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Artemisia annua

L’artemisia annuale (Artemisia annua L., 1753) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Asterales, Famiglia Asteraceae, Sottofamiglia Asteroideae, Tribù Anthemideae, Sottotribù Artemisiinae e quindi al Genere Artemisia ed alla Specie A. annua.
È sinonimo il termine: Artemisia chamomilla C.Winkl..

Etimologia –
Il termine Artemisia proviene da Ἄρτεμις Artemis Artemide, nome greco della dea Diana: genere già citato in Plinio; secondo alcuni autori, Artemisia II di Caria (Αρτεμισία Artemisía ?-350 a.C.), sorella e moglie di Mausolo, che avrebbe dato il suo nome a questa pianta. l’epiteto specifico annua viene da annuale, in riferimento alla durata del ciclo vegetativo di questa pianta.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’artemisia annuale è una pianta originaria della provincia di Hunan in Cina.
In Italia è presente in modo discontinuo ed è considerata rara e probabilmente naturalizzata. Anche nelle Alpi la presenza non è continua. Fuori dall’Italia, sempre nelle Alpi, si trova in Francia (dipartimenti di Isère e Alta Savoia), in Svizzera si trova nel Canton Ticino, mentre in Austria è presente nei Länder del Vorarlberg, Tirolo Settentrionale e Carinzia. Sugli altri rilievi europei si trova nel Massiccio del Giura, Monti Balcani e Carpazi. L’habitat tipico di questa pianta è rappresentato dalle zone ruderali, gli incolti ghiaiosi e sabbiosi, lungo i sentieri, le scarpate ferroviarie, discariche e bordi delle strade (è una pianta sinantropa).
Cresce preferibilmente su suoli calcarei o silicei con pH neutro e terreno ad alti valori nutrizionali mediamente umidi.
È presente dal piano basale fino a 500 m s.l.m..

Descrizione –
L’ Artemisia annua è una specie erbacea annuale che nei climi temperati può raggiungere i 2 m di altezza.
La pianta può assumere un portamento monocaule (con branche alternate), oppure cespuglioso (ramificazioni alla base).
Ha foglie profondamente settate, che variano da 2,5 a 5 cm di lunghezza e contengono cellule filamentose (tricomi).
L’infiorescenza (capitula) ha un diametro di circa 2-3 mm, con colorazione generalmente giallastra e racchiusa da numerose brattee. Al centro di questa troviamo numerosi fiori bisessuali (ermafroditi), circondati da fiori femminili (pistillati). Entrambi i tipi fiorali hanno una corolla tubolare simpetala con margine penta lobato nei fiori bisessuali e bi-trilobato in quelli femminili.
Il ricettacolo è glabro e di forma triangolare. Come nelle foglie anche gli organi fiorali contengono numerose cellule filamentose.
Il frutto è un piccolo achenio con semi di dimensioni ridottissime (circa 12.000 per grammo).

Coltivazione –
Per la coltivazione dell’ Artemisia annua bisogna scegliere terreni franchi esposti a sud, anche se la pianta si adatta nei terreni argillosi; inoltre è poco esigente nei riguardi dei fattori nutritivi.
Alle nostre latitudini il ciclo di crescita è primaverile-estivo e la fioritura si ha nella tarda estate. La pianta è moderatamente resistente alle basse temperature e dissecca totalmente con le prime gelate.
Per la sua coltivazione, inoltre, bisogna tenere conto del fotoperiodismo. Con la durata del giorno di 12 ore si accorcia il ciclo vegetativo ed induce la fioritura, cosa che spiega perché non è possibile coltivare con successo questa pianta nei paesi equatoriali e subequatoriali mentre vegeta rigogliosa nei nostri ambienti.
Per l’impianto bisogna partire da semina in semenzaio, per via della ridottissima dimensione dei semi. Quando le piantine raggiungono lo stadio di 2-4 foglie e sono alte circa 10 cm vengono trapiantate in pieno campo utilizzando le comuni trapiantatrici.
La densità di impianto ottimale sembra essere quella di circa 6 piante per mq.
L’artemisia si avvantaggia in particolar modo della dotazione di fosforo e potassio, anche se in quantità non elevate. Anche l’irrigazione influisce positivamente sulla produttività.
Per il controllo delle infestanti è bene procedere ad una o due sarchiature.
Per quanto riguarda la raccolta e l’utilizzazione bisogna tenere conto del contenuto di artemisinina (endoperossido sesquiterpene lattone) che questa pianta produce; il massimo contenuto coincide con la fase di inizio fioritura, momento che risulta ottimale per la raccolta, che viene effettuata sfalciando le piante. Successivamente queste vengono poste ad essiccare in locale coperto e ventilato. Non esistono ad oggi macchine adatte alla raccolta meccanizzata. Sarebbe importante poter raccogliere solo le foglie o le sommità apicali della pianta lasciando in campo la parte legnosa.

