[:it] Mappa geografica dell’Ecuador [:en] Geographic map of Ecuador [:es] Mapa geográfico de Ecuador [:]

[:it]

Mappa geografica dell’Ecuador

L’ Ecuador è una repubblica presidenziale del Sudamerica con un’estensione territoriale di 283.561 km² e una popolazione di 16.866.664 abitanti.
La capitale del Pese è Quito con 2.215.820 abitanti (2010).
L’ Ecuador è situato nella parte nord-occidentale del Sudamerica, l’Ecuador confina a nord con la Colombia, a est e a sud con il Perù, e a ovest si affaccia sull’Oceano Pacifico; è attraversato dall’equatore, da cui prende il nome.
La capitale Quito, nel 1970, è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità in quanto ha il centro storico meglio conservato e meno alterato dell’America Latina.
La città più popolosa è Guayaquil, mentre Cuenca, la terza città più popolosa, è anch’essa Patrimonio dell’umanità, perché è un ottimo esempio di città pianificata in stile coloniale spagnolo.
Entra a far parte dell’Ecuador anche l’arcipelago delle Isole Galápagos, situato a circa 1.000 km dalla costa e particolarmente ricco di specie endemiche, che nel XIX secolo furono profondo oggetto di studio del naturalista britannico Charles Darwin, che stava elaborando la teoria dell’evoluzione, descritta poi nel celebre libro L’origine delle specie.

Geografia –
Dal punto di vista geografico l’Ecuador confina a nord con la Colombia, a est e sud con il Perù mentre ad occidente si affaccia sull’Oceano Pacifico. Nella parte settentrionale il territorio dello stato è attraversato dall’Equatore. Da un punto di vista geografico si possono distinguere 4 regioni con caratteristiche molto differenti: la Costa, la Sierra, El Oriente e la regione insulare che comprende le isole Galápagos.
La costa è situata nella parte occidentale del paese ed è caratterizzata da una fascia di pianure costiere di origine alluvionale seguita, inoltrandosi nell’interno, dalla catena montuosa della Cordillera Costanera (max. 800 m s.l.m.). Un tempo la Cordillera era ricoperta di foreste, mentre ora è sfruttata con vaste piantagioni di banane, palme, cacao e caffè, che si estendono fino ai piedi delle Ande, che, più a sud prende il nome di Cordillera Chongón-Colonche. La folta vegetazione di mangrovie che un tempo caratterizzava la costa è stata in parte eliminata per far spazio ad allevamenti di crostacei in acquacoltura.
Nella parte settentrionale della costa si trovano i porti di Esmeraldas, terminale di un oleodotto utilizzato per l’esportazione di petrolio, mentre il porto di Manta era usato dalla United States Air Force come base di appoggio nella lotta al traffico di narcotici.
La parte meridionale della costa e la penisola di Santa Elena a occidente di Guayaquil, città più popolosa e principale porto dello stato, appartengono geograficamente alla zona desertica che si estende verso il Perù, mentre il clima in questa zona è notevolmente più arido rispetto alla regione costiera settentrionale.
La parte centrale del’Ecuador è attraversata da nord a sud dalla Cordigliera delle Ande; questo territorio montagnoso, costituito da numerosi altopiani, è chiamato la Sierra. È costituita da due catene parallele: la Cordigliera Centrale (chiamata anche Cordillera Real) e la Cordigliera Occidentale, separate da un’ampia vallata la cui altezza media supera i 2000 m s.l.m. e nella quale si trovano le principali città dell’area, tra cui Quito, capitale del paese, situata a circa 2.800 m s.l.m. su di un vasto altopiano collocato ai piedi del vulcano Guagua Pichincha.
Le vette situate nella parte settentrionale della Sierra sono costituite per lo più da vulcani ancora attivi. In quest’area si trova uno dei più alti vulcani attivo del mondo, il Cotopaxi (5.897 m s.l.m. ). La cima più elevata è il monte Chimborazo (6.130 m s.l.m.), un vulcano estinto. Nella stessa area si trova anche il vulcano Cayambe, punto più elevato sul parallelo dell’Equatore. Numerosi sono anche i laghi vulcanici come ad esempio il lago Quilotoa.
La zona costituita dalle pianure del bacino del Rio delle Amazzoni situate ad est delle Ande è chiamata El Oriente. In quest’estesa area (poco meno del 50% della superficie complessiva dello stato) vive poco meno del 5% della popolazione totale. L’area è ricoperta da un’impenetrabile foresta pluviale. I numerosi fiumi che attraversano questa zona sono tutti affluenti del Rio delle Amazzoni : il Rio Napo (850 km), il Rio Coca, il Rio Pastaza, il fiume Putumayo e l’Aguarico. La maggior parte di questi nascono in una regione andina molto umida, situata ai piedi del Cotopaxi.
Infine l’area insulare che comprende le isole Galápagos situate nell’Oceano Pacifico a circa 1000 km dalla terraferma. Il nome ufficiale dell’arcipelago è Archipélago de Colón, la cui superficie totale è di circa 8000 km², oltre metà dei quali occupati dall’isola principale, Isabela. Le isole hanno origine vulcanica, e, dato il loro isolamento naturale, sono interessate da importanti endemismi botanici e faunistici, già segnalati da Charles Darwin, nella famosa spedizione dell’HMS Beagle. La constatazione delle diversità morfologiche enfatizzate delle isole (soprattutto di tartarughe ed uccelli terrestri) portarono alla elaborazione da parte di Darwin della rivoluzionaria teoria della evoluzione delle Specie.
Per quanto riguarda l’idrografia c’è da sottolineare che la maggior parte dei corsi d’acqua dell’Ecuador sorgono nella Cordigliera delle Ande e scendono o verso l’oceano Pacifico, a ovest, o verso il Rio delle Amazzoni, verso est. Nella regione più esterna della costa i fiumi più piccoli sono alimentati dalle piogge che vanno da novembre a maggio, e possono restare in secca nella stagione secca. Fanno eccezione i più lunghi, che nascendo in alta montagna sono alimentati sia dal disgelo delle nevi sulle cime più alte della cordigliera che dalle piogge che cadono nella sierra. La costa più interna invece è attraversata da fiumi perenni, e le abbondanti piogge della stagione invernale portano spesso inondazioni che talvolta possono portare alla formazione di paludi. Il sistema fluviale principale del versante pacifico è quello corrispondente al bacino del fiume Guayas che comprende un’area pari a 40.000 km².
Nel versante orientale, verso il Rio delle Amazzoni, i fiumi più importanti sono il Rio Napo, il Putumayo e il Pastaza.

Clima –
L’ Ecuador è un Paese caratterizzato da una varietà di climi. Questo è dovuto più alla differenza dei versanti e delle morfologie che all’estensione del Paese.
Possiamo dividere i climi dell’Ecuador in quattro diverse regioni, con climi e stagioni contrastanti tra loro, condizionati dall’altitudine e dalle correnti oceaniche, in quanto trovandosi all’equatore l’insolazione rimane la stessa durante tutto l’anno, e non è ininfluente riguardo al clima dell’Ecuador. Le stagioni sono solamente due e vengono contraddistinte dall’abbondanza e dalla frequenza delle precipitazioni: la stagione umida è chiamata inverno e presenta generalmente temperature più elevate della stagione secca, chiamata estate.
La costa, che comprende oltre alla zona costiera anche la parte interna del paese a ovest della cordigliera andina, è caratterizzata da un clima tropicale e una temperatura media di 25 °C. La stagione umida, caratterizzata da copiose piogge, va da dicembre a maggio, mentre la stagione secca va da giugno a novembre, periodo nel quale le temperature scendono di qualche grado, quando spirano correnti più fredde e secche provenienti da sud, ossia la corrente di Humboldt, che proveniente dall’Antartide fa sì che la temperatura nella costa sia mediamente 5 gradi in meno che in inverno, quando invece le umide correnti equatoriali portatrici di intense piogge.
La sierra ha un clima più fresco dovuto all’altitudine; la temperatura oscilla mediamente tra gli 8 °C e 20 °C, con valori massimi compresi tra 22° a 30°. La stagione piovosa nella sierra va generalmente da ottobre ad aprile. Dal punto di vista di un europeo o di un qualsiasi altro abitante delle zone temperate, il clima della sierra appare simile a una primavera o un autunno, come nella stessa Quito, dove durante la giornata soffia un vento fresco e confortevole, seguito da una notte gelida che termina quando si alza il Sole; a quell’altitudine l’aria è rarefatta, e la differenza di temperatura tra i luoghi al Sole e quelli all’ombra è sensibile.
L’oriente, che comprende la regione amazzonica, ha un clima caldo-umido e non è influenzato dalle correnti oceaniche, trovandosi a est delle Ande, ma dal clima proprio del bacino dell’Amazzonia. Le temperature medie sono di 25 °C e la stagione piovosa va da aprile a novembre, anche se, a differenza che nella costa, le precipitazioni sono presenti pressoché tutto l’anno.
Infine il clima delle isole Galapagos. Qui il clima è più stabile delle regioni continentali dell’Ecuador, con temperature costantemente comprese tra 22 e 32 °C, anche se talvolta alcune correnti fredde provenienti dal Perù possono far calare la temperatura di qualche grado.

Flora-
L’Ecuador è uno dei paesi al mondo con la maggior percentuale di biodiversità; entra a far parte, infatti, dei 17 paesi cosiddetti megadiversi ed ha la più alta concentrazione di biodiversità per km². Infatti il bioma della foresta pluviale e della foresta tropicale si estende su gran parte del suo territorio, mentre a ovest, vicino alla costa, è presente la foresta di mangrovie, e, della provincia di Esmeraldas, in una zona chiamata Majagual, si trovano le mangrovie più alte del mondo. Le isole Galápagos hanno una grande varietà di specie endemiche, un tempo oggetto di studio del celebre naturalista inglese Charles Darwin, studio che gli ha permesso di sviluppare la nota teoria dell’evoluzione. Le isole sono diventate famose in tutto il mondo grazie alle originali caratteristiche della sua fauna, in particolare le tartarughe. Nel 1978 l’UNESCO dichiarò le isole e la riserva marina come patrimonio dell’umanità, e nel 1986, il mare che circonda le isole è stato dichiarato riserva marina. Tuttavia, una ventina d’anni dopo, nel 2007, la stessa UNESCO inserì l’ecosistema in pericolo a causa di fattori come la proliferazione di specie invasive e per l’aumento indiscriminato del turismo e dell’immigrazione. Nel 2010 comunque, la stessa UNESCO ha tolto dalla lista dei siti in pericolo le isole dopo che l’Ecuador ha mostrato un maggior impegno nel far fronte ai problemi che compromettevano l’integrità delle Galapagos.
A protezione di questo ingente patrimonio naturalistico l’Ecuador ha istituito negli anni una serie di parchi ed aree protette.
Tra questi ricordiamo il Parco nazionale Yasuní, che in lingua waorani significa “terra sacra”, si estende su un’area di 9.820 km ed è compreso tra le province di Pastaza, Napo e Orellana, tra il fiume Napo e il fiume Curaray. Il parco è prevalentemente boschivo ed è considerato dall’UNESCO nel 1989 Riserva della biosfera, e fa parte del territorio dove si trova il popolo Waorani e i gruppi Tagaeri e Taromenane, tribù mai contattate dalla civiltà moderna. Secondo uno studio recente, il Parco Nazionale Yasuni e la zona circostante sono considerate le zone che possiedono la più vasta biodiversità del mondo, grazie alla sua ricchezza di anfibi, uccelli, mammiferi e piante. Questo parco ha più specie di animali per ettaro dell’intera Europa e, sempre in un solo ettaro, contiene 644 specie di alberi, cioè più di quelli presenti negli Stati Uniti e nel Canada messi assieme. Il sito è stato preso di mira dalle compagnie petrolifere per la gran quantità di greggio che è stato stimato essere presente nel sottosuolo; questo e l’aumento del turismo nella zona del Parco hanno portato a tensioni con gli indigeni nativi del luogo, in particolar modo con i Waorani, sfociati in violenze nel 2013 e che hanno portato gli stessi Waorani a chiedere a gran voce l’intervento delle autorità per la loro protezione e per quella dei loro “fratelli” Taromenane, tuttora mai contattati dalla civiltà.
Altre aree protette di particolare interesse sono il Parco nazionale di Sangay, Patrimonio dell’Umanità dal 1983, il Parco Nazionale El Cajas, il Parco Nazionale Podocarpus e il Parco Llanganates, situato nei pressi di Baños.
Per comprendere, in definitiva, l’ingente patrimonio floristico dell’Ecuador si stima che il numero totale di piante sia tra le 16.000 e le 18.000 specie; di queste, circa 230 famiglie sono piante vascolari (felci, licofite e varie piante appartenenti al genere equisetum). La foresta Amazzonica rappresenta un ecosistema estremamente ricco: in un solo ettaro di foresta ecuadoriana si contano più di 300 specie di alberi e piante rampicanti, delle quali, gran parte è costituita da palme dell’altezza di oltre 30 m.
Il Paese è inoltre ricco di alberi dal legno tra i più pregiati, quali il mogano, l’ebano, la rovere, l’alloro, la cannella, l’albero del pane, il balsamo, il mandorlo ed alcune specie di fiori come le magnolie e le orchidee.
Le coste del Paese sono caratterizzate da un ricco ecosistema la cui sopravvivenza, tuttavia, è in grave pericolo: le foreste di mangrovie stanno quasi completamente scomparendo per lasciare spazio agli allevamenti di gamberetti.

Fauna –
La fauna dell’Ecuador, come detto, è abbondante ed eterogenea; tra le specie di grossa taglia si trovano orsi, giaguari e linci; nelle zone costiere vivono diversi tipi di rettili, tra i quali lucertole, serpenti e coccodrilli.
La vera e propria ricchezza dell’Ecuador, in termini di biodiversità, si trova alle isole Galapagos, habitat singolare grazie all’abbondanza di specie di flora e fauna uniche al mondo, come le celebri tartarughe giganti e le iguane, veri e propri simboli delle isole.

Guido Bissanti





[:en]

Geographic map of Ecuador

Ecuador is a presidential republic of South America with a territorial extension of 283,561 km² and a population of 16,866,664 inhabitants.
The capital of the country is Quito with 2,215,820 inhabitants (2010).
Ecuador is located in the northwestern part of South America, Ecuador borders Colombia to the north, Peru to the east and south, and the Pacific Ocean to the west; it is crossed by the equator, from which it takes its name.
The capital Quito, in 1970, was declared a World Heritage Site as it has the best preserved and least altered historical center in Latin America.
The most populous city is Guayaquil, while Cuenca, the third most populous city, is also a World Heritage Site, because it is an excellent example of a planned city in the Spanish colonial style.
The archipelago of the Galápagos Islands also joins Ecuador, located about 1,000 km from the coast and particularly rich in endemic species, which in the nineteenth century were deeply studied by the British naturalist Charles Darwin, who was developing the theory of evolution, then described in the famous book The origin of species.

