Angelica sinensis

Angelica sinensis

L’Angelica cinese, conosciuta come dong quai o ginseng femminile (Angelica sinensis (Oliv.) Diels) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Apiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Rosidae, Ordine Apiales, Famiglia Apiaceae e quindi al Genere Angelica ed alla Specie A. sinensis.

Etimologia –
Il termine Angelica proviene dal latino medioevale herba angelica, poiché si credeva che la pianta proteggesse dal diavolo e curasse tutte le malattie; la leggenda racconta anche che le proprietà curative di questa pianta fossero state rivelate a un monaco da un angelo.
L’epiteto specifico sinensis viene da Sínae Cina: per le sue origini.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Angelica cinese è una pianta endemica della Cina, delle aree di Gansu, Hubei, Shaanxi, Sichuan e Yunnan, dove viene coltivata o cresce allo stato spontaneo in zone forestali, nelle macchie di cespugli, ad un’altitudine che va dai 2500 ai 3000 metri.

Descrizione –
L’Angelica cinese è una specie erbacea biennale o perenne, che raggiunge una dimensione di 0,4-1 m di altezza.
La radice principale è cilindrica, ramificata, con molte radici, succulenta e molto aromatica.
Lo stelo è di colore viola – verdastro, con nervature evidenti e ramificato nella parte superiore.
I piccioli basali e inferiori misurano 5-20 cm, con baccelli verdi e viola, ovati, con margine membranoso.
Le foglie sono ovate di 10-30 × 12-25 cm, 2-3-ternate-pennate, con 3-4 paia di pinne, portate da un lungo picciolo.
Le infiorescenze si trovano su peduncoli di 8-20 cm, pubescenti o subglabri; le brattee sono assenti o 2, lineari, con raggi 10-30, irregolari ed ombrelle con 13-36 fiori; con pedicelli sottili. I fiori sono caratterizzati da petali di colore bianco – rosso e più raramente violacei.
L’antesi è nel periodo di giugno-agosto.
I frutti hanno forma ellissoidale o sub orbicolare di 4-6 × 3-4 mm, con presenza di costole dorsali filiformi, costole prominenti, ali lateralmente largamente sottili, ali larghe o più larghe rispetto al corpo. La maturazione è tra luglio e settembre.

Coltivazione –
L’ Angelica sinensis cresce sia in zone umide montane che sulle zone costiere.
Viene coltivata in Asia a scopo medicinale per gli innumerevoli utilizzi della medicina locale.
Il periodo giusto per coltivare l’angelica è fine inverno inizio primavera. I semi d’angelica devono essere prima seminati in serra e poi successivamente trapiantati in campo aperto. Il trapianto va effettuato ad inizio primavera in campo aperto.
È una pianta che sopporta molto bene le basse temperature e gli inverni rigidi ma le condizioni ottimali sono quelle di un clima fresco e umido.
Il substrato deve essere umido, ricco di sostanze organiche e ben drenato. Prima della coltivazione è bene intervenire con del letame maturo.
Nel trapianto bisogna predisporre delle file di piantine a distanza di 60-70 cm.
Le innaffiature devono essere regolari per lasciare il terreno umido.
La pianta angelica fiorisce nel periodo giugno-agosto.
Le foglie fresche si possono prelevare a inizio primavere; i frutti si raccolgono verso giugno prima della fioritura.
Per quanto riguarda la cura dell’impianto si consiglia ogni 15 giorni di eliminare tutte le erbe che crescono nei dintorni della pianta.
Attenzione nella raccolta di specie spontanee, in quanto essendo una pianta molto simile alla pianta velenosa della Cicuta, prima di toccarla e usarla assicuratevi che sia Angelica e non quest’ultima.