Usi e Tradizioni –
L’Artemisia annua è una pianta nota fin dall’antichità per diverse e numerose proprietà curative. Tra i primissimi cenni storici di utilizzo di Artemisia, quale fonte di fitoestratti curativi, bisogna menzionare Theophrastus (371-287 a.C.), che indicava A. abrotanum come antielmintica e spasmolitica. Vi sono tracce storiche ben documentate anche nell’antico Egitto di un uso di A. absinthium come vermifugo e curativo di lesioni cutanee. Ma è in Cina che queste specie diventano particolarmente note e rinomate per le loro svariate proprietà salutari. Infatti venne menzionata per la prima volta nel 168 a.C. nel testo sulla farmacopea tradizionale cinese “Rimedi per 52 malattie”, testo che è stato rinvenuto a Changsa (prov. Hunan) nella tomba di Mawangdui Han e nel quale l’Artemisia annua veniva indicata come rimedio anti-emorroidario.
Successivamente nel 340 d.C., la stessa specie viene menzionata in un secondo testo della sinno-farmacopea tradizionale redatto da GeHong: “Manuale delle prescrizioni per terapie di urgenza”. In questo testo si illustravano le proprietà curative degli estratti e degli infusi di A. annua contro la malaria.
Bisogna arrivare al 1596, quando Li Shizhen la cita come pianta antimalarica nel suo volume Compendio della Materia Medica. Anche il suo utilizzo come bio-fumigante contro insetti presenti nelle derrate stoccate è noto in Cina da svariati secoli.
La svolta nell’utilizzo e quindi nella diffusione di questa specie si ebbe in Cina all’ inizio degli anni ‘70, con il governo di Mao, che diede ordine a tutti i settori delle scienze sinniche di indagare approfonditamente sulle proprietà curative di svariate piante note dalla tradizione cinese e tra queste anche le numerose specie del genere Artemisia. Dallo screening (che oggi ammonta ad oltre 130 specie congeneri indagate) risultò che A. annua possedeva effettivamente una potente azione antimalarica e pertanto si pervenne alla prima identificazione ufficiale di azione anti-Plasmodium alternativa agli antibiotici ed al chinino possedute dall’artemisinina.
Comunque sia il basso contenuto di artemisinina (max 0,5%) nei genotipi delle specie di Artemisia annua coltivate nel recente passato in Europa ed in America è stato il principale fattore limitante per la diffusione della coltura su ampie superfici. Negli ultimi anni si è però operato un miglioramento genetico che ha portato ad un deciso incremento di artemisinina nelle parti aeree; con questo miglioramento i genotipi oggi coltivati a scopo sperimentale raggiungono un contenuto medio di 1,1 – 1,4% sulla sostanza secca della parte aerea. Questo risultato, abbinato inoltre ad una abbondante produzione di biomassa (20-25 t/ha di prodotto secco), potrebbe rendere economicamente conveniente la coltura.
Anche se ad oggi l’immunolocalizzazione dell’artemisinina non è stata ancora ben definita, ci sono forti evidenze che dimostrano che questa sostanza è secreta nei tricomi ghiandolari, in quanto nei biotipi di A. annua che non presentano tricomi ghiandolari non c’è produzione della sostanza. Infatti il contenuto di artemisinina nelle infiorescenze (% S.S.) è da 4 a 11 volte più elevato che nelle foglie.
Ad ufficializzare il ruolo svolto dall’ artemisinina contro la malaria, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha confermato e ribadito numerose volte l’efficacia di questo principio attivo nel combattere questa malattia nella sua forma più aggressiva e virulenta.
Vista l’insufficiente produzione mondiale di questo principio attivo potrebbe essere interessante promuovere la promozione di questa pianta utilizzando strumenti di politica agricola come la PAC.
A maggior stimolo nella coltivazione dell’Artemisia annua si ricorda che questa pianta è stata usata per lustri anche nella cura di numerose malattie, tra cui le dermatiti. Derivati sintetici dell’artemisinina sono attualmente in fase di ricerca, inoltre, per un loro potenziale uso come farmaci antitumorali.
Inoltre secondo la medicina popolare l’Artemisia annua ha le seguenti proprietà medicamentose:
– antibatterica (blocca la generazione dei batteri);
– antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi);
– carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali);
– digestiva;
– febbrifuga (abbassa la temperatura corporea).

