Italia, prima in Europa per biodiversità

Italia, prima in Europa per biodiversità

La rivista internazionale Plant Biosystems ha pubblicato uno studio sulla biodiversità italiana (An updated checklist of the vascular flora native to Italy). Dallo studio emerge che con 8.195 specie e sottospecie, di cui 1708 endemiche (cioè esclusive del territorio italiano) e 26 probabilmente estinte, l’Italia è al primo posto in Europa per biodiversità delle specie vegetali autoctone.
Lo studio durato circa quindici anni è stato condotto dal Gruppo per la Floristica, Sistematica ed Evoluzione della Società Botanica Italiana grazie all’ausilio di 51 ricercatori, italiani e stranieri.
Le regioni che vantano il primato in questa classifica delle specie vegetali autoctone sono: il Piemonte (3.464), la Toscana (3.370), la Lombardia (3.272), e l’Abruzzo (3.190).

 

Non compaiono in questa classifica Regioni con una incredibile biodiversità come la Sicilia e la Calabria e questo ci fa sospettare sulle metodiche di censimento adottate dal team di ricercatori.
Comunque sia, L’Italia, nell’intero bacino del Mediterraneo, è seconda solo alla Turchia in questa particolare classifica il che significa che bisogna subito incrementare l’interesse, le disponibilità finanziarie e le politiche di salvaguardia di questo ingente patrimonio più grande (anche in termini economici) dell’intero PIL del Paese e di tutti i programmi economici che possano ipotizzarsi.
Ricordiamo infatti che la biodiversità, anche e soprattutto in termini energetici, è la più grande fonte di cibo sano, aria, energia rinnovabile, acqua, ecc.. La biodiversità è in pratica il vero motore sociale, culturale ed economico di un Paese ma quello che con molta dedizione cercano di fare i ricercatori italiani, ormai quasi trascurati nei programmi di ricerca e finanziari a se stessi, sembra sfuggire completamente alle logiche ed agli obiettivi di una classe politica oramai giunta al suo capolinea.
È necessario comprendere che la tutela della biodiversità, e quindi del territorio italiano, non è un’attenzione meramente filosofica e poetica; è il fondamento per la ricostruzione di una nuova civiltà che cresca e si sviluppi dalle macerie di quella che oramai sta morendo.

Guido Bissanti




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