Echinacea purpurea

Echinacea purpurea

L’Echinacea purpurea (Echinacea purpurea (L.) Moench) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Asterales,
Famiglia Asteraceae,
Genere Echinacea,
Specie E. purpurea.
Sono sinonimi i termini:
– Brauneria purpurea (L.) Britton;
– Echinacea intermedia Lindl. ex Paxton;
– Echinacea serotina (Dolce) D.Don ex G.Don;
– Echinacea speciosa (Wender.) Paxton;
– Helichroa purpurea (L.) Raf.;
– Rudbeckia purpurea L..

Etimologia –
Il termine Echinacea proviene dal greco ἐχῖνος echînos riccio, porcospino, riccio di mare e, per estensione, spinoso: in riferimento alle squame spinose del ricettacolo.
L’epiteto specifico purpurea viene dal greco πορφύρεος porphýreos di colore rosso porpora, per il colore dei fiori.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Echinacea purpurea è una pianta originaria del Nord America. Il suo areale va dalla Virginia all’Ohio e al Michigan, spingendosi a sud sino alla Georgia e la Louisiana.
Il suo habitat è quello dei boschi aperti asciutti, praterie e paludi, soprattutto in prossimità di corsi d’acqua; ad altitudini comprese tra 10 e 400 metri o più.

Descrizione –
L’Echinacea purpurea è una pianta erbacea perenne che produce un grappolo di fusti eretti e ramificati alti 50 – 120 cm.
Lo stelo è verde o screziato di viola e verde
La pianta si sviluppa a partire da una radice a fittone profondo a forma di fuso, più largo al centro e restringente alle estremità.
Le foglie hanno forma allungata lanceolate o lineare-lanceolate con tre venature.
I fiori sono dei capolini, con petali stretti, lineari, allungati e pendenti, che vanno da 2,5 a 7,6 cm di lunghezza. I petali hanno colorazione violaceo.
L’antesi è da maggio a luglio.
I frutti sono cypsele di colore marrone chiaro o bicolore con bordi angolati.

Coltivazione –
L’Echinacea purpurea è una pianta molto resistente al freddo, tollerando temperature invernali fino a circa -15 a -20 °C.
Preferisce una posizione soleggiata, ma tollera anche posizioni in ombra parziale. Preferisce un terriccio ricco e profondo ma tollera i suoli poveri e asciutti. Le piante adulte sono in qualche modo tolleranti alla siccità.
Preferisce un pH compreso tra 6,5 e 7,2.
La pianta viene coltivata sia come ornamentale che per fini medicinali.
Una pianta matura di Echinacea purpurea di due anni produce 1 kg di porzioni aeree fiorite fresche e 450 g di radice fresca per pianta.
È una pianta molto soggetta agli attacchi delle lumache.
Per quanto riguarda la propagazione si può effettuare partendo da seme; la semina va eseguita da inizio a metà primavera in una serra e copertura leggera del sem.
Le fluttuazioni della temperatura diurna aiutano la germinazione. Il seme di solito germina in 10 – 21 giorni a 25 °C.
Una volta attecchite, quando le giovani piantine sono abbastanza grandi, vanno diradate e poi trapiantate appena la temperatura esterna è mite, all’incirca nel periodo tra tarda primavera o inizio dell’estate dell’anno successivo; si ricorda di proteggere queste piante dalle lumache almeno fino a quando non si saranno stabilizzate.
La propagazione può avvenire anche per divisione in primavera o in autunno. I ciuffi più grandi possono essere ripiantati direttamente nelle loro posizioni permanenti, anche se è meglio sistemare i ciuffi più piccoli e farli crescere in una serra fredda fino a quando non si radicano bene. Il trapianto va poi fatto in primavera.
Un ultimo metodo di propagazione può essere quello a partire da talee di radice, nel periodo di inizio autunno in serra.