Modalità di Preparazione –
L’Artemisia annua, come altre dello stesso genere, può fornire un olio essenziale ricavato dalle foglie e utilizzato per aromatizzare diverse bevande anche alcoliche.
Inoltre per la medicina popolare sono tanti gli impieghi di questa pianta:
– infusi: 2 cucchiai di sommità fiorite in 1 litro di acqua per la cura di febbre, raffreddore, disturbi allo stomaco e al fegato e per agevolare la cicatrizzazione delle ulcere;
– foglie essiccate: messe all’interno dei cuscini curano i disturbi del sonno, mentre nella suola delle scarpe sono un antidoto alla stanchezza;
– rami: appendendo qualche rametto nelle stalle o nei pressi degli orti tiene lontani parassiti e mosche.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Artemisia annua

The annual mugwort (Artemisia annua L., 1753) is a herbaceous species belonging to the Asteraceae family.

Systematics –
From the systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Plantae, Spermatophyta Superdivision, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Asteridae Subclass, Asterales Order, Asteraceae Family, Asteroideae Subfamily, Anthemideae Tribe, Artemisiinae Sub-tribe and therefore to the Artemisia Genus and the Species A. annua .
The term is synonymous: Artemisia chamomilla C.Winkl ..

Etymology –
The term Artemisia comes from Ἄρτεμις Artemis Artemis, Greek name of the goddess Diana: genus already mentioned in Pliny; according to some authors, Artemisia II of Caria (Αρτεμισία Artemisía? -350 BC), sister and wife of Mausolus, who gave her name to this plant. the specific annual epithet comes from annual, in reference to the duration of the vegetative cycle of this plant.

Geographical Distribution and Habitat –
The annual mugwort is a plant native to the province of Hunan in China.
In Italy it is present in a discontinuous way and is considered rare and probably naturalized. Even in the Alps the presence is not continuous. Outside Italy, still in the Alps, it is located in France (departments of Isère and Haute-Savoie), in Switzerland it is located in the Canton Ticino, while in Austria it is present in the Länder of Vorarlberg, North Tyrol and Carinthia. On other European reliefs it is located in the Jura Massif, the Balkan Mountains and the Carpathians. The typical habitat of this plant is represented by the ruderal zones, the gravelly and sandy uncultivated ones, along the paths, the railway scarps, dumps and edges of the roads (it is a sinantropa plant).
It grows preferably on calcareous or siliceous soils with neutral pH and soil with high average nutritional values.
It is present from the basal plane up to 500 m s.l.m ..

