Scaphoideus titanus

Scaphoideus titanus

La cicalina della flavescenza dorata (Scaphoideus titanus Ball) è un insetto omottero appartenente alla famiglia dei Cicadellidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Auchenorrhyncha, Infraordine Cicadomorpha, Superfamiglia Membracoidea, Famiglia Cicadellidae, Sottofamiglia Deltocephalinae e quindi al Genere Scaphoideus ed alla Specie S. titanus.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La cicalina della flavescenza dorata è un insetto originario del Nord America ed introdotta accidentalmente in Europa negli anni ‘60, verosimilmente attraverso uova svernanti nel ritidoma di talee, anche se probabilmente era presente già da tempo, in seguito alle massicce importazioni, durante la seconda meta del 1800, di portainnesti americani resisistenti alla fillossera.
In Italia è stata segnalata per la prima volta nel 1963 in Liguria da dove poi si è diffusa nelle regioni settentrionali e centrali dell’Italia e successivamente in Svizzera, Slovenia, Croazia, Portogallo, Spagna, Serbia.
La cicalina compie il suo ciclo biologico esclusivamente sulla vite, Vitis spp ed è vettore della flavescenza dorata della vite.

Morfologia –
Le uova di Scaphoideus titanus si riconoscono per la forma reniforme, compresse lateralmente, trasparenti e lunghe circa 1 mm, di colore inizialmente perlaceo, tendono ad ingiallire la termine dello sviluppo embrionale quando gli occhi dell’embrione, di colore rosso, diventano visibili attraverso il corion. Questo sono localizzate nel legno è molto difficili da individuare in campo.
Questo insetto presenta 5 età giovanili, simili nella forma, distinte in due stadi di neanide prive di abbozzi alari e tre di ninfa con abbozzi alari presenti.
Le prime tre età hanno colorazione bianco crema, mentre le ninfe di IV età presentano le caratteristiche zone brune sull’addome.
Le ninfe di V età sono ben riconoscibili grazie alle ampie zone di colore ocra sugli urotergiti e la colorazione brunastra degli astucci alari.
In tutte le età l’ultimo urite presenta due macchie nere romboidali. Tale caratteristica differenzia le forme giovanili di Scaphoideus titanus da quelle di specie affini.
Gli adulti misurano misura 5–6 mm di lunghezza, con le femmine leggermente più grandi dei maschi, e sono di colore bruno ocraceo.
Il capo è di froma triangolare e su questo, sia nell’adulto che nelle forme giovanili, sono presenti 2–4 fasce trasversali più scure sulla fronte, ed una macchia trasversa, di forma triangolare situata in posizione dorsale tra gli occhi composti.
Le zampe sono di colore crema, tranne le metatoraciche che presentano la parte distale ed il secondo tarsomero scuri, ed il primo e secondo tarsomero biancastri.
Le ali metatoraciche hanno colore brunastro e presentano nervature scure; su quelle anteriori sono presenti delle areole bianche.
La femmina si riconosce in quanto è dotata di un robusto ovopositore di colore bruno dorato che le permette di deporre le uova nei tralci. Tale ovopositore, posto alla fine dell’addome, è preceduto da un anello nero sul segmento pre – genitale.

Attitudine e Ciclo biologico –
Il ciclo biologico di questo insetto inizia con la deposizione delle uova che avviene da agosto ad ottobre nel ritidoma dei tralci dove, attorno alla metà del mese di maggio, inizia la schiusura delle uova che si protrae per diverse settimane.
Lo sviluppo dell’insetto avviene attraverso due stadi di neanide e tre stadi di ninfa.
Le neanidi di prima età raggiungono la massima densità numerica a metà giugno e successivamente diminuiscono a favore delle forme preimmaginali di età successive. La presenza delle forme giovanili prosegue per l’intero mese di luglio.
I primi adulti si hanno all’inizio di luglio.
In questo modo lo Scaphoideus titanus compie una sola generazione annua.

