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Rosmarino

Il Rosmarino (Rosmarinus officinalis, L., 1753) è un piccolo arbusto perenne aromatico utilizzato sia in cucina che per le sue proprietà farmaceutiche.

Origini e Storia –
Il Rosmarino è una pianta originario di un areale compreso tra ’Europa, Asia e Africa, è ora spontaneo nell’area mediterranea nelle zone litoranee, garighe, macchia mediterranea, dirupi sassosi e assolati dell’entroterra, dove cresce dal livello del mare fino alla zona collinare.
Nei tempi antichi, i popoli consideravano il rosmarino una pianta dalle doti eccezionali, sia per le sue qualità aromatiche che terapeutiche.
Di fatto, fino al II sec. d.C. questa pianta non era utilizzata come ingredienti di cucina; fu poi Galeno ne identificò la virtù digestiva. Da allora il rosmarino iniziò quel percorso gastronomico che la portò a diventare quell’aroma italiano per eccellenza, che nelle calde giornate estive emana il suo aroma intenso e gradevole, trasportato dalle brezze marine.
Il rosmarino è una pianta d’elezione nella nostra penisola e molto gradita anche nella Francia del sud, benché nelle cucine degli altri paesi del bacino mediterraneo non incontri lo stesso apprezzamento. Grazie al gusto intenso si adatta ad accompagnare pesce, carne e molte verdure. Non può mancare con le patate arrosto e viene spesso usata per spennellare d’olio la carne e il pesce cotto alla griglia. L’erba fresca ha un aroma più delicato rispetto a quella secca, e può essere usata anche in cottura.
Il rosmarino, che in Italia è noto anche come “ramerino”, sembrerebbe derivi il suo nome dal latino “ros” (rugiada) e “maris” (del mare), ma un’altra tesi lo farebbe provenire dal greco “rops” (arbusto) e “myrinos” (odoroso).
Presso gli Egizi veniva considerato un elemento magico, i cui rametti erano in grado di procurare l’immortalità perché pur recisi si mantenevano freschi nel tempo. I Romani fecero del rosmarino il simbolo della morte e dell’amore. In onore degli dei ne bruciavano i rametti per purificare l’aria durante i sacrifici, e Orazio consigliava: “Se vuoi guadagnarti la stima dei defunti, porta loro corone di rosmarino e di mirto”.
Il rosmarino era una pianta dedicata a Venere, era ritenuto un afrodisiaco che se preso in dosi massicce poteva provocare l’aborto. Le sue proprietà corroboranti trovavano applicazione sia nel “vino al rosmarino”, sia nel cosiddetto “bagno di rosmarino”, quest’ultimo indicato per stimolare la circolazione sanguigna e rendere molto sensibile al tatto la pelle.
Nel XVII sec. alla corte di Francia divenne di gran moda una particolare preparazione detta “Acqua della Regina d’Ungheria”, fatta distillando due parti di fiori di rosmarino e tre di alcol. Quest’acqua era considerata una panacea, re Luigi XIV la assumeva per curare la gotta, mentre Madame de Sévigné la portava in tasca per profumarsi la pelle. Dall’Ottocento, poco alla volta, l’Acqua della Regina venne sostituita da un’altra preparazione al rosmarino: l’Acqua di Colonia.
Inoltre nella medicina popolare il rosmarino viene impiegato per uso interno a tonificare la memoria; per uso esterne (olio essenziale) a combattere dolori muscolari o reumatici.

Descrizione –
Il rosmarino è un arbusto perenne sempreverde che forma dei piccoli cespugli.
Le foglie sono caratteristiche, con forma stretta e lunga, e sono le parti maggiormente profumate, per cui si usano come spezia.
I fiori del rosmarino sono di colore tra il bianco e il viola e compaiono in primavera e sono commestibili come le foglie.

Principi attivi –
Il Rosmarino è una pianta ricca di olio essenziale, contenendone non meno dell’1,5%. L’olio essenziale è composto da canfora (dal 15 al 25%), 1-8 cineolo (dal 15 al 30%), alfa-pinene (25%), borneolo libero ed esterificato (dal 3 al 10%) bornyl-acetato, canfene (dal 10 al 20%), p-cimene e da molti altri composti presenti in piccole quantità.
I composti fenolici sono rappresentati da una dozzina di flavonoidi e da numerosi acidi fenolici.
Ritroviamo anche dei diterpeni triciclici e una certa quantità di tannini e di steroli.
Sono presenti anche dei triterpeni.