Description –
The Artemisia annua is an annual herbaceous species that in temperate climates can reach 2 m in height.
The plant can take on a monocaule bearing (with alternate branches), or bushy (branches at the base).
It has deeply settled leaves, which vary from 2.5 to 5 cm in length and contain filamentous cells (trichomes).
The inflorescence (capitula) has a diameter of about 2-3 mm, with generally yellowish coloration and enclosed by numerous bracts. At the center of this we find numerous bisexual (hermaphrodite) flowers, surrounded by female flowers (pistillates). Both types of flowers have a symmetrical tubular corolla with a penta-lobed margin in bisexual flowers and bi-trilobed in female ones.
The receptacle is glabrous and triangular in shape. As in the leaves also the floral organs contain numerous filamentous cells.
The fruit is a small achene with very small seeds (about 12,000 per gram).

Cultivation –
For the cultivation of the Artemisia annua it is necessary to choose frank lands exposed to the south, even if the plant adapts to the clayey soils; furthermore, it is not very demanding with regard to nutritional factors.
At our latitudes the growth cycle is spring-summer and flowering occurs in late summer. The plant is moderately resistant to low temperatures and dries completely with the first frosts.
Furthermore, photoperiodism must be taken into account for its cultivation. With the duration of the day of 12 hours the vegetative cycle is shortened and the flowering is induced, which explains why it is not possible to successfully cultivate this plant in equatorial and subequatorial countries while it thrives luxuriantly in our environments.
For the plant it is necessary to start from seeding in seedbed, due to the very small size of the seeds. When the seedlings reach the stage of 2-4 leaves and are about 10 cm high they are transplanted in the open field using the common transplanters.
The optimal plant density seems to be that of about 6 plants per square meter.
The artemisia takes advantage in particular of the phosphorus and potassium supply, even if in small quantities. Irrigation also has a positive effect on productivity.
To control weeds, it is advisable to proceed with one or two weeds.
Regarding the collection and use must take into account the content of artemisinin (sesquiterpene endoperoxide lactone) that this plant produces; the maximum content coincides with the beginning of flowering phase, which is optimal for harvesting, which is carried out by shredding the plants. These are then placed to dry in a covered and ventilated room. To date there are no machines suitable for mechanized harvesting. It would be important to be able to collect only the leaves or apical tops of the plant, leaving the woody part in the field.

Uses and Traditions –
The Artemisia annua is a plant known since ancient times for various and numerous healing properties. Among the earliest historical references to the use of Artemisia, as a source of curative phyto-extracts, we must mention Theophrastus (371-287 BC), which indicated A. abrotanum as anthelmintic and spasmolytic. There are well documented historical traces also in ancient Egypt of a use of A. absinthium as a vermifuge and curative of skin lesions. But it is in China that these species become particularly known and renowned for their varied health properties. In fact it was mentioned for the first time in 168 BC in the text on the traditional Chinese pharmacopoeia “Remedies for 52 diseases”, a text that was found in Changsa (prov. Hunan) in the tomb of Mawangdui Han and in which the Artemisia annua was indicated as an anti-haemorrhoidal remedy.
Later in AD 340, the same species is mentioned in a second text of the traditional left-pharmacopoeia compiled by GeHong: “Manual of prescriptions for emergency therapies”. This text illustrates the healing properties of the extracts and infusions of A. annua against malaria.
We need to get to 1596, when Li Shizhen mentions it as an antimalarial plant in her Compendium of Materia Medica volume. Even its use as a bio-fumigant against insects present in stored foodstuffs has been known in China for several centuries.
The turning point in the use and therefore in the diffusion of this species occurred in China at the beginning of the 70s, with the Mao government, which gave order to all sectors of the sciences sciences to thoroughly investigate the healing properties of various known plants from the Chinese tradition and among these also the numerous species of the genus Artemisia. Screening (which today amounts to over 130 investigated species) showed that A. annua actually had a potent antimalarial action and therefore came to the first official identification of an anti-Plasmodium action alternative to the antibiotics and quinine possessed by artemisinin.
However, the low artemisinin content (max 0.5%) in the genotypes of the Artemisia annua species cultivated in the recent past in Europe and America was the main limiting factor for the spread of the crop on large surfaces. In the last one, however, a genetic improvement was made which led to a marked increase in artemisinin in the aerial parts; with this improvement the genotypes now cultivated for experimental purposes reach an average content of 1.1 – 1.4% on the dry matter of the aerial part. This result, combined also with an abundant production of biomass (20-25 t / ha of dry product), could make the cultivation economically convenient.
Although to date the immunolocalization of artemisinin has not yet been well defined, there is strong evidence showing that this substance is secreted in glandular trichomes, since in the biotypes of A. annua that do not have glandular trichomes there is no production of the substance. In fact the artemisinin content in inflorescences (% S.S.) is 4 to 11 times higher than in the leaves.
To formalize the role played by artemisinin against malaria, the WHO (World Health Organization) has confirmed and reiterated numerous times the effectiveness of this active ingredient in combating this disease in its most aggressive and virulent form.
Given the insufficient global production of this active ingredient it might be interesting to promote the promotion of this plant using agricultural policy instruments such as the CAP.
To a greater stimulus in the cultivation of Artemisia annua it is recalled that this plant has also been used for decades in the treatment of numerous diseases, including dermatitis. Moreover, synthetic artemisinin derivatives are currently being researched for their potential use as anticancer drugs.
Furthermore, according to popular medicine, Artemisia annua has the following medicinal properties:
– antibacterial (blocks the generation of bacteria);
– antiseptic (property of preventing or slowing the development of microbes);
– carminative (favors the escape of intestinal gases);
– digestive;
– febrifuge (lowers body temperature).

