, quindi se possibile seminare semi freschi in autunno in un ambiente freddo. Il seme conservato va invece seminato il più presto possibile durante l’anno in un ambiente freddo ed ombreggiato.
I semi non devono essere lasciati essiccare e devono essere conservati in un luogo fresco.
Le giovani piantine vanno poi poste in vasi singoli e tenute per il primo inverno in luogo protetto.
Si può propagare anche tramite talee di germogli terminali maturi, lunghi 5 – 10 cm, nel periodo di settembre/inizio autunno in una serra non riscaldata. Ci vogliono circa 12 mesi per radicare.
Anche le talee di legno da tenero a semi-maturo, possono essere messe a radicare all’inizio dell’estate in una zona protetta: La radicazione è lenta ma sicura.
Gli alberi dovrebbero essere trapiantati quando sono piuttosto piccoli, tra 30 e 90 cm. Gli alberi più grandi tollerano male il trapianto e formano un apparato radicale poco vigoroso.

Usi e Tradizioni –
La Picea jezoensis è una pianta conosciuta con vari nomi, tra cui: Yezo spruce o Jezo spruce (Inglese); エゾマツ Ezo-matsu (Giapponese); 卵果鱼鳞云杉 yu lin yunshan (Cinese), Ель аянская (Russo).
Questa conifera riveste una grande importanza economica per lo sfruttamento del suo legno, utilizzato nell’industria cartaria e per la fabbricazione di strumenti musicali. sempre più frequentemente in edilizia; in Kamchatka viene utilizzata per la costruzione delle locali abitazioni. Il legno è morbido, leggero, elastico e flessibile.
È una specie molto utilizzata per le riforestazioni, in particolare in Corea e Giappone, ma anche in Europa, dove però si è dimostrata sensibile alle gelate tardive; se ne conoscono poche cultivar, nonostante i vari tentativi di ibridazione con P. sitchensis, P. glauca e P. mariana.
La pianta riveste anche utilizzo commestibile.
Gli strobili maschili giovani vengono consumati crudi o cotti o utilizzati come aromatizzanti.
I coni immaturi vengono consumati cotti. La parte centrale, una volta arrostita, è dolce e sciropposa.
La corteccia interna essiccata e macinata in polvere viene usata come addensante nelle zuppe ecc. o aggiunta ai cereali per fare il pane.
Il seme può essere consumato crudo, tuttavia è poco pratico.
Dalle giovani punte dei germogli si può ricavare una tisana rinfrescante, ricca di vitamina C.
In campo medicinale sono vulnerarie.
Tra gli altri usi si ricorda che una resina ottenuta dal tronco dell’albero viene utilizzata in medicina.
Dalla corteccia si ricava il tannino.
Dalle foglie si ricava un olio essenziale.
Occasionalmente viene anche piantato come albero ornamentale in grandi giardini.
Dal punto di vista ecologico essendo una conifera con areale e popolazione vaste, viene classificata come specie a rischio minimo (least concern) nella Lista rossa IUCN.

Modalità di Preparazione –
La Picea jezoensis è una conifera che, oltre per l’utilizzo del legno trova impiego anche in campo alimentare e medicinale.
Si consumano gli strobili maschili giovani crudi o cotti o utilizzati come aromatizzanti.
I coni immaturi vengono consumati cotti e il cuore, una volta arrostito, è dolce e sciropposo.
La corteccia interna viene essiccata e macinata, ottenendo una polvere utile come addensante nelle zuppe ecc. o aggiunta ai cereali per fare il pane.
Il seme può essere consumato crudo.
Dalle giovani punte dei germogli si può ricavare una tisana rinfrescante, ricca di vitamina C.
Tra gli altri usi si ricorda che una resina ottenuta dal tronco dell’albero viene utilizzata in medicina.
Dalla corteccia si estrae il tannino e dalle foglie si ricava un olio essenziale.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *