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Tulbaghia violacea

Tulbaghia violacea

L’aglio della società o agapanthus rosa, aglio selvatico, aglio dolce, bulbo primaverile, fiore primaverile, (Tulbaghia violacea Harv., 1837) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Amaryllidaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Liliopsida,
Ordine Liliales,
Famiglia Amaryllidaceae,
Sottofamiglia Allioideae,
Genere Tulbaghia,
Specie T. violacea.
Sono sinonimi i termini:
– Omentaria violacea (Harv.) Kuntze, 1891;
– Tulbaghia cepacea var. maritima Vosa, 1977;
– Tulbaghia cepacea var. robustior Kunth, 1833
– Tulbaghia violacea var. minor Baker, 1870;
– Tulbaghia violacea var. obtusa Baker, 1870;
– Tulbaghia violacea var. robustior (Kunth) R.B.Burb., 1978.
– Tulbaghia violacea var. violacea.
All’interno di questa specie vengono riconosciute le seguenti sottospecie:
– Tulbaghia violacea subsp. macmasteri Vosa;
– Tulbaghia violacea subsp. violacea.

Etimologia –
Il termine Tulbaghia fu dedicato da Linneo al governatore olandese della Colonia del Capo, Ryjk Tulbagh (14 May 1699, Utrecht – 11 August 1771, Cape Town) che gli aveva inviato numerosi campioni della flora locale.
L’epiteto specifico violacea proviene dal latino “violaceus, a, um”, cioè violaceo, in riferimento al colore dei fiori.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Tulbaghia violacea è una pianta originaria dell’Africa meridionale (Provincia del Capo Occidentale, Provincia del Capo Orientale, Provincia del Capo Settentrionale e KwaZulu-Natal) e, secondo quanto riferito, naturalizzata in Tanzania e Messico.
Il suo habitat nelle aree di origine è quello delle praterie su suoli rocciosi, margini delle foreste e sponde dei corsi d’acqua, tra il livello del mare e i 1.220 metri di altitudine.

Descrizione –
La Tulbaghia violacea è una pianta erbacea, rizomatosa perenne, semisempreverde nei climi più caldi, che cresce fino a 60 cm di altezza e 25 cm di larghezza.
Questa pianta forma densi cespi con numerose foglie inguainanti alla base.
Le foglie sono di forma lineare con apice ottuso, leggermente carnose, lunghe 20-50 cm e larghe 0,4-0,7 cm, di colore verde o grigio-verde, che stropicciate emettono un penetrante odore agliaceo.
Lo scapo floreale è eretto dal centro della rosetta, lungo 30-65 cm, che termina con una infiorescenza ad ombrella, racchiusa inizialmente in una spata composta da due valve membranacee ovato-lanceolate, portante 8-20 fiori di colore lilla, gradevolmente profumati, che si aprono in successione.
I fiori sono profumati, si trovano su un pedicello lungo 1-2 cm, con perianzio in due verticilli uniti a formare un tubo, lungo 1-1,2 cm, che termina con 3 lobi esterni e 3 interni, ellittici con apice ottuso, lunghi 6-8 mm e larghi 2-3 mm, 6 stami, di cui 3 all’apice del tubo e 3 all’interno, ovario triloculare e stilo lungo 1-2 mm.
Il frutto è una capsula trigona.
All’interno sono presenti numerosi semi oblunghi, appiattiti, di colore nero.

