“Nuove frontiere” dell’AgroForestazione
“Nuove frontiere” dell’AgroForestazione: Ernst Gotsh e Akira Miyawaki
Cogliamo negli ultimi decenni una tendenza, sia in Europa che nel mondo, allo sviluppo di nuovi sistemi agroforestali che se vogliamo vanno oltre i classici concetti sviluppatisi nell’ultimo secolo.
Concetti tanto antichi quanto moderni si intrecciano nelle sperimentazioni e presentano degli inaspettati risultati positivi che premiano l’intuito coraggioso di ricercatori come ad esempio: l’agronomo svizzero Ernst Gotsh e il botanico giapponese Akira Miyawaki. Immaginate oltre 40 anni di pubblicazioni scientifiche di entrambi che richiederebbero urgenti aggiornamenti sia negli insegnamenti universitari, che agli agricoltori nelle loro pratiche agronomiche aziendali.
L’ultima glaciazione (detta anche Glaciazione Würm in Europa o Glaciazione Wisconsin in Nord America) è l’ultima fase del Pleistocene, caratterizzata da un forte avanzamento dei ghiacciai.
• È iniziata circa 115.000 anni fa.
• Ha raggiunto il massimo glaciale attorno a 20.000-18.000 anni fa.
• È terminata circa 11.700 anni fa, con l’inizio dell’Olocene, l’epoca interglaciale in cui viviamo oggi.
Dall’ultima glaciazione ad oggi, anche con la diffusione di alcune pratiche in agricoltura e pastorizia, per diverse fonti, ha portato ad un risultato di riduzione a -20.000.000 km2 di cui foresta perduta.
Quel che rimane in agricoltura oggi sono quelle poche specie forestali addomesticate dall’uomo per l’alimentazione umana, ma (con le relative conseguenze negative) orfane di amici che per millenni hanno vissuto in simbiosi. Tutto questo oggi più di prima sostiene la validità di principi come: coltura promiscua, consociazione, fitosociologia e fitocenosi, allelopatia positiva: chimica diretta (rilascio di fitormoni o altri metaboliti stimolanti).
Il recupero del patrimonio genetico di specie Autoctone rimaste e contributo all’arricchimento della Biodiversità sono da più parti invocate come misure da adottare urgentemente. Ecco perché si dovrebbero “mettere gli agricoltori al centro della ricerca attraverso schemi di ricerca partecipata quali il miglioramento genetico partecipativo”. L’agricoltore È visto come il “custode” dei semi.
Recentemente in Italia è nata giuridicamente la figura del ‘’Agricoltore Custode dell’ambiente e del territorio’’ (in vigore il 29 marzo 2024 la legge del 28 febbraio 2024, n. 24). Sono gli imprenditori agricoli, singoli o associati (ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile), nonché le società cooperative del settore agricolo e forestale, che orientano naturalmente le scelte aziendali, comprendendo azioni volte a preservare e rilanciare la Biodiversità e le specie Autoctone, e tanto altro ancora. Le disposizioni contenute nella legge 24/2024 prevedono inoltre il riconoscimento dei criteri di premialità, tra cui la riduzione dei tributi.
Vediamo alcune pillole delle affermazioni di entrambi gli studiosi che hanno in comune la tecnica di piantare a distanze molto ravvicinate.
Ernst Gotsh:
1) con-creare agroecosistemi simili nelle forme e nelle dinamiche agli ecosistemi originali e naturali del luogo dove si interviene.
2) i parassiti li chiama agenti di ispezione del dipartimento di ottimizzazione del processo di vita.
3) Micorrize: endofiti (batteri e funghi) partecipano al ciclo rizofagico.
4) ‘’Piantiamo l’acqua’’: La foresta libera gas chiamati composti organici volatili biogenici = genera pioggia.
5) Progetto Agenda Gotsh: sistemi agroforestali successionali, multistrato, dinamici.
6) Da sistemi equilibrati si passa a sistemi armonici: flusso dinamico , integra la non linearità.
Akira Miyawaki:
1) (PNV) vegetazione naturale potenziale: è il tipo di vegetazione naturale che potrebbe prendere piede se nel sito in questione non si attestasse presenza umana per lungo periodo di tempo.