Proprietà ed Usi –
Le proprietà medicali del rosmarino fanno di questa pianta una eccezionale fonte per una serie di azioni.
Viene infatti tradizionalmente utilizzato per le sue proprietà epatoprotettive, favorente la produzione di bile e facilitante i processi digestivi. Il rosmarino raddoppia la secrezione biliare entro 60 minuti dalla somministrazione, con una durata d’azione di circa due ore. Il rosmarino è un potente inibitore della lipoperossidazione (un grave danno causato dai radicali liberi) a livello degli epatociti, e tale attività è molto importante nello spiegare l’azione epatoprotettiva di questa droga. L’olio essenziale di rosmarino è dotato di attività spasmolitica sulla muscolatura liscia del tubo gastroenterico, con un’efficacia leggermente inferiore a quella della menta.
Possiede, innoltre azione antiossidante/antiradicalica; infatti molto interessante è l’attività antiossidante di questa pianta, legata essenzialmente alla presenza di acido rosmarinico e di difenoli diterpenici, in particolare l’acido carnosolico, il carnosolo e il rosmanolo. Uno studio in laboratorio ha evidenziato che il carnosolo, il rosmanolo e l’epirosmanolo, tutti fenoli diterpenici presenti nel fitocomplesso del rosmarino, hanno un’azione inibitoria sulla lipoperossidazione e sull’ossidazione delle particelle di colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo).
Nel dettaglio, i rametti e le foglie raccolti da maggio a luglio e fatti seccare all’ombra hanno proprietà aromatiche, stimolanti l’appetito e le funzioni digestive, stomachici, carminativi, utili nelle dispepsie atoniche e gastralgie, tonici e stimolanti per il sistema nervoso, il fegato e la cistifellea. Da alcuni autori viene inoltre consigliato per affezioni generiche come tosse o asma.
Oltre agli usi medicinali illustrati più sotto il rosmarino viene utilizzato:
– Come pianta ornamentale nei giardini, per bordure, aiuole e macchie arbustive, o per la coltivazione in vaso su terrazzi.
– Nell’industria cosmetica come shampoo per ravvivare il colore dei capelli o come astringente nelle lozioni; nelle pomate e linimenti per le proprietà toniche. In profumeria, l’olio essenziale ricavato dalle foglie, viene utilizzato per la preparazione di colonie, come l’Acqua d’Ungheria.
– Come insettifugo o deodorante nelle abitazioni (se ne bruciano i rametti secchi).
– Per la produzione di un miele monoflorale in quanto i fiori sono particolarmente bottinati dalle api, perché piante mellifere.
– In campo alimentare, sotto forma di estratto, viene usato come additivo dotato di proprietà antiossidante ed etichettato con la sigla E392. Se ne conoscono 5 tipi designato con acronimi: AR: estratto ottenuto da un estratto alcolico di rosmarino parzialmente aromatizzato; ARD: estratto ottenuto da un estratto alcolico di rosmarino aromatizzato; D74: estratto ottenuto da foglie secche di rosmarino per estrazione con anidride carbonica supercritica; F62: estratto ottenuto da foglie secche di rosmarino per estrazione con acetone; RES: estratto ottenuto da per estrazione con esano ed acetone e poi decolorato e dearomatizzato.
Tra le controindicazioni ricordiamo:
– Ipersensibilità o allergie verso uno o più componenti. Gravidanza o allattamento (fitoterapici) poiché nell’animale riduce l’impianto dello zigote. Periodo pre-operatorio. L’olio essenziale a canfora è controindicato in persone che soffrono di epilessia. Causa infatti, specialmente in casi di sovradosaggio, irritazioni, convulsioni, vomito e principi di paralisi respiratorie.
Tra gli effetti collaterali si segnala che: l’olio essenziale può dare fenomeni di eccitazione con fascicolazioni muscolari, per una sua attività eccitatoria a livello del sistema nervoso centrale. Se ne sconsiglia l’uso per via interna.

