Myzocallis castanicola

Myzocallis castanicola

L’Afide del castagno (Myzocallis castanicola Bak.) è un rincote omottero appartenente alla famiglia Aphididae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Sottoregno Eumetazoa, Superphylum Protostomia, Phylum Arthropoda, Subphylum Hexapoda, Classe Insecta, Sottoclasse Pterygota, Coorte Exopterygota, Subcoorte Neoptera, Superordine Paraneoptera, Sezione Rhynchotoidea, Ordine Rhynchota, Sottordine Homoptera, Sezione Sternorrhyncha, Superfamiglia Aphidoidea, Famiglia Aphididae, Sottofamiglia Calaphidinae e quindi al Genere Myzocallis ed alla Specie M. castani cola.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Questo afide del castagno è presente nelle are di crescita del castagno e più raramente della quercia; colonizza la parte inferiore delle foglie di castagno e occasionalmente si trova su foglie di quercia.

Morfologia –
Myzocallis castanicola è un piccolo afide di 2-3 mm, di colore tra il giallastro ed il verdastro con alcuni segni dorsali di colore marrone – neri. Gli adulti alati di Myzocallis castanicola sono gialli con la venatura dell’ala distintamente marrone e le venature anteriori che terminano in macchie marroni. Si distinguono anche per una striscia mediana scura sulla testa e sul torace e da marginali sulla parte dorsale dell’addome. Le loro antenne sono scure oltre la metà basale del terzo segmento. Le punte delle tibie e dei tarsi sono scure, così come le venature anteriori. Le larve sono caratterizzate da antenne corte ed addome coperto da numerosi peli.

Attitudine e Ciclo biologico –
Il Myzocallis castanicola è tendenzialmente monoico e raggiunge il massimo dell’infestazione dalla fine della primavera all’inizio dell’estate. Colonizza le foglie, soprattutto nella pagina inferiore, ed i germogli fin dall’inizio della ripresa vegetativa di Castanea sativa (castagna dolce) e Quercus spp (quercia). Le forme sessuali appaiono in autunno.

Ruolo Ecologico –
L’infestazione di questo afide si ripercuote sulla capacità vegetativa, soprattutto delle giovani piantine, e per via dell’abbondante melata che imbratta tutta la vegetazione e gli eventuali arredi, posti nel sottochioma dei giardini e dei parchi. Il danno non è quasi mai molto grave, nelle piante a dimora; nei vivai, invece, in caso di forti attacchi si ha danno, anche grave, per la necrosi e la deformazione dei giovani germogli che comportano una crescita irregolare o la perdita del cimale.
Si comportano in maniera molto simile altri due afidi affini che sono: Myzocallis schreiberi H.R.L. e Tuberculatus querceus Kalt..
Per quanto riguarda la lotta si ricorda che prima di intervenire bisogna assicurarsi della presenza dei suoi nemici naturali. Questi Afidi, soprattutto negli ambienti naturali, sono controllati da numerosi nemici naturali, specialmente a partire dalla metà di maggio in avanti; tra questi si ricordano i Coleotteri Coccinellidi, i Ditteri Sirfidi e Cecidomidi, i Neurotteri Crisopidi, gli Imenotteri Afididi, ecc..
Nel caso in cui le infestazioni siano elevate e, soprattutto nelle giovani piantine dei vivai, si può agire con aficidi selettivi. Nelle piante adulte e in aree di parchi o ecologicamente delicate la lotta va guidata da un’attenta analisi del periodo in infestazione che, soprattutto per questo afide, può coincidere con la presenza di insetti utili e pronubi. Per questo motivo vanno adottati piani di intervento che analizzino le cause delle infestazioni: mancanza di antagonisti, stato vegetativo delle piante, eventuali interventi di concimazioni errate (soprattutto a base di azoto nitrico), ecc..

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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