Clinopodium nepeta

Clinopodium nepeta

Il Clinopodium nepeta (L.) Kuntze, 1891), più comunemente detta mentuccia comune è una pianta aromatica, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae e del genere Clinopodium. Viene chiamata anche nepitella o nepetella. È un sinonimo anche Calamintha nepeta.

Sistematica –
La nepetella appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Sottoregno Tracheobionta, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Lamiales, Famiglia Lamiaceae, Tribù Mentheae e quindi al Genere Clinopodium ed alla Specie C. nepeta.

Etimologia –
Il nome generico (Clinopodium) è derivato dal greco “klinopodion” (composta da due parole: “klino” = pendenza, adagiarsi o letto e “podos” o “podios” = un piede). Facendo riferimento al sinonimo (Satureja nepeta (L.) Scheele l’etimologia potrebbe fare riferimento a “salato”. Il nome specifico (nepeta) è stato usato per primo da Gaio Plinio Secondo, scrittore, ammiraglio e naturalista romano, per una pianta aromatica (“erba gatta”) e fa riferimento alla cittadina di Nepi in Etruria. Questa erba aromatica è detta anche nepitella, nepetella, nepeta, mentuccia, mentastro.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Clinopodium nepeta è cmunissimo in tutto il territorio italiano ed in tutto il mediterraneo. Il suo habitat è rappresentato da prati aridi, incolti, scarpate, muri, su substrato calcareo e cresce dal livello del mare sino ai 1500 m s.l.m.. è una specie eliofila e termofila.

Descrizione –
La nepitella è una pianta perenne ed erbacea, latifoglia, con fioritura che inizia in estate e si protrae fino a inizio autunno. Può raggiungere un’altezza di 20–40 cm (massimo 80 cm). La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Tutte le parti di questa pianta ha un leggero odore di menta.
Le radici della nipitella sono secondarie derivate da un fittone. La parte aerea del fusto è ascendente con la parte bassa legnosa. Ha una superficie ricoperta di peli inclinati. Le foglie sono disposte a simmetria opposta. La lamina ha delle forme ovate con apici acuti. I margini sono revoluti e debolmente seghettati.
Le infiorescenze del Clinopodium nepeta sono rappresentate da cime fogliose con 5 – 20 fiori peduncolati per verticillo (ogni verticillo è sotteso da due foglie) ed il peduncolo è lungo fino a 2 cm.
La nipitella possiede fiori ermafroditi (sono presenti anche fiori solamente femminili), con quattro verticilli (calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri.
I calici dei fiori sono del tipo gamosepalo, gozzuto, sub-bilabiato con superficie pubescente per peli ispidi e terminante con 5 denti triangolari-acuti. Il labbro inferiore è più lungo di quello superiore. I peli sporgono dalle fauci. Lunghezza del calice: 3 – 4 mm. I denti sono lunghi 0,5 – 2 mm.
La corolla, gamopetala, è a simmetria bilaterale pubescente, gli stami sono quattro poco visibili e tutti fertili. L’ovario è supero, bicarpellare. Lo stilo che è inserito alla base dell’ovario è del tipo filiforme e sporgente. Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule glabre e lisce.

Coltivazione –
Per la coltivazione della nipitella valgono all’incirca gli stessi accorgimenti agronomici della consorella menta piperita e di altre specie simili.
In ogni caso la nepitella necessita di sole pieno o ombra luminosa e suoli ben drenati, anche aridi. Si semina in cassone freddo o in vasi o si divide a inizio primavera. Se si desidera coltivare su appezzamenti più grandi allora è necessario operare preliminarmente dei diserbi meccanici preventivi delle specie antagoniste e poi operare delle sarchiature tra le file. Non è opportuno utilizzare fertilizzanti di sintesi per questa pianta che può entrare in rotazione con altre specie che si avvalgono di concimazioni organiche.
Della nipitella si raccolgono le foglie prima della fioritura, e si fanno essiccare in ombra asciutta. Questa pianta è molto rustica e tra le patologie possiamo temere solo l’oidio. La presenza dell’oidio può comunque essere facilitata da una non eccessiva solarizzazione della coltivazione e dalla presenza di sostanza organica nel terreno oltre le necessità di questa pianta.

Usi e Tradizioni –
La nepitella, detta anche mentuccia, era comunque conosciuta anche nell’antichità, quando si utilizzava per curare i dolori spastici della muscolatura interna, soprattutto di orìgine nervosa; nel medioevo le si attribuirono proprietà fantasiose e a dir poco miracolose; le attuali ricerche scientifiche hanno dimostrato che in realtà questa pianta ha proprietà toniche, anti spasmodiche e digestive.
Questa menta era già usata da Dioscoride (Anazarbe, 40 circa – 90 circa), medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell’imperatore Nerone.
Le foglie ed i fiori vengono utilizzati a scopo terapeutico. In erboristeria viene utilizzata di frequente.
Il Clinopodium nepeta si usa per intero, tagliando la pianta all’altezza del terreno durante la fioritura o la parte aerea, fresca o essiccata all’ombra o in un ambiente ventilato.
Tra le proprietà della nipitella ricordiamo che è colagoga, espettorante sedativa ed anche antibiotica. Per uso interno si può ottenere un infuso preparato con le foglie o con le sommità fiorite di mentuccia; è un buon carminativo, aiuta la digestione e stimola le funzioni epatiche. Allo stesso scopo si prepara un enolito, lasciando la droga a macerare nel vino, che poi si filtra e si beve dopo i pasti. Per uso interno ricordiamo ancora l’olio essenziale, di cui la mentuccia è ricca; questo le conferisce proprietà antibiotiche, e quindi le foglie fresche, pestate, aiutano la guarigione delle piccole escoriazioni sulle quali si applicano in cataplasmi. Le foglie tritate, dall’aroma simile a quello della menta, vengono impiegate per insaporire piatti di carne, pesce, verdura e funghi. Di fatto la nipitella è simile alla menta nell’aroma, Tra le varie proprietà, regolarizza l’intestino e aiuta a mantenere il benessere di tutto l’organismo.

Modalità di Preparazione –
Oltre ai suoi utilizzi in cucina, simili a quelli della menta piperita e di altre mente la nipitella, come visto, può essere utilizzata per scopi curativi e terapeutici.
Ricordiamo tra questi i seguenti:
Per l’acne: si lascino in mezzo litro d’acqua bollente, per dieci minuti, diedi grammi di foglie; sì filtra e si beve una tazza di tale infuso, ancora tiepido, prima dei pasti principali.
Digestione: si lasciano venti grammi di fiori e foglie in mezzo litro d’acqua bollente per dieci minuti; si filtra e si beve una tazza di tale infuso dopo i pasti.
Reumatismi: si lasciano in infusione in mezzo litro d’acqua bollente per cinque minuti, cinque grammi di fiori e foglie con la scorza di mezzo limone; si filtra e si beve l’infuso ancora caldo.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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