Vaccinium uliginosum

Vaccinium uliginosum

Il Mirtillo blu o Mirtillo falso o Mirtillo di palude (Vaccinium uliginosum L., 1753) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Ericacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Dilleniidae,
Ordine Ericales,
Famiglia Ericacee,
Genere Vaccinium,
Specie V. uliginosum.
Sono sinonimi i termini:
– Myrtillus grandis Bubani;
– Myrtillus uliginosus (L.) Drejer;
– Myrtillus uliginosa var. microphylla (Lange) Simmons;
– Vaccinium gaultherioides Bigelow;
– Vaccinium microphyllum (Lange) Á.Löve;
– Vaccinium microphyllum f. langeanum (Malte) Lepage;
– Vaccinium uliginosum f. langeanum (Malte) Polunin;
– Vaccinium uliginosum subsp. alpinum Bigelow;
– Vaccinium uliginosum subsp. imberbe Printz;
– Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum (Herder) Tolm.;
– Vaccinium uliginosum var. cucocarpum B.Fedtsch.;
– Vaccinium uliginosum var. langeanum Malte;
– Vaccinium uliginosum var. nana Boiss.;
– Vaccinium uliginosum var. procumbens;
– Vaccinium uliginosum var. sednense Rouy;
– Vaccinium occidentale A.Gray;
– Vaccinium pedris Holub;
– Vaccinium pubescens Wormsk. ex Hornem.;
– Vaccinium salicinum Cham. & Schltdl..
– Vaccinium vitis-idaea var. microphyllum Herder.
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie e varietà:
– Vaccinium uliginosum subsp. khokhrjakovii Mazurenko;
– Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum (Lange) Hultén;
– Vaccinium uliginosum subsp. occidentale (A.Gray) Hultén;
– Vaccinium uliginosum subsp. pedris (Harshb.) S.B.Young;
– Vaccinium uliginosum subsp. uliginosum;
– Vaccinium uliginosum subsp. vulcanorum (Kom.) Alsos & Elven;
– Vaccinium uliginosum var. album J.Y.Ma & Yue Zhang;
– Vaccinium uliginosum var. alpinum Bigelow;
– Vaccinium uliginosum var. japonicum T.Yamaz.;
– Vaccinium uliginosum var. uliginosum.

Etimologia –
Il termine Vaccinium viene da vaccinium, una pianta con bacche nere citata da Virgilio, di oscura derivazione; la spiegazione più comune lo connette a vaccinus: delle vacche; Oxford Latin Dictionary e altri lo collegano al greco Ὑάκινθος Hyákinthos attraverso la forma corrotta vakinthos: nome di una pianta dai fiori violetti; respingendo l’una e l’altra ipotesi, Vander Kloet ed altri lo connettono a baccínium diminutivo di bácca bacca: che produce piccole bacche.
L’epiteto specifico uliginosum viene da ulígo-ulíginis umidità del terreno: piante dei luoghi umidi.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Vaccinium uliginosum è una pianta che si trova in Eurasia: dalla Norvegia alla Spagna, dall’est all’Asia settentrionale fino al Giappone e alla Corea; in Nord America – dall’Alaska a Terranova, a sud fino alla California, Minnesota, New York.
In Italia si trova in diverse regioni del nord e del centro, distribuito sulle Alpi e sugli Appennini.
Il suo habitat è quello delle paludi e boschetti umidi nelle montagne e nelle brughiere dove vegeta in suoli acidi e ricchi di azoto; in Europa si ritrova dal piano montano a quello alpino in megaforbieti, ontanete, peccete, torbiere acide, brughiere oltre il limite del bosco tra 1300 e 3000 metri. In Italia sono presenti le sub specie: Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum (Lange) Hultén e Vaccinium uliginosum var. uliginosum.

Descrizione –
Il Mirtillo blu è una pianta a portamento arbustivo, alta fino a 75 cm, perenne, con fusti eretti o parzialmente prostrati, a sezione circolare, ramosissimi, contorti, a corteccia grigio-scura; radice a rizoma.
Le foglie sono caduche, spiralate, con breve picciolo e lamina da ellittica ad obovata (4-12 x 6-25 mm), spatolate con massima larghezza nella parte mediana, arrotondate all’apice, intere, membranose, opache di sopra e glauco-pruinose di sotto, glabre e senza ghiandole, di colore verde scuro e con nervatura reticolata; stipole assenti.
I fiori sono solitari o a gruppi di 2 o 3, all’ascella di foglie, penduli, su peduncoli lunghi al massimo come la corolla, ermafroditi, tetrametri o pentameri, pentaciclici, attinomorfi, gamopetali; calice con sepali uniti e denti di 1.5 mm, arrotondati, scariosi ed arrossati; corolla di 4-6 mm, urceolata, bianco-rosea con petali completamente saldati in corolla a coppa a lobi brevissimi, revoluti o leggermente riflessi; stami 10, con filamenti glabri e antere deiscenti per poro apicale con appendici subulate; 5 carpelli saldati in un ovario infero portante 1 stilo incluso nella corolla.
Il frutto è una bacca bluastra e pruinosa, subsferica, con diametro di 5-8 mm con stilo e residui del calice persistenti, dolciastra ed insipida, con al suo interno alcuni semi.
I semi sono ovali, leggermente a mezzaluna, lunghi da 1-2mm e di colore da ocra a marrone scuro.

