Neophron percnopterus

Neophron percnopterus

Il capovaccaio (Neophron percnopterus L., 1758) è un piccolo avvoltoio appartenente alla famiglia Accipitridae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Animalia, Phylum Chordata, Classe Aves, Ordine Accipitriformes, Famiglia Accipitridae, Sottofamiglia Gypaetinae e quindi al Genere Neophron ed alla Specie N. percnopterus.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il capovaccaio è un volatile presente in gran parte di un vasto areale che comprende Europa meridionale, Africa settentrionale e Asia occidentale e meridionale. Più di rado alcuni esemplari si spingono fino allo Sri Lanka. Questo piccolo avvoltoio vive prevalentemente nelle pianure aride e sulle colline poco elevate. Sulla catena dell’Himalaya, in estate, può spingersi fino a circa 2000 m di quota. Le popolazioni di questi uccelli, che vivono in Europa, nel periodo invernale migrano a sud, in Africa, potendo giungere in maniera più sporadica fino al Sudafrica. Questa specie nidifica soprattutto su falesie rocciose, ma talvolta costruisce il nido anche su davanzali di alti edifici e su grossi alberi. Le rotte di migrazione dall’Europa all’africa sono o tramite la Sicilia, per arrivare in Tunisia, attraverso le isole di Marettimo e Pantelleria, oppure dalla Spagna, attraverso lo stretto di Gibilterra verso le prime coste africane o ancora dall’area di Levante.

Descrizione –
Il Neophron percnopterus si caratterizza per un piumaggio dell’adulto bianco, con le ali che presentano penne remiganti nere. Gli esemplari selvatici possono avere un piumaggio bianco sporcato da una patina color ruggine o marrone, dovuta al fango o al terreno ricco di minerali ferrosi, mentre quelli in cattività che non accesso al suolo hanno un piumaggio bianco candido.
Il becco del capo vaccaio, di colore nero, è sottile e lungo con la punta della mascella superiore è uncinata. Le narici sono due fessure orizzontali allungate. Le piume del collo sono tipicamente lunghe a formare un pennacchio. Le ali sono appuntite, con la terza primaria più lunga e la coda ha la forma di cuneo. Le zampe hanno una colorazione rosa negli adulti e grigia nei giovani esemplari. Questa specie è caratterizzata da artigli lunghi e diritti con il terzo e quarto dito leggermente palmati alla base.
I sessi hanno piumaggio identico anche se i maschi in età riproduttiva hanno la pelle facciale di un colore arancio più intenso di quello delle femmine. La specie ha un leggero dimorfismo sessuale con le femmine che, mediamente, sono leggermente più grandi dei maschi e più pesanti di questi ultimi. Il piumaggio adulto viene raggiunto solo dopo circa cinque anni.
Un capo vaccaio adulto può raggiungere le dimensioni di 47–65 cm dalla punta del becco all’estremità delle penne della coda.

Biologia –
Il capovaccaio può essere avvistato da solo o in coppia. In aria sfrutta molto le correnti ascensionali; lo si può avvistare facilmente anche sul terreno o sulla sommità di edifici.
Questo uccello si nutre di una vasta gamma di alimenti, compresi escrementi di mammiferi, di insetti attratti da essi, carogne, sostanze vegetali e, talvolta, piccoli animali e conigli selvatici. Quando si unisce ad altre specie di avvoltoi attorno alla carcassa di un animale, normalmente rimane a svolazzare o nei dintorni ed attende che le specie più grandi lascino il campo libero.
I capovaccai sono prevalentemente silenziosi, ma possono emettere acuti miagolii o sibili quando sono nel nido e rumori gracchianti mentre si contendono una carogna, inoltre emettono sibili o ringhi quando sono minacciati, disturbati o irritati.
I rifugi notturni dei capo vaccai sono rappresentati da grossi alberi, edifici o falesie. Questi rifugi vengono scelti generalmente nei pressi di discariche o di altre aree di foraggiamento.
Il Neophron percnopterus si riproduce nel periodo primaverile. All’inizio di questa stagione le coppie di capo vaccaio effettuano delle evoluzioni aeree che comprendono una giostra di rapide picchiate seguite da repentine risalite. Si tratta di uccelli generalmente monogami ed il legame di coppia può essere mantenuto per più di una stagione riproduttiva e lo stesso nido può essere riutilizzato ogni anno. I nidi sono costituiti da una base di ramoscelli imbottita con materiali morbidi e situata sul fianco di una falesia, di un edificio o sulla biforcazione di un grosso albero, o ancora riadattati all’uso anche vecchi nidi di aquila. Le uova sono di color rosso mattone con l’estremità maggiore fittamente punteggiata da macchioline rosse, marroni e nere.
L’incubazione delle uova inizia poco dopo la deposizione del primo uovo, e la schiusa delle uova è graduale, con il primo uovo che si schiude dopo circa 42 giorni, il secondo dopo 3-5 giorni e, man mano che i tempi si allungano aumenta la probabilità che i successivi muoiano di fame.
Anche se in grado di volare, i giovani continuano a dipendere dai genitori per almeno un mese, per poi volare via non appena imparano a nutrirsi da soli e poter migrare lontani anche fino a 500 Km di distanza.

Ruolo Ecologico –
Il capovaccaio si nutre soprattutto di carogne, ma è opportunista e può anche catturare piccoli mammiferi, uccelli e rettili ed anche delle uova di altri uccelli che , se sono grossi, scagliando loro addosso grossi ciottoli.
Il numero di esemplari di capo vaccai è diminuito nel corso del XX secolo e alcune popolazioni insulari sono minacciate dalla caccia, dagli avvelenamenti accidentali, dai pesticidi e dalla collisione con i cavi elettrici. Soprattutto, la cacciagione, le pratiche agricole intensive e l’ampliamento di queste e la diminuzione delle aree naturali rappresentano, come per altre specie, una seria minaccia per questa specie.
Anche se gli adulti in salute non hanno molti predatori, sono le attività umane a costituire la più grande minaccia. Tra queste ricordiamo soprattutto l’ accumulo di piombo, in seguito all’ingestione dei pallini da caccia presenti nelle carcasse, e l’accumulo di pesticidi. I giovani uccelli nel nido possono cadere talvolta preda di aquile reali, gufi reali e volpi rosse.
Purtroppo la diminuzione delle popolazioni di questi piccoli avvoltoi crea uno squilibrio della catena alimentare e degli equilibri ecologici che si ripercuotono anche sulle attività umane, tra cui gli equilibri ecologici delle produzioni agricole.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– C.Battisti, D. Taffon, F. Giucca, 2008. Atlante degli uccelli nidificanti, Gangemi Editore, Roma.
– L. Svensson, K.Mullarney, D. Zetterstrom, 1999. Guida agli uccelli d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, Harper Collins Editore, Regno Unito.

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