Come coltivare i ravanelli in maniera biologica

Come coltivare i ravanelli in maniera biologica

La coltivazione dei ravanelli (Raphanus sativus L., 1753) non è particolarmente complessa però se vogliamo dare maggiore qualità e soprattutto non fare uso della chimica dobbiamo seguire dei piccoli accorgimenti. I ravanelli richiedono un clima temperato, asciutto e soleggiato; questa pianta non ama le gelate e la pioggia, soprattutto nei primi giorni di semina, e non sopporta bene l’eccessiva insolazione e la siccità. Il tipo di terreno deve essere leggero, ben drenato, per una migliore crescita della radice, meglio se calcareo.

 

Vediamo nel dettaglio come coltivare i ravanelli. Il periodo di semina dei ravanelli dipende dalla varietà. Si va da quelli primaverili, con scorza rossa e polpa bianca e ciclo colturale breve (meno di un mese), a quelli estivi che maturano in un tempo leggermente maggiore. Infine i ravanelli invernali (di pezzatura più grande) e che richiedono ovviamente un tempo di maturazione più ampio che può arrivare a 60 giorni. La semina quindi può iniziare ad inizio primavera per arrivare (secondo le varietà) fino a fine estate-primi d’autunno, direttamente nell’orto. Evidentemente questi periodi vanno cambiati se ci si trova al sud o al nord per evitare i momenti di freddo intenso ed il pericolo di gelate. Per regolarvi meglio seguite le istruzioni nella bustina che acquistate.
Prima della semina lavorate accuratamente il terreno, ripulito di ogni erba e meglio se due settimane prima fornite della sostanza organica (ottimo il letame bovino maturo) che mescolerete accuratamente col terreno. Per la semina si consiglia di mescolare preventivamente semi e un po’ di sabbia da cospargere poi a spaglio nel terreno. Questo accorgimento evita l’eccessiva concentrazione in alcuni punti delle piante che germineranno e che comunque dovranno essere successivamente diradate lasciando le più sane e grandi.
Dopo la semina è bene ricoprire con uno strato di terriccio o di sabbia mescolata a sostanza organica ben raffinata in modo da proteggere la germinazione delle giovani piantine. L’irrigazione che deve iniziare subito va fatta poi con costanza ed evitando l’essiccamento del terreno che si ripercuote negativamente sulla consistenza della polpa. Per uso personale si consiglia la semina scalare ogni settimana in piccole parcelle per avere prodotto fresco in continuazione.
Tra le principali avversità ricordiamo gli afidi che si possono combattere con soluzioni a base di sapone di Marsiglia, il grillotalpa può essere combattuto con trappole apposite oppure, meglio, evitando i ristagni ed effettuando la rotazione con altre colture. Per l’altica Due rimedi biologici per allontanare dall’orto l’altica della bietola sono l’olio di neem e il macerato d’ortica.




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