Coltivazione –
Il Vaccinium uliginosum è un arbusto deciduo le cui bacche vengono tradizionalmente raccolte in grandi quantità in natura per essere utilizzate come alimento, mentre la pianta ha anche proprietà medicinali. Ha anche valore per l’uso nella bonifica dei suoli inquinati.
È una pianta che richiede un terreno umido privo di calcare, preferendo uno ricco di torba o un terreno leggermente argilloso con presenza di substrati di foglie in decomposizione.
Il pH va da 3,5 e 6,2 e le piante diventano presto clorotiche quando è presente del calcare.
Vegeta in pieno sole o leggera ombra anche se fruttifica meglio in posizione soleggiata, inoltre richiede un riparo dai forti venti.
Nelle radici esistono associazioni micorriziche che consentono un aumento dei livelli di azoto nelle piante.
La propagazione avviene per seme. La semina va effettuata a fine inverno in una serra su substrato privo di calcare e con leggera copertura del seme.
I semi immagazzinati potrebbero richiedere un periodo fino a 3 mesi di stratificazione a freddo per poter germinare.
Quando le giovani piantine hanno raggiunto i 5 cm crica vanno poste in singoli vasetti, in una posizione leggermente ombreggiata nella serra almeno per il loro primo inverno. Il trapianto in pieno campo va effettuato in tarda primavera o all’inizio dell’estate, dopo le ultime gelate previste.
Si può propagare anche per via agamica con talee di legno semimaturo, di 5 – 8 cm, nel periodo di agosto. La radicazione è comunque lenta.
Infine un altro metodo è quello tramite divisione dei polloni da effettuare in primavera o all’inizio dell’autunno.

Usi e Tradizioni –
Il Vaccinium uliginosum è una pianta di cui si utilizzano sia i frutti che le foglie.
Oltre che per scopi alimentari si usa anche in campo medicinale; ha proprietà antisettiche, astringenti, carminative, ipoglicemizzanti e ipnotiche.
I frutti possono essere destinati al consumo fresco o per marmellate e confetture anche se sono molto meno gustosi di quelli del Vaccinium myrtillus.
Le foglie da sole o insieme ai frutti sono anche utilizzate per fare un infuso simile al tè.
Le bacche di Vaccunium uliginosum venivano mescolate in Siberia all’estratto di Amanita muscaria e il tutto veniva consumato come inebriante.
Probabilmente costituivano uno dei tanti additivi alla birra. Si è quindi ipotizzata una possibile tossicità dei frutti di Vaccinium uliginosum L., ma finora non è stato rinvenuto alcun principio attivo a cui attribuirla.
Sono stati però riportati casi di intossicazione con eccitazione psicomotoria, vomito, midriasi, vertigini vampe di calore, disturbi visivi, difficoltà nella deglutizione, stanchezza dopo aver ingerito circa 300 g di mirtillo uliginoso, mentre altri autori non hanno rilevato alcun disturbo dopo l’ingestione anche di grandi quantitativi di bacche.
Si ritiene, ma le ricerche al riguardo sono ancora in corso, che la tossicità di Vaccinium uliginosum sia dovuta al fungo Sclerotinia megalospora, che talvolta parassita i frutti di questa specie.
Secondo alcuni report i frutti possono causare mal di testa se consumati in grandi quantità ma anche qui è probabile che sia legato alla presenza del fungo.
I frutti sono molto ricchi di vitamina C oltre a tannini, antocianoside e flavonoidi.
Tra gli altri usi si ricordano quelli agroforestali.
La pianta tollera alte concentrazioni di metalli pesanti nel terreno. I tessuti fogliari possono accumulare uranio, rame, piombo, zinco, nichel e ferro in grandi quantità senza apparenti effetti dannosi per la pianta. La capacità di vegetare su suoli con elevate concentrazioni di questi metalli può favorire l’uso di questa pianta in alcuni programmi di bonifica.

Modalità di Preparazione –
I frutti del Vaccinium uliginosum sono delle bacche commestibili, carnose e di sapore dolce, contenente diversi semini.
Possono essere consumate sia crude che cotte o in confetture, conserve, gelatine, ecc. o essiccate come uvetta.
Un infuso delle foglie è stato somministrato a donne subito dopo il parto per aiutarle a riprendere le forze.
Un’infusione a freddo della frutta secca viene utilizzata nel trattamento delle infiammazioni delle mucose del tratto gastrico e intestinale, diarrea e disturbi alla vescica.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/211941180/original.jpeg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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