Come coltivare il radicchio in maniera biologica

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Come coltivare il radicchio in maniera biologica

La coltivazione del radicchio, varietà appartenente alle cicorie (Cichorium intybus L., 1753) richiede cure colturali molto attente. Del radicchio si hanno molte varietà e prima di seminarle dobbiamo vedere quelle che si adattano meglio alle condizioni climatiche specifiche. Comunque sia il radicchio è una pianta rustica, che anche se preferisce climi temperati resiste bene al freddo a condizione che non si alternino gelo e disgelo. Il radicchio preferisce terreni con buona dotazione in sostanza organica e permeabili. Per la semina il periodo più adatto è quello di fine maggio e può andare avanti poi per tutto il mese di luglio. La semina può al solito avvenire prima in semenzaio e poi in pieno campo o direttamente in pieno campo.

Per le distanze è bene rispettare una distanza di circa 30-40 cm l’una dall’altra e se si vuole fare una consociazione (consigliata) si possono predisporre delle file binate e con sesti leggermente minori. La distanza tra le file deve essere ovviamente idonea al mezzo che utilizzerete per sarchiarle. Se provenienti da semenzaio, le piantine devono avere una crescita di circa 7 cm e vanno poste direttamente a radice nuda, avendo cura poi di compattare leggermente il terreno.
Per la concimazione è assolutamente sconsigliato l’uso di nitrati (che si accumulano poi nelle foglie) per cui questa coltivazione va fatta dopo colture che sono state ampiamente concimate con letame maturo o, in ogni caso, con concimazione di sostanze organiche in reimpianto. Per gli apporti di potassio, elemento che la pianta richiede, si possono usare le ceneri provenienti dalle potature o residui vegetali della vostra azienda o orto. La cenere può essere apportata alla prima sarchiatura. Si avvantaggia notevolmente di consociazioni con carota, pomodoro, zucchina ed in particolar modo con fave e piselli e fagiolo. Per la coltivazione del radicchio si può adottare la pacciamatura, questa va fatta con paglie vegetali e consente di diminuire gli apporti irrigui, la compattazione del suolo e di eliminare le sarchiature. Una tecnica importante è quella dell’imbianchimento; una tecnica che rende il cespo più tenero e di sapore delicato. Il modo più semplice per eseguire l’imbianchimento si ottiene con la legatura delle foglie esterne con un elastico o un laccio leggero. In questo modo le piante vanno legate 15-20 giorni prima della prevista raccolta. Bisogna eseguire questa operazione quando le foglie sono asciutte, altrimenti l’umidità può condensarsi all’interno dei cespi e creare così le condizioni per una rapida diffusione di marciumi.
Per quanto riguarda l’irrigazione dipende dal periodo di semina. Ovviamente durante i mesi caldi l’irrigazione deve essere costante e ben cadenzata ma senza provocare assolutamente i ristagni. Momentanee carenze vanno ad influire sulla qualità delle foglie.
Per la raccolta si procede quando il cespo è ben serrato, ossia quando non cede alla pressione delle dita. Questa viene effettuata recidendo l’intero cespo pochi centimetri al di sotto del piano di campagna in modo da conservare tutte le foglie.
Tra le avversità ricordiamo soprattutto l’oidio ed il marciume del colletto. Si può operare con lo zolfo in maniera tempestiva. Ma la vera lotta a queste malattie è soprattutto la rotazione (il radicchio non deve mai ritornare sullo stesso appezzamento per almeno quattro anni), la pacciamatura vegetale e, se possibile, delle consociazioni con carota, fagiolo, pomodoro, zucchina, fave e piselli.




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How to grow radicchio in a biological way

The cultivation of radicchio, a variety belonging to the chicory (Cichorium intybus L., 1753) requires very careful cultivation. There are many varieties of radicchio and before sowing them we have to see the ones that best adapt to the specific climatic conditions. However, the radicchio is a rustic plant that, even if it prefers temperate climates, resists well to the cold on condition that it does not alternate frost and thaw. The radicchio prefers soils with good endowment in organic and permeable substances. For sowing the most suitable period is at the end of May and can then go on throughout the month of July. Sowing can usually take place first in seedbeds and then in the open field or directly in the open field.

