Mimetismo batesiano

Mimetismo batesiano

Il mimetismo batesiano è una forma di mimetismo utilizzato da alcune specie innocue che si sono evolute per imitare i segnali di allarme di una specie nociva al fine di difendersi verso un predatore di entrambi.
Il termine di mimetismo batesiano prende il nome dal naturalista inglese (Leicester 1825 – Londra 1892), a seguito del suo lavoro sulle farfalle nelle foreste pluviali del Brasile.
Il mimetismo batesiano è una delle forme di mimetismo utilizzata dagli esseri viventi ma esistono molte altre forme, alcune molto simili in linea di principio, altre molto differenti. Il mimetismo batesiano è spesso contrapposto al mimetismo mulleriano, che è una forma di convergenza reciprocamente vantaggiosa tra due o più specie nocive.

Esempi tipici di mimetismo batesiano sono quelli di ditteri innocui che imitano imenotteri pericolosi; oppure si ricorda la innocua farfalla Papilio dardanus, le cui femmine imitano varie specie di farfalle non commestibili dei generi Amaris e Danaus.
Alcune popolazioni mimetiche hanno evoluto più forme (polimorfismo), consentendo loro di imitare diversi modelli diversi e quindi di ottenere una maggiore protezione. Il mimetismo batesiano non è sempre perfetto. Sono state proposte varie spiegazioni per questo, comprese le limitazioni nella cognizione dei predatori.
Mentre i segnali visivi hanno attirato la maggior parte degli studi, il mimetismo batesiano può utilizzare altre forme come l’inganno di tutti i sensi; alcune falene imitano i segnali di avvertimento degli ultrasuoni inviati da falene sgradevoli a battere i predatori, costituendo un mimetismo uditivo batesiano.

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