Ruolo Ecologico –
La cicalina della flavescenza dorata è un insetto che può essere presente in tutte le zone viticole, in particolar modo gli areali marginali, dove vi è elevata presenza di piccoli appezzamenti marginali o di piante di Vitis sp. rinselvatichite negli incolti
Questo insetto è di importanza trascurabile per i danni diretti, ma desta gravi preoccupazioni per la diffusione del fitoplasma della flavescenza dorata. L’insetto si infetta pungendo il floema di viti infette e diventa in grado di trasmettere il fitoplasma dopo circa un mese d’incubazione. Durante tale periodo il fitoplasma si va a localizzare nelle ghiandole salivari della cicalina che poi rimane infettiva per tutta la vita.
I danni diretti causati da questo insetto sono di scarsa entità e dovuti all’azione tossica della saliva, esercitata durante la suzione della linfa.
Sulle piante colpite si possono osservare, principalmente sulle nervature e sui germogli, necrosi ed alterazioni cromatiche. Il danno più grave è però, come detto, quello indiretto per la trasmissione, di tipo persistente, del fitoplasma della Flavescenza dorata che si localizza nel floema in seguito alle punture di suzione.
Il contenimento di questo insetto è, fondamentalmente, di tipo preventivo.
Bisogna evitare l’impiego di materiale vivaistico proveniente da zone colonizzate dall’insetto, perché potrebbe contenere al suo interno le uova dello scafoideo.
Gli interventi di lotta sono indirizzati alla riduzione delle popolazioni dell’insetto e alla sua eliminazione prima che divenga infetto e quindi in grado di trasmettere la flavescenza dorata.
Si consiglia di effettuare il monitoraggio delle forme giovanili e degli adulti impiegando trappole cromotropiche gialle.
È importante pertanto ill campionamento degli adulti per stabilire il momento opportuno per intervenire.
In questo caso si impiegano, per ogni ettaro di vigneto, 3 – 4 trappole; l’ideale è posizionare una trappola ogni 6 filari, ma per appezzamenti di grandi dimensioni è sufficiente una trappola ogni 10 filari. Si consiglia, inoltre, di posizionare le trappole lungo una ipotetica diagonale del vigneto stesso.
Il periodo di posizionamento delle trappole deve avvenire prima del volo degli adulti, e cioè all’incirca dalla seconda decade di giugno, e vanno sostituite ogni 10 – 15 giorni fino alla fine di ottobre.
L’identificazione degli adulti di Scaphoideus titanus può essere effettuata ad occhio nudo o con l’ausilio di una lente, mentre per distinguere il sesso degli adulti catturati è necessario avvalersi di uno stereomicroscopio.
Un metodo di campionamento può essere effettuato anche con un retino entomologico da sfalcio, che permette di catturare insetti vivi da sottoporre ad eventuali diagnosi di laboratorio. Va utilizzato direttamente sulla chioma della vite battendo la vegetazione dal basso verso l’alto oppure lateralmente. Rispetto alle trappole il retino fornisce dati non lungo un arco temporale ma relativamente ad un dato giorno.
Per il contenimento dello Scaphoideus titanus va effettuata, possibilmente con tecniche integrate di agricoltura biologica, anche se questa tecnica è, al momento, particolarmente difficoltosa in quanto gli unici principi attivi consentiti attivi nei confronti di Scaphoideus titanus sono l’azadiractina, il piretro e, in misura minore, il rotenone.
Per questo motivo, per migliorare l’azione delle piretrine è opportuno attuare alcuni accorgimenti:
– effettuare i trattamenti dopo il tramonto, in quanto le piretrine sono degradate dai raggi ultravioletti;
– impiegare prodotti a base di piretrine addizionate con piperonil butossido che ne aumenta la stabilità;
– diluire il prodotto a base di piretro in acque non calcaree (pH minore di 7, ideale tra 6 e 6,5), eventualmente acidificando l’acqua con aceto o acido citrico, in quanto l’effetto del piretro viene neutralizzato da soluzioni basiche;
– intervenire sugli stadi giovanili (neanidi di I e II età), meno mobili e più sensibili, ripetendo gli interventi a distanza di 7 – 10 giorni, data la scalarità di schiusura delle uova e la bassa persistenza delle piretrine;
– bagnare bene lo strato basale di vegetazione, compresa la pagina fogliare inferiore, dove si concentrano gli stadi giovanili della cicalina.
La lotta con metodi biologici non è efficace, comunque, se non si adottano criteri integrativi basati su modelli di agroecologia (biodiversità delle coltivazioni, consociazioni con altre specie, introduzione dei suoi antagonisti, ecc..
Tra gli antagonisti di questo insetto ricordiamo: gli imenotteri driinidi Gonatopus peculiaris, Lonchodryinus flavus, Esagonatopus perdebilis, Esagonatopus niger ed Anteon masoni. Questi sembrano svolgere il ruolo principale in qualità di parassitoidi. Fra gli altri parassitoidi si segnalano gli imenotteri mimaridi e i ditteri pipunculidi.
Il ricorso alla lotta chimica deve essere l’ultimo rimedio in quanto il trattamento con insetticidi va poi ad alterare la biocenosi dell’intero areale con ricadute poi peggiori del rimedio.
In generale la lotta chimica viene effettuata tenendo in considerazione le caratteristiche e le modalità di acquisizione del potere infettivo da parte dell’insetto. Per potere trasmettere il fitoplasma della flavescenza dorata, Scaphoideus titanus deve nutrirsi per 7-8 giorni su piante ammalate e trascorrere un periodo di incubazione di 30 – 35 giorni.
I primi trattamenti vengono così effettuati 30 giorni dopo le prime nascite (indicativamente nella seconda decade di giugno), periodo durante il quale le neanidi di III età sono potenzialmente infettive. Data la scalarità delle nascite, un secondo trattamento viene effettuato 20 – 30 giorni dopo, mentre un eventuale terzo trattamento effettuato a fine luglio – inizio agosto a scopo cautelativo è utile per evitare l’arrivo di adulti da vigneti adiacenti non sottoposti a trattamenti chimici. È inoltre consigliata anche l’eliminazione dei polloni dopo il primo trattamento. I ricacci di vite americana dal portainnesto infatti, possono essere infetti dalla flavescenza dorata ma non manifestano i sintomi, diventando quindi una possibile fonte di inoculo.
Se invece si deve intervenire nei confronti delle forme giovanili (tra la I e la III età) sono consigliati insetticidi regolatori della crescita quali Flufenoxuron, Buprofezin e Indoxacarb. Sulle forme giovanili in III e IV età (indicativamente 35 giorni dopo la schiusura delle uova) si possono impiegare insetticidi a base di fosforganici quali il Clorpirifos-etile, Clorpirifos – metile e Fenitrotion. Tali principi attivi sono efficaci anche nei confronti delle altre cicaline della vite; fenitrotion e clorpirifos – etile sono efficaci anche contro le cocciniglie farinose.
Si ricorda, infine, che il Decreto Ministeriale n. 32442del 31 maggio 2000, “Misure per la lotta obbligatoria contro la Flavescenza Dorata della vite” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 159 del 10 luglio 2000, ha stabilito la lotta obbligatoria nei confronti dello scafoideo su tutto il territorio italiano, allo scopo di evitare il propagarsi della flavescenza dorata.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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