Vaccinium uliginosum

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Vaccinium uliginosum

Il Mirtillo blu o Mirtillo falso o Mirtillo di palude (Vaccinium uliginosum L., 1753) è una specie arbustiva appartenente alla famiglia delle Ericacee.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Sottoregno Tracheobionta,
Superdivisione Spermatophyta,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Dilleniidae,
Ordine Ericales,
Famiglia Ericacee,
Genere Vaccinium,
Specie V. uliginosum.
Sono sinonimi i termini:
– Myrtillus grandis Bubani;
– Myrtillus uliginosus (L.) Drejer;
– Myrtillus uliginosa var. microphylla (Lange) Simmons;
– Vaccinium gaultherioides Bigelow;
– Vaccinium microphyllum (Lange) Á.Löve;
– Vaccinium microphyllum f. langeanum (Malte) Lepage;
– Vaccinium uliginosum f. langeanum (Malte) Polunin;
– Vaccinium uliginosum subsp. alpinum Bigelow;
– Vaccinium uliginosum subsp. imberbe Printz;
– Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum (Herder) Tolm.;
– Vaccinium uliginosum var. cucocarpum B.Fedtsch.;
– Vaccinium uliginosum var. langeanum Malte;
– Vaccinium uliginosum var. nana Boiss.;
– Vaccinium uliginosum var. procumbens;
– Vaccinium uliginosum var. sednense Rouy;
– Vaccinium occidentale A.Gray;
– Vaccinium pedris Holub;
– Vaccinium pubescens Wormsk. ex Hornem.;
– Vaccinium salicinum Cham. & Schltdl..
– Vaccinium vitis-idaea var. microphyllum Herder.
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie e varietà:
– Vaccinium uliginosum subsp. khokhrjakovii Mazurenko;
– Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum (Lange) Hultén;
– Vaccinium uliginosum subsp. occidentale (A.Gray) Hultén;
– Vaccinium uliginosum subsp. pedris (Harshb.) S.B.Young;
– Vaccinium uliginosum subsp. uliginosum;
– Vaccinium uliginosum subsp. vulcanorum (Kom.) Alsos & Elven;
– Vaccinium uliginosum var. album J.Y.Ma & Yue Zhang;
– Vaccinium uliginosum var. alpinum Bigelow;
– Vaccinium uliginosum var. japonicum T.Yamaz.;
– Vaccinium uliginosum var. uliginosum.

Etimologia –
Il termine Vaccinium viene da vaccinium, una pianta con bacche nere citata da Virgilio, di oscura derivazione; la spiegazione più comune lo connette a vaccinus: delle vacche; Oxford Latin Dictionary e altri lo collegano al greco Ὑάκινθος Hyákinthos attraverso la forma corrotta vakinthos: nome di una pianta dai fiori violetti; respingendo l’una e l’altra ipotesi, Vander Kloet ed altri lo connettono a baccínium diminutivo di bácca bacca: che produce piccole bacche.
L’epiteto specifico uliginosum viene da ulígo-ulíginis umidità del terreno: piante dei luoghi umidi.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
Il Vaccinium uliginosum è una pianta che si trova in Eurasia: dalla Norvegia alla Spagna, dall’est all’Asia settentrionale fino al Giappone e alla Corea; in Nord America – dall’Alaska a Terranova, a sud fino alla California, Minnesota, New York.
In Italia si trova in diverse regioni del nord e del centro, distribuito sulle Alpi e sugli Appennini.
Il suo habitat è quello delle paludi e boschetti umidi nelle montagne e nelle brughiere dove vegeta in suoli acidi e ricchi di azoto; in Europa si ritrova dal piano montano a quello alpino in megaforbieti, ontanete, peccete, torbiere acide, brughiere oltre il limite del bosco tra 1300 e 3000 metri. In Italia sono presenti le sub specie: Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum (Lange) Hultén e Vaccinium uliginosum var. uliginosum.

Descrizione –
Il Mirtillo blu è una pianta a portamento arbustivo, alta fino a 75 cm, perenne, con fusti eretti o parzialmente prostrati, a sezione circolare, ramosissimi, contorti, a corteccia grigio-scura; radice a rizoma.
Le foglie sono caduche, spiralate, con breve picciolo e lamina da ellittica ad obovata (4-12 x 6-25 mm), spatolate con massima larghezza nella parte mediana, arrotondate all’apice, intere, membranose, opache di sopra e glauco-pruinose di sotto, glabre e senza ghiandole, di colore verde scuro e con nervatura reticolata; stipole assenti.
I fiori sono solitari o a gruppi di 2 o 3, all’ascella di foglie, penduli, su peduncoli lunghi al massimo come la corolla, ermafroditi, tetrametri o pentameri, pentaciclici, attinomorfi, gamopetali; calice con sepali uniti e denti di 1.5 mm, arrotondati, scariosi ed arrossati; corolla di 4-6 mm, urceolata, bianco-rosea con petali completamente saldati in corolla a coppa a lobi brevissimi, revoluti o leggermente riflessi; stami 10, con filamenti glabri e antere deiscenti per poro apicale con appendici subulate; 5 carpelli saldati in un ovario infero portante 1 stilo incluso nella corolla.
Il frutto è una bacca bluastra e pruinosa, subsferica, con diametro di 5-8 mm con stilo e residui del calice persistenti, dolciastra ed insipida, con al suo interno alcuni semi.
I semi sono ovali, leggermente a mezzaluna, lunghi da 1-2mm e di colore da ocra a marrone scuro.

Coltivazione –
Il Vaccinium uliginosum è un arbusto deciduo le cui bacche vengono tradizionalmente raccolte in grandi quantità in natura per essere utilizzate come alimento, mentre la pianta ha anche proprietà medicinali. Ha anche valore per l’uso nella bonifica dei suoli inquinati.
È una pianta che richiede un terreno umido privo di calcare, preferendo uno ricco di torba o un terreno leggermente argilloso con presenza di substrati di foglie in decomposizione.
Il pH va da 3,5 e 6,2 e le piante diventano presto clorotiche quando è presente del calcare.
Vegeta in pieno sole o leggera ombra anche se fruttifica meglio in posizione soleggiata, inoltre richiede un riparo dai forti venti.
Nelle radici esistono associazioni micorriziche che consentono un aumento dei livelli di azoto nelle piante.
La propagazione avviene per seme. La semina va effettuata a fine inverno in una serra su substrato privo di calcare e con leggera copertura del seme.
I semi immagazzinati potrebbero richiedere un periodo fino a 3 mesi di stratificazione a freddo per poter germinare.
Quando le giovani piantine hanno raggiunto i 5 cm crica vanno poste in singoli vasetti, in una posizione leggermente ombreggiata nella serra almeno per il loro primo inverno. Il trapianto in pieno campo va effettuato in tarda primavera o all’inizio dell’estate, dopo le ultime gelate previste.
Si può propagare anche per via agamica con talee di legno semimaturo, di 5 – 8 cm, nel periodo di agosto. La radicazione è comunque lenta.
Infine un altro metodo è quello tramite divisione dei polloni da effettuare in primavera o all’inizio dell’autunno.

