Agricoltura Quantistica

Agricoltura Quantistica

L’agricoltura, secondo reperti storici, documentazioni e studi consolidati, ha almeno diecimila anni. Come tutte le branche del sapere umano ha visto, nel suo percorso evolutivo varie fasi e vari momenti.
Mai come in questo periodo ha però conosciuto una fase tanto contraddittoria da permettere di far disorientare chiunque, in qualunque modo, si occupi di essa: dagli agricoltori fino ai teorici più avanzati, nulla sembra più consolidato. Cosa sta succedendo?
Forse pochi si sono accorti che il mondo come ce lo hanno presentato i newtoniani o i galileiani era semplicemente una grande approssimazione (niente contro la grandezza di Newton e Galilei) in cui si cercava di spiegare con fenomeni semplici ed apparentemente isolati questioni più complesse ed interconnesse.
Le ricadute del pensiero della meccanica quantistica oggi sono molto più evidenti nel mondo di oggi di quanto ancora si creda e l’agricoltura ne è una delle più lampanti rappresentazioni.

 

Fino a quando dobbiamo spiegare fenomeni semplici e non correlati la meccanica newtoniana risponde bene alle nostro necessità. Quando si tratta di risolvere questioni più complesse, come le funzioni di sistema, allora dobbiamo rivolgerci alla meccanica quantistica che, attraverso le sue leggi, meglio si presta a correlazioni che siano dimostrabili con sufficiente razionalità.
L’approccio olistico che la meccanica quantistica consente meglio si presta ad una innovazione del settore agricolo che altrimenti rischia di trascinare con se cavalli e cavalieri.
Da alcuni decenni infatti la fisica quantistica è uscita dai laboratori e i centri di ricerca, ed è diventata tema di discussione non solo per addetti ai lavori ma anche per chi cerca nuove soluzioni alle nuove sfide di questa era; medici, filosofi e anche agricoltori stanno cercando di integrare nelle loro discipline le scoperte e le conclusioni cui è arrivata questa nuova branca della fisica.
Sviluppatasi agli inizi del ‘900, grazie alle nuove scoperte dell’infinitamente piccolo all’interno degli atomi e per opera di veri e propri geni – come Max Planck, Wolfang Pauli, David Bohm, ecc..
Il pensiero correlato alla fisica quantistica con le relazioni dei componenti più piccoli della materia, le particelle subatomiche e della loro reciproca interazione, è la vera rivoluzione che sta stravolgendo l’impianto olistico della cultura moderna.
Possiamo paragonare ciò ad una rivoluzione molto più grande della scoperta delle tre dimensioni del nostro pianeta dopo i viaggi di Colombo. È qualcosa di più perché stravolge la cultura del singolo e delle classificazioni, delle osservazioni e dei fenomeni isolati.
Con la meccanica quantistica tutto è uno (cfr. David Bohm) e se agisco su un singolo le sue riverberazioni cambieranno il tutto ed il tutto non sarà più come prima.
C’è chi la considera come un vero e proprio schema di riferimento per interpretare il mondo, non solo quello subatomico, una filosofia che insieme alle altre teorie elaborate degli ultimi decenni potrebbe fornirci gli strumenti teorici e pratici per creare un nuovo paradigma, capace di gettare le basi di una società più ecologica e armonica.
Questo modo di comprendere il nostro mondo ha pertanto delle applicazioni pratiche talmente concrete che nessuna delle discipline fin qui proprietà dell’intelletto umano rimarrà più come prima.
Tra queste l’agricoltura non sarà di certo quella odierna ma nemmeno quella dell’osservazione dei nostri avi.
Passeremo pertanto da un’agricoltura “razionale” che ha dato 10 (in termini di capacità di nutrizione) ma ha tolto 100 (in termini di diminuzione delle risorse del futuro), ad un’agricoltura più efficiente: polisticamente prossima ai principi della fisica quantistica.
L’agricoltura che si ispira alla fisica quantistica parte da un principio ormai diffuso anche in medicina ed in sociologia, quello che presuppone un’interazione costante tra tutte le componenti di un sistema e che uno squilibrio di una parte generi scompensi anche ad altri “organi”.
L’azienda agricola deve pertanto essere concepita come un organismo, dentro al quale c’è il terreno, gli animali, le piante ma anche lo stesso agricoltore, che possono essere riequilibrati a livello bioenergetico, grazie ad un modello di correlazioni in cui nulla è superfluo e tutto è collegato.
In questo senso l’incremento di alcune infestanti, la diminuzione di fertilità, l’incremento di alcuni patogeni o lo svuotamento delle aree rurali altro non sono che una “immensa ignoranza” delle leggi della meccanica quantistica.
Secondo questa concezione tra tutte le componenti del mondo agricolo esiste un flusso costante di informazioni elettromagnetiche, e cosiddette vibrazioni, un concetto questo, preso in prestito dalla fisica quantistica. Lo scopo dell’agricoltore è quello di analizzare in modo scientifico quali siano le dissonanze e di utilizzare le giuste frequenze per riportare l’equilibrio complessivo.
L’agricoltore dovrà di fatto replicare all’interno della sua “cellula aziendale” le stesse dinamiche di un ecosistema in equilibrio.
Il modo di fare agricoltura, come quello di approcciarsi alla vita nel suo complesso, sta cambiando molto più velocemente di quello che si pensi; al di là di chi specula o di chi abusa del desiderio di mistero proprio della specie umana o, al contrario, di banalizzarla, è evidente come le saggezze antiche e la scienza più di avanguardia stiano convergendo, con l’obiettivo di creare ecosistemi più armonici.
Quando usiamo la chimica, le monoculture, le specializzazioni, la genetica, ecc. senza mettere il tutto in correlazione facciamo un furto alla natura e con esso una rapina alla Storia e all’Uomo.

Guido Bissanti




Un pensiero riguardo “Agricoltura Quantistica

  • 20 dicembre 2017 in 09:21
    Permalink

    La zappa e molto molto quantistica economica e pulita energia vitale a costo zero

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *