Makalu

Makalu

Il monte Makalu (nella lingua del Nepal: मकालु, in Cina: 马卡鲁山, in Pinyin: Mǎkǎlǔ Shān) è la quinta montagna più alta della Terra.
Questa montagna ha un’altezza di 8.463 m s.l.m., appartiene alla catena dell’Himalaya ed è localizzato sul confine tra Nepal e Tibet, a circa 22 km a est del monte Everest.

Geografia –
Dal punto di vista geografico il Makalu è una vetta isolata e dall’aspetto imponente: questo monte è infatti costituito da una piramide quasi perfetta con quattro creste taglienti. È considerato fra le più difficili montagne da scalare a causa della completa esposizione delle sue pareti ai venti. Poche sono le scalate effettuate ed è uno degli ultimi ottomila ad essere stato scalato in inverno.
A circa 3 km a nord-nordovest della vetta principale ma separata da essa da una sella chiamata colle del Makalu (Makalu La), troviamo la vetta secondaria del Kangchungtse (chiamato anche Makalu II), di 7.678 m s.l.m., un’altra sella separa invece il Kangchuntse dal Chomo Lönzo (7.815 m s.l.m.). Ad est della vetta principale si trova la cima secondaria chiamata Makalu Sud-Est (8.010).
Il Makalu è all’interno del Parco nazionale del Makalu-Barun.

Storia –
L’etimologia del nome Makalu non è chiara anche se si ipotizza che provenga da una deformazione del termine sanscrito Maha – kala (grande tempo), uno degli appellativi con cui era chiamata la divinità indù Shiva; secondo altre fonti il termine deriverebbe da un lemma tibetano che tradotto significa “grande nero” con evidente riferimento al colore dei graniti scuri visibili sui versanti della montagna.
Il primo tentativo di scalata di questa vetta risale alla primavera del 1954; fu operato da una spedizione statunitense guidata dallo scienziato appassionato di alpinismo William Siri (1919-2004). La spedizione affrontò la parete sud-est ma si fermò a quota 7.100. Una spedizione neozelandese, alla quale partecipò anche Sir Edmund Hillary, tentò nella stessa primavera del 1954 di raggiungere la cima della montagna, ma anch’essa non ebbe successo a causa delle condizioni meteorologiche.
La vetta del Makalu fu conquistata il 15 maggio 1955 da Lionel Terray e Jean Couzy, appartenenti ad una spedizione francese condotta da Jean Franco, Guido Magnone e Sirdar Gyaltsen Norbu che lo raggiunsero il giorno seguente, seguiti da Bouvier, da S. Coupe, da Leroux e da A. Vialatte. La squadra francese lo affrontò dalla parete nord e dalla cresta di nordest, attraverso la via della sella situata tra il Makalu ed il Kangchungtse (Makalu-La) da quel momento chiamata “via francese”.
La prima donna a fare la scalata fu la statunitense Kitty Calhoun Grissom, il 18 maggio 1990.
La prima donna italiana a salire il Makalu è stata Cristina Castagna, che ha raggiunto la vetta il 12 maggio 2008.
Infine la prima ascensione invernale risale al 9 febbraio 2009 e fu operata da Simone Moro e Denis Urubko.
Purtroppo il 27 gennaio 2006 lo scalatore francese Jean-Christophe Lafaille scomparve sul Makalu tentando la prima salita invernale, anche in solitaria.
Inoltre il 18 maggio 2004, lo scalatore ucraino Vladislav Terzyul vi ha trovato la morte; non si sa con certezza se avesse raggiunto la cima, per questo la sua presenza nella lista di coloro che hanno scalato tutti gli Ottomila è dibattuta.
Il monte Makalu vanta altre scalate e da versanti differenti.
Il cammino per raggiungerne la base non è semplice in quanto si tratta di una vetta che implica il superamento del maggior dislivello, visto che si parte dai 470 metri da Thumlingtar per arrivare ai 8.462 metri della vetta. Il lungo trekking di avvicinamento implica inoltre un continuo saliscendi che mette a dura prova gli alpinisti che si dirigono verso il campo base, spesso non ancora perfettamente acclimatati nel primo stadio della spedizione.

Flora –
Come detto il monte Makalu rientra all’interno del Parco nazionale del Makalu-Barun che presenta un’alta diversità di tipi di foresta che sono caratteristici dell’Himalaya orientale, che vanno dalla foresta tropicali con dipterocarpaceae su un’altitudine di 400 m alle conifere subalpine che arrivano ad un’altitudine di 4000 m. Gli aspetti delle foreste variano in base alla disponibilità stagionale di umidità, alla temperatura e alla copertura nevosa a diverse altitudini e pendenze. Le foreste al di sotto dei 2000 m sono fortemente influenzate dall’agricoltura di sussistenza, cosicché solo alcuni giacimenti di importanza ecologica rimangono lì. Sopra i 2000 m le foreste sono generalmente estese poiché il clima fresco e umido sopprime l’attività agricola. Le foreste si estendono su cinque zone bioclimatiche:
– tropicale – sotto 1000 m con basamenti di Sal;
– subtropicale – da 1000 a 2000 m con i basamenti di Schima e Castanopsis;
– temperato inferiore e superiore – da 2000 a 3000 m con specie sempreverdi a foglia larga di varietà di querce, lauraceae, alloro e latifoglie di acero e magnolia;
– subalpino – da 3000 a 4000 m con piantagioni di betulle dell’Himalaya e abete dell’Himalaya orientale (Abies spectabilis); lungo un passaggio dai pendii esterni, meridionali alle valli interne questi stand sono dominati da conifere come ginepro e abete.

Fauna –
Nell’area protetta troviamo un habitat adatto per un’ampia varietà di specie faunistiche che, ovviamente, si vanno rarefacendo man mano che si sale di quota.
Ci sono 315 specie di farfalle, 43 specie di rettili e 16 specie di anfibi. 78 specie di pesci abitano i numerosi stagni, laghi e fiumi. Gli ornitologi hanno registrato 440 specie di uccelli, che vanno dalle aquile e altri rapaci alle cicogne collolanoso e ai nettarinidi dai colori brillanti. Le 16 specie di uccelli rare o protette includono il parrocchetto dal collare, il martin pescatore di Blyth, il martin pescatore dalle orecchie bianche, la pitta dalla nuca azzurra, il pigliamosche blu chiaro, la cincia sultana, la mesia guanceargento, il garrulo spinoso e la yuhina nucabianca.
Le 88 specie di mammiferi includono leopardo delle nevi, leopardo indiano, leopardo nebuloso, gatto della giungla, gatto leopardo, sciacallo dorato, lupo himalayano, volpe rossa, panda rosso, orso nero, langur Hanuman, macaco di Assam, tahr dell’Himalaya, goral grigio, cervo, cervo muschiato, muntjak, capricorno ell’Himalaya, cinghiale, scoiattolo volante, lontre, linsang maculato, donnola degli Altai e marmotta. Nel maggio 2009, gli zoologi hanno scattato la prima foto trappola di un gatto dorato asiatico ad un’altitudine di 2517 m.

Guido Bissanti




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