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Etlingera elatior

Etlingera elatior

Il bastone dell’imperatore (Etlingera elatior (Jack) R.M.Sm. 1986) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Sottoclasse Zingiberidae,
Ordine Zingiberales,
Famiglia Zingiberaceae,
Genere Etlingera,
Specie E. elatior.
È basionimo il termine:
– Alpinia elatior Jack.
Sono sinonimi i termini:
– Alpinia acrostachya Steud.;
– Alpinia diracodes Loes.;
– Alpinia javanica (Blume) D.Dietr.;
– Alpinia magnifica Roscoe;
– Alpinia speciosa (Blume) D.Dietr.;
– Amomum magnificum (Rosc.) Benth. & Hook.f., 1883;
– Amomum magnificum (Roscoe) Benth. & Hook.f. ex B.D.Jacks.;
– Amomum magnificum (Roscoe) Trimen;
– Amomum tridentatum (Kuntze) K.Schum.;
– Bojeria magnifica (Roscoe) Raf.;
– Cardamomum magnificum (Roscoe) Kuntze;
– Cardamomum speciosum (Blume) Kuntze;
– Cardamomum tridentatum Kuntze;
– Diracodes javanica Blume;
– Diracoides javanica Blume;
– Elettaria speciosa Blume;
– Etlingera elatior var. alba Todam & C.K.Lim;
– Etlingera elatior var. pileng Ongsakul & C.K.Lim;
– Geanthus speciosus Reinw. ex Blume;
– Hornstedtia imperialis (Lindl.) Ridl.;
– Nicolaia elatior (Jack) Horan.;
– Nicolaia imperialis Horan.;
– Nicolaia intermedia Valeton;
– Nicolaia magnifica (Roscoe) K.Schum.;
– Nicolaia magnifica (Roscoe) K.Schum. ex Valeton;
– Nicolaia speciosa (Blume) Horan.;
– Phaeomeria imperialis Lindl.;
– Phaeomeria magnifica (Roscoe) K.Schum.;
– Phaeomeria speciosa (Blume) Koord..

Etimologia –
Il termine Etlingera è in onore del botanico tedesco Andreas Ernst Etlinger (1756-1785), autore del “Commentatio Botanico-Medica de Salvia” (1777).
L’epiteto specifico elatior proviene dal latino “elatus”, più alto ancora, rispetto a una stessa specie eláta (dal participio passato di effero innalzare: alto, elevato).

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’Etlingera elatior è una pianta originaria delle foreste pluviali del Borneo, Giava, Sulawesi (Celebes), Sumatra, Thailandia e Filippine (dove probabilmente è stata introdotta).
Il suo habitat naturale non è conosciuto.

Descrizione –
L’Etlingera elatior è una pianta erbacea perenne, rizomatosa; ci vogliono circa 18-22 giorni perché la prima foglia cresca dal rizoma. Il germoglio fogliare dura circa 70 giorni e può raggiungere un’altezza di 3–5 metri ed i fusti hanno un diametro fino a 4 cm.
Le sue foglie sono coriacee e crescono circa 0,91 m di lunghezza con un solco centrale.
Le foglie sono lanceolate, lunghe fino ad 80 cm e larghe 18-20 cm di colore verde intenso. Le infiorescenze si trovano su un peduncolo alto intorno ad 1 m che nasce direttamente dai rizomi, sono formate da una serie di brattee coriacee di colore rosso brillante (esistono varietà rosa e bianco) di aspetto ceroso, le più esterne lunghe fino a circa 10 cm, che si aprono e retro flettono in successione scoprendo una spiga compatta formata da brattee più piccole, rosate, al cui interno si aprono i fiori, di breve durata, dai petali di colore dal rosa al rosso e labello rosso scuro con margine giallo.
I frutti sono delle capsule globose indeiscenti (che cioè non si aprono a maturità), di circa 25 mm di diametro.
All’interno contengono molti semi di colore nero.

Coltivazione –
L’Etlingera elatior è una grande pianta erbacea sempreverde, perenne che viene utilizzata localmente come alimento e medicinale. È ampiamente coltivata come pianta ornamentale ai tropici e nelle serre nella zona temperata, essendo apprezzata soprattutto per la sua spettacolare fioritura.
Specie di notevole valore ornamentale, è ampiamente coltivata in tutti i paesi tropicali ed ha, nei luoghi di origine, anche un uso alimentare e nella medicina tradizionale, anche se in misura minore rispetto allo zenzero (Zingiber officinale).
Per la coltivazione all’aperto necessita di un clima caldo umido costante durante tutto il corso dell’anno, di preferenza in posizione parzialmente ombreggiata, e suoli ricchi piuttosto acidi o neutri; altrove va coltivata in serra calda.
Le piante possono fiorire tutto l’anno.
La riproduzione avviene sia per seme che per divisione dei rizomi.