Usi e Tradizioni –
L’echinacea era una delle erbe medicinali più importanti utilizzate dai nativi nordamericani ed è diventata una delle erbe più comunemente utilizzate nell’erboristeria moderna. La pianta viene raccolta allo stato selvatico per commercializzarla ma è anche spesso coltivata per soddisfare la forte domanda. La pianta viene spesso coltivata anche come ornamentale; esistono alcune varietà con varie denominazioni.
L’Echinacea purpurea è un’erba medicinale con importanti proprietà immunostimolanti e antinfiammatorie, soprattutto per alleviare i sintomi del raffreddore. La pianta ha anche attirato l’attenzione degli scienziati per valutare altri aspetti dei suoi effetti benefici. Ad esempio, l’ansia, l’antidepressione, la citotossicità e l’antimutagenicità indotte dalla pianta sono state rivelate in vari studi.
I risultati degli studi clinici sono controversi in termini di effetti collaterali. Mentre alcuni studi hanno rivelato gli effetti benefici della pianta sui pazienti e nessun effetto avverso grave, altri hanno riportato effetti collaterali gravi tra cui dolore addominale, angioedema, dispnea, nausea, prurito, eruzione cutanea, eritema e orticaria. Altre attività biologiche della pianta come antiossidante, antibatterica, antivirale,e attività larvicida sono state riportate in precedenti studi sperimentali.
Si ritiene che diverse classi di metaboliti secondari della pianta siano biologicamente e farmacologicamente attivi, come alkamidi, derivati dell’acido caffeico, polisaccaridi e glicoproteine.
Pur nella controversia dei risultati si ritiene che i derivati dell’acido caffeico, i polisaccaridi e le glicoproteine siano biologicamente e farmacologicamente attivi. In realtà, la determinazione simultanea e l’analisi singola dell’acido ciclico e delle alchammidi sono state sviluppate con successo principalmente utilizzando la cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC) accoppiata con diversi rivelatori tra cui spettrometria di massa spettrofotometrica UV, elettrochimica coulometrica e ionizzazione elettrospray.
In generale, comunque, l’Echinacea purpurea era una delle piante più utilizzate, come rimedio erboristico, dai nativi nordamericani.
I popoli nativi avevano adottavano una gamma molto ampia di applicazioni; la pianta veniva usata come analgesico (anche per il mal di denti); antinfiammatorio; come trattamento per tosse, raffreddore e mal di gola; come antidoto per varie forme di avvelenamento, incluso il morso di serpente.
La pianta è stata utilizzata dagli indiani nordamericani come applicazione universale per trattare, oltre che i morsi di serpente, le punture di tutti i tipi di insetti,
Oggi la pianta è una delle erbe più comunemente usate nell’erboristeria occidentale moderna e il suo uso è stato adottato anche dalla medicina ayurvedica.
È stato comunque dimostrato che ha un effetto stimolante generale sul sistema immunitario; è considerata uno dei disintossicanti più efficaci; ha attività contro le infezioni batteriche e virali. Viene spesso utilizzata per il trattamento dei sistemi circolatorio, linfatico e respiratorio.
In Germania più di 200 preparati farmaceutici sono prodotti dall’echinacea.
Per quanto riguarda la sua assunzione ci sono stati alcuni dubbi sulla capacità del corpo di assorbire per via orale i principi attivi dal punto di vista medico (le iniezioni endovenose sono considerate da alcuni l’unico modo efficace per somministrare la pianta), ma recenti ricerche hanno dimostrato un assorbimento significativo dalle applicazioni somministrate per via orale.
Questa specie è la più facilmente coltivabile del genere e quindi è stata più generalmente adottata per i suoi usi medicinali.
La radice della Echinacea purpurea è adattogena, alterativa, antisettica, afrodisiaca, depurativa, diaforetica, digestiva, sialagoga ed è considerata particolarmente utili nel trattamento di piaghe, ferite, ustioni ecc.

Modalità di Preparazione –
L’Echinacea purpurea è una pianta di cui si possono utilizzare, anche per fini commestibili, le foglie, anche se ci sono pochi dati in tal senso.
Della pianta si può preparare invece un’infusione anche per trattare i morsi di serpente.
La radice viene raccolta in autunno e può essere essiccata per un uso successivo.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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