Usi e Tradizioni –
Il Vaccinium uliginosum è una pianta di cui si utilizzano sia i frutti che le foglie.
Oltre che per scopi alimentari si usa anche in campo medicinale; ha proprietà antisettiche, astringenti, carminative, ipoglicemizzanti e ipnotiche.
I frutti possono essere destinati al consumo fresco o per marmellate e confetture anche se sono molto meno gustosi di quelli del Vaccinium myrtillus.
Le foglie da sole o insieme ai frutti sono anche utilizzate per fare un infuso simile al tè.
Le bacche di Vaccunium uliginosum venivano mescolate in Siberia all’estratto di Amanita muscaria e il tutto veniva consumato come inebriante.
Probabilmente costituivano uno dei tanti additivi alla birra. Si è quindi ipotizzata una possibile tossicità dei frutti di Vaccinium uliginosum L., ma finora non è stato rinvenuto alcun principio attivo a cui attribuirla.
Sono stati però riportati casi di intossicazione con eccitazione psicomotoria, vomito, midriasi, vertigini vampe di calore, disturbi visivi, difficoltà nella deglutizione, stanchezza dopo aver ingerito circa 300 g di mirtillo uliginoso, mentre altri autori non hanno rilevato alcun disturbo dopo l’ingestione anche di grandi quantitativi di bacche.
Si ritiene, ma le ricerche al riguardo sono ancora in corso, che la tossicità di Vaccinium uliginosum sia dovuta al fungo Sclerotinia megalospora, che talvolta parassita i frutti di questa specie.
Secondo alcuni report i frutti possono causare mal di testa se consumati in grandi quantità ma anche qui è probabile che sia legato alla presenza del fungo.
I frutti sono molto ricchi di vitamina C oltre a tannini, antocianoside e flavonoidi.
Tra gli altri usi si ricordano quelli agroforestali.
La pianta tollera alte concentrazioni di metalli pesanti nel terreno. I tessuti fogliari possono accumulare uranio, rame, piombo, zinco, nichel e ferro in grandi quantità senza apparenti effetti dannosi per la pianta. La capacità di vegetare su suoli con elevate concentrazioni di questi metalli può favorire l’uso di questa pianta in alcuni programmi di bonifica.

Modalità di Preparazione –
I frutti del Vaccinium uliginosum sono delle bacche commestibili, carnose e di sapore dolce, contenente diversi semini.
Possono essere consumate sia crude che cotte o in confetture, conserve, gelatine, ecc. o essiccate come uvetta.
Un infuso delle foglie è stato somministrato a donne subito dopo il parto per aiutarle a riprendere le forze.
Un’infusione a freddo della frutta secca viene utilizzata nel trattamento delle infiammazioni delle mucose del tratto gastrico e intestinale, diarrea e disturbi alla vescica.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.
Fonte foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/211941180/original.jpeg

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





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Vaccinium uliginosum

The Bog bilberry or Bog blueberry or Western-huckleberry (Vaccinium uliginosum L., 1753) is a shrub species belonging to the Ericaceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Subarign Tracheobionta,
Spermatophyta superdivision,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Dilleniidae,
Order Ericales,
Ericaceae family,
Genus Vaccinium,
V. uliginosum species.
The terms are synonymous:
– Myrtillus grandis Bubani;
– Myrtillus uliginosus (L.) Drejer;
– Myrtillus uliginosa var. microphylla (Lange) Simmons;
– Vaccinium gaultherioides Bigelow;
– Vaccinium microphyllum (Lange) Á.Löve;
– Vaccinium microphyllum f. langeanum (Malte) Lepage;
– Vaccinium uliginosum f. langeanum (Malte) Polunin;
– Vaccinium uliginosum subsp. alpinum Bigelow;
– Vaccinium uliginosum subsp. imberbe Printz;
– Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum (Herder) Tolm.;
– Vaccinium uliginosum var. cucocarpum B.Fedtsch.;
– Vaccinium uliginosum var. langeanum Malte;
– Vaccinium uliginosum var. nana Boiss.;
– Vaccinium uliginosum var. procumbens;
– Vaccinium uliginosum var. sednense Rouy;
– Vaccinium occidentale A.Gray;
– Vaccinium pedris Holub;
– Vaccinium pubescens Wormsk. ex Hornem.;
– Vaccinium salicinum Cham. & Schltdl..
– Vaccinium vitis-idaea var. microphyllum Herder.
Within this species, the following subspecies and varieties are recognized:
– Vaccinium uliginosum subsp. khokhrjakovii Mazurenko;
– Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum (Lange) Hultén;
– Vaccinium uliginosum subsp. occidentale (A.Gray) Hultén;
– Vaccinium uliginosum subsp. pedris (Harshb.) S.B.Young;
– Vaccinium uliginosum subsp. uliginosum;
– Vaccinium uliginosum subsp. vulcanorum (Kom.) Alsos & Elven;
– Vaccinium uliginosum var. album J.Y.Ma & Yue Zhang;
– Vaccinium uliginosum var. alpinum Bigelow;
– Vaccinium uliginosum var. japonicum T.Yamaz.;
– Vaccinium uliginosum var. uliginosum.

