Il Mediterraneo dell’agroecologia si mette in rete
Il Mediterraneo dell’agroecologia si mette in rete: nasce una comunità oltre i confini
Una mappa digitale per trovare chi lavora sul campo, una rete per condividere ricerche e opportunità, un congresso per far incontrare esperienze e competenze. AEMED costruisce un nuovo spazio mediterraneo dedicato all’agroecologia. E guarda già al 2027, quando la Sicilia ospiterà il secondo Congresso Mediterraneo.
C’è un’agricoltura che si vede nei campi e una che, sempre più, si costruisce attraverso lo scambio di conoscenze.
È quella dell’agroecologia: un universo nel quale agricoltori, ricercatori, tecnici, università, associazioni, istituzioni e comunità sperimentano ogni giorno nuove risposte alle grandi questioni che attraversano l’agricoltura mediterranea.
Come rendere più resilienti le produzioni di fronte al cambiamento climatico? Come proteggere il suolo e la biodiversità? Come utilizzare meglio una risorsa sempre più preziosa come l’acqua? Come mantenere vive le economie rurali e favorire il ricambio generazionale?
Le risposte non si trovano tutte nello stesso luogo. E proprio per questo mettere in rete chi sta già lavorando su queste sfide può diventare parte della soluzione.
È questa l’idea alla base di AEMED – Mediterranean Agroecology Network, la rete mediterranea per l’agroecologia che ha sviluppato weAEMED, una piattaforma pensata per rendere visibili persone, organizzazioni, competenze ed esperienze distribuite nei diversi territori del Mediterraneo.
Una mappa che racconta chi sta cambiando l’agricoltura
Aprire weAEMED significa entrare in una mappa. Ma dietro ogni punto ci sono persone e progetti.
La Mappa weAEMED è attiva dal 1° settembre 2026 e si trova quindi ancora nella sua prima fase di sviluppo. È una rete giovane, aperta e in continua crescita: nuovi soggetti possono entrare, presentare le proprie attività e contribuire ad ampliare progressivamente la rappresentazione dell’ecosistema agroecologico mediterraneo.
Aziende agricole, associazioni, università, centri di ricerca, professionisti, cooperative, enti e organizzazioni possono presentare le proprie attività e competenze, diventando parte di una rete nella quale trovare possibili interlocutori e partner.
Infatti è una differenza sostanziale; si tratta di una banca dati dice chi esiste; una rete che prova a far capire chi può incontrare chi.
Un’azienda che sperimenta pratiche agroecologiche può trovare un ricercatore interessato allo stesso tema. Un’organizzazione può individuare un partner per un progetto. Un giovane professionista può entrare in contatto con realtà che operano in altri Paesi mediterranei.
La tecnologia, in questo caso, serve soprattutto a ridurre le distanze.
E proprio perché la Mappa è stata appena avviata, il suo sviluppo dipenderà anche dalla capacità della comunità di partecipare: ogni nuovo aderente contribuisce a rendere la rete più ampia, rappresentativa e utile.
Non solo una mappa: informazioni, bandi, ricerche e tecniche
C’è poi un secondo livello, meno visibile ma altrettanto importante.
L’adesione alla rete AEMED non significa soltanto comparire sulla piattaforma. Significa entrare in un circuito nel quale far circolare informazioni e conoscenze sull’agroecologia.
News, ricerche, studi, tecniche e pratiche, bandi, opportunità, eventi e iniziative diventano parte di un flusso informativo rivolto a chi opera nel settore o ne segue l’evoluzione.
In un mondo nel quale le opportunità e le conoscenze sono spesso frammentate tra siti istituzionali, università, centri di ricerca, organizzazioni e territori, la possibilità di avere un punto di riferimento comune può facilitare l’accesso alle informazioni.
È anche questo, in fondo, il significato di una comunità: non soltanto sapere chi ne fa parte, ma condividere ciò che ciascuno scopre e costruisce.
Il primo passo è stato ad Agrigento
La storia recente di AEMED passa da Agrigento.
Nel giugno 2025 la città siciliana ha ospitato il primo Congresso Mediterraneo di Agroecologia, un appuntamento che ha portato allo stesso tavolo ricerca, agricoltura, istituzioni, organizzazioni e società civile.
Il confronto ha attraversato alcuni dei nodi più urgenti dell’agricoltura mediterranea: clima, acqua, suolo, biodiversità, sistemi alimentari, ricerca, formazione, innovazione e politiche pubbliche.
Ma il congresso ha avuto anche un’altra funzione: far incontrare persone che, pur lavorando sugli stessi temi, spesso operano in mondi e territori separati.
Da quell’incontro è emersa l’esigenza di dare continuità alle relazioni.
weAEMED è uno degli strumenti attraverso i quali questa continuità può essere costruita.
Ora lo sguardo è rivolto al 2027
Il prossimo appuntamento è già fissato.
Dal 7 al 10 giugno 2027, ad Altavilla Milicia, in provincia di Palermo, si terrà il secondo Congresso Mediterraneo di Agroecologia – AEMED 2027.
La nuova edizione punta a proseguire il confronto avviato ad Agrigento, mettendo al centro ricerca, pratiche agroecologiche, innovazione e territori mediterranei.
