Variazione aree forestali del Pianeta

Variazione aree forestali del Pianeta

Secondo gli ultimi dati del Sustainable Development Knowledge Platform dell’ONU la protezione degli ecosistemi è in un momento interlocutorio ed intermedio.
Infatti la perdita di foreste dal 2010 al 2015 è stata inferiore in percentuale rispetto agli anni ’90 e, nello stesso periodo, la copertura forestale in parecchi Paesi è cresciuta e la protezione delle aree chiave per la biodiversità è salita notevolmente. Si è estesa la vegetazione delle aree montane anche se rimane minore e preoccupante in Asia. In questo periodo il sostegno alla biodiversità è aumentato ma il dato che fa riflettere è che la perdita di specie continua a ritmo allarmante e il bracconaggio ostacola la conservazione di molte specie.

 


I Paesi che hanno ratificato il Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche Vegetali per l’Alimentazione e l’Agricoltura sono 144 mentre sono 96 i Paesi che hanno ratificato il Protocollo di Nagoya sull’accesso alle risorse genetiche.
Nonostante però questi sforzi è evidente che le politiche di controllo sul territorio e sulla erosione degli ecosistemi e della biodiversità sono ancora deficitarie.
Lo dimostra la mappa che qui si riporta dove, soprattutto nei Paesi dell’Africa e del Sud America e dell’Oceania, la situazione è più che preoccupante, con una perdita di superficie forestale sempre più crescente.
Ciò, oltre alla gravità sugli equilibri eco sistemici ed ambientali, configura una questione ancor più complessa e cioè i flussi migratori che la perdita di certi habitat ed agro ecosistemi genererà ancor più in futuro da questi Paesi verso l’esterno.
Il Programma dell’ONU per lo Sviluppo sta operando per consentire alle popolazioni più povere una vita accettabile e nello stesso tempo migliorare l’ambiente naturale in cui vivono, proteggendo terreno, flora e fauna.

Guido Bissanti




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