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Panaphis juglandis

L’afide maggiore del noce (Panaphis juglandis (Goeze, 1778)) è un insetto rincote omottero appartenente alla famiglia degli Afididi.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematco appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Ramo Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Sternorrhyncha, Superfamiglia Aphidoidea, Famiglia Aphididae, Sottofamiglia Calaphidinae e quindi al Genere Panaphis ed alla Specie P. juglandis.
Sono sinonimi i termini: Aphis juglandis Goeze, 1778, Callaphis juglandis, Callipterus iuglandis Macchiati, 1883 e Callipterus juglanalis Narzikulov & Umarov, 1969.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’afide maggiore del noce è una specie diffusa in varie aree di coltivazione del noce. In Europa è presente quasi ovunque, ad eccezione dell’ Irlanda, Islanda, Sardegna e Creta e di alcuni Paesi, nordorientali, come la Russia, la Bielorussia ed i Paesi baltici. L’afide è presente raramente nella penisola scandinava e, dal 2014, in Norvegia, mentre non risulta presente in Finlandia. Lo si ritrova in Turchia, in alcune parti dell’Asia centrale e in Pakistan.
È stato introdotto accidentalmente nella costa occidentale degli Stati Uniti.

Morfologia –
Il Panaphis juglandis è un afide caratterizzato per avere gli stadi immaturi di colore giallognolo, con file di macchie scure sul dorso; le forme adulte, di dimensioni intorno ai 3,5-4,3 mm, sono alati, di colore giallognolo, con capo e torace neri e bande nere trasversali sull’addome, con sifuncoli corti e troncati. Le uova si riconoscono perché sono molto scure, tendenti al nero.
Questi afidi si caratterizzano per una colorazione aposematica, anche se non è da escludere che si tratti di mimetismo batesiano. Questa colorazione, soprattutto negli stadi immaturi, potrebbe svolgere una funzione criptica e mimetica, consentendo agli afidi allineati sulla nervatura della foglia di passare inosservati ai predatori o di essere meno visibili.

Attitudine e Ciclo biologico –
L’afide maggiore del noce è una specie monofaga, che si nutre esclusivamente del noce bianco (Juglans regia).
Questi afidi normalmente stazionano sulla pagina superiore della foglia, allineati lungo la venatura centrale e con il capo rivolto verso il picciolo. Inoltre, frequentemente alcune formiche svolgono nei loro riguardi un’azione protettiva.
Le uova svernanti di Panaphis juglandis, che sono state deposte su noce, di solito si schiudono a maggio per dare origine alla generazioni fondatrici, che sono femmine vivipare partenogenetiche (che colonizzano i lati superiori delle foglie di noce lungo le venature) che danno vita a una serie di generazioni primaverili ed estive direttamente sulla pianta; successivamente, nel periodo di settembre-ottobre compaiono poi le forme sessuate (maschi e femmine), che saranno quelle che deporranno le uova invernali, deposte nella corteccia della pianta, che passano l’inverno sulla pianta.

Ruolo Ecologico –
Il Panaphis juglandis è un afide che in certe condizioni può condividere il suo ciclo biologico sul noce bianco insieme ad un altro afide leggermente più piccolo che è il Cromaphis juglandicola. Quest’ultimo comunque vive sulla faccia inferiore delle foglie.
In ogni caso, raramente le due specie convivono sulla stessa pianta, poiché pare che il P. juglandis venga danneggiato, o per lo meno disturbato, dalla presenza della melata e dei detriti prodotti dal C. juglandicola, che cadono dalle foglie soprastanti.
Il Panaphis juglandis vive sui lati superiori delle foglie della Juglans regia, secondo una caratteristica disposizione in file lungo le venature.
A livello ecologico stabiliscono delle “collaborazioni” con le formiche che, più spesso raccolgono la melata dalle foglie circostanti.
Per quanto riguarda invece la colorazione aposematica si fa notare che questa è tipica degli afidi che vivono in situazioni molto esposte, piuttosto che di quelli che si nutrono della parte inferiore della foglia. Non è chiaro, tuttavia, se gli afidi risultino di cattivo gusto e quindi sgraditi per i predatori vertebrati o meno.
Lo Juglone presente nelle noci, è tossico per altre piante ma non, per quanto sia conosciuto, per gli insetti erbivori.
Il Panaphis juglandis provoca dei danni che, come per il resto degli afidi, sono determinati dalle punture che effettuano per nutrirsi, che possono causare deformazioni delle foglie e necrosi localizzate, oltre che alla produzione di melata che comporta conseguentemente anche la formazione di fumaggini.
La melata, comunque, è anche motivo di attrazione per le api che la utilizzano per produrre il cosiddetto miele di melata.
L’afide del noce può essere contenuto, come per tutti gli afidi, in primo luogo con l’introduzione o il favoreggiamento di specie sue predatrici o parassite, fra cui coccinelle, sirfidi, cecidomidi e varie specie di imenotteri parassitoidi.
Il ricorso ad interventi chimici deve essere assolutamente suffragato da reali necessità ecologiche ed economiche, consigliabile solo in caso di infestazioni massicce e valutando tutti gli altri danni di natura ecologica, spesso non contabilizzati.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.



