Elytrigia repens

Elytrigia repens

La gramigna, nota anche come dente canino (Elytrigia repens (L.) Desv. ex Nevski, 1933) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Poaceae. Il termine Agropyron repens (L.) P. Beauv. e (Elymus repens (L.) Gould subsp. Repens) sono sinonimi.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Liliopsida, Ordine Poales, Famiglia Poaceae, Sottofamiglia Pooideae, Tribù Triticeae e quindi al Genere Elytrigia ed alla Specie E. repens.

Etimologia –
Il termine Elytrigia deriva dal greco ἔλυτρον elytron, cioè guaina, fodero. L’epiteto specifico repens è il participio di répo strisciare: strisciante.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Elytrigia repens è una specie molto comune nella maggior parte dell’italia, dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia. È una specie propria delle zone fredde e temperato-fredde dell’Europa, Asia e Nordamerica.

Descrizione –
L’Elytrigia repens è una specie erbacea perenne e latifoglia rizomatosa che cresce rapidamente in tutto il pascolo od orto grazie a filo di terra. Gli steli o culmi crescono di 40–150 cm di altezza; possiede foglie lineari di 15–40 cm di lunghezza e 3–10 mm di larghezza alla base della pianta, con foglie più alte sugli steli 2-8,5 mm di larghezza. La spiga è mediamente 10–30 cm di lunghezza, con spighette di 1–2 cm di lunghezza; questa è larga 5–7 mm e 3 mm di spessore con 3-8 ornamenti. Le glume misurano 7–12 mm. I fiori sono riuniti a costituire delle spighe. Il frutto è un racario con cariosside ellissoide, lunga 5 mm, liscia, non solcata con ilo lineare e embrione che misurano rispettivamente 9/10 e 2/10 della cariosside stessa.

Coltivazione –
L’Elytrigia repens è una specie naturalizzata in gran parte del globo e, in certe condizioni agricole, viene spesso indicato come erba infestante. Una volta insediata è una specie di difficile rimozione, sia per le errate concimazioni azotate che per l’uso di organi lavoranti rotanti. Tra i metodi utilizzati per debellarla vi è quello di scavare in profondità nel terreno in modo da eliminare la quantità di radici possibile, infatti i rizomi, si seccano e muoiono se lasciati in superficie e al sole come ogni altra erba infestante. Metodi di concimazione più appropriate, di rotazioni colturali e di colture utilizzanti pacciamature e consociazioni riesco a farne diminuire la presenza.

Usi e Tradizioni –
L’Elytrigia repens, nota anche come dente canino, è un’erba officinale e medicinale. Per le sue proprietà terapeutiche è conosciuta anche come gramigna dei medici; infatti è una pianta conosciuta ed utilizzata anche in fitoterapia sin dalla antica Grecia. Alcuni animali, tra cui i cani, in particolari momenti di bisogno fisiologico ne dissotterrano le radici per nutrirsene.
Nell’erboristeria medievale veniva usata per il trattamento degli stati infiammatori delle basse vie urinarie e per diminuire la ritenzione idrica.
Ancora oggi viene usata come diuretico, antinfiammatorie e soprattutto in caso di cistiti. A tale scopo e per altre applicazioni terapeutiche si utilizzano gli stoloni per fare infusi o come estratto secco.
Alla gramigna, in generale, sono attribuite proprietà diuretiche, depurative e antinfiammatorie. Più precisamente, tali attività sono ascrivibili alle saponine, ai polifenoli, all’olio essenziale e alla triticina contenuti all’interno della pianta stessa.
In qualsiasi caso, prima di assumere per fini terapeutici un qualsiasi tipo di preparazione contenente gramigna, è bene rivolgersi preventivamente al proprio medico.

Modalità di Preparazione –
Oltre agli usi terapeutici la gramigna viene utilizzata in vari piatti e pietanze, molti dei quali legati a particolari tradizioni locali.
I germogli di gramigna si possono preparare in acqua salata e, una volta lessate, tagliuzzando le verdure e soffriggendole per alcuni minuti con cipolla, olio extravergine e burro. A questo preparato si può aggiungere dell’uovo, amalgamando e condendo con formaggi grattugiati e sale.
Il decotto di gramigna, invece, si prepara con un cucchiaio di radici essiccate che lascerete bollire una prima volta per almeno un minuto. Gettate l’acqua di cottura, strizzate la radice e rimettete a bollire nella stessa quantità di acqua (una tazza) per altri 5 minuti.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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