Usi e Tradizioni –
L’Etlingera elatior è conosciuta con vari nomi comuni; tra questi si riportano: “kantan”, “bunga kantan”, “bunga siantan” (malay); “kaa laa” (thai); “torch ginger, “philippine waxflower”, “indonesian tall ginger” (inglese); “rose de porcelaine”, “gingembre tropical” (francese); “boca de dragon”, “bastón del emperador”, “flor de cera” (spagnolo); “Fackelingwer” (tedesco); “bastão do imperador”, “rosa de porcelana” (portoghese).
Nel nord di Sumatra (specialmente tra il popolo Karo), i boccioli dei fiori vengono utilizzati per un piatto di pesce in umido chiamato Arsik ikan mas (carpa speziata al pepe di Andaliman/Sichuan). A Bali, le persone usano la parte bianca del fondo del tronco per cucinare la salsa di peperoncino chiamata “Sambal Bongkot”, e usa i boccioli dei fiori per preparare la salsa di peperoncino chiamata “Sambal Kecicang”.
In Tailandia viene consumata in una sorta di preparazione di insalata tailandese. In Malesia, il fiore è un ingrediente essenziale nella cottura del brodo di pesce per una sorta di zuppa di noodle acida e piccante chiamata “asam laksa” (nota anche come “Penang laksa”), nella preparazione di un tipo di insalata chiamata kerabu e molti altri piatti malesi.
Il frutto viene utilizzato anche nella cucina indonesiana.
A Karo, è conosciuto come asam cekala (asam che significa “aspro”), e i boccioli dei fiori, ma soprattutto i baccelli maturi, che sono pieni di piccoli semi neri, sono un ingrediente essenziale della versione Karo di sayur asam, e sono particolarmente adatti alla cottura del pesce fresco.
Dalle foglie di E. elatior sono stati isolati tre acidi caffeilchinici, compreso l’acido clorogenico (CGA), nonché tre flavonoidi quercitrina, isoquercitrina e catechina. Il contenuto di CGA era significativamente più alto rispetto ai fiori di Lonicera japonica (caprifoglio giapponese), la fonte commerciale.
È stato sviluppato un protocollo per la produzione di un estratto vegetale standardizzato di CGA dalle foglie di E. elatior (40%), rispetto agli estratti commerciali di CGA dai fiori di caprifoglio (25%).
Le foglie di E. elatior hanno la più alta attività antiossidante, antibatterica e di inibizione della tirosinasi tra le cinque specie di Etlingera studiate. Le proprietà antiossidanti (AOP) delle foglie erano significativamente più forti di quelle dei fiori e dei rizomi. Le foglie delle popolazioni degli altipiani avevano valori AOP più elevati rispetto alle loro controparti delle pianure. L’essiccazione termica delle foglie provoca drastiche diminuzioni dell’AOP, mentre le foglie liofilizzate hanno mostrato valori di AOP significativamente più alti. Gli estratti etanolici delle infiorescenze hanno attività antimicrobica e sono citotossici per le cellule HeLa. L’attività antiossidante dei diarileptanoidi isolati dai rizomi è maggiore rispetto all’α-tocoferolo. E. elatior ha un effetto antiossidante contro l’epatotossicità indotta dal piombo nei ratti.
Tra gli altri usi si riporta che dai germogli si fanno stuoie mentre dalle foglie si ricava una fibra finissima.

Modalità di Preparazione –
L’Etlingera elatior è una pianta impiegata sia per scopi commestibili che medicinali.
Le foglie vengono consumate cotte con riso.
I giovani germogli floreali e i germogli fruttiferi semimaturi vengono utilizzati localmente come sostituti del tamarindo.
Viene impiegata come condimento nel curry.
I gambi dell’infiorescenza vengono tritati e aggiunti alle pentole laksa (vari curry o zuppe a base di spaghetti di riso).
I frutti vengono canditi e quelli semimaturi si mangiano nelle zuppe e negli stufati.
I semi maturi si mangiano crudi.
I frutti e le foglie sono utilizzati in medicina.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/258464911/original.jpeg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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