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Panaphis juglandis

The greater aphid of the walnut (Panaphis juglandis (Goeze, 1778)) is an insect recoiled from the Aphididae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to the Eukaryota Domain, Kingdom Animalia, Sub-Nean Eumetazoa, Branch Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Class Insecta, Subclass Pterygota, Cohort Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superorder Paraneoptera, Rhynchotoidea, Section Rhynchota, Suborder Homoptera, Section Sternorrhyncha, Aphidoidea superfamily, Aphididae family, Subfamily Calaphidinae and therefore to the genus Panaphis and to the species P. juglandis.
The terms are synonymous: Aphis juglandis Goeze, 1778, Callaphis juglandis, Callipterus iuglandis Macchiati, 1883 and Callipterus juglanalis Narzikulov & Umarov, 1969.

Geographical Distribution and Habitat –
Walnut greater aphid is a species widespread in various areas of nut cultivation. In Europe it is present almost everywhere, with the exception of Ireland, Iceland, Sardinia and Crete and some countries, northeastern, such as Russia, Belarus and the Baltic countries. The aphid is rarely present in the Scandinavian peninsula and, since 2014, in Norway, while it is not present in Finland. It is found in Turkey, in some parts of Central Asia and in Pakistan.
It was accidentally introduced to the west coast of the United States.

Morphology –
Panaphis juglandis is an aphid characterized by having yellowish-colored immature stages, with rows of dark spots on its back; the adult forms, with dimensions of around 3.5-4.3 mm, are winged, yellowish in color, with black heads and thoraxes and black transversal bands on the abdomen, with short and truncated sifuncles. The eggs are recognizable because they are very dark, tending to black.
These aphids are characterized by an aposematic color, although it cannot be excluded that it is a Batesian mimicry. This coloration, especially in the immature stages, could play a cryptic and mimetic function, allowing aphids aligned on the leaf’s rib to go unnoticed by predators or be less visible.

Attitude and biological cycle –
The greater aphid of the walnut is a monofagous species, which feeds exclusively on the white walnut (Juglans regia).
These aphids normally stand on the upper page of the leaf, aligned along the central grain and with the head facing the petiole. Furthermore, some ants frequently perform a protective action in their regard.
The wintering eggs of Panaphis juglandis, which were laid on walnut, usually hatch in May to give rise to the founding generations, which are viviparous parthenogenetic females (which colonize the upper sides of the walnut leaves along the veins) that give life to a series of spring and summer generations directly on the plant; subsequently, in the period of September-October then the sexual forms appear (males and females), which will be those that will lay the winter eggs, deposited in the bark of the plant, which pass the winter on the plant.

Ecological Role –
The Panaphis juglandis is an aphid that under certain conditions can share its biological cycle on the white walnut together with another slightly smaller aphid which is the Cromaphis juglandicola. The latter, however, lives on the lower face of the leaves. In any case, the two species rarely coexist on the same plant, since it seems that P. juglandis is damaged, or at least disturbed, by the presence of honeydew and debris produced by C .juglandicola, which fall from the overlying leaves.
The Panaphis juglandis lives on the upper sides of the leaves of the Juglans regia, according to a characteristic arrangement in rows along the veins.
Ecologically, they establish “collaborations” with ants that more often collect honeydew from the surrounding leaves.
As for the aposematic coloring, it is noted that this is typical of aphids that live in very exposed situations, rather than those that feed on the lower part of the leaf. It is not clear, however, whether the aphids are in bad taste and therefore unwelcome for vertebrate predators or not.
The Juglone present in walnuts is toxic to other plants but not, as far as it is known, to herbivorous insects.
The Panaphis juglandis causes damage that, as for the rest of the aphids, are determined by the punctures they carry to feed, which can cause deformation of the leaves and localized necrosis, as well as the production of honeydew which consequently also involves the formation of fumaggini.
The honeydew, however, is also a source of attraction for the bees that use it to produce the so-called honeydew honey. The walnut aphid can be contained, as for all aphids, first of all with the introduction or facilitation of its predatory or parasitic species, including ladybirds, hoverflies, cecidomids and various species of parasitoid hymenoptera.
The use of chemical interventions must be absolutely supported by real ecological and economic needs, advisable only in case of massive infestations and evaluating all other ecological damages, often not accounted for.

Guido Bissanti

Sources
– Wikipedia, the free encyclopedia.- Russo G., 1976. Agrarian Entomology. Special Part. Liguori Editore, Naples.- Tremblay E., 1997. Applied entomology. Liguori Editore, Naples.



[:es]

Panaphis juglandis

El áfido mayor de la nuez (Panaphis juglandis (Goeze, 1778)) es un insecto retirado de la familia Aphididae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, Kingdom Animalia, Sub-Nean Eumetazoa, Branch Bilateria, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Class Insecta, Subclase Pterygota. Sternorrhyncha, superfamilia de Aphidoidea, familia de Aphididae, Subfamilia Calaphidinae y por lo tanto al género Panaphis y a la especie P. juglandis.
Los términos son sinónimos: Aphis juglandis Goeze, 1778, Callaphis juglandis, Callipterus iuglandis Macchiati, 1883 y Callipterus juglanalis Narzikulov y Umarov, 1969.