Preparazioni –
Per il suo utilizzo ottimale, se non avete lo avete a portata di mano, coltivato in un vaso o nell’orto, la prima cosa da fare è acquistare il rosmarino in perfette condizioni.
Si consiglia di scegliere i rametti che non presentano zone annerite o di consistenza molliccia, con foglie aghiformi ben attaccate, di colore grigio-verde, senza aree giallastre o brune. Il profumo deve essere intenso, caldo, pungente e resinoso.
L’ideale è poi usarlo appena acquistato o colto nell’orto, nel caso non sia possibile farlo, avvolgete il rametto di rosmarino in un foglio di carta da cucina leggermente umida e conservatelo in frigorifero, per 4-5 giorni rimarrà perfetto. Lavatelo solo poco prima di utilizzarlo.
Il rosmarino, comunque, si conserva a lungo se fatto essiccare, per farlo appendete con dello spago dei rametti di rosmarino capovolti in luoghi asciutti, moderatamente caldi e al riparo dalla luce. Le foglie man mano che diventeranno secche tenderanno a staccarsi per cui mettete sotto ai rametti dei contenitori per raccoglierle. Quando saranno tutte secche, togliete anche quelle che sono rimaste attaccate ai rametti, conservatele infine (intere o sbriciolate) in un barattolo di vetro con chiusura ermetica, lontano da luce, umidità e calore. Con il rosmarino essiccato potete fare un ottimo olio aromatizzato, per farlo sminuzzate finemente le foglie di rosmarino secche e fatele macerare in olio extravergine d’oliva per circa 10 giorni. Al termine di questo periodo filtrate l’olio in modo da togliere il rosmarino, avendo cura di spremerlo bene.
Negli impieghi in cucina, il sapore aromatico del rosmarino si sposa perfettamente con il pesce, l’agnello, il maiale e il pollame, non esitate dunque a cospargere le foglie di rosmarino (anche tritate volendo) carne e pesce se li cucinate in forno, alla griglia o in padella. Potete anche usarlo per marinare. A tal proposito bene sapere che la carne alla griglia andrebbe messa sul barbecue solo dopo averla marinata con del rosmarino ed eventualmente anche altre spezie, dal momento che secondo una ricerca della Kansas State University il rosmarino contiene delle sostanze in grado di ridurre il livello di elementi cancerogeni che si sviluppano con questo tipo di cottura. Utilizzatelo inoltre su farinata e focaccia fatte in casa.
Col rosmarino si possono, inoltre, preparare bevande, infusi e tisane.
Servite i vostri cocktail con dei rametti di rosmarino, ne aumenterà la freschezza. Inoltre il rosmarino si abbina con alcuni alcolici; è ottimo con vodka e gin; fra gli analcolici con bevande e succhi a base di frutta, in particolare è perfetto servito con della limonata o drink al limone. Ma con il rosmarino si possono anche fare infusi e tisane: basta lasciare le foglie in infusione per 5-6 minuti in acqua bollente.
Negli impieghi terapeutici si possono fare alcuni usi:
– Per uso esterno il macerato in vino applicato localmente è antireumatico; mentre il macerato in alcool, revulsivo, viene usato per frizioni anche del cuoio capelluto; possiede qualità analgesiche e quindi viene applicato per dolori reumatici, artriti.
– Per uso esterno se ne usa l’infuso per gargarismi, lavaggi e irrigazioni cicatrizzanti; o per cataplasmi antinevralgici e antireumatici; aggiunto all’acqua da bagno serve come corroborante, purificante e per tonificare la pelle.
– I fiori raccolti da maggio ad agosto, hanno proprietà simili alle foglie; in infuso per uso esterno sono vulnerari, stimolanti, curativi della leucorrea e per la lotta ai pidocchi pubici.
– Farmacologicamente, si prepara un’essenza e un’acqua contro l’alopecia o pomate per gli eczemi.
– Dalle foglie, in corrente di vapore, come detto, si estrae l’olio essenziale di rosmarino, per un 1% in peso, liquido incolore o giallognolo, contenente pinene, canfene, cineolo, eucaliptolo, canfora e borneolo. A seconda del chemotipo della pianta vengono ottenuti diversi oli essenziali:
• un chemiotipo produce un olio ricco in eucaliptolo, che stimola la secrezione delle ghiandole gastriche dell’apparato digerente e respiratorio, responsabile degli effetti sulla digestione e dell’attività mucolitica.
• Un chemiotipo produce un olio ricco in canfora, un chetone che può essere invece utilizzabile come antireumatico per uso locale, ma responsabile di effetti tossici sul SNC, quando usato per via orale. Un chemiotipo, invece, produce olio ricco in borneoloe derivati, come previsto dalla farmacopea, meglio indicato nella patologia spastica delle vie biliari. ed infine uno in cui abbondano il borneolo ed i suoi derivati.

Guido Bissanti

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.





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Rosemary

Rosemary (Rosmarinus officinalis, L., 1753) is a small aromatic perennial shrub used both in cooking and for its pharmaceutical properties.