For distances it is good to respect a distance of about 30-40 cm from each other and if you want to make a consignment (recommended) you can prepare bins and with slightly smaller sixths. The distance between the files must obviously be suitable for the vehicle you will use to make them. If coming from seedbeds, the seedlings should have a growth of about 7 cm and should be placed directly on the bare root, taking care then to compact the soil slightly.
For the fertilization it is absolutely inadvisable to use nitrates (which then accumulate in the leaves) so this cultivation should be done after crops that have been widely fertilized with mature manure or, in any case, with fertilization of organic substances in replanting. For the addition of potassium, an element that the plant requires, you can use ashes from pruning or plant residues of your farm or vegetable garden. The ash can be applied to the first weeding. It greatly benefits from consociations with carrots, tomatoes, courgettes and especially with beans and peas and beans. For the cultivation of the radicchio, mulch can be adopted, this must be done with vegetable straw and allows to reduce the irrigation, the compaction of the soil and to eliminate the weeds. An important technique is that of bleaching; a technique that makes the head more tender and delicate flavor. The easiest way to perform the bleaching is obtained by tying the outer leaves with an elastic or light lace. In this way the plants should be tied 15-20 days before the expected harvest. You have to do this when the leaves are dry, otherwise the humidity can condense inside the tufts and thus create the conditions for a rapid spread of rottenness.
Regarding irrigation depends on the sowing period. Obviously during the hot months the irrigation must be constant and well-timed but without causing absolutely stagnation. Momentary deficiencies affect the quality of the leaves.
For harvesting, proceed when the head is tight, that is when it does not give in to the pressure of the fingers. This is done by cutting the entire head a few centimeters below the country level so as to preserve all the leaves.
Among the adversities we mainly remember the oidium and the rot of the collar. You can operate with sulfur in a timely manner. But the real fight against these diseases is above all the rotation (the radicchio must never return to the same plot for at least four years), the vegetable mulch and, if possible, the interociations with carrot, bean, tomato, zucchini, beans and peas.




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Cómo cultivar radicchio de forma biológica

El cultivo de radicchio, una variedad que pertenece a la achicoria (Cichorium intybus L., 1753) requiere un cultivo muy cuidadoso. Existen muchas variedades de radicchio y antes de sembrarlas tenemos que ver las que mejor se adaptan a las condiciones climáticas específicas. Sin embargo, achicoria es una planta rústica, que aunque prefiere climas templados resiste el frío siempre que lo hagan de congelación y descongelación no alternativo. El radicchio prefiere suelos con buena dotación en sustancias orgánicas y permeables. Para la siembra, el período más adecuado es a fines de mayo y luego puede continuar durante todo el mes de julio. La siembra generalmente se lleva a cabo primero en semilleros y luego en campo abierto o directamente en el campo abierto.

Para las distancias es bueno respetar una distancia de unos 30-40 cm entre sí y si desea hacer un envío (recomendado) puede preparar contenedores y con sextas ligeramente más pequeñas. La distancia entre los archivos obviamente debe ser adecuada para el vehículo que usará para hacerlos. Si provienen de semilleros, las plántulas deben tener un crecimiento de aproximadamente 7 cm y deben colocarse directamente sobre la raíz desnuda, teniendo cuidado de compactar el suelo ligeramente.
Para la fertilización se absolutamente no recomienda el uso de nitratos (que luego se acumulan en las hojas) por lo que este cultivo debe hacerse después de cultivos que han sido ampliamente madura fertilizados con estiércol o, en cualquier caso, con la fertilización de sustancias orgánicas en la replantación. Para agregar potasio, un elemento que la planta requiere, puede usar cenizas de poda o residuos de plantas de su granja o huerta. La ceniza se puede aplicar a la primera escarda. Se beneficia enormemente de las consociaciones con zanahorias, tomates, calabacines y especialmente con frijoles, guisantes y frijoles. Para el cultivo de la achicoria puede adoptar el mantillo, esto debe hacerse con paja vegetal y permite disminuir la contribución de riego, la compactación del suelo y eliminar el deshierbe. Una técnica importante es la del blanqueamiento; una técnica que hace que la cabeza sea más tierna y delicada. La manera más fácil de realizar el blanqueamiento se obtiene atando las hojas externas con un cordón elástico o ligero. De esta manera, las plantas se deben atar 15-20 días antes de la cosecha esperada. Tienes que hacer esto cuando las hojas están secas, de lo contrario la humedad puede condensarse dentro de los mechones y así crear las condiciones para una rápida propagación de la podredumbre.
Respecto al riego depende del período de siembra. Obviamente, durante los meses cálidos, el riego debe ser constante y oportuno, pero sin causar un estancamiento absoluto. Las deficiencias momentáneas afectan la calidad de las hojas.
Para cosechar, proceda cuando la cabeza esté apretada, es decir, cuando no ceda a la presión de los dedos. Esto se hace cortando la cabeza entera unos centímetros por debajo del nivel del país para preservar todas las hojas.
Entre las adversidades, principalmente recordamos el oidio y la putrefacción del collar. Puede operar con azufre de manera oportuna. Pero la verdadera lucha contra estas enfermedades es principalmente rotación (achicoria nunca se debe volver en la misma parcela durante al menos cuatro años), el mantillo vegetal y, si es posible, de cultivo intercalado con zanahoria, frijol, tomate, calabacín, judías y guisantes.




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