Etymology –
The term Vaccinium comes from vaccinium, a plant with black berries mentioned by Virgil, of obscure derivation; the most common explanation connects it to vaccinus: of cows; Oxford Latin Dictionary and others link it to the Greek Ὑάκινθος Hyákinthos through the corrupted form vakinthos: name of a plant with violet flowers; rejecting both hypotheses, Vander Kloet and others connect it to baccínium diminutive of bácca berry: which produces small berries.
The specific epithet uliginosum comes from ulígo-ulíginis soil moisture: plants of humid places.

Geographic Distribution and Habitat –
Vaccinium uliginosum is a plant found in Eurasia: from Norway to Spain, from east to northern Asia to Japan and Korea; in North America – from Alaska to Newfoundland, as far south as California, Minnesota, New York.
In Italy it is found in different regions of the north and center, distributed over the Alps and the Apennines.
Its habitat is that of marshes and wet woods in the mountains and moors where it grows in acid and nitrogen-rich soils; in Europe it is found from the mountain to the alpine level in megaforbieti, alder, spruce, acid bog, moorland beyond the limit of the wood between 1300 and 3000 meters. In Italy there are the sub species: Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum (Lange) Hultén and Vaccinium uliginosum var. uliginosum.

Description –
The Bog bilberry is a shrubby plant, up to 75 cm tall, perennial, with erect or partially prostrate stems, with a circular section, very branchy, twisted, with a dark gray bark; rhizome root.
The leaves are deciduous, spiraled, with short petiole and elliptical to obovate lamina (4-12 x 6-25 mm), spatulate with maximum width in the median part, rounded at the apex, whole, membranous, opaque above and glaucous- pruinose underneath, glabrous and without glands, dark green in color and with reticulated ribbing; stipulations absent.
The flowers are solitary or in groups of 2 or 3, at the axil of leaves, pendulous, on peduncles as long as the corolla, hermaphrodites, tetrameters or pentamers, pentacyclics, actinomorphs, gamopetals; calyx with united sepals and 1.5 mm teeth, rounded, scariose and reddened; 4-6 mm corolla, urceolata, white-pink with petals completely welded in cupped corolla with very short, revolute or slightly reflected lobes; stamens 10, with hairless filaments and dehiscent anthers for apical pore with subulate appendages; 5 carpels welded into an inferior ovary carrying 1 stylus included in the corolla.
The fruit is a bluish and pruinose berry, subspherical, with a diameter of 5-8 mm with persistent style and residues of the calyx, sweet and insipid, with some seeds inside.
The seeds are oval, slightly crescent-shaped, 1-2mm long and ocher to dark brown in color.

Cultivation –
Vaccinium uliginosum is a deciduous shrub whose berries are traditionally harvested in large quantities in nature to be used as food, while the plant also has medicinal properties. It also has value for use in the remediation of polluted soils.
It is a plant that requires moist limestone-free soil, preferring one rich in peat or slightly clayey soil with the presence of decaying leaf substrates.
The pH ranges from 3.5 to 6.2 and plants quickly become chlorotic when limescale is present.
It grows in full sun or light shade even if it bears fruit better in a sunny position, it also requires shelter from strong winds.
In the roots there are mycorrhizal associations that allow an increase in nitrogen levels in plants.
Propagation occurs by seed. Sowing should be done at the end of winter in a greenhouse on a limestone-free substrate with a light seed cover.
Stored seeds may require up to 3 months of cold stratification to germinate.
When the young seedlings have reached 5 cm crica they should be placed in individual pots, in a slightly shaded position in the greenhouse at least for their first winter. The transplant in the open field should be carried out in late spring or early summer, after the last foreseen frosts.
It can also be propagated by agamic way with cuttings of semi-mature wood, of 5 – 8 cm, in the period of August. Rooting is however slow.
Finally, another method is that by dividing the suckers to be carried out in spring or early autumn.

Customs and Traditions –
Vaccinium uliginosum is a plant whose fruits and leaves are used.
In addition to food purposes it is also used in the medicinal field; it has antiseptic, astringent, carminative, hypoglycemic and hypnotic properties.
The fruits can be intended for fresh consumption or for jams and marmalades even if they are much less tasty than those of Vaccinium myrtillus.
The leaves alone or together with the fruits are also used to make a tea-like infusion.
The berries of Vaccunium uliginosum were mixed in Siberia with the extract of Amanita muscaria and the whole was consumed as intoxicating.
They were probably one of the many additives to beer. A possible toxicity of the fruits of Vaccinium uliginosum L. has therefore been hypothesized, but so far no active principle has been found to which to attribute it.
However, there have been reports of intoxication with psychomotor excitement, vomiting, mydriasis, dizziness, hot flashes, visual disturbances, difficulty in swallowing, fatigue after having ingested about 300 g of blueberry, while other authors have not found any disturbance after ingestion. even of large quantities of berries.
It is believed, but research is still ongoing, that the toxicity of Vaccinium uliginosum is due to the fungus Sclerotinia megalospora, which sometimes parasites the fruits of this species.
According to some reports, the fruits can cause headaches if consumed in large quantities but even here it is likely that it is linked to the presence of the fungus.
The fruits are very rich in vitamin C as well as tannins, anthocyanosides and flavonoids.
Other uses include agroforestry ones.
The plant tolerates high concentrations of heavy metals in the soil. Leaf tissues can accumulate uranium, copper, lead, zinc, nickel and iron in large quantities with no apparent harmful effects to the plant. The ability to vegetate on soils with high concentrations of these metals can favor the use of this plant in some remediation programs.

Preparation Method –
The fruits of Vaccinium uliginosum are edible, fleshy and sweet-tasting berries, containing various seeds.
They can be eaten both raw and cooked or in jams, preserves, jellies, etc. or dried like raisins.
An infusion of the leaves was given to women immediately after giving birth to help them regain strength.
A cold infusion of dried fruit is used in the treatment of inflammation of the mucous membranes of the gastric and intestinal tract, diarrhea and bladder disorders.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– GBIF, the Global Biodiversity Information Facility.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.
Photo source:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/211941180/original.jpeg

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.





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Vaccinium uliginosum

El arándano azul o mirtilo azul (Vaccinium uliginosum L., 1753) es una especie arbustiva perteneciente a la familia Ericaceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
dominio eucariota,
reino plantae,
subarigno traqueobionta,
superdivisión de espermatofitas,
división de magnoliofitas,
clase Magnoliopsida,
Subclase Dilleniidae,
Orden Ericales,
familia de las ericáceas,
Género Vaccinium,
Especies de V. uliginosum.
Los términos son sinónimos:
– Myrtillus grandis Bubani;
– Myrtillus uliginosus (L.) Drejer;
– Myrtillus uliginosa var. microphylla (Lange) Simmons;
– Vaccinium gaultherioides Bigelow;
– Vaccinium microphyllum (Lange) Á.Löve;
– Vaccinium microphyllum f. langeanum (Malte) Lepage;
– Vaccinium uliginosum f. langeanum (Malte) Polunin;
– Vaccinium uliginosum subsp. alpinum Bigelow;
– Vaccinium uliginosum subsp. imberbe Printz;
– Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum (Herder) Tolm.;
– Vaccinium uliginosum var. cucocarpum B.Fedtsch.;
– Vaccinium uliginosum var. langeanum Malte;
– Vaccinium uliginosum var. nana Boiss.;
– Vaccinium uliginosum var. procumbens;
– Vaccinium uliginosum var. sednense Rouy;
– Vaccinium occidentale A.Gray;
– Vaccinium pedris Holub;
– Vaccinium pubescens Wormsk. ex Hornem.;
– Vaccinium salicinum Cham. & Schltdl..
– Vaccinium vitis-idaea var. microphyllum Herder.
Dentro de esta especie se reconocen las siguientes subespecies y variedades:
– Vaccinium uliginosum subsp. khokhrjakovii Mazurenko;
– Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum (Lange) Hultén;
– Vaccinium uliginosum subsp. occidentale (A.Gray) Hultén;
– Vaccinium uliginosum subsp. pedris (Harshb.) S.B.Young;
– Vaccinium uliginosum subsp. uliginosum;
– Vaccinium uliginosum subsp. vulcanorum (Kom.) Alsos & Elven;
– Vaccinium uliginosum var. album J.Y.Ma & Yue Zhang;
– Vaccinium uliginosum var. alpinum Bigelow;
– Vaccinium uliginosum var. japonicum T.Yamaz.;
– Vaccinium uliginosum var. uliginosum.