Origins and History –
Rosemary is a plant native to an area between Europe, Asia and Africa, it is now spontaneous in the Mediterranean area in the coastal areas, garrigues, Mediterranean scrub, stony and sunny cliffs in the hinterland, where it grows from sea level to hilly area.
In ancient times, peoples considered rosemary a plant with exceptional qualities, both for its aromatic and therapeutic qualities.
In fact, until the second century. A.D. this plant was not used as cooking ingredients; it was then Galen identified its digestive virtue. Since then, rosemary began that gastronomic journey that led it to become that Italian aroma par excellence, which on hot summer days exudes its intense and pleasant aroma, carried by sea breezes.
Rosemary is a plant of choice in our peninsula and very appreciated also in southern France, although in the kitchens of the other Mediterranean countries it does not meet the same appreciation. Thanks to its intense taste, it adapts to accompany fish, meat and many vegetables. It cannot be missing with roasted potatoes and is often used to brush meat and fish cooked on the grill with oil. Fresh grass has a more delicate aroma than dry grass, and can also be used in cooking.
Rosemary, which in Italy is also known as “ramerino”, seems to derive its name from the Latin “ros” (dew) and “maris” (from the sea), but another thesis would make it come from the Greek “rops” ( shrub) and “myrinos” (odorous).
Among the Egyptians it was considered a magical element, the twigs of which were able to procure immortality because even if cut, they remained fresh over time. The Romans made rosemary the symbol of death and love. In honor of the gods, the twigs were burned to purify the air during the sacrifices, and Horace advised: “If you want to earn the esteem of the deceased, bring them rosemary and myrtle crowns”.
Rosemary was a plant dedicated to Venus, it was considered an aphrodisiac which if taken in massive doses could cause abortion. Its invigorating properties found application both in the “rosemary wine” and in the so-called “rosemary bath”, the latter indicated to stimulate blood circulation and make the skin very sensitive to touch.
In the seventeenth century. at the French court a particular preparation called “Water of the Queen of Hungary” became fashionable, made by distilling two parts of rosemary flowers and three of alcohol. This water was considered a panacea, King Louis XIV hired it to cure gout, while Madame de Sévigné carried it in her pocket to perfume her skin. From the nineteenth century, little by little, the Queen’s water was replaced by another preparation with rosemary: the Cologne water.
Furthermore, in folk medicine, rosemary is used for internal use to tone memory; for external use (essential oil) to combat muscle or rheumatic pain.

Description –
Rosemary is an evergreen perennial shrub that forms small bushes.
The leaves are characteristic, with a narrow and long shape, and are the most fragrant parts, so they are used as a spice.
The flowers of rosemary are white to purple in color and appear in spring and are edible like leaves.

Active principles –
Rosemary is a plant rich in essential oil, containing no less than 1.5% of it. The essential oil is composed of camphor (15 to 25%), 1-8 cineol (15 to 30%), alpha-pinene (25%), free and esterified borneol (3 to 10%) bornyl-acetate , camphene (10 to 20%), p-cymene and many other compounds present in small quantities.
Phenolic compounds are represented by a dozen flavonoids and numerous phenolic acids.
We also find tricyclic diterpenes and a certain amount of tannins and sterols.
There are also triterpenes.

