Colchicina

Colchicina

La colchicina, il cui termine nella nomenclatura IUPAC è: 7-acetamido-6,7-dihydro-1,2,3,10-tetramethoxybenzo[a]heptalen-9(5H)-one e la cui formula bruta o molecolare è: C22H25NO6, è un alcaloide che si trova e si può estrarre in piante del genere Colchicum (soprattutto del Colchicum autumnale) ma è presente anche in piante del genere Gloriosa, Androcymbium e Merendera.
La sua struttura chimica è stata definitivamente individuata solo nel 1955 da H. Corrodi, E. Hardegger. La colchicina si presenta sotto forma di polvere giallastra e inodore, cristallina o amorfa ed è assai solubile in cloroformio, etanolo e acqua.
La colchicina trova attualmente impiego per il trattamento della gotta ma, secondo alcune ricerche, sembra essere utile in svariate sindromi con fenomeni flogistici. La colchicina, inoltre, viene utilizzata per alleviare i sintomi della “Febbre Mediterranea Familiare” (FMF), una malattia autoinfiammatoria facente parte della categoria “Febbri Periodiche” (FP).
Inoltre, negli ultimi anni, la colchicina è stata impiegata, a livello cardiologico, nel trattamento delle pericarditi e nella prevenzione delle recidive di tale processo infiammatorio del pericardio (come la Sindrome di Dressler).

Nel caso della gotta, il meccanismo di azione della colchicina non è ancora noto, pur tuttavia si ipotizza che agendo su alcune proteine all’interno dell’organismo può alleviare i sintomi della gotta.
La colchicina, in genere, si assume per via orale sotto forma di compresse o capsule. Può, però, essere somministrata anche tramite iniezioni direttamente in vena.
Tra gli effetti collaterali, nell’uso della colchicina, ricordiamo che questo alcaloide può rendere più sensibile alle infezioni. Per questo è importante evitare il contatto con persone alle prese con malattie infettive e informare il medico in caso di febbre, mal di gola, rash o brividi.
Inoltre, il farmaco può abbassare le piastrine, esponendo a un maggior rischio di lividi e emorragie.
Fra gli altri possibili effetti collaterali dell’uso della colchicina sono inclusi: diarrea, nausea, mal di stomaco e vomito.
È bene contattare quindi, subito un medico, in caso di presenza o sintomi di: rash, orticaria, prurito, difficoltà respiratorie, senso di oppressione al petto, gonfiore di bocca, volto, labbra o lingua, dolori, sensibilità o debolezza ai muscoli (con o senza febbre o affaticamento), intorpidimento o pizzicore alle dita di mani o piedi, labbra, lingua o palmi delle mani pallidi o grigi, stanchezza o debolezza insolite.
Inoltre la colchicina non deve essere assunta nel caso in cui si soffra di disturbi epatici o renali e si stiano assumendo alcuni farmaci specifici.
Un’altra raccomandazione è quella di non bisogna mangiare pompelmo o bere il suo succo, durante il trattamento con questo alcaloide.
Inoltre prima di iniziare ad assumere colchicina è importante informare il medico: di eventuali allergie al principio attivo, ai suoi eccipienti o a qualsiasi altro farmaco o alimento degli altri medicinali, dei fitoterapici e degli integratori che si stanno assumendo. Stessa accortezza se si soffre (o si è sofferto) di problemi epatici o renali o in caso di gravidanza o allattamento al seno.

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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