Geography –
From a geographical point of view, Ecuador borders Colombia to the north, Peru to the east and south, while the Pacific Ocean faces the west. In the northern part the territory of the state is crossed by the Equator. From a geographical point of view we can distinguish 4 regions with very different characteristics: the Costa, the Sierra, El Oriente and the island region that includes the Galápagos Islands.
The coast is located in the western part of the country and is characterized by a strip of coastal plains of alluvial origin followed, moving inland, by the mountain range of the Cordillera Costanera (max. 800 m a.s.l.). Once the Cordillera was covered with forests, while now it is exploited with vast plantations of bananas, palms, cocoa and coffee, which extend to the foot of the Andes, which further south is called Cordillera Chongón-Colonche. The thick mangrove vegetation that once characterized the coast has been partially eliminated to make room for crustacean farms in aquaculture.
In the northern part of the coast are the ports of Esmeraldas, the terminal of an oil pipeline used for the export of oil, while the port of Manta was used by the United States Air Force as a support base in the fight against narcotics trafficking.
The southern part of the coast and the peninsula of Santa Elena west of Guayaquil, the most populous city and main port of the state, belong geographically to the desert area that extends towards Peru, while the climate in this area is considerably more arid than in the region northern coastal.
The central part of Ecuador is crossed from north to south by the Andes mountain range; this mountainous territory, made up of numerous plateaus, is called the Sierra. It consists of two parallel chains: the Central Cordillera (also called Cordillera Real) and the Western Cordillera, separated by a wide valley whose average height exceeds 2000 m a.s.l. and in which the main cities of the area are located, including Quito, the country’s capital, located at about 2,800 m a.s.l. on a vast plateau located at the foot of the Guagua Pichincha volcano.
The peaks located in the northern part of the Sierra consist mostly of still active volcanoes. In this area there is one of the highest active volcanoes in the world, Cotopaxi (5,897 m a.s.l.). The highest peak is Mount Chimborazo (6,130 m a.s.l.), an extinct volcano. In the same area there is also the Cayambe volcano, the highest point on the parallel of the Equator. There are also numerous volcanic lakes such as Lake Quilotoa.
The area made up of the plains of the Amazon River basin located east of the Andes is called El Oriente. In this large area (just under 50% of the total surface of the state) lives just under 5% of the total population. The area is covered in impenetrable rainforest. The numerous rivers that flow through this area are all tributaries of the Amazon River: the Rio Napo (850 km), the Rio Coca, the Rio Pastaza, the Putumayo River and the Aguaric. Most of these are born in a very humid Andean region, located at the foot of Cotopaxi.
Finally, the island area that includes the Galápagos Islands located in the Pacific Ocean about 1000 km from the mainland. The archipelago’s official name is Archipélago de Colón, the total area of ​​which is approximately 8000 km², over half of which is occupied by the main island, Isabela. The islands have volcanic origin and, given their natural isolation, are affected by important botanical and faunal endemisms, already reported by Charles Darwin, in the famous HMS Beagle expedition. The observation of the emphasized morphological differences of the islands (especially of turtles and terrestrial birds) led to Darwin’s elaboration of the revolutionary theory of the evolution of species.
As for hydrography, it should be emphasized that most of Ecuador’s waterways arise in the Andes and descend either towards the Pacific Ocean, to the west, or towards the Amazon River, towards the east. In the outermost region of the coast, the smaller rivers are fed by the rains that go from November to May, and can remain dry in the dry season. The longest ones are an exception, which, being born in the high mountains, are fed both by the thaw of the snows on the highest peaks of the mountain range and by the rains that fall in the sierra. The innermost coast, on the other hand, is crossed by perennial rivers, and the abundant rains of the winter season often lead to floods that can sometimes lead to the formation of swamps. The main river system of the Pacific side is that corresponding to the Guayas river basin which includes an area equal to 40,000 km².
On the eastern side, towards the Amazon River, the most important rivers are the Rio Napo, the Putumayo and Pastaza.

Climate –
Ecuador is a country characterized by a variety of climates. This is due more to the difference in the slopes and morphologies than to the extension of the country.
We can divide the climates of Ecuador into four different regions, with contrasting climates and seasons, conditioned by the altitude and ocean currents, as being at the equator the insolation remains the same throughout the year, and it is not irrelevant to the climate of Ecuador. There are only two seasons and are characterized by the abundance and frequency of rainfall: the wet season is called winter and generally has higher temperatures than the dry season, called summer.
The coast, which includes in addition to the coastal area also the internal part of the country to the west of the Andean mountain range, is characterized by a tropical climate and an average temperature of 25 ° C. The wet season, characterized by copious rains, runs from December to May, while the dry season runs from June to November, a period in which temperatures drop by a few degrees, when colder and drier currents blow from the south, i.e. the current of Humboldt, who comes from Antarctica means that the temperature on the coast is on average 5 degrees lower than in winter, when the humid equatorial currents bring heavy rains.
The sierra has a cooler climate due to the altitude; the temperature fluctuates on average between 8 ° C and 20 ° C, with maximum values ​​between 22 ° and 30 °. The rainy season in the sierra generally runs from October to April. From the point of view of a European or any other inhabitant of the temperate zones, the climate of the sierra appears similar to a spring or an autumn, as in Quito itself, where during the day a cool and comfortable wind blows, followed by a night. icy which ends when the sun rises; at that altitude the air is thin, and the difference in temperature between the places in the sun and those in the shade is sensitive.
The east, which includes the Amazon region, has a hot-humid climate and is not influenced by ocean currents, being east of the Andes, but by the climate of the Amazon basin. Average temperatures are 25 ° C and the rainy season runs from April to November, although, unlike in the coast, rainfall is present almost all year round.
Finally, the climate of the Galapagos Islands. Here the climate is more stable than the continental regions of Ecuador, with temperatures constantly between 22 and 32 ° C, although sometimes some cold currents from Peru can drop the temperature by a few degrees.