Preparation Mode –
The Artemisia annua, like others of the same genus, can provide an essential oil derived from the leaves and used to flavor various alcoholic beverages.
Also for folk medicine there are many uses for this plant:
– infusions: 2 tablespoons of flowering tops in 1 liter of water for the treatment of fever, colds, stomach and liver disorders and to facilitate the healing of ulcers;
– dried leaves: placed inside the cushions, they cure sleep disorders, while in the sole of shoes they are an antidote to fatigue;
– branches: by hanging a few sprigs in the stables or near the gardens, it keeps pests and flies away.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Artemisia annua

La artemisa anual (Artemisia annua L., 1753) es una especie herbácea perteneciente a la familia Asteraceae.

Sistemática –
Desde el punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Reino Plantae, Superdivisión Spermatophyta, División Magnoliophyta, Clase Magnoliopsida, Subclase Asteridae, Orden Asterales, Familia Asteraceae, Subfamilia de Asteroideae, Coyunturas de este género. .
El término es sinónimo: Artemisia chamomilla C.Winkl ..

Etimología –
El término Artemisa proviene de Artρτεμις Artemisa Artemisa, nombre griego de la diosa Diana: género ya mencionado en Plinio; Según algunos autores, Artemisia II de Caria (Artρτεμισία Artemisía? -350 aC), hermana y esposa de Mausolus, quien dio su nombre a esta planta. El epíteto anual específico proviene de anual, en referencia a la duración del ciclo vegetativo de esta planta.

Distribución geográfica y hábitat –
La artemisa anual es una planta originaria de la provincia de Hunan en China.
En Italia está presente de forma discontinua y se considera raro y probablemente naturalizado. Incluso en los Alpes la presencia no es continua. Fuera de Italia, todavía en los Alpes, se encuentra en Francia (departamentos de Isère y Haute-Savoie), en Suiza se encuentra en el cantón de Ticino, mientras que en Austria está presente en los Länder de Vorarlberg, Tirol del Norte y Carintia. En otros relieves europeos se encuentra en el macizo Jura, las montañas de los Balcanes y los Cárpatos. El hábitat típico de esta planta está representado por las zonas ruderales, las gravasas y arenosas sin cultivar, a lo largo de los caminos, el ferrocarril escarpa, vertederos y bordes de las carreteras (es una planta sinantropa).
Crece preferiblemente en suelos calcáreos o silíceos con pH neutro y suelo con valores nutricionales promedio altos.
Está presente desde el plano basal hasta 500 m s.l.m ..