Distribución geográfica y hábitat –
El pulgón de nogal es una especie muy extendida en varias áreas de cultivo de nueces. En Europa está presente en casi todas partes, con excepción de Irlanda, Islandia, Cerdeña y Creta y algunos países del noreste, como Rusia, Bielorrusia y los países bálticos. El pulgón rara vez está presente en la península escandinava y, desde 2014, en Noruega, mientras que no está presente en Finlandia. Se encuentra en Turquía, en algunas partes de Asia Central y en Pakistán.
Fue introducido accidentalmente en la costa oeste de los Estados Unidos.

Morfología –
Panaphis juglandis es un áfido caracterizado por tener etapas inmaduras de color amarillento, con hileras de manchas oscuras en su espalda; Las formas adultas, con dimensiones de alrededor de 3,5-4,3 mm, son aladas, de color amarillento, con cabezas y tórax negros y bandas transversales negras en el abdomen, con sifuncles cortos y truncados. Los huevos son reconocibles porque son muy oscuros, tienden a ser negros.
Estos áfidos se caracterizan por un color aposemático, aunque no se puede excluir que es un mimetismo batesiano. Esta coloración, especialmente en las etapas inmaduras, podría desempeñar una función críptica y mimética, permitiendo que los áfidos alineados en la costilla de la hoja pasen inadvertidos para los depredadores o sean menos visibles.

Actitud y ciclo biológico –
El áfido mayor de la nuez es una especie monofágica, que se alimenta exclusivamente de la nuez blanca (Juglans regia).
Estos áfidos normalmente se colocan en la página superior de la hoja, alineados a lo largo del grano central y con la cabeza hacia el pecíolo. Además, algunas hormigas frecuentemente realizan una acción protectora en su consideración.
Los huevos de invierno de Panaphis juglandis, que se colocaron en nogal, generalmente eclosionan en mayo para dar origen a las generaciones fundadoras, que son hembras parenogenéticas vivíparas (que colonizan los lados superiores de las hojas de nogal a lo largo de las venas) que dan vida a una serie de generaciones de primavera y verano directamente en la planta; Posteriormente, en el período de septiembre-octubre aparecen las formas sexuales (machos y hembras), que serán las que pondrán los huevos de invierno, depositados en la corteza de la planta, que pasan el invierno sobre la planta.

Papel ecológico –
El Panaphis juglandis es un áfido que bajo ciertas condiciones puede compartir su ciclo biológico en la nuez blanca junto con otro pulgón ligeramente más pequeño que es el Cromaphis juglandicola. Esta última, sin embargo, vive en la cara inferior de las hojas y, en cualquier caso, las dos especies rara vez coexisten en la misma planta, ya que parece que P. juglandis está dañada, o al menos perturbada, por la presencia de melón y escombros producidos por C .juglandicola, que caen de las hojas suprayacentes.
El Panaphis juglandis vive en los lados superiores de las hojas de Juglans regia, de acuerdo con un arreglo característico en filas a lo largo de las venas.
Ecológicamente, establecen “colaboraciones” con hormigas que, con mayor frecuencia, recolectan melones de las hojas circundantes.
En cuanto a la coloración aposemática, se observa que esto es típico de los áfidos que viven en situaciones muy expuestas, en lugar de los que se alimentan en la parte inferior de la hoja. Sin embargo, no está claro si los áfidos son de mal gusto y, por lo tanto, no son bienvenidos para los depredadores de vertebrados o no.
El Juglone presente en las nueces es tóxico para otras plantas, pero no, por lo que se sabe, para los insectos herbívoros.
El Panaphis juglandis causa daños que, como en el resto de los áfidos, están determinados por los pinchazos que llevan a la alimentación, lo que puede causar la deformación de las hojas y la necrosis localizada, así como la producción de melón que, en consecuencia, también implica la formación de fumaggini.
Sin embargo, la mielada es también una fuente de atracción para las abejas que la utilizan para producir la llamada miel de mielada. El pulgón de la nuez puede ser contenido, como para todos los pulgones, en primer lugar con la introducción o facilitación de Sus especies depredadoras o parasitarias, incluyendo mariquitas, moscas, cecidomids y varias especies de himenópteros parasitoides.
El uso de intervenciones químicas debe estar absolutamente respaldado por necesidades ecológicas y económicas reales, aconsejable solo en caso de infestaciones masivas y evaluar todos los otros daños ecológicos, que a menudo no se tienen en cuenta.

Guido Bissanti

Fuentes
– Wikipedia, la enciclopedia libre.- Russo G., 1976. Entomología Agraria. Parte especial. Liguori Editore, Nápoles.- Tremblay E., 1997. Entomología aplicada. Liguori Editore, Nápoles.



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