Properties and Uses –
The medical properties of rosemary make this plant an exceptional source for a number of actions.
It is in fact traditionally used for its hepatoprotective properties, favoring the production of bile and facilitating digestive processes. Rosemary doubles the biliary secretion within 60 minutes of administration, with a duration of action of about two hours. Rosemary is a powerful lipoperoxidation inhibitor (a serious damage caused by free radicals) at the level of the hepatocytes, and this activity is very important in explaining the hepatoprotective action of this drug. Rosemary essential oil has spasmolytic activity on the smooth muscles of the gastrointestinal tract, with slightly less efficacy than mint.
It also has an antioxidant / anti-free radical action; in fact, the antioxidant activity of this plant is very interesting, essentially linked to the presence of rosmarinic acid and diterpene diphenols, in particular carnosolic acid, carnosol and rosmanol. A laboratory study has shown that carnosol, rosmanol and epirosmanol, all diterpene phenols present in the phytocomplex of rosemary, have an inhibitory action on lipoperoxidation and oxidation of LDL cholesterol particles (the so-called bad cholesterol).
In detail, the twigs and leaves collected from May to July and dried in the shade have aromatic properties, stimulating appetite and digestive, stomachic, carminative functions, useful in atonic and gastralgia dyspepsias, tonic and stimulating for the nervous system. , the liver and gallbladder. It is also recommended by some authors for generic conditions such as cough or asthma.
In addition to the medicinal uses illustrated below, rosemary is used:
– As an ornamental plant in gardens, for borders, flower beds and shrubs, or for growing in pots on terraces.
– In the cosmetic industry as a shampoo to revive hair color or as an astringent in lotions; in ointments and liniments for tonic properties. In perfumery, the essential oil obtained from the leaves is used for the preparation of colonies, such as Hungarian water.
– As insect repellent or deodorant in homes (dry twigs are burned).
– For the production of a monofloral honey as the flowers are particularly bottled by bees, because they are honey plants.
– In the food sector, in the form of an extract, it is used as an additive with antioxidant properties and labeled with the initials E392. 5 types are known, designated by acronyms: AR: extract obtained from an alcoholic extract of partially flavored rosemary; ARD: extract obtained from an alcoholic flavored rosemary extract; D74: extract obtained from dry rosemary leaves by extraction with supercritical carbon dioxide; F62: extract obtained from dry rosemary leaves by extraction with acetone; RES: extract obtained by extraction with hexane and acetone and then bleached and dearomatized.
Contraindications include:
– Hypersensitivity or allergies to one or more components. Pregnancy or breastfeeding (phytotherapy) since it reduces the zygote implant in the animal. Pre-operative period. Camphor essential oil is contraindicated in people suffering from epilepsy. In fact, it causes, especially in cases of overdose, irritation, convulsions, vomiting and principles of respiratory paralysis.
Among the side effects, it should be noted that: essential oil can give excitement phenomena with muscle fasciculations, for its excitatory activity at the level of the central nervous system. Internal use is not recommended.

Preparations –
For its optimal use, if you don’t have it on hand, grown in a pot or in the vegetable garden, the first thing to do is to buy rosemary in perfect condition.
It is advisable to choose the twigs that do not have blackened areas or of a soft consistency, with well-attached needle-like leaves, of gray-green color, without yellowish or brown areas. The perfume must be intense, warm, pungent and resinous.
The ideal is then to use it as soon as it is purchased or picked from the garden, if it is not possible, wrap the sprig of rosemary in a slightly damp sheet of kitchen paper and keep it in the refrigerator, for 4-5 days it will remain perfect. Wash it just before using it.
The rosemary, however, is kept for a long time if dried, to make it hang with the twig of the sprigs of rosemary upside down in dry places, moderately warm and protected from light. The leaves as they become dry will tend to come off, so put containers under the twigs to collect them. When they are all dry, also remove those that have remained attached to the twigs, finally store them (whole or crumbled) in a glass jar with an airtight seal, away from light, humidity and heat. With dried rosemary you can make an excellent flavored oil, to make it finely chop the dried rosemary leaves and let them macerate in extra virgin olive oil for about 10 days. At the end of this period, filter the oil in order to remove the rosemary, taking care to squeeze it well.
When used in the kitchen, the aromatic flavor of rosemary goes perfectly with fish, lamb, pork and poultry, so do not hesitate to sprinkle the leaves of rosemary (even chopped if desired) meat and fish if you cook them in the oven, grilled or in a pan. You can also use it for marinating. In this regard, it is good to know that grilled meat should only be put on the barbecue after marinating it with rosemary and possibly other spices, since according to research by Kansas State University, rosemary contains substances that can reduce the level of elements. carcinogens that develop with this type of cooking. Also use it on homemade porridge and focaccia.
With rosemary you can also prepare drinks, infusions and herbal teas.
Serve your cocktails with sprigs of rosemary, the freshness will increase. In addition, rosemary goes well with some spirits; it is excellent with vodka and gin; among non-alcoholic drinks and fruit-based juices, in particular it is perfect served with lemonade or lemon drinks. But with rosemary you can also make infusions and herbal teas: just leave the leaves to infuse for 5-6 minutes in boiling water.
In therapeutic uses, some uses can be made:
– For external use, the locally macerated wine is anti-rheumatic; while the alcoholic macerate, revulsive, is also used for friction of the scalp; it has analgesic qualities and is therefore applied for rheumatic pain, arthritis.
– For external use, its infusion is used for gargling, washing and healing irrigation; o for antinevralgic and antirheumatic poultices; added to bath water it serves as an invigorating, purifying and to tone the skin.
– The flowers collected from May to August, have properties similar to the leaves; infused for external use they are vulnerable, stimulant, curative of leucorrhea and for the fight against pubic lice.
– Pharmacologically, an essence and water are prepared against alopecia or ointments for eczema.
– As mentioned, the essential oil of rosemary is extracted from the leaves in a stream of steam, for 1% by weight, colorless or yellowish liquid, containing pinene, camphene, cineole, eucalyptol, camphor and borneol. Different essential oils are obtained according to the plant chemotype:
• a chemotype produces an oil rich in eucalyptol, which stimulates the secretion of the gastric glands of the digestive and respiratory systems, responsible for the effects on digestion and mucolytic activity.
• A chemotype produces an oil rich in camphor, a ketone that can instead be used as an antirheumatic for local use, but responsible for toxic effects on the CNS, when used orally. A chemotype, on the other hand, produces oil rich in borneoloe derivatives, as required by the pharmacopoeia, better indicated in the spastic pathology of the biliary tract. and finally one in which borneol and its derivatives abound.

