Le Foreste

Le Foreste

Ecco un’analisi della situazione delle foreste mondiali con alcuni dati e soprattutto le carte della distribuzione nei singoli continenti.
L’importanza delle foreste nel mantenimento degli equilibri ecologici ed ambientali (biodiversità, qualità dell’aria, regimentazione idriche, ecc.) è una delle questioni che investono maggiormente l’attenzione della politica mondiale. Dagli ultimi dati 2015 della FAO emerge che abbiamo raggiunto ormai un record negativo preoccupante: il ritmo della scomparsa delle foreste tropicali, sempre stando ai dati della Fao, è incredibile: 26 ettari persi ogni minuto di ogni giorno. Come dire l’equivalente di 37 campi di calcio.
Vediamo quali sono le cause della distruzione:
1. per due terzi la cintura verde sparisce per dar posto ad allevamenti di bestiame e ad agricoltura intensiva.
2. Un terzo scompare per estrazione del legname a fini commerciali. Ogni anno, secondo la Fao vanno in fumo foreste grandi come Portogallo e la Svizzera messi insieme.
Ora sappiamo che meno foreste abbiamo, meno ossigeno viene prodotto e più anidride carbonica si accumula producendo l’effetto serra.
Per questo motivo è sempre più attivo un movimento di opinione per la protezione del mantello verde del Pianeta.
Un movimento che coinvolge sempre più scienziati, biologi e ambientalisti, alcuni governi nazionali, organizzazioni mondiali, e persino alcune industrie dell’estrazione e della lavorazione del legname.
In gioco ci sono problemi da risolvere come le quote di emissione di anidride carbonica di ogni singolo stato e la ratifica del Protocollo di Kyoto sulla riduzione dei gas serra nel mondo.

Si è discusso di questo a Marrakesh, in Marocco, nell’ultima conferenza degli stati interessati per decidere di quanto ridurre le emissioni di anidride carbonica. Si è proposto di ripiantare foreste, di evitare i tagli a raso, di estrarre il legname (una risorsa rinnovabile) in maniera compatibile con l’ecologia e la protezione della natura.
Dagli orientamenti di queste prime conferenze sembrerebbe che le foreste saranno oggetto di politica diversa nel nostro futuro.
La popolazione della terra ha sempre più bisogno di ossigeno per vivere.
La FAO, nel suo ultimo rapporto, ci dice che alla attività delle foreste sono interessati direttamente 60 milioni di popoli indigeni oltre ad un miliardo e 200 milioni di persone che dipendono economicamente da esse.
Per invertire la rotta di distruzione delle foreste è stato fondato nel 1993 un organismo importante che è l’FSC (Forest Stewardship Council) con sede ad Oaxaca, in Messico.
A tutt’oggi 24 milioni e mezzo di foreste sono state certificate da 20 enti accreditati nel mondo.
La certificazione sta a dimostrare dire che nessuna pianta viene tagliata a sproposito; che viene operata una politica di salvaguardia del patrimonio boschivo e che quindi le superfici invece di diminuire aumentano.
Tale azione è attuata soprattutto in Europa (paesi come la Scandinavia) e paesi dell’Est: ben16 milioni e mezzo di ettari.
Nel resto del mondo, come nelle Americhe, in Asia e in Africa i tagli e gli incendi continuano a ritmi pesanti. In Africa esiste ancora e purtroppo uno sfruttamento massiccio di foreste tropicali vergini, come nel Camerun nella Sierra Leone ed in Liberia.
Un comitato di esperti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha messo in evidenza, in un rapporto del dicembre 2000, come l’industria liberiana del legno «è coinvolta in attività illecite, ed una grande quantità di introiti è impiegata per finanziare attività fuori bilancio, tra cui l’acquisto clandestino di armi».
Per fortuna esistono casi in cui, come in Amazzonia, in Brasile, alcuni programmi di intervento stanno operando una massiccia opera di educazione ambientale per far comprendere come sia controproducente, per la stessa esistenza e sopravvivenza delle popolazioni locali continuare a bruciare la foresta a vantaggio di un’agricoltura non sostenibile nel ungo periodo.
Negli ultimi tempi si è assistito, nelle aree dove questo programma è stato attivato ad una diminuzione degli incendi boschivi.
Vale la pena però di guardare la copertura forestale per ogni regione del pianeta per comprendere meglio, ad oggi, qual è la situazione mondiale.

Guido Bissanti




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