Come coltivare l’Artemisia comune

Come coltivare l’Artemisia comune

In questa scheda vedremo come coltivare l’Artemisia comune (Artemisia vulgaris L., 1753) una pianta arbustiva della famiglia delle Asteracee, nativa delle zone temperate dell’Europa, Asia e Nord Africa, ma naturalizzata anche in Nord America. L’Artemisia comune predilige luoghi abbastanza soleggiati, su terreni umidi, sciolti, ben drenati e con una reazione leggermente acida. È una pianta che non richiede particolari apporti irrigui riuscendo a vegetare secondo il normale ciclo vegetativo naturale. Anche dal punto di vista nutrizionale non abbisogna di particolari apporti, essendo una pianta che va messa poi in rotazione, se la sua coltivazione diventa ripetuta e periodica.

 

L’Artemisia comune si propaga per seme, in semenzaio con trapianto con un’altezza delle piantine di circa 10 cm e con almeno 4 foglie emesse. Siccome la fioritura della pianta avviene nel periodo tardo estivo, per iniziarne la coltivazione, si può optare o per il periodo autunnale, soprattutto se ci si trova in zone con clima mite, o durante il periodo primaverile se ci troviamo in un clima piuttosto rigido.
La raccolta dell’ Artemisia comune si effettua in mazzetti durante il periodo della fioritura tagliando gli steli fino alla parte legnosa.
La pianta è coltivabile anche in vasi di medio grandi dimensioni.
Per quanto riguarda gli aspetti fitosanitari l’Artemisia vulgaris molto raramente viene attaccata dagli afidi neri ma soffre il mal bianco o oidio in presenza di un clima troppo umido.
L’Artemisia vulgaris contiene vari oli essenziali e vari terpenoidi come l’eucaliptolo, il tujone e il cineolo; contiene anche flavonoidi e derivati della cumarina. Questa pianta officinale viene utilizzata nella medicina popolare cinese e giapponese per la preparazione della moxa (dal giapponese moe kusa = erba che brucia), una medicina ottenuta triturando in un mortaio la pianta fino a ricavare un impasto lanoso con cui si preparano delle palline o dei coni che, una volta appoggiati su punti specifici della pelle (corrispondenti ai punti dell’agopuntura), vengono fatti bruciare.
Altre proprietà medicamentose che le vengono attribuite sono: antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi), antispasmodica (attenua gli spasmi muscolari, e rilassa anche il sistema nervoso), carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali), diaforetica (agevola la traspirazione cutanea), emmenagoga (regola il flusso mestruale), espettorante (favorisce l’espulsione delle secrezioni bronchiali), eupeptica (favorisce la digestione, amaro tonico (digestiva) ed antidiabetica (dalle radici). Questa piante qualche volta viene usata come vermifuga, e quindi a volte è confusa con Artemisia absinthium.
L’Artemisia vulgaris viene utilizzata anche in cucina; le foglie cotte o crude, aggiunte alla dieta, per merito del loro aroma amaro, aiutano la digestione; per questo in molte zone sono preparate soprattutto come condimento a cibi grassi. Le foglie sono usate anche come tè, oppure per aromatizzare la birra.




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