Coltivazione e proprietà del Colchico autunnale

Coltivazione e proprietà del Colchico autunnale

Il colchico autunnale (Colchicum autumnale L., 1753) o falso zafferano, è una piccola specie bulbosa erbacea autunnale, velenosa, con vistosi fiori color rosa-violetto della famiglia delle Colchicaceae. Si tratta di una pianta con un bulbo di circa 5 cm dal quale, in primavera, si sviluppano grandi foglie carnose che sono lunghe 20 -30 cm, lanceolate e di colore verde chiaro, che in estate disseccano completamente per poi ripresentarsi poi nella primavera successiva. In questa scheda vedremo coltivazione e proprietà del Colchico autunnale e gli aspetti tossicologici legati a questa pianta.
Il colchico autunnale è una pianta che predilige i luoghi soleggiati o semi ombreggiati e non teme il freddo e le temperature rigide. La pianta si adatta a qualsiasi tipo di terreno anche se è meglio scegliere, se possibile, quelli leggermente acidi, ricchi di sostanza organica, soffici, profondi e ben drenati.
Per quanto riguarda le irrigazioni, essendo una bulbosa resiste bene alla siccità e generalmente si accontenta delle piogge; se invece la pianta è coltivata in vaso va innaffiata solo quando il terreno è completamente asciutto.
La concimazione va sempre effettuata prima del risveglio vegetativo, quando sono presenti le foglie, somministrando alla base dei bulbi del colchico del concime organico o compost per piante da fiore.

La propagazione di questa pianta è per divisione dei bulbi. In autunno, dopo la fioritura, si separano i bulbilli dal bulbo madre e si interrano, a gruppi, in buche profonde il doppio della loro larghezza, sempre con l’apice rivolto verso l’alto. Nel caso di coltivazione in vaso il rinvaso si effettua ogni anno in quanto i bulbi del colchico, riproducendosi ed ingrossandosi, tendono ad occupare tutto lo spazio disponibile.
Colchico autunnale è una pianta abbastanza resistente alle avversità ma tollera male umidità e ristagni che possono causare la fusariosi.
Ricordiamo che tutte le parti del colchico sono tossiche per la presenza di colchicina, un alcaloide, che se ingerito, causa nausea, vomito e aumento dei battiti cardiaci che nei casi più gravi possono essere fatali.
La colchicina è infatti un alcaloide altamente tossico contenuto soprattutto nei semi della pianta, ma anche nel bulbo. Se ingerito causa bruciore alla bocca, nausee, coliche, diarrea sanguinolenta, delirio e, come detto, può condurre alla morte. In certi casi la sola manipolazione del fiore può causare danni alla pelle. Questa sostanza viene definita anche “arsenico vegetale”. Oltre alla colchcina queste piante contengono: colchicoside, grassi vari, gomme, resine, tannino, olio e acido gallico. Per la sua pericolosità è una “pianta non ammessa” dal Ministero della Salute nella preparazione degli integratori alimentari.
Il Colchicum autumnale possiede delle proprietà curative, tant’è che queste piante sono usate sia dalla medicina popolare che da quella moderna per le loro proprietà antitumorali, analgesiche, antipiretiche, antigottose, emetiche ed altre ancora. Nei tempi antichi si riteneva che il succo del bulbo del fiore, mescolato al salnitro, fosse utile per curare l’artrite e la gotta. La pianta veniva inoltre utilizzata nelle pratiche alchemiche, in quanto si riteneva che potesse aiutare a raggiungere l’etere. Le parti usate sono i semi e i tuberi con i quali si possono fare degli estratti fluidi o delle tinture. Dagli inizi del Seicento, la pianta è iscritta alla farmacopea inglese.

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