Etimología –
El término Vaccinium proviene de vaccinium, una planta con moras mencionada por Virgilio, de oscura derivación; la explicación más común lo conecta con vaccinus: de vacas; Oxford Latin Dictionary y otros lo relacionan con el griego Ὑάκινθος Hyákinthos a través de la forma corrupta vakinthos: nombre de una planta con flores violetas; rechazando ambas hipótesis, Vander Kloet y otros lo relacionan con baccínium diminutivo de bácca berry: que produce pequeñas bayas.
El epíteto específico uliginosum proviene de la humedad del suelo ulígo-ulíginis: plantas de lugares húmedos.

Distribución Geográfica y Hábitat –
Vaccinium uliginosum es una planta que se encuentra en Eurasia: desde Noruega hasta España, desde el este hasta el norte de Asia hasta Japón y Corea; en América del Norte, desde Alaska hasta Terranova, tan al sur como California, Minnesota, Nueva York.
En Italia se encuentra en diferentes regiones del norte y centro, distribuidas por los Alpes y los Apeninos.
Su hábitat es el de pantanos y bosques húmedos en las montañas y páramos donde crece en suelos ácidos y ricos en nitrógeno; en Europa se encuentra desde la montaña hasta el nivel alpino en megaforbieti, aliso, abeto, pantano ácido, páramos más allá de la línea de árboles entre 1300 y 3000 metros. En Italia existen las subespecies: Vaccinium uliginosum subsp. microphyllum (Lange) Hultén y Vaccinium uliginosum var. uliginoso.

Descripción –
El arándano azul es una planta arbustiva, alta hasta 75 cm, perenne, con tallos erectos o parcialmente postrados, de sección circular, muy ramificada, retorcida, de corteza gris oscuro; raíz de rizoma.
Las hojas son caducas, espiraladas, con pecíolo corto y lámina de elíptica a obovada (4-12 x 6-25 mm), espatuladas con máxima anchura en la parte media, redondeadas en el ápice, enteras, membranosas, opacas en la parte superior y glauco-pruinosas. por debajo, glabras y sin glándulas, de color verde oscuro y con nervaduras reticuladas; estipulaciones ausentes.
Las flores son solitarias o en grupos de 2 ó 3, en la axila de las hojas, péndulas, sobre pedúnculos tan largos como la corola, hermafroditas, tetrámeras o pentámeras, pentacíclicas, actinomorfas, gamopétalas; cáliz con sépalos unidos y dientes de 1,5 mm, redondeado, escaroso y enrojecido; corola de 4-6 mm, urceolata, de color blanco-rosado con pétalos completamente soldados en corola ahuecada con lóbulos muy cortos, revolutos o ligeramente reflejados; estambres 10, con filamentos lampiños y anteras dehiscentes por poro apical con apéndices subulados; 5 carpelos soldados a un ovario inferior portando 1 estilete incluido en la corola.
El fruto es una baya subesférica de color azulado y pruinoso, de 5-8 mm de diámetro con estilo persistente y residuos del cáliz, dulce e insípido, con algunas semillas en su interior.
Las semillas son ovaladas, ligeramente en forma de media luna, de 1-2 mm de largo y de color ocre a marrón oscuro.