Guido Bissanti

Warning: The information shown is not medical advice and may not be accurate. The contents are for illustrative purposes only and do not replace medical advice.





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Romero

El romero (Rosmarinus officinalis, L., 1753) es un pequeño arbusto aromático perenne utilizado tanto en la cocina como por sus propiedades farmacéuticas.

Orígenes e historia –
El romero es una planta nativa de un área entre Europa, Asia y África, ahora es espontánea en el área mediterránea en las zonas costeras, garrigas, matorrales mediterráneos, acantilados pedregosos y soleados en el interior, donde crece desde el nivel del mar hasta zona montañosa.
En la antigüedad, los pueblos consideraban al romero una planta con cualidades excepcionales, tanto por sus cualidades aromáticas como terapéuticas.
De hecho, hasta el siglo II. ANUNCIO. esta planta no se usó como ingredientes para cocinar; Fue entonces cuando Galen identificó su virtud digestiva. Desde entonces, el romero comenzó ese viaje gastronómico que lo llevó a convertirse en ese aroma italiano por excelencia, que en los calurosos días de verano exuda su aroma intenso y agradable, transportado por la brisa marina.
El romero es una planta de elección en nuestra península y muy apreciada también en el sur de Francia, aunque en las cocinas de los otros países de la cuenca mediterránea no tiene la misma apreciación. Gracias a su intenso sabor, se adapta para acompañar pescados, carnes y muchas verduras. No puede faltar con papas asadas y a menudo se usa para cepillar carne y pescado cocinado a la parrilla con aceite. La hierba fresca tiene un aroma más delicado que la hierba seca, y también se puede usar en la cocina.
El romero, que en Italia también se conoce como “ramerino”, parece derivar su nombre del latín “ros” (rocío) y “maris” (del mar), pero otra tesis lo haría venir del griego “rops” ( arbusto) y “mirinos” (olorosos).
Entre los egipcios se consideraba un elemento mágico, cuyas ramitas podían obtener la inmortalidad porque, incluso si se cortaban, se mantenían frescas con el tiempo. Los romanos hicieron del romero el símbolo de la muerte y el amor. En honor a los dioses, las ramitas fueron quemadas para purificar el aire durante los sacrificios, y Horace aconsejó: “Si quieres ganar la estima del difunto, tráeles coronas de romero y mirto”.
El romero era una planta dedicada a Venus, se consideraba un afrodisíaco que, si se tomaba en dosis masivas, podría causar un aborto. Sus propiedades vigorizantes encontraron aplicación tanto en el “vino de romero” como en el llamado “baño de romero”, este último indicado para estimular la circulación sanguínea y hacer que la piel sea muy sensible al tacto.
En el siglo XVII. En la corte francesa se puso de moda una preparación particular llamada “Agua de la Reina de Hungría”, hecha destilando dos partes de flores de romero y tres de alcohol. Esta agua se consideraba una panacea, el rey Luis XIV la contrató para curar la gota, mientras que Madame de Sévigné la llevaba en el bolsillo para perfumar su piel. Desde el siglo XIX, poco a poco, el agua de la Reina fue reemplazada por otra preparación con romero: el agua de Colonia.
Además, en medicina popular, el romero se usa para uso interno para tonificar la memoria; para uso externo (aceite esencial) para combatir el dolor muscular o reumático.

Descripción –
El romero es un arbusto perenne de hoja perenne que forma pequeños arbustos.
Las hojas son características, con una forma estrecha y larga, y son las partes más fragantes, por lo que se usan como especia.
Las flores del romero son de color blanco a púrpura y aparecen en primavera y son comestibles como las hojas.