Il programma prevede sessioni scientifiche, workshop, tavole rotonde e momenti dedicati alle esperienze sul campo. I temi comprendono, tra gli altri, sistemi alimentari mediterranei, salute del suolo, biodiversità, resilienza climatica, gestione dell’acqua, agroforestazione, comunità rurali, educazione e ricerca.
Ma c’è un aspetto particolarmente interessante per chi vive quotidianamente l’agroecologia.
Dalla ricerca ai campi: spazio agli abstract scientifici ed esperienziali
AEMED 2027 non sarà soltanto un appuntamento per il mondo accademico.
A breve sarà possibile iscriversi al congresso e presentare abstract scientifici o esperienziali.
È un’apertura significativa perché consente di portare al centro del confronto non soltanto i risultati della ricerca, ma anche le esperienze maturate direttamente nei territori.
Un’azienda agricola, un tecnico, un’associazione o una comunità potranno quindi contribuire al dibattito raccontando pratiche, sperimentazioni, percorsi e risultati.
Allo stesso modo, ricercatori e università potranno presentare studi e nuove conoscenze.
È proprio nel punto d’incontro tra questi due mondi che l’agroecologia trova una delle sue caratteristiche più interessanti: la conoscenza non viene soltanto prodotta nei laboratori, ma anche costruita nei campi e nelle comunità.
Le modalità per la presentazione degli abstract e per l’iscrizione al congresso saranno rese disponibili a breve attraverso i canali ufficiali di AEMED.
Visita la mappa e, se vuoi, entra a far parte della comunità agroecologica
Perché proprio il Mediterraneo?
Il Mediterraneo è un mosaico dove cambiano le colture, i sistemi agricoli, le economie, le tradizioni e le condizioni ambientali. Ma molte delle sfide sono condivise.
L’acqua è una questione sempre più centrale. Il cambiamento climatico mette sotto pressione produzioni e territori. La perdita di biodiversità e il degrado dei suoli rappresentano problemi che non si fermano alle frontiere. E in molte aree rurali resta aperta la questione del ricambio generazionale.
Per questo AEMED guarda al Mediterraneo non come a un territorio uniforme, ma come a un grande laboratorio di esperienze diverse che possono imparare l’una dall’altra.
La rete prova a costruire proprio questo spazio di scambio.
La Sicilia come crocevia
Non è un caso che il secondo congresso si tenga nuovamente in Sicilia.
L’isola è geograficamente al centro del Mediterraneo e rappresenta, allo stesso tempo, un territorio nel quale convivono produzioni agricole tradizionali, innovazione, ricerca e numerose esperienze legate all’agroecologia.
Portare qui il congresso significa trasformare per alcuni giorni la Sicilia in un punto d’incontro tra esperienze provenienti da diversi Paesi mediterranei.
Ma significa anche portare il congresso fuori dalle aule.
Le visite tecniche e gli incontri con le realtà territoriali permetteranno infatti di osservare direttamente pratiche e sistemi agricoli, mettendo in relazione il confronto teorico con ciò che accade concretamente nei campi.
Una rete che può cambiare il modo di incontrarsi
Il valore di un progetto come AEMED non si misura soltanto con il numero degli iscritti o delle organizzazioni presenti.
La vera questione è se una rete riesca a produrre relazioni utili.
Se un’informazione condivisa porta a un progetto. Se un bando permette a due organizzazioni di collaborare. Se una ricerca trova un’azienda disposta a sperimentare. Se una tecnica sviluppata in un territorio viene conosciuta e adattata in un altro.
È in questi passaggi che una piattaforma digitale smette di essere soltanto uno strumento informatico.
Diventa infrastruttura di una comunità.
E la Mappa, essendo online soltanto dal 1° settembre 2026, ha davanti a sé proprio questa fase di crescita: ampliarsi con nuovi aderenti, nuove esperienze e nuove competenze, fino a diventare una fotografia sempre più completa dell’agroecologia mediterranea.
Il prossimo appuntamento è già scritto
Il percorso cominciato ad Agrigento nel 2025 prosegue quindi attraverso una rete sempre più strutturata e guarda già al 2027.
Da una parte c’è weAEMED, con la sua Mappa, attiva dal settembre 2026 e in continua espansione, e la possibilità di conoscere gli attori dell’agroecologia mediterranea.
Dall’altra c’è AEMED, con le sue attività, le informazioni, le opportunità e il lavoro di connessione tra territori.
E poi ci sono i congressi, momenti nei quali la comunità può incontrarsi fisicamente, discutere, presentare ricerche ed esperienze e costruire nuove collaborazioni.
Il prossimo appuntamento sarà in Sicilia, dal 7 al 10 giugno 2027.
E nei prossimi mesi la rete entrerà nella fase operativa del congresso: sarà possibile iscriversi e proporre abstract scientifici o esperienziali.
Per chi studia l’agroecologia, per chi la insegna, per chi la sperimenta nei campi e per chi lavora ogni giorno nei territori, sarà un’occasione per portare la propria esperienza dentro un confronto che ambisce a superare i confini nazionali.
Perché il futuro dell’agricoltura mediterranea non dipenderà soltanto dalle nuove tecniche.
Dipenderà anche dalla capacità di condividere ciò che funziona, mettere in comune ciò che si impara e costruire reti capaci di attraversare i confini.
È questa la scommessa di AEMED.
E weAEMED è lo spazio nel quale quella scommessa comincia a prendere forma, dal 1° settembre 2026, punto dopo punto, territorio dopo territorio.