2) Archeobotanica o Paleoetnobotanica sono la base nella progettazione, orientata a prediligere le Climax.
• L’Onu parla di foreste primarie: sono quelle autoctone in grado di autorigenerarsi e la Fao afferma: la foresta c’ è se in mezzo ettaro, almeno il 10% della superficie è coperta da alberi, con alberi che raggiungono almeno 5 m e con una copertura della chioma (canopy cover) superiore al 10%.
Il cerchio si chiude a conferma del grande contributo rivoluzionario di Ernst Gotsh e Akira Miyawaki quando da più fonti autorevoli, avvalorando le potenzialità della Biodiversità, si citano spesso concetti come:
1) Diversità funzionale : concetto che si riferisce alla varietà dei caratteri tra specie diverse che attivano funzioni ecosistemiche.
2) Ridondanza funzionale: diversità di più specie all’interno del medesimo ecosistema, all’interno di ciascun gruppo funzionale è parimenti importante.
3) Sinfitosociologia o fitosociologia paesaggistica: scienza che studia il dinamismo tra diversi stadi vegetazionali ricostruendo in particolare le diverse vegetazioni naturali potenziali e le serie di vegetazione in modo sincronico.
4) Autoctoni perché: importanti per ricchezza e diversità genetica, per essersi adattati alle condizioni locali ambientali, e hanno maggiori probabilità di interagire flora, fauna e microrganismi locali, rendendo l’ecosistema più produttivo e resiliente agli stress esterni.
5) L’alley cropping, noto anche come alley farming, è un sistema agroforestale innovativo che combina la coltivazione delle colture con la piantumazione strategica di alberi o arbusti in filari o viali.
5) Un numero minimo di specie (BEF, biodiversità-funzione) è essenziale per il funzionamento di un ecosistema in condizioni costanti, e un numero più ampio è necessario per mantenere stabilità dei processi ecosistemici in ambienti sottoposti a cambiamenti ( Science).
6) Servizi ecosistemici: beni e servizi che l’uomo ottiene direttamente o indirettamente dalle funzioni ecosistemiche (miglioramento della qualità dell’aria, mitigazione climatica, fitodepurazione delle acque superficiali, ecc.).
Un viaggio affascinante nell’agroecologia: scopri come natura e agricoltura possono crescere insieme.
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Ecco fatto le ‘’Nuove Frontiere’’ dell’AgroForestazione:
1) Produzione di Crediti di Carbonio (carbon farming), con valore anche economico (monetizzazione di un Servizio Ecosistemico).
2) Rapporto di Superficie Equivalente (Land Equivalent Ratio, LER), che confronta le rese ottenute dalla consociazione di due o più specie rispetto alle rese ottenute dalla loro coltivazione in purezza. In sintesi, più alto è il LER, maggiore è il “guadagno di terra” ottenuto dal sistema misto rispetto alle monocolture. È dunque un ottimo indicatore di sostenibilità ed efficienza produttiva. Quindi il LER è un indice che misura l’efficienza d’uso del suolo in sistemi di coltivazione intercalata o agroforestali rispetto alle monocolture.
3) Poliproduzione e Multireddito nella stessa superficie: opportunità economiche per l’agricoltore anche con pochi ettari a disposizione, semplicemente utilizzando la Biodiversità e le sue Conoscenze.
Ringraziamo Ernst Gotsh e Akira Miyawaki che come professionisti e come uomini, in maniera geniale dopo l’ultima glaciazione, sono riusciti nella fusione tra AgroEcologia e Forestazione, accogliendo (con una sana R&F, Research & Development) coraggiosamente intuizioni, risultati di indagini e sperimentazioni in modo libero e amorevole per il benessere dell’Uomo e del pianeta Terra.
Paolo Ciro D’Apolito
Cell: 328/2496072
Mail: paolomariamichele@gmail.com
Per approfondimenti rimandiamo alla lettura dei libri:
– Mini-Forest Revolution, ed. TerraNuova;
– Vivere in Sintropia, ed. TerraNuova.