Flora-
Ecuador is one of the countries in the world with the highest percentage of biodiversity; it becomes part of the 17 so-called megadiverse countries and has the highest concentration of biodiversity per km². In fact, the rainforest and tropical forest biome extends over a large part of its territory, while to the west, near the coast, there is the mangrove forest, and, in the province of Esmeraldas, in an area called Majagual, there are the tallest mangroves in the world. The Galápagos Islands have a great variety of endemic species, once the subject of study by the famous English naturalist Charles Darwin, a study that allowed him to develop the well-known theory of evolution. The islands have become famous all over the world thanks to the original characteristics of its fauna, in particular the turtles. In 1978, UNESCO declared the islands and the marine reserve a World Heritage Site, and in 1986, the sea surrounding the islands was declared a marine reserve. However, some twenty years later, in 2007, UNESCO itself placed the ecosystem in danger due to factors such as the proliferation of invasive species and the indiscriminate increase in tourism and immigration. In 2010, however, UNESCO itself removed the islands from the list of endangered sites after Ecuador showed greater commitment to addressing problems that compromised the integrity of the Galapagos.
To protect this huge natural heritage, Ecuador has established over the years a series of parks and protected areas.
Among these we remember the Yasuní National Park, which in the Waorani language means “sacred land”, extends over an area of ​​9,820 km and is included between the provinces of Pastaza, Napo and Orellana, between the Napo River and the Curaray River. The park is mainly wooded and is considered a Biosphere Reserve by UNESCO in 1989, and is part of the territory where the Waorani people and the Tagaeri and Taromenane groups are found, tribes never contacted by modern civilization. According to a recent study, Yasuni National Park and the surrounding area are considered to have the largest biodiversity in the world, thanks to its wealth of amphibians, birds, mammals and plants. This park has more species of animals per hectare than the whole of Europe and, always in a single hectare, contains 644 species of trees, which is more than those present in the United States and Canada combined. The site was targeted by oil companies for the large amount of crude oil that was estimated to be present in the subsoil; this and the increase in tourism in the Park area have led to tensions with the indigenous natives of the place, especially with the Waorani, which resulted in violence in 2013 and which led the Waorani themselves to clamor for the intervention of the authority for their protection and for that of their Taromenane “brothers”, still never contacted by civilization.
Other protected areas of particular interest are the Sangay National Park, a World Heritage Site since 1983, the El Cajas National Park, the Podocarpus National Park and the Llanganates Park, located near Baños.
Ultimately, to understand Ecuador’s huge floristic heritage, it is estimated that the total number of plants is between 16,000 and 18,000 species; of these, about 230 families are vascular plants (ferns, lycophytes and various plants belonging to the genus equisetum). The Amazon rainforest represents an extremely rich ecosystem: in just one hectare of Ecuadorian forest there are more than 300 species of trees and climbing plants, most of which are made up of palm trees over 30 m high.
The country is also rich in trees from the finest wood, such as mahogany, ebony, oak, laurel, cinnamon, breadfruit, balsam, almond and some species of flowers such as magnolias and orchids.
The coasts of the country are characterized by a rich ecosystem whose survival, however, is in grave danger: mangrove forests are almost completely disappearing to make way for shrimp farms.

Fauna –
The fauna of Ecuador, as mentioned, is abundant and heterogeneous; among the large species there are bears, jaguars and lynxes; in the coastal areas there are different types of reptiles, including lizards, snakes and crocodiles.
The real wealth of Ecuador, in terms of biodiversity, is found in the Galapagos Islands, a singular habitat thanks to the abundance of unique species of flora and fauna in the world, such as the famous giant tortoises and iguanas, true symbols of the islands.

