Mappa geografica dell’Egitto

Mappa geografica dell’Egitto

L’Egitto è un paese transcontinentale che attraversa l’angolo nord-est dell’Africa e l’angolo sud-ovest dell’Asia attraverso un ponte di terra formato dalla penisola del Sinai.
L’Egitto ha una superficie di 1.001.000 di Km2 e confina con il mar Mediterraneo a nord, la striscia di Gaza e Israele a nord-est, il golfo di Aqaba ad est, il mar Rosso a est, il Sudan a sud e la Libia ad ovest.
L’Egitto ha una popolazione di circa 100 milioni di abitanti che vivono vicino alle rive del fiume Nilo, su una superficie di circa 10.000 chilometri quadrati, dove si trova l’unica terra arabile del paese. Le grandi regioni del deserto del Sahara, che costituiscono la maggior parte del territorio dell’Egitto, sono scarsamente abitate. Inoltre circa il 42% dei residenti in Egitto vive in aree urbane, con la maggior diffusione di tutti i centri densamente popolati al Cairo, Alessandria e altre grandi città del delta del Nilo, come Mansura.
L’Egitto ha pochissimi fiumi, ma ha il Nilo, il più importante del Paese, nonché il fiume più lungo al mondo. Il Nilo nasce dai grandi laghi africani, nella zona centrale del continente, e nel suo ultimo tratto attraversa da sud verso nord la parte orientale dell’Egitto.
Per l’Egitto il Nilo è stato il fiume che ha caratterizzato la sua Storia tanto da essere di vitale importanza per il fiorire delle antiche civiltà.
Il Nilo è quasi del tutto navigabile, a eccezione del corso in prossimità della prima cateratta, a sud. Scorre su un ampio letto per alcuni tratti incassato fra alte pareti rocciose. Il delta del Nilo, chiamato Kantar, è ricco di cordoni sabbiosi, ed è solcato da una fitta rete di canali artificiali.

Clima –
Il clima dell’Egitto è del tipo desertico con eccezione della zona mediterranea dove risulta più temperato, sebbene notevolmente più secco rispetto alla media. Il clima è caratterizzato da inverni miti, anche se non mancano gelate invernali nel deserto, dovute alle forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Le estati sono molto calde e secche (le coste del Mar Rosso sono tendenzialmente più umide ma rimangono di tipo desertico in termini precipitativi), e le temperature raggiungono molto facilmente i 43-45 °C, con punte di oltre 50 °C in pieno deserto. Le precipitazioni sono molto scarse, soprattutto nelle zone interne sahariane, dove può non piovere per molti mesi. Si verificano talvolta piogge torrenziali, ma solo poche volte all’anno.
Le caratteristiche climatiche e la presenza del fiume Nilo, oltre che delle oasi caratterizzano sia la flora che la fauna dell’Egitto.
La flora dell’Egitto, ed in particolare la flora del Nilo, era ricchissima sin dai tempi dei faraoni. Il papiro, la ninfea loto, la canna e l’acacia crescevano abbondanti nella vallata interna e nelle oasi; accanto ad esse prosperavano poi il frumento sorgo, l’orzo, il lino, parecchi ortaggi (lattuga, cipolla, aglio) e la vite, ed, ancora, la palma dum (Hyphaene thebaica) a foglie palmate e la palma da datteri (Phoenix dactilifera) a foglie pennate, il carrubo, il fico, il tamarisco e il fico sicomoro. Mancavano invece alberi d’alto fusto, adatti a fornire buon legname, e mancava l’olivo, cui sopperiva tuttavia la pianta del ricino dalla quale si estraeva olio.
Quanto alla fauna, era presente a Sud l’elefante e sull’intero territorio l’ippopotamo, il ghepardo, il leone, piccole scimmie delle famiglie cercopitechi e cinocefali, il coccodrillo, una specie arcaica di pecora, capre, antilopi, gazzelle, bovidi e asini, e ancora sciacalli, gatti selvatici, lepri e iene, pesci in gran numero e varietà, serpenti di piccola taglia (cobra e viperidi).
Già intorno al 2600 a.C. parecchi di questi animali erano diffusi in varietà domestiche e selezionate (bue, asino, pecora, insieme all’oca, all’anatra e al piccione); altri, come la gallina e il cavallo, vennero importati verso il 1500 a.C. dall’Oriente. Allevate largamente in ogni epoca furono poi le api, quali fornitrici di miele e di cera.

Flora –
Sicuramente è il papiro la pianta egiziana più caratteristica, considerata dagli antichi egizi simbolo della gestazione, della gioia e della giovinezza. La pianta di papiro veniva usata in cucina, per fabbricare sandali, cesti e teli, ma anche in campo nautico per per calafatare le imbarcazioni, fabbricare vele e corde e costruire piccole zattere. Quando fu trasformato in carta bianca e resistente, indispensabile per la scrittura geroglifica, il papiro acquisì il suo immenso valore per la storia, permettendo di tramandare nei secoli testi preziosi per la conoscenza della civiltà egizia. Oggi il papiro è ancora presente seppure in poche zone lungo il Nilo (e in Italia lungo il fiume Ciane in provincia di Siracusa)
Sin dai tempi antichi, in Egitto, si coltivavano tre tipi di palma: la palma da dattero (Phoenix dactylifera), la palma argun (Medemia argun) e la palma dum (Hyphaene thebaica)
Il fico sicomoro (Ficus sycomorus) è una pianta presente nell’Africa orientale, in particolare in Egitto.
Il tamarisco o tamerice è un albero che vive nelle regioni costiere; è usato a scopo ornamentale e come frangivento.
Il carrubo è un altro albero particolarmente diffuso in Egitto. Sulla sua area di origine ci sono ipotesi diverse.
Importante è, inoltre la storia delle piante medicinali che vantano coltivazioni ed impieghi molto antichi.
Gli antichi scritti egizi confermano che le medicine erboristiche sono usate in Nord Africa da millenni. Il papiro di Ebers (1500 a.C.), uno dei più antichi testi medici disponibili, include più di 870 prescrizioni e formule e 700 erbe mediche. Tra le più usate anche oggi, l’alfa alfa o erba medica e il fieno greco (detto “helba”), che veniva utilizzato nell’Antico Egitto dalle donne in età da matrimonio per le sue proprietà ingrassanti.

Fauna –
Sulle distese di sabbia, lungo il Nilo o nei fondali del Mar Rosso vive ancora oggi un’interessante fauna. La valle del Nilo rappresenta per l’avifauna, in particolare per gli uccelli migratori, un’oasi dalla notevole fertilità.
Si contano 100 specie di mammiferi, anche se quelli che un tempo abitavano i deserti (leopardi, ghepardi, orici, iene striate e coracal) sono rimaste vittime della caccia, per tanto sono considerati in via d’estinzione. Raramente sono stati avvistati altri animali come il gatto delle sabbie, la volpe del deserto e lo stambecco nubiano. Esistono però tre tipi di gazzelle, anche loro in via d’estinzione.
Il dromedario è un’animale di rilevanza strategica. Cavalcatura, animale da soma, produttore di latte, carne e pelle: prodotti essenziali per i popoli del deserto.
Per quanto riguarda l’avifauna, attualmente gli uccelli in Egitto sono rappresentati da oltre 400 specie, in gran parte migratori.

Guido Bissanti

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