Usi e Tradizioni –
In Cina questa pianta è conosciuta con il nome di Dong Quai e viene utilizzata nella Medicina Tradizionale di questo Paese dove è considerata dalla tradizione asiatica la “pianta delle donne”, il tonico femminile più importante.
Da millenni, infatti, viene utilizzata dalla tradizione cinese per tutti i sintomi ginecologici, mestruali o legati alla menopausa.
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese l’Angelica viene classificata come pianta “calda” in grado di smuovere e tonificare il sangue che, secondo una concezione più moderna, si intende come miglioratrice della circolazione.
Nei paesi asiatici l’Angelica è appunto conosciuta come rimedio in caso di “scarsità di sangue” e cioè, parlando in termini più occidentali, nelle situazioni di anemia, pallore, palpitazioni e atonia generale.
In generale, nella medicina tradizionale cinese questa pianta esprime le sue caratteristiche toniche, tonificando appunto cuore-polmoni-fegato-milza e rene.
La Angelica sinensis viene anche impiegata anche nella medicina tradizionale coreana col nome di danggwi (Hangŭl: 당귀, Hanja: 當歸).
I principi attivi sono presenti nell’olio volatile: contiene diverse cumarine, oli essenziali, favonoidi, polisaccaridi, ferulati, fitosteroli (beta-sitostesrolo).
Tra le vitamine sono presenti soprattutto A, E, B12, oltre a Sali minerali.
Le parti utilizzate sono le radici e i frutti.
Le indicazioni per l’uso medico di questa pianta sono per:
– Sindrome premestruale;
– Sintomi della menopausa;
– Spasmi della muscolatura liscia;
– Antiinfiammatoria;
– Antidolorifica;
– Antiallergica Immunostimolante.
Nell’uso interno i componenti volatili contenuti nella radice sembrano i responsabili del rilassamento dei muscoli della parete uterina.
In presenza di contrazioni irregolari dell’utero l’estratto di Angelica sinensis è in grado di normalizzare la contrattilità e di aumentare il flusso del sangue.
L’estratto di questa pianta migliora la circolazione perché riduce la pressione, aumenta il flusso del sangue nei vasi periferici, riducendo le resistenze periferiche.
È stato dimostrato che l’estratto riduce l’infiammazione, il dolore e gli spasmi , effetti questi che sembrano dovuti alla presenza dei derivati cumarinici.
Sembra inoltre che protegga il fegato dalle tossine e aiuti a utilizzare più ossigeno.
Per il contenuto in vitamine e minerali aiuta a prevenire l’anemia.
Viene consigliata per ridurre tutte quelle che sono le espressioni della sindrome premestruale e per regolarizzare il ciclo femminile.
Consigliata inoltre per ridurre i sintomi della menopausa, come vampate di calore, contrazioni uterine, sbalzi di pressione, sbalzi di umore, dolori articolari; pare inoltre che riduca la perdita di calcio nelle ossa prevenendo l’osteoporosi in post- menopausa.
Viene, inoltre, utilizzata come afrodisiaco.
Per quanto riguarda le controindicazioni, in generale l’Angelica cinese è una pianta ritenuta sicura, tuttavia contiene sostanze che possono interagire con la luce del sole e quindi essere foto sensibilizzante; inoltre per il suo contenuto in cumarine è controindicata in soggetti che assumono anticoagulanti, inoltre non va assunta in gravidanza e allattamento.
La Dong quai viene tradizionalmente considerata una pianta che aumenta il rischio di aborto spontaneo.
Prolunga il tempo di protrombina e può avere interazioni con farmaci, in particolar modo aumenta gli effetti anticoagulanti del farmaco warfarin e di conseguenza aumenta il rischio di emorragie.

Modalità di Preparazione –
dell’Angelica cinese è soprattutto la radice la parte che viene utilizzata perché ricca in principi attivi è che contiene anche una componente volatile, responsabile di gran parte dell’attività benefica.
Le dosi consigliate prevedono l’utilizzo di polvere di radice da 1 a 2 grammi.
Con i frutti essicati di Angelica si può preparare un infuso; in questo caso versare una tazza di acqua bollente su 1 cucchiaino raso di pianta. Coprire e lasciare in infusione 5/10 minuti. Si può aromatizzare con un pezzetto di scorza di arancio e dolcificare con miele.
Se si utilizza la radice si può preparare un decotto: l’impiego prevede l’utilizzo di una quantità di acqua corrispondente a 2 tazze da tè insieme ad un cucchiaino di radici, scorze, semi duri e far bollire a fuoco lento per 5/10 min. Filtrare e bere. È possibile dolcificare con miele.
La tintura madre di Angelica può essere impiegata con 40 gocce da 1 a 3 volte al giorno.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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