Guido Bissanti





[:es]

Mapa geográfico de Ecuador

Ecuador es una república presidencial de América del Sur con una extensión territorial de 283.561 km² y una población de 16.866.664 habitantes.
La capital del país es Quito con 2.215.820 habitantes (2010).
Ecuador está ubicado en la parte noroeste de América del Sur, Ecuador limita con Colombia al norte, Perú al este y al sur y el Océano Pacífico al oeste; está atravesado por el ecuador, de donde toma su nombre.
La capital Quito, en 1970, fue declarada Patrimonio de la Humanidad por tener el centro histórico mejor conservado y menos alterado de América Latina.
La ciudad más poblada es Guayaquil, mientras que Cuenca, la tercera ciudad más poblada, es también Patrimonio de la Humanidad, porque es un excelente ejemplo de ciudad planificada al estilo colonial español.
El archipiélago de las Islas Galápagos también se une al Ecuador, ubicado a unos 1.000 km de la costa y particularmente rico en especies endémicas, que en el siglo XIX fueron profundamente estudiadas por el naturalista británico Charles Darwin, quien estaba desarrollando la teoría de la evolución, luego descrita en el famoso libro El origen de las especies.

Geografía –
Desde un punto de vista geográfico, Ecuador limita con Colombia al norte, Perú al este y al sur, mientras que el Océano Pacífico mira al oeste. En la parte norte, el territorio del estado está atravesado por el Ecuador. Desde un punto de vista geográfico podemos distinguir 4 regiones con características muy diferentes: la Costa, la Sierra, El Oriente y la región insular que incluye las Islas Galápagos.
La costa se ubica en la parte occidental del país y se caracteriza por una franja de llanuras costeras de origen aluvial seguido, hacia el interior, por la cordillera de la Cordillera Costanera (máx. 800 m s.n.m.). Una vez la Cordillera estuvo cubierta de bosques, mientras que ahora se explota con vastas plantaciones de plátanos, palmas, cacao y café, que se extienden hasta el pie de los Andes, que más al sur se llama Cordillera Chongón-Colonche. La espesa vegetación de manglares que alguna vez caracterizó la costa ha sido parcialmente eliminada para dar cabida a las granjas de crustáceos en la acuicultura.
En la parte norte de la costa se encuentran los puertos de Esmeraldas, terminal de un oleoducto utilizado para la exportación de petróleo, mientras que el puerto de Manta fue utilizado por la Fuerza Aérea de los Estados Unidos como base de apoyo en la lucha contra el narcotráfico. .
La parte sur de la costa y la península de Santa Elena al oeste de Guayaquil, la ciudad más poblada y principal puerto del estado, pertenecen geográficamente a la zona desértica que se extiende hacia el Perú, mientras que el clima en esta zona es considerablemente más árido que en la región costera norte.
La parte central del Ecuador está atravesada de norte a sur por la cordillera de los Andes; este territorio montañoso, formado por numerosas mesetas, recibe el nombre de Sierra. Consta de dos cadenas paralelas: la Cordillera Central (también llamada Cordillera Real) y la Cordillera Occidental, separadas por un amplio valle cuya altura promedio supera los 2000 m s.n.m. y en el que se ubican las principales ciudades de la zona, incluida Quito, la capital del país, ubicada a unos 2.800 m s.n.m. en una vasta meseta ubicada al pie del volcán Guagua Pichincha.
Los picos ubicados en la parte norte de la Sierra consisten principalmente en volcanes aún activos. En esta zona se encuentra uno de los volcanes activos más altos del mundo, el Cotopaxi (5,897 m s.n.m.). El pico más alto es el monte Chimborazo (6.130 m s.n.m.), un volcán extinto. En la misma zona también se encuentra el volcán Cayambe, el punto más alto del paralelo del Ecuador. También hay numerosos lagos volcánicos como el lago Quilotoa.
El área conformada por las llanuras de la cuenca del río Amazonas ubicada al este de los Andes se denomina El Oriente. En esta gran área (poco menos del 50% de la superficie total del estado) vive poco menos del 5% de la población total. El área está cubierta por un bosque lluvioso impenetrable. Los numerosos ríos que atraviesan esta zona son todos afluentes del río Amazonas: el río Napo (850 km), el río Coca, el río Pastaza, el río Putumayo y el Aguaric. La mayoría de estos nacen en una región andina muy húmeda, ubicada al pie del Cotopaxi.
Finalmente, el área insular que incluye las Islas Galápagos ubicadas en el Océano Pacífico a unos 1000 km del continente. El nombre oficial del archipiélago es Archipélago de Colón, cuya superficie total es de unos 8000 km², más de la mitad de la cual está ocupada por la isla principal, Isabela. Las islas tienen origen volcánico y, dado su aislamiento natural, se ven afectadas por importantes endemismos botánicos y faunísticos, ya reportados por Charles Darwin, en la famosa expedición HMS Beagle. La observación de las diferencias morfológicas destacadas de las islas (especialmente de tortugas y aves terrestres) llevó a Darwin a la elaboración de la teoría revolucionaria de la evolución de las especies.
En cuanto a la hidrografía, cabe destacar que la mayoría de las vías fluviales del Ecuador surgen en los Andes y descienden hacia el Océano Pacífico, al oeste, o hacia el río Amazonas, hacia el este. En la región más ultraperiférica de la costa, los ríos menores son alimentados por las lluvias que van de noviembre a mayo y pueden permanecer secos en la estación seca. Los más largos son una excepción, que, al nacer en la alta montaña, se alimentan tanto del deshielo de las nieves de los picos más altos de la sierra como de las lluvias que caen en la sierra. La costa más interior, en cambio, está atravesada por ríos perennes, y las abundantes lluvias de la temporada invernal a menudo provocan inundaciones que a veces pueden conducir a la formación de pantanos. El principal sistema fluvial del lado Pacífico es el correspondiente a la cuenca del río Guayas que comprende una superficie equivalente a 40.000 km².
En el lado oriental, hacia el río Amazonas, los ríos más importantes son el río Napo, el Putumayo y Pastaza.

