Yponomeuta malinellus

Yponomeuta malinellus

L’Iponomeuta o “Ragna” del melo (Yponomeuta malinellus Zell.) è un lepidottero appartenente alla famiglia Yponomeutidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Tracheata, Superclasse Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Endopterygota, Superordine Oligoneoptera, Sezione Panorpoidea, Ordine Lepidoptera, Sottordine Glossata, Infraordine Heteroneura, Divisione Ditrysia, Superfamiglia Yponomeutoidea, Famiglia Yponomeutidae, Sottofamiglia Yponomeutinae e quindi al Genere Yponomeuta ed alla Specie Y. malinellus.
È sinonimo il termine Yponomeuta padellus (Linnaeus).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’ Yponomeuta malinellus è un insetto originario dell’Europa e dell’Asia e si è diffuso in Nord America; in questi Paesi i bruchi si sviluppano principalmente sul Melo, sul Pruno, sul Biancospino (Crataegus) ma possono anche attaccare il Mandorlo.

Morfologia –
L’Iponomeuta si riconosce in quanto l’adulto ha un’apertura alare di 16 – 20 mm, con colorazione generalmente bianco puro. Le ali anteriori sono picchiettate di punti neri e le ali posteriori sono grigiastre e frangiate.
Le uova sono deposte in gruppi da 20 a 95, disposte in ooplacche convesse, ovali o allungate e misurano tre 4 e 10 mm. Queste ooplacche, sono giallastre dopo la deposizione ma divengono brune in seguito; vengono deposte generalmente sulla corteccia dei rami di 2 anni e appoggiate sotto l’ascella dei germogli o sotto i nodi.
Le larve sono di colorazione giallo paglierino al 1° stadio larvale, il colore del bruco varia in seguito dopo ogni intermuta; diviene grigio blu ardesia dopo la muta, la sua pigmentazione si schiarisce progressivamente fino a diventare grigio giallastra nella muta successiva. Ogni segmento porta 2 macchie nere, con la testa nera; al termine del suo sviluppo, il bruco raggiunge dai 18 ai 20 mm di lunghezza.
Le crisalidi sono racchiuse in un piccolo bozzolo setoso di colore bianco e disposte parallelalmente tra loro al centro di una tessitura collettiva o “Nido di crisalide”.

Attitudine e Ciclo biologico –
Il ciclo annuale della Yponomeuta malinellus inizia con i giovani bruchi che abbandonano le ooloplacche e riprendono la loro attività nella metà di aprile (stadi da C3 a E2 del Melo). I voli si osservano nei frutteti dal mese di luglio alla fine di agosto.
Il bruco si sviluppa principalmente sul Melo, sul Pruno, sul Biancospino (Crataegus) ma, come detto, può anche attaccare il Mandorlo.
Gli adulti svolgono un’attività crepuscolare, volando, accoppiandosi e deponendo dopo l’imbrunire.
Le uova hanno uno sviluppo embrionale che va dai 12 ai 15 gg.
Le larve successivamente alla schiusura entrano in diapausa e dimorano raggruppate all’interno di ooloplacche nelle quali trascorrono l’inverno.
Nella primavera successiva (aprile-maggio), le larve abbandonano le ooloplacche e penetrano nelle giovani foglie che minano ed il cui lembo prende un aspetto rigonfio bruno – rossastro. Per trasparenza distinguiamo quelle larve che progrediscono raggruppati a ventaglio gli uni al fianco degli altri tra le due epidermide della foglia (fase minatrice). Successivamente alla fioritura le larve al 2° stadio abbandonano questi luoghi e tessono nidi setosi inglobando le estremità dei rami dei quali divorano il fogliame (fase filiera e di estirpazione delle foglie che vengono brucate). A seconda dei bisogni alimentari vengono costruiti molti nidi successivamente, e questo fino alla ninfosi dove trascorrono il periodo insieme in un nido collettivo. Gli adulti sfarfallano in estate (giugno-luglio). Questi si accoppiano e, verso il mese di agosto, depositano le uova sui rametti; da queste uova si evolveranno le larve svernanti.
La ninfa ha uno sviluppo di circa due settimane.
L’Iponomeuta compie una sola generazione all’anno.
Le larve dell’ Yponomeuta malinellus provocano delle sfoliazioni più o meno gravi alle estremità dei rami dei Meli le cui foglie, rosicchiate superficialmente prendono un colorito rosso. Anche i giovani frutti, inclusi nella tessitura, presentano delle tracce di morsi. In caso di sfoliazione importante, la crescita estiva dei frutti è fermata e questi cadono prematuramente. L’ intensità del danno varia molto da un anno all’altro e si manifestano soprattutto nelle colture estive.

Ruolo Ecologico –
L’Yponomeuta malinellus è un lepidottero che si nutre a spese di piante come Melo, altre Rosacee arbustive o arboree coltivate e spontanee (Biancospino, Prunus, ecc.).
Nell’agroecologia è importante porre attenzione alla presenza dei suoi nemici naturali; tra questi ricordiamo i predatori, quali i Rincoti Antocoridi, ma soprattutto parassitoidi quali gli Imenotteri Icneumonidi, Calcididi ed alcuni Ditteri Tachinidi.
In genere la lotta chimica contro l’Iponomeuta non è quasi mai attuata in quanto questo lepidottero viene mantenuto sotto controllo dai trattamenti eseguiti per gli altri fitofagi più importanti del Melo, quali Carpocapsa, minatori, ricamatori ed altri.
Ove necessario si può ricorrere ad interventi specifici, oppure nel caso di piante per le quali non sono previsti interventi che hanno azione collaterale (come avviene per il Melo), i trattamenti devono essere eseguiti:
– alla rottura delle gemme, con oli bianchi attivati; questi svolgono un’azione sulle ovature contenenti le larvette svernanti;
– alla fine della fioritura, in presenza delle prime larvette, con Bacillus thuringiensis ssp. kurstaki o con altri insetticidi ad azione larvicida.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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