Syzygium aromaticum

Syzygium aromaticum

L’ Eugenia caryophyllata (Syzygium aromaticum (L.) Merr. & L.M.Perry) è una specie arborea appartenente alla famiglia delle Myrtaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Myrtales, Famiglia Myrtaceae e quindi al Genere Syzygium ed alla Specie S. aromaticum.
Sono sinonimi i termini:
– Caryophyllus aromaticus L.;
– Eugenia caryophyllus (Sprengel) Bullock & S. Harrison;
– Eugenia caryophyllata Thunb..

Etimologia –
Il termine Syzygium proviene dal greco σύζῠγος sýzygos accoppiato, unito, appaiato: riferimento alle foglie accoppiate.
L’epiteto specifico aromaticum viene da aroma aroma, profumo: aromatico, profumato.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Syzygium aromaticum è una pianta di origine Indonesiana che cresce spontaneamente nelle Molucche, Antille, Madagascar ed in Indonesia. Questa pianta fu introdotta nell’isola della Réunion da Pierre Poivre (1719-1786) e da lì, fu trasferita in altre aree per essere coltivata per i cosiddetti chiodi di garofano.

Descrizione –
La pianta dei chiodi di garofano è un albero sempreverde alto 10–15 m.
Ha una chioma a forma tondeggiante e foglie ovato-lanceolate, opposte, di color rossastro da giovani che man mano diventano di una tonalità verde scuro che, se viste in trasparenza, presentano numerosi puntini traslucidi ricchi di olio essenziale.
Le infiorescenze sono a pannocchia sono composte da numerosi fiori ciascuna di colore variabile dal cremisi al giallo.
I boccioli fiorali, che essiccati costituiscono i chiodi di garofano, sono formati da un lungo calice gamosepalo costituito da 4 sepali e da 4 petali ancora chiusi che formano la parte tonda centrale.

Coltivazione –
La Coltivazione della pianta dei chiodi di garofano può essere effettuata con buoni risultati solo in Paesi con clima simile a quello di origine.
In Italia, come in altre parti a clima temperato la coltivazione può divenire difficoltosa in quanto la pianta soffre delle gelate e di condizioni pluviometriche e pedologiche non particolarmente idonee.
Per la sua coltivazione si rimanda comunque all’apposita scheda.

Usi e Tradizioni –
I boccioli fiorali del Syzygium aromaticum vengono raccolti ed essiccati e costituiscono la spezia chiamata chiodi di garofano.
Il nome chiodi di garofano è dovuto semplicemente dalla forma simile a un garofano che i boccioli assumono una volta essiccati.
Le principali aree di coltivazione sono: Zanzibar, Indonesia e Madagascar.
Questa spezia, diffusissima in tutto l’Oriente, era usata come ingrediente dei profumi e principio medicamentoso già nella Cina di 2200 anni fa.
Veniva trasportata in Occidente tramite le vie carovaniere e già si hanno tracce archeologiche in Siria nel XVIII secolo a.C..
Già gli antichi romani (i patrizi) usavano questa spezie per le sue proprietà antisettiche, e per calmare il dolore ai denti. Divenne una spezie rara ma conosciuta in Europa tramite la via dell’incenso, fin dal medioevo, e Dante stesso, ne parla come fossero un bene di assoluto lusso (Inf. XXIX, 127-129) usato dai vani scialacquatori senesi per far la brace per arrosti milionari.
Si arriva poi nel 1500, quando gli europei iniziarono a importare questa spezie tramite i portoghesi di ritorno da Timor Est e gli olandesi, che ne scoprirono un’ottima fonte nell’isola di Zanzibar e alle Maldive: come già per la Cannella, divennero i principali importatori di una spezie tra le più amate e tra le più care. Gli olandesi e i belgi ne ricavarono successivamente l’olio essenziale che divenne un componente molto amato dalla cosmesi, che nei due paesi fiorì anche grazie a questo.
Dal punto di vista alimentare questa spezia ha un potere antiossidante (ORAC) tra i più elevati in assoluto, un indice di valore 314.446 che è circa 80 volte più potente di una mela.
I chiodi di garofano sono caratterizzati da un profumo forte, dolce e fiorito, con una punta di pepato e di “caldo”. Il composto maggiormente responsabile di questo aroma è l’eugenolo.
Il gusto dei chiodi di garofano può ricordare gli infusi di carcadè. Si presentano con la caratteristica forma di chiodo che gli ha tributato il nome. Si acquistano interi in vasetti, e si utilizzano per infusione.
I chiodi di garofano si usano sia nel dolce sia nel salato. Tra i piatti più noti alcuni dolci di frutta, specie di mele, pandolci e panpepati, biscotti, creme e farciture, liquori e vini aromatizzati; nel Nord Italia è notissimo il vin brulé. Nel salato accompagnano marinate di selvaggina, arrosti, brodi (specie di pollo o gallina) e talvolta formaggi stagionati. Si sposano bene con alcune verdure dolci, come cipolle, cipolline, carote che spesso vengono riposte in conserva con l’accompagnamento di un paio di chiodi di garofano. Sono frequentemente usati per aromatizzare il tè o alcuni infusi.
Fuori della cucina trovano ampio spazio come già accennato nella cosmesi, e nell’oggettistica, come pot-pourri e deodorante naturale per ambienti.
I chiodi di garofano inseriti in un’arancia sono usati come alternativa naturale alla canfora e altre sostanze di sintesi contro le tarme, per i vestiti del guardaroba.
Inseriti in mezzo limone sono usati come alternativa naturale alle sostanze di sintesi contro le zanzare nelle camere da letto. Funziona fino a quando il limone è fresco, poi va sostituito.

Modalità di Preparazione –
Oggi i chiodi di garofano entrano in quasi tutte le miscele, dal garam masala al baharat. Vengono pure ampiamente utilizzati per migliorare la conservazione delle carni marinate, oltre che per insaporire umidi e stufati.
Negli Stati Uniti i chiodi di garofano profumano e decorano il cosciotto di maiale al forno. In Europa sono ingrediente del pan di spezie, del vin brulé, di conserve di frutta, di liquori e bevande.
In cucina vengono comunque impiegati sia nelle ricette dolci come in quelle salate.
Vengono utilizzati per aromatizzare dolci, frutta cotta, panpepati, biscotti, creme, liquori e vini aromatizzati (ad esempio il vin brulé).
I chiodi di garofano accompagnano molto bene la carne: si aggiungono a minestre o zuppe con carne, si usano negli stufati, con la selvaggina e per arricchire salse barbecue. Aromatizzano formaggi stagionati, alcune verdure dolci come le cipolle e le carote e verdure sott’aceto.
Con questa vengono spesso aromatizzati tè e infusi. I chiodi di garofano sono molto aromatici: per dare un tono speziato a un piatto senza coprirne il sapore ne basterà uno. Il particolare profumo dei chiodi di garofano, così intenso e pungente e leggermente fruttato, li ha resi un ingrediente di molti profumi e il loro olio essenziale è ampiamente usato nell’industria cosmetica.
In Indonesia vengono utilizzati per produrre delle sigarette aromatiche, dal sapore davvero particolare.
Mettere in un sacchettino nell’armadio una manciata di chiodi di garofano (volendo si può unire un po’ di cannella) è utile per tenere lontane le tarme, così come riporli in una ciotolina nella dispensa terrà lontane le farfalline del cibo.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *