Come coltivare il Calicanto

Come coltivare il Calicanto

Il Calicanto o Calicanto d’inverno (Chimonanthus Lindl., 1819) appartiene ad un genere di piante della famiglia delle Calycanthaceae. La specie che più si utilizza per scopi ornamentali è il Chimonanthus praecox e si tratta di una pianta originaria dell’Asia con fiori piccoli e poco appariscenti ma molto profumati. Viene utilizzata come pianta ornamentale nei giardini per la profumata fioritura invernale e viene coltivato industrialmente per la produzione di rami fioriti recisi per decorare gli appartamenti.
In questa scheda vedremo come coltivare il Calicanto e gli accorgimenti e le tecniche agronomiche più idonee.
Questa pianta è un piccolo arbusto caducifoglio che nel cuore dell’inverno, in gennaio, si ricopre di piccoli fiorellini gialli dal profumo dolcissimo e intenso.
Per la sua coltivazione si consiglia di piantarlo lungo piccoli viali o luoghi vicino all’abitazione per godere maggiormente del suo profumo.
Nei mesi in cui non è presente la fioritura il Calicanto è ricoperto da gradevoli foglie verdi ornamentali e, in generale, un aspetto meno decorativo. Per questo motivo va inserito insieme ad altre specie con fioritura differenziata e con ciclo vegetativo differente.
Per ottenere in ogni caso una abbondante fioritura è necessario che la pianta sia collocata in pieno sole, in una posizione riparata dai venti più freddi. Si trova bene in tutta Italia tranne che sulle Alpi, dove il freddo è troppo intenso e quindi non idoneo alla coltivazione di questa pianta. per quanto riguarda gli aspetti pedologici il Calicanto preferisce suoli di medio impasto o anche argillosi, purché ben drenati; non ama i suoli poveri, sabbiosi o sassosi.
Prima dell’impianto e poi ogni anno, preferibilmente nel mese di novembre, bisogna concimare con del letame ben maturo o, in mancanza di questo, con un concime organico da miscelare nei primi strati di terreno.

La presenza di una buona dotazione organica e di un posizionamento in pieno sole consentono a questa pianta di avere abbondanti e profumatissime fioriture.
Per quanto riguarda la potatura, questa operazione va fatta nel periodo di marzo, subito dopo la fioritura. La potatura ha lo scopo di mantenere la forma che avrete scelto ma soprattutto di eliminare i rametti e le parti oramai secche; per questo motivo dopo la fioritura rimuoviamo i rami che eventualmente sono stati rovinati dal freddo e cimiamo i rami più alti, in modo che con il passare del tempo l’arbusto non tenda a svuotarsi di rami nella parte bassa.
Si ricorda, inoltre che non è una pianta che possa essere coltivata in vaso.
Infine le irrigazioni. Il Chimonanthus praecox ha esigenze idriche contenute in quanto l’irrigazione è fondamentale nei primi anni dall’impianto, dopodiché si accontenta delle sole precipitazioni. È comunque necessario che, durante le estati più secche, si intervenga con qualche intervento per garantire una crescita sana, circa una volta alla settimana.
Per irrigare la pianta si consiglia il sistema a goccia localizzato sotto ogni singola pianta; sistema che consente un’alta efficienza irrigua ed una perfetta risposta vegetativa della pianta. in questo caso i turni di irrigazioni possono essere anche più frequenti e con periodi di adacquamento che possono andare dai 10 ai 20 minuti in funzione del tipo di suolo; i turni vanno ravvicinati se si tratta di suoli più sciolti ed allontanati in caso di suoli più argillosi.
Relativamente alle modalità di propagazione, questi arbusti si ottengono anche con facilità da seme, prelevando i semi freschi e ponendoli in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali, che va mantenuto umido fino a completa germinazione dei semi. Le piccole piante così ottenute possono essere poste a dimora in giardino dopo due anni dalla germinazione, mentre quando sono ancora piccole è consigliabile coltivarle in vaso, in luogo protetto dalle intemperie.
La moltiplicazione può avvenire anche per mezzo di margotta in ottobre, per divisione dei polloni in primavera o per talea sempre nei primi mesi di autunno.
Per quanto riguarda le avversità se la pianta viene coltivata in pieno sole e senza l’utilizzo di fertilizzanti nitrici non dovrebbe avere problemi di afidi (che potrebbero presentarsi all’inizio della primavera) o di cocciniglie.




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