Principios activos
El romero es una planta rica en aceite esencial, que contiene no menos del 1,5%. El aceite esencial está compuesto de alcanfor (15 a 25%), 1-8 cineol (15 a 30%), alfa-pineno (25%), borneol libre y esterificado (3 a 10%) acetato de borilo , camphene (10 a 20%), p-cimeno y muchos otros compuestos presentes en pequeñas cantidades.
Los compuestos fenólicos están representados por una docena de flavonoides y numerosos ácidos fenólicos.
También encontramos diterpenos tricíclicos y una cierta cantidad de taninos y esteroles.
También hay triterpenos.

Propiedades y Usos –
Las propiedades médicas del romero hacen de esta planta una fuente excepcional para una serie de acciones.
De hecho, se usa tradicionalmente por sus propiedades hepatoprotectoras, favoreciendo la producción de bilis y facilitando los procesos digestivos. Rosemary duplica la secreción biliar dentro de los 60 minutos de la administración, con una duración de acción de aproximadamente dos horas. El romero es un potente inhibidor de la lipoperoxidación (un daño grave causado por los radicales libres) a nivel de los hepatocitos, y esta actividad es muy importante para explicar la acción hepatoprotectora de este medicamento. El aceite esencial de romero tiene actividad espasmolítica en el músculo liso del tracto gastrointestinal, con un poco menos de eficacia que la menta.
También tiene una acción antioxidante / anti-radicales libres; de hecho, la actividad antioxidante de esta planta es muy interesante, esencialmente vinculada a la presencia de ácido rosmarínico y diterpeno difenoles, en particular ácido carnosólico, carnosol y rosmanol. Un estudio de laboratorio ha demostrado que el carnosol, el rosmanol y el epirosmanol, todos los fenoles de diterpeno presentes en el fitocomplejo del romero, tienen una acción inhibitoria sobre la lipoperoxidación y la oxidación de las partículas de colesterol LDL (el llamado colesterol malo).
En detalle, las ramitas y las hojas recolectadas de mayo a julio y secadas a la sombra tienen propiedades aromáticas, estimulantes del apetito y funciones digestivas, estomacales, carminativas, útiles en dispepsias atónicas y de gastralgia, tónicas y estimulantes para el sistema nervioso. , el hígado y la vesícula biliar. Algunos autores también lo recomiendan para afecciones genéricas como la tos o el asma.
Además de los usos medicinales ilustrados a continuación, se usa romero:
– Como planta ornamental en jardines, para bordes, macizos de flores y arbustos, o para el cultivo en macetas en terrazas.
– En la industria cosmética como champú para revivir el color del cabello o como astringente en lociones; en ungüentos y linimentos para propiedades tónicas. En perfumería, el aceite esencial obtenido de las hojas se utiliza para la preparación de colonias, como el agua húngara.
– Como repelente de insectos o desodorante en los hogares (se queman ramitas secas).
– Para la producción de una miel monofloral, ya que las flores son particularmente embotelladas por las abejas, porque son plantas de miel.
– En el sector alimentario, en forma de extracto, se utiliza como aditivo con propiedades antioxidantes y se etiqueta con las iniciales E392. Se conocen 5 tipos, designados por acrónimos: AR: extracto obtenido de un extracto alcohólico de romero parcialmente aromatizado; ARD: extracto obtenido de un extracto de romero con sabor alcohólico; D74: extracto obtenido de hojas secas de romero por extracción con dióxido de carbono supercrítico; F62: extracto obtenido de hojas secas de romero por extracción con acetona; RES: extracto obtenido por extracción con hexano y acetona y luego blanqueado y queromatizado.
Las contraindicaciones incluyen:
– Hipersensibilidad o alergias a uno o más componentes. Embarazo o lactancia (fitoterapia) ya que reduce el implante de cigoto en el animal. Periodo preoperatorio. El aceite esencial de alcanfor está contraindicado en personas que sufren de epilepsia. De hecho, causa, especialmente en casos de sobredosis, irritación, convulsiones, vómitos y principios de parálisis respiratoria.
Entre los efectos secundarios, debe tenerse en cuenta que: el aceite esencial puede generar fenómenos de excitación con las fasciculaciones musculares, por su actividad excitadora a nivel del sistema nervioso central. No se recomienda el uso interno.

