Parco Nazionale delle Galapagos

Parco Nazionale delle Galapagos

Il Parco Nazionale delle Galapagos è il primo parco nazionale dell’Ecuador e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Questo Parco è stato fondato nel 1959 ed è divenuto operativo nel 1968.
Il governo dell’Ecuador ha delimitato il 97% della superficie delle isole Galápagos come primo parco nazionale del paese. Il restante 3% è distribuito tra le aree abitate di Santa Cruz, San Cristóbal, Baltra, Floreana e Isabela.
Nel 1971, il Servizio del Parco Nazionale delle Galápagos ebbe assegnato il suo primo sovrintendente, 2 ufficiali e 6 guardie forestali nell’isola di Santa Cruz.
Successivamente, nel 1974, il Parco Nazionale delle Galapagos aveva il suo primo piano di gestione e una squadra di funzionari in conformità con la struttura organica deliberata nel 1973, con un Sovrintendente, 2 ufficiali e 40 guardie forestali al fine di rispettare gli obiettivi di gestione.
Nel 1979 l’UNESCO ha dichiarato le Isole Galápagos patrimonio naturale per l’umanità, affidando al sovrintendente del parco la responsabilità della conservazione permanente del parco e della protezione delle isole.
Le isole che compongo le Galpagos sono: San Cristóbal (Chatham): intitolata a San Cristoforo, patrono dei marinai; Española (Hood): in onore della Spagna e di un nobile inglese di nome Hood. Santa Fé (Barrington): intitolata all’omonima città spagnola, ha una superficie di 24 km² e un’altitudine massima di 259 metri sul livello del mare. Genovesa (Tower): dal nome della città di Genova. Floreana (Charles o Santa María): prende il nome da Juan José Flores, il primo presidente dell’Ecuador, durante la cui amministrazione l’Ecuador prese possesso dell’arcipelago. Viene anche chiamata Santa Maria, in onore di una delle tre caravelle di Cristoforo Colombo. South Plaza: deve il nome a un ex presidente ecuadoriano, il generale Leónidas Plaza Gutiérrez. Santa Cruz (Indefatigable): il nome inglese è lo stesso di una nave della flotta britannica. Baltra (South Seymour): l’origine del nome non è nota. North Seymour: il nome deriva da quello del nobile inglese Lord Hugh Seymour. Marchena (Bindloe): dal nome del frate Antonio Marchena. Pinzón (Duncan): dal nome dei fratelli Pinzón, capitani delle caravelle Pinta e Niña. Rábida (Jervis): porta lo stesso nome del convento in cui Cristoforo Colombo lasciò il figlio in affido durante il suo viaggio verso le Americhe. Bartolomé: dal nome del luogotenente David Bartholomew della marina inglese. Santiago (San Salvador, James): quest’isola ha un’area di 585 km² e un’altitudine massima di 907 metri sul livello del mare. Pinta (Abingdon): prende il nome da una delle caravelle di Colombo, la Pinta. Isabela (Albemale): chiamata così in onore della regina Isabella di Castiglia, che finanziò il viaggio di Colombo. Fernandina (Narborough): in onore di re Ferdinando II di Aragona, che finanziò il viaggio di Colombo. Wolf (Wenman): deve il nome al geologo tedesco Theodor Wolf. Darwin (Culpepper): fu chiamata così in onore di Charles Darwin.
Uno degli itinerari preferiti dei visitatori delle Galapagos è Tortuga Bay, situata sull’isola di Santa Cruz, a circa 20 minuti a piedi dal molo principale dei taxi acquatici a Puerto Ayora . Il percorso a piedi è di 2.490 m ed è aperto dalle sei del mattino alle sei di sera. Le iguane marine, i granchi e gli uccelli delle galapagos sono visibili lungo le rocce laviche della baia di Tortuga. C’è una baia separata dove si può nuotare ed è frequente vedere gli squali pinna bianca che nuotano in gruppi, piccoli pesci, uccelli e talvolta la gigantesca tartaruga delle galapagos.
Il Parco nazionale delle Galapagos è infatti famoso per ospitare una biodiversità quasi unica al mondo.


Flora –
In questo straordinario sistema di isole è possibile distinguere 560 specie in diverse famiglie di vegetali, di cui un terzo sono endemiche, come ad esempio: caffè, cotone, peperoncino, passiflora e pomodoro. Oltre a specie endemiche di generi diffusi anche altrove, ci sono anche interi generi endemici, come Scalesia, l’albero margherita, e alcuni cactus, come il Brachycereus, detto cactus della lava eJasminocereus, il cactus candelabro, che verranno illustrate nelle righe seguenti.
Nella fascia litoranea, in particolar modo nell’area delle maree, localizzata nei pochi estuari, nelle baie e nelle insenature si possono osservare distese di mangrovie, in cui vive la specie animale endemica dell’airone lavico.
Dalle spiagge e dalle cale fino ai 100 metri d’altitudine si estende una fascia denominata “zona costiera arida”, che rappresenta una delle aree più estese dell’arcipelago, nell’ambito della quale predominano carrubi e cactacee, come la Brachycereus, detto cactus della lava, specie endemica, che è un cactus dall’aspetto colonnare, con un’altezza fino a 60 cm, presenta una colorazione giovanile gialla, invecchiando imbrunisce e diventa grigia.
Sulle isole maggiori esiste una zona intermedia, tra i 100 e i 200 metri d’altitudine, nella quale convivono alcune specie di cactacee con formazioni vegetali sempreverdi, tipiche dei terreni più umidi. Questa formazione è denominata Pisonia floribunda, dal nome scientifico della specie dominante, la pania, un albero che raggiunge i 15 metri d’altezza, e ha una caratteristica interessante: i suoi semi sono appiccicosi, in modo tale che rimangano attaccati su piccoli uccelli che fanno da trasporto per garantire la generazione di nuove piante. Un’altra pianta presente è la Jasminocereus, detta cactus candelabro, specie endemica, quasi impossibile trovarla coltivata, in quanto è proprietà dell’Ecuador che ha leggi molto severe sull’esportazione. Si presenta di colore verde, con spine tendenti all’arancione e fiori bianchi.
Sui fianchi dei vulcani si estende la fascia verde, conosciuta anche con i nomi delle piante dei generi Scalesia e Miconia, specie sempreverdi, tra le quali crescono muschi, funghi, licheni, epatiche, piante rampicanti, bro- meliacee e anche alcune specie di orchidee. Infine, nelle aree più elevate delle Galápagos si trova la zona della pampa, caratterizzata non solo dalla presenza di graminacee ma, soprattutto, di numerose specie di felci.

Fauna –
Le Galápagos ospitano numerose specie, molte delle quali endemiche.
Tra i Crostacei:
– Grapsus grapsus (Linnaeus, 1758), un crostaceo decapode appartenente alla famiglia Grapsidae.
Tra i Rettili:
– Conolophus subcristatus, l’iguana terrestre delle Galápagos.
– Amblyrhynchus cristatus, l’iguana marina, l’unica al mondo a cibarsi in mare, e unica specie nota del genere Amblyrhynchus.
– Chelonoidis abingdonii, la tartaruga gigante delle Galápagos, dal cui nome in spagnolo, galápago, prende il nome l’arcipelago.
– Chelonia mydas, la tartaruga verde, di cui si pensa ci possa essere una sottospecie endemica di queste isole, la tartaruga verde delle Galápagos.
Tra gli Uccelli:
– Spheniscus mendiculus, il pinguino delle Galápagos, unico pinguino a vivere all’equatore.
– Phalacrocorax harrisi, il cormorano attero delle Galápagos.
– Sula nebouxii, la sula dai piedi azzurri.
– Pelecanus occidentalis (Linnaeus, 1766), il pellicano bruno, un uccello della famiglia Pelecanidae.
– Butorides sundevalli, l’airone lavico, noto anche come airone delle Galápagos, è una specie di airone endemica delle isole omonime.
– Le 13 specie della sottofamiglia Geospizinae, detti colloquialmente fringuelli di Darwin, fra cui Camarhynchus pallidus, il fringuello picchio. Ogni specie ha evoluto un becco diverso in relazione alla propria nicchia ecologica.
– Buteo galapagoensis, la poiana delle Galápagos o falco delle Galápagos, scoperta da Charles Darwin nel 1835 quando, nel suo famoso viaggio attorno al mondo, si soffermò proprio in quell’arcipelago.
Tra i Mammiferi:
– Arctocephalus galapagoensis, l’otaria orsina delle Galápagos, l’unica otaria orsina a riprodursi in acque tropicali.
– Zalophus wollebaeki, il leone marino delle Galápagos.
– Otaria flavescens, il leone marino sudamericano, giunge alle Galápagos da mari più freddi seguendo la corrente di Humboldt.

Guido Bissanti




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