Coltivazione –
La Tulbaghia violacea è una pianta che viene talvolta raccolta allo stato selvatico per uso locale come alimento e medicinale. È ampiamente coltivata nelle zone da temperate calde a tropicali come pianta ornamentale.
Questa pianta richiede un terreno ben drenato e fertile in posizione soleggiata e riparata. I fiori sono molto profumati di notte e tutta la pianta ha un aroma simile all’aglio.
Le piante possono fiorire tutto l’anno se crescono in climi caldi.
Sono state selezionate alcune varietà con uno valore ornamentale.
È una specie dalla lunga fioritura nel periodo estate-autunno che esige poche cure, utilizzabile per aiuole, bordure, anche miste, e giardini rocciosi in un’ampia varietà di climi, sopportando sia valori elevati di temperatura che bassi, fino a -12 °C a livello di rizoma, e di suoli, purché perfettamente drenanti, con preferenza per quelli sabbiosi.
Per la coltivazione è consigliabile una esposizione in pieno sole, per fiorire al meglio, e frequenti innaffiature durante il periodo di crescita, distanziate durante la fioritura e in inverno in modo da mantenere il substrato appena umido; piante accestite possono sopportare lunghi periodi di siccità. Coltivabile anche in vaso con le modalità sopra riportate e concimazioni con prodotti a lento rilascio, specifici per piante fiorite in vaso.
Si riproduce per seme in substrato drenante mantenuto umido, ma senza ristagni, alla temperatura di 22-24 °C, con tempi di germinazione di 2-4 settimane e prima fioritura dopo 2-3 anni, e facilmente per divisione in inverno-primavera. In natura si autodissemina facilmente.
Inoltre è stato dimostrato che il trattamento dei semi con una soluzione di fumo aumenta la massa fogliare e l’altezza delle piantine; inoltre i semi esposti al fumo di aerosol portano a una percentuale di sopravvivenza delle piantine più elevata.

Usi e Tradizioni –
La Tulbaghia violacea è una pianta conosciuta con alcuni nomi comuni, tra cui si riportano: pink agapanthus, society garlic, sweet garlic, wild garlic (inglese); wildeknoflok, noffel (afrikaans); utswelane (isiXhosa); isihaqa (zulu).
Le foglie e i fiori di questa pianta possono essere usati per aromatizzare insalate, minestre ed altre pietanze, con un sapore simile, ma meno forte di quello dell’aglio (Allium sativum L.).
Le foglie di T. violacea vengono consumate in sostituzione dell’erba cipollina e dell’aglio. In Sud Africa, gli Zulu mangiano foglie e fiori come ortaggio a foglia come gli spinaci o per condire carne e patate.
In campo medicinale questa pianta è usata localmente come rimedio/medicinale a base di erbe per trattare diversi disturbi.
Inoltre a causa delle prove sempre più evidenti del suo potenziale come agente antifungino, se ne prevede la commercializzazione su larga scala. Tuttavia, ciò potrebbe mettere a rischio il genere Tulbaghia poiché è suscettibile ad un uso eccessivo.
Per quanto riguarda la sicurezza sul suo consumo e la possibile tossicità, alcuni decessi e sintomi come gastroenterite, dolore addominale, cessazione della peristalsi gastrointestinale, desquamazione della mucosa intestinale e contrazione delle pupille sono stati implicati ai farmaci preparati con T. violacea. Si è ipotizzato che T. violacea possa causare avvelenamenti, ma i test sui conigli non hanno mostrato effetti negativi. È possibile che gli effetti avversi riportati siano dovuti all’uso estensivo e/o ad alti dosaggi della pianta. Si presume generalmente che gli effetti avversi siano associati alle saponine steroidee e/o ai composti dello zolfo.
Alcuni autori hanno scoperto che le foglie e i fiori della pianta sono commestibili come verdure. Altri hanno scoperto che queste parti (foglie e fiori) non sono tossiche.
Inoltre studi di laboratorio hanno evidenziato la presenza in varie parti della pianta di composti bioattivi con proprietà antiossidanti, anticancro, antimicrobiche, antitrombotiche e antipertensive, di sicuro interesse per la farmacopea ufficiale.

Modalità di Preparazione –
La Tulbaghia violacea è una pianta utilizzata sia per scopi alimentari che medicinali, oltre a quelli ornamentali.
Tra gli impieghi alimentari si consumano le foglie e gli steli crudi o cotti. Hanno un sapore delicato di aglio e sono usati come condimento nelle zuppe e nelle insalate.
Le foglie hanno un sapore piccante ma non hanno molto sapore.
I fiori crudi o cotti possono essere aggiunti alle insalate, utilizzati come guarnizione o come aromatizzante nei cibi cotti.
I fiori sono molto ornamentali, hanno in bocca un calore di cipolla ma pochissimo sapore.
In campo medicinale un decotto dei bulbi viene utilizzato nel trattamento dei vermi intestinali.
Non sono conosciuti altri impieghi.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/281546665/original.jpeg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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