Cultivo –
Vaccinium uliginosum es un arbusto caducifolio cuyas bayas se cosechan tradicionalmente en grandes cantidades en la naturaleza para ser utilizadas como alimento, mientras que la planta también tiene propiedades medicinales. También tiene valor para su uso en la remediación de suelos contaminados.
Es una planta que requiere un suelo húmedo y libre de caliza, prefiriendo uno rico en turba o ligeramente arcilloso con presencia de sustratos de hojas en descomposición.
El pH oscila entre 3,5 y 6,2 y las plantas se vuelven rápidamente cloróticas cuando hay cal presente.
Crece a pleno sol o sombra ligera aunque fructifica mejor en una posición soleada, también requiere resguardo de fuertes vientos.
En las raíces existen asociaciones micorrícicas que permiten aumentar los niveles de nitrógeno en las plantas.
La propagación se produce por semilla. La siembra debe realizarse al final del invierno en un invernadero sobre un sustrato libre de piedra caliza con una cubierta de semilla ligera.
Las semillas almacenadas pueden requerir hasta 3 meses de estratificación en frío para germinar.
Cuando las plántulas jóvenes hayan alcanzado los 5 cm de crica, deben colocarse en macetas individuales, en una posición ligeramente sombreada en el invernadero, al menos durante su primer invierno. El trasplante en campo abierto debe realizarse a finales de primavera o principios de verano, después de las últimas heladas previstas.
También puede ser propagada por vía agámica con esquejes de madera semimadura, de 5 – 8 cm, en el período de agosto. Sin embargo, el enraizamiento es lento.
Por último, otro método es el de dividir los chupones que se llevará a cabo en primavera o principios de otoño.

Costumbres y tradiciones –
Vaccinium uliginosum es una planta de cuyos frutos y hojas se aprovechan.
Además de con fines alimentarios también se utiliza en el campo medicinal; tiene propiedades antisépticas, astringentes, carminativas, hipoglucemiantes e hipnóticas.
Los frutos pueden destinarse al consumo en fresco o para confituras y mermeladas aunque sean mucho menos sabrosos que los de Vaccinium myrtillus.
Las hojas solas o junto con los frutos también se utilizan para hacer una infusión tipo té.
Las bayas de Vaccunium uliginosum se mezclaron en Siberia con el extracto de Amanita muscaria y el conjunto se consumía como intoxicante.
Probablemente fueron uno de los muchos aditivos de la cerveza. Por ello se ha planteado la hipótesis de una posible toxicidad de los frutos de Vaccinium uliginosum L., pero hasta el momento no se ha encontrado ningún principio activo al que atribuirla.
Sin embargo, se han comunicado intoxicaciones con excitación psicomotora, vómitos, midriasis, mareos, sofocos, alteraciones visuales, dificultad para tragar, fatiga después de haber ingerido unos 300 g de arándano, mientras que otros autores no han encontrado ninguna alteración tras la ingestión. de grandes cantidades de bayas.
Se cree, pero la investigación aún está en curso, que la toxicidad de Vaccinium uliginosum se debe al hongo Sclerotinia megalospora, que a veces parasita los frutos de esta especie.
Según algunos informes, las frutas pueden causar dolores de cabeza si se consumen en grandes cantidades, pero incluso aquí es probable que esté relacionado con la presencia del hongo.
Los frutos son muy ricos en vitamina C así como en taninos, antocianósidos y flavonoides.
Otros usos incluyen los agroforestales.
La planta tolera altas concentraciones de metales pesados ​​en el suelo. Los tejidos de las hojas pueden acumular uranio, cobre, plomo, zinc, níquel y hierro en grandes cantidades sin efectos nocivos aparentes para la planta. La capacidad de vegetar en suelos con altas concentraciones de estos metales puede favorecer el uso de esta planta en algunos programas de remediación.

Método de preparación –
Los frutos de Vaccinium uliginosum son bayas comestibles, carnosas y de sabor dulce, que contienen varias semillas.
Se pueden comer tanto crudos como cocidos o en mermeladas, conservas, jaleas, etc. o secos como pasas.
Se daba una infusión de las hojas a las mujeres inmediatamente después de dar a luz para ayudarlas a recuperar fuerzas.
Una infusión fría de frutos secos se utiliza en el tratamiento de la inflamación de las mucosas del tracto gástrico e intestinal, diarrea y trastornos de la vejiga.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– GBIF, la Facilidad Global de Información sobre Biodiversidad.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista comentada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.
Fuente de la foto:
https://inaturalist-open-data.s3.amazonaws.com/photos/211941180/original.jpeg

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y usos alimúrgicos se indican únicamente con fines informativos, no representan en modo alguno una prescripción médica; por lo que no se responsabiliza de su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.





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