Preparaciones –
Para su uso óptimo, si no lo tiene a mano, cultivado en una maceta o en el huerto, lo primero que debe hacer es comprar romero en perfectas condiciones.
Es aconsejable elegir las ramitas que no tienen áreas ennegrecidas o con una consistencia suave, con hojas como agujas bien adheridas, de color gris-verde, sin áreas amarillentas o marrones. El perfume debe ser intenso, cálido, picante y resinoso.
Lo ideal es usarlo tan pronto como se compre o recoja del jardín, si no es posible, envuelva la ramita de romero en una hoja de papel de cocina ligeramente húmeda y guárdela en el refrigerador, durante 4-5 días permanecerá perfecta. Lávelo justo antes de usarlo.
El romero, sin embargo, se mantiene durante mucho tiempo si está seco, para que cuelgue con la ramita de las ramitas de romero boca abajo en lugares secos, moderadamente cálido y protegido de la luz. Las hojas a medida que se secan tenderán a desprenderse, así que coloque recipientes debajo de las ramas para recogerlas. Cuando estén todos secos, también retire los que han quedado adheridos a las ramitas, finalmente almacénelos (enteros o desmenuzados) en un frasco de vidrio con un sello hermético, lejos de la luz, la humedad y el calor. Con el romero seco puede hacer un excelente aceite aromatizado, para picar finamente las hojas secas de romero y macerarlas en aceite de oliva virgen extra durante unos 10 días. Al final de este período, filtre el aceite para eliminar el romero, con cuidado de exprimirlo bien.
Cuando se usa en la cocina, el sabor aromático del romero combina perfectamente con el pescado, el cordero, el cerdo y las aves de corral, así que no dude en espolvorear las hojas de romero (incluso picadas si lo desea) con carne y pescado si los cocina en el horno. a la parrilla o en una sartén. También puedes usarlo para marinar. En este sentido, es bueno saber que la carne a la parrilla solo se debe poner en la barbacoa después de marinarla con romero y posiblemente otras especias, ya que según la investigación de la Universidad Estatal de Kansas, el romero contiene sustancias que pueden reducir el nivel de elementos. carcinógenos que se desarrollan con este tipo de cocción. Úselo también en gachas caseras y focaccia.
Con el romero también puedes preparar bebidas, infusiones y tisanas.
Sirva sus cócteles con ramitas de romero, la frescura aumentará. Además, el romero va bien con algunos espíritus; es excelente con vodka y ginebra; entre las bebidas no alcohólicas y los jugos a base de frutas, en particular, es perfecto para servir con limonada o bebidas de limón. Pero con el romero también puedes hacer infusiones y tisanas: solo deja que las hojas se infundan durante 5-6 minutos en agua hirviendo.
En usos terapéuticos, se pueden hacer algunos usos:
– Para uso externo, el vino macerado localmente es antirreumático; mientras que el macerado alcohólico, revulsivo, también se usa para la fricción del cuero cabelludo; Tiene cualidades analgésicas y, por lo tanto, se aplica para el dolor reumático, la artritis.
– Para uso externo, su infusión se usa para hacer gárgaras, lavar y curar el riego; o para cataplasmas antineválgicas y antirreumáticas; agregado al agua del baño sirve como vigorizante, purificante y para tonificar la piel.
– Las flores recogidas de mayo a agosto, tienen propiedades similares a las hojas; infundidos para uso externo son vulnerables, estimulantes, curativos de la leucorrea y para la lucha contra los piojos púbicos.
– Farmacológicamente, una esencia y agua se preparan contra la alopecia o ungüentos para el eccema.
– Como se mencionó, el aceite esencial de romero se extrae de las hojas en una corriente de vapor, al 1% en peso, líquido incoloro o amarillento, que contiene pineno, canfeno, cineol, eucaliptol, alcanfor y borneol. Se obtienen diferentes aceites esenciales según el quimiotipo de la planta:
• un quimiotipo produce un aceite rico en eucaliptol, que estimula la secreción de las glándulas gástricas de los sistemas digestivo y respiratorio, responsables de los efectos sobre la digestión y la actividad mucolítica.
• Un quimiotipo produce un aceite rico en alcanfor, una cetona que en su lugar se puede usar como antirreumático para uso local, pero responsable de los efectos tóxicos en el SNC, cuando se usa por vía oral. Un quimiotipo, por otro lado, produce aceite rico en derivados de borneoloe, como lo requiere la farmacopea, mejor indicado en la patología espástica del tracto biliar. y finalmente uno en el que abundan el borneol y sus derivados.

Guido Bissanti

Advertencia: La información que se muestra no es un consejo médico y puede no ser precisa. El contenido es solo para fines ilustrativos y no reemplaza el consejo médico.





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