Descripción –
La Artemisia annua es una especie herbácea anual que en climas templados puede alcanzar 2 m de altura.
La planta puede tomar un rodamiento monocaule (con ramas alternativas), o tupida (ramas en la base).
Tiene hojas muy sedimentadas, que varían de 2,5 a 5 cm de longitud y contienen células filamentosas (tricomas).
La inflorescencia (capítulos) tiene un diámetro de aproximadamente 2-3 mm, con una coloración generalmente amarillenta y encerrada por numerosas brácteas. En el centro de esto encontramos numerosas flores bisexuales (hermafroditas), rodeadas de flores femeninas (pistilados). Ambos tipos de flores tienen una corola tubular simétrica con un margen penta-lobulado en flores bisexuales y bi-trilobulado en las femeninas.
El receptáculo es de forma glabra y triangular. Como en las hojas también los órganos florales contienen numerosas células filamentosas.
El fruto es un achene pequeño con semillas muy pequeñas (aproximadamente 12,000 por gramo).

Cultivo –
Para el cultivo de la Artemisia annua es necesario elegir tierras francas expuestas al sur, incluso si la planta se adapta a los suelos arcillosos; Además, no es muy exigente con respecto a los factores nutricionales.
En nuestras latitudes, el ciclo de crecimiento es primavera-verano y la floración se produce a finales del verano. La planta es moderadamente resistente a bajas temperaturas y se seca completamente con las primeras heladas.
Además, el fotoperiodismo debe tenerse en cuenta para su cultivo. Con la duración del día de 12 horas, se acorta el ciclo vegetativo y se induce la floración, lo que explica por qué no es posible cultivar con éxito esta planta en países ecuatoriales y subiguatorios mientras prospera exuberantemente en nuestros entornos.
Para la planta es necesario comenzar desde la siembra en semillero, debido al tamaño muy pequeño de las semillas. Cuando las plantas de semillero alcanzan la etapa de 2-4 hojas y miden aproximadamente 10 cm de alto, se trasplantan en campo abierto utilizando los transplantadores comunes.
La densidad óptima de plantas parece ser la de alrededor de 6 plantas por metro cuadrado.
La artemisia aprovecha en particular el suministro de fósforo y potasio, incluso en pequeñas cantidades. El riego también tiene un efecto positivo en la productividad.
Para controlar las malas hierbas, es aconsejable proceder con una o dos malas hierbas.
Con respecto a la recolección y el uso, se debe tener en cuenta el contenido de artemisinina (lactosa endoperóxido de sesquiterpeno) que produce esta planta; El contenido máximo coincide con el inicio de la fase de floración, que es óptimo para la cosecha, que se realiza mediante la trituración de las plantas. Luego se colocan para secar en una habitación cubierta y ventilada. Hasta la fecha no existen máquinas adecuadas para la cosecha mecanizada. Sería importante poder recolectar solo las hojas o las partes superiores apicales de la planta, dejando la parte leñosa en el campo.

