Verbascum densiflorum

Verbascum densiflorum

Il verbasco densifloro o verbasco falso-barbasso (Verbascum densiflorum Bertol.) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Scrophulariaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Scrophulariales,
Famiglia Scrophulariaceae,
Tribù Scrophularieae,
Genere Verbascum,
Specie V. densiflorum.
Sono sinonimi i termini:
– Blattaria bastardi Fourr.;
– Verbascum alatum Dulac, 1867;
– Verbascum bastardi Roem. & Schult.;
– Verbascum bicolle Schrank;
– Verbascum blattarioides var. ramosissimum Bastard, 1812;
– Verbascum macrantherum Halácsy;
– Verbascum messanense Tineo;
– Verbascum phlomoides subsp. thapsiforme (Schrad.) Čelak., 1871;
– Verbascum phlomoides subsp. thapsiforme Rouy, 1909;
– Verbascum phlomoides var. gymnostemon Franch., 1868;
– Verbascum phlomoides var. thapsiforme (Schrad.) P.Fourn., 1937;
– Verbascum ramosissimum DC.;
– Verbascum thapsiforme Schrad.;
– Verbascum thapsiforme subsp. densiflorum (Bertol.) Nyman, 1881;
– Verbascum thapsiforme subsp. vandasii Rohlena;
– Verbascum thapsoides Comolli;
– Verbascum thapsus Trevis.;
– Verbascum velenovskyi Horák.

Etimologia –
Il termine Verbascum viene da verbascum, pianta citata da Plinio che la accosta al gr. phlomis e enumera tre specie, variamente identificate (Verbascum album, forse Verbascum thapsus; Verbascum nigrum o foemina, forse Verbascum nigrum; Verbascum silvestre, forse Phlomis fruticosa o Verbascum blattaria). Si tratta di una etimologia assai discussa: è stato collegato a barba, per le foglie pelose, verber verga, verpa membro virile, verbum parola, formula magica; nessuna di queste spiegazioni è soddisfacente. La maggioranza degli autori, sulla base del suffisso -asco, pensa a un prestito ligure, dunque a un’origine preindoeuropea; Wiczak lo accosta invece al nome del verbasco in varie lingue iraniche del Pamir žirmesk, yermesk, ramesk, che fa risalire a un antico iranico *gari-masca-, equivalente all’antico latino *ver-mascum, con il passaggio a verbascum a causa del collegamento per etimologia popolare a verbum. Mentre la seconda parte rimane non spiegata, la prima parte andrebbe collegata al protoindoeuropeo gwrHi-/gwerHi- montagna.
L’epiteto specifico densiflorum proviene da densus denso, spesso, fitto e flos, floris fiore: con fiori fitti.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il verbasco densifloro è una specie dell’Europa meridionale e dell’Asia e presente anche in altri territori.
In Italia è presente lungo tutto l’arco alpino e nelle relative aree vallive e sull’Appennino settentrionale e centrale sino alle montagne della Basilicata.
Il suo habitat è quello dei pascoli aridi e degli incolti, dal livello del mare alla fascia montana superiore.

Descrizione –
Il Verbascum densiflorum è una pianta perenne semi-sempreverde a rosetta, biennale o di breve durata, con una fitta copertura di peli grigio-gialli che cresce normalmente fino a 1,20 metri.
Le foglie sono a rosetta basale e disposte una di fronte all’altra sul gambo; hanno margini ondulati che raggiungono i 45 cm di lunghezza; sono di forma lanceolato-lineari, acutissime.
I fiori di colore giallo e, talvolta bianchi, sono raccolti in spighe erette, ed hanno un diametro fino a 5 cm.
L’antesi è nel periodo di luglio-agosto.
Il frutto è una capsula setticida, bivalve, di 5-6,5 x 4-5 mm, 1/3 più lunga del calice, ellissoide, senza rostro, pubescente. Semi numerosi di 0,8-0,9 x 0,5-0,6 mm, prismatici o subcilindrici, brunastri, con numerosi alveoli in file verticali.

Coltivazione –
Il Verbascum densiflorum è una pianta biennale che viene utilizzata soprattutto allo stato naturale per uso locale come medicinale.
Cresce in natura in ambienti ruderali, distese, terrapieni ferroviari e simili località soleggiate e asciutte.
Questa pianta può essere coltivata in gran parte dei suoli (gessosi compresi) purché ben drenati, anche asciutti, prediligendo una posizione soleggiata mentre non ama l’ombra e i terreni umidi.
Le piante sono resistenti fino a circa -20 °C.
La specie si ibrida con altri membri del genere, sebbene la progenie sia generalmente sterile.
La propagazione avviene per seme; la semina va effettuata in primavera o inizio dell’estate in un semenzaio non riscaldato e con copertura leggera del seme.
La germinazione di solito avviene entro 2 – 3 settimane. Le giovani piantine vanno poi poste in singoli vasi e trapiantate in estate con distanze tra le file e nell’interfila di 30 cm.
Il seme ha una lunga vitalità.

Usi e Tradizioni –
Il Verbascum densiflorum è una pianta presente nell’Europa centrale e meridionale, in Asia Minore ed in altre zone temperate.
La pianta ha un impiego medicinale in quanto sia i fiori che le foglie sono anodini, antisettici, astringenti, emollienti, espettoranti e vulnerari.
Si preparano infusi e tinture.
In erboristeria vengono pertanto utilizzati fiori e foglie per i seguenti rimedi:
– Tosse;
– Faringite;
– Tracheite;
– Antinfiammatorio;
– Bronchite;
– Diuretico;
– Sedativo.
All’interno del fusto sono presenti glucosidi, flavonidi, flavonoidi, esperidina, mucillagine, saponine, fitosteroli, verbascosaponina, esperidina, arpagoside, iridoidi, rutina, lutedina, apigenina, aucubina.
Nei fiori troviamo oli essenziali che contengono: acido fenil carbossilico, acido caffeico, acido ferulico, acido protocatechico, idrati di carbonio, alcaloidi simil-papavero.
Dal punto di vista ecologico è una pianta molto frequentata dalle api ed altri impollinatori dando un buon apporto di nettare o polline, e producendo un buon miele.
Per quanto riguarda le possibili controindicazioni, al momento non ci sono riscontri sufficienti sulla sicurezza dell’uso dei fiori di verbasco durante la gravidanza e l’allattamento . Il suo uso per la tosse nei bambini di età inferiore ai 12 anni non è raccomandato, dovrebbe essere trattato da un medico.

Modalità di Preparazione –
Dal Verbascum densiflorum si utilizzano sia i fiori che le foglie.
La pianta viene raccolta quando è in fiore e va essiccata velocemente e con cura per non perdere le sue qualità medicinali.
Un’infusione viene utilizzata internamente nel trattamento di vari disturbi respiratori tra cui tosse, bronchite, asma e irritazioni alla gola.
Un infuso di fiori freschi o secchi in olio d’oliva è usato per curare mal d’orecchi, piaghe, ferite, foruncoli, ecc.
Si può preparare un tè; in questo caso bisogna versare circa 150 ml di acqua bollente su 1,5-2 grammi di fiori di verbasco tritati finemente, filtrare dopo 10-15 minuti. Per sfruttare al meglio si consiglia di preparare l’infuso in acqua fredda, filtrare dopo 2 ore e portare brevemente ad ebollizione.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/70187702/original.jpg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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