Clima –
Ecuador es un país que se caracteriza por una variedad de climas. Esto se debe más a la diferencia de pendientes y morfologías que a la extensión del país.
Podemos dividir los climas del Ecuador en cuatro regiones diferentes, con climas y estaciones contrastantes, condicionados por la altitud y las corrientes oceánicas, ya que al estar en el ecuador la insolación permanece igual durante todo el año, y no es ajeno al clima del Ecuador. . Solo hay dos estaciones y se caracterizan por la abundancia y frecuencia de las lluvias: la estación húmeda se llama invierno y generalmente tiene temperaturas más altas que la estación seca, llamada verano.
La costa, que incluye además de la zona costera también la parte interna del país al oeste de la cordillera de los Andes, se caracteriza por un clima tropical y una temperatura promedio de 25 ° C. La estación húmeda, caracterizada por lluvias copiosas, va de diciembre a mayo, mientras que la estación seca va de junio a noviembre, período en el que las temperaturas bajan algunos grados, cuando soplan corrientes más frías y secas del sur, es decir, la corriente de Humboldt, que viene de la Antártida, significa que la temperatura en la costa es en promedio 5 grados más baja que en invierno, cuando las corrientes ecuatoriales húmedas traen fuertes lluvias.
La sierra tiene un clima más fresco debido a la altitud; la temperatura fluctúa en promedio entre 8 ° C y 20 ° C, con valores máximos entre 22 ° y 30 °. La temporada de lluvias en la sierra generalmente se extiende de octubre a abril. Desde el punto de vista de un europeo o de cualquier otro habitante de zonas templadas, el clima de la sierra parece similar a una primavera o un otoño, como en el mismo Quito, donde durante el día sopla un viento fresco y agradable, seguido de una noche. .hielo que termina cuando sale el sol; a esa altitud el aire es tenue y la diferencia de temperatura entre los lugares al sol y los que están a la sombra es sensible.
El este, que incluye la región amazónica, tiene un clima cálido-húmedo y no está influenciado por las corrientes oceánicas, al estar al este de los Andes, sino por el clima de la cuenca del Amazonas. Las temperaturas medias son de 25 ° C y la temporada de lluvias va de abril a noviembre, aunque, a diferencia de la costa, las precipitaciones están presentes casi todo el año.
Finalmente, el clima de las Islas Galápagos. Aquí el clima es más estable que las regiones continentales de Ecuador, con temperaturas constantes entre 22 y 32 ° C, aunque en ocasiones algunas corrientes frías del Perú pueden hacer bajar la temperatura algunos grados.

Flora-
Ecuador es uno de los países del mundo con mayor porcentaje de biodiversidad