Usos y Tradiciones –
La Artemisia annua es una planta conocida desde la antigüedad por sus numerosas y numerosas propiedades curativas. Entre las referencias históricas más tempranas al uso de Artemisia, como fuente de fito-extractos curativos, debemos mencionar Theophrastus (371-287 AC), que indicaba A. abrotanum como antihelmíntico y espasmolítico. También hay indicios históricos bien documentados en el antiguo Egipto del uso de A. absinthium como vermífugo y curativo de las lesiones cutáneas. Pero es en China que estas especies son particularmente conocidas y reconocidas por sus variadas propiedades de salud. De hecho, fue mencionado por primera vez en el 168 a. en el texto sobre la farmacopea china tradicional “Remedios para 52 enfermedades”, un texto que se encontró en Changsa (prov. Hunan) en la tumba de Mawangdui Han y en el que se indica Artemisia annua como un remedio contra los hemorroides.
Más tarde, en el año 340 d. C., la misma especie se menciona en un segundo texto de la farmacopea izquierda tradicional compilado por GeHong: “Manual de prescripciones para terapias de emergencia”. Este texto ilustra las propiedades curativas de los extractos e infusiones de A. annua contra la malaria.
Necesitamos llegar a 1596, cuando Li Shizhen lo menciona como una planta antimalárica en su volumen de Compendio de Materia Médica. Incluso su uso como bio-fumigante contra insectos presentes en alimentos almacenados se conoce en China desde hace varios siglos.
El punto de inflexión en el uso y, por lo tanto, en la difusión de esta especie se produjo en China a principios de los 70, con el gobierno de Mao, que dio orden a todos los sectores de las ciencias ciencias para investigar a fondo las propiedades curativas de varias plantas conocidas. De la tradición china y entre ellas también las numerosas especies del género Artemisia. El examen (que hoy asciende a más de 130 especies investigadas) mostró que A. annua en realidad tenía una potente acción antipalúdica y, por lo tanto, llegó a la primera identificación oficial de una alternativa de acción antiplasmodio a los antibióticos y quinina que posee la artemisinina.
Sin embargo, el bajo contenido de artemisinina (máximo 0.5%) en los genotipos de las especies de Artemisia annua cultivadas en el pasado reciente en Europa y América fue el principal factor limitante para la propagación del cultivo en grandes superficies. En el último, sin embargo, se hizo una mejora genética que condujo a un marcado aumento de la artemisinina en las partes aéreas; con esta mejora, los genotipos que ahora se cultivan con fines experimentales alcanzan un contenido promedio de 1.1 a 1.4% en la materia seca de la parte aérea. Este resultado, combinado también con una producción abundante de biomasa (20-25 t / ha de producto seco), podría hacer que el cultivo sea económicamente conveniente.
Aunque hasta la fecha la inmunolocalización de la artemisinina aún no se ha definido, existe una fuerte evidencia que demuestra que esta sustancia se secreta en tricomas glandulares, ya que en los biotipos de A. annua que no tienen tricomas glandulares no hay producción de la sustancia. De hecho, el contenido de artemisinina en inflorescencias (% S.S.) es 4 a 11 veces mayor que en las hojas.
Para formalizar el papel desempeñado por la artemisinina contra la malaria, la OMS (Organización Mundial de la Salud) ha confirmado y reiterado en numerosas ocasiones la eficacia de este ingrediente activo para combatir esta enfermedad en su forma más agresiva y virulenta.
Dada la insuficiente producción global de este ingrediente activo, podría ser interesante promover la promoción de esta planta utilizando instrumentos de política agrícola como la PAC.
A un mayor estímulo en el cultivo de Artemisia annua se recuerda que esta planta también se ha utilizado durante décadas en el tratamiento de numerosas enfermedades, incluida la dermatitis. Además, actualmente se están investigando los derivados sintéticos de la artemisinina para su posible uso como fármacos contra el cáncer.
Además, según la medicina popular, Artemisia annua tiene las siguientes propiedades medicinales:
– antibacteriano (bloquea la generación de bacterias);
– antiséptico (propiedad de prevenir o retardar el desarrollo de microbios);
– carminativo (favorece el escape de gases intestinales);
– digestivo
– febrífugo (baja la temperatura corporal).

Modo de preparación –
La Artemisia annua, al igual que otras del mismo género, puede proporcionar un aceite esencial derivado de las hojas y utilizado para dar sabor a varias bebidas alcohólicas.
También para la medicina popular hay muchos usos para esta planta:
– infusiones: 2 cucharadas de tapas de flores en 1 litro de agua para el tratamiento de la fiebre, resfriados, trastornos del estómago y el hígado y para facilitar la curación de las úlceras;
– Hojas secas: colocadas dentro de los cojines, curan los trastornos del sueño, mientras que en la suela de los zapatos son un antídoto contra la fatiga;
– Ramas: al colgar algunas ramitas en los establos o cerca de los jardines, mantiene alejadas a las plagas y las moscas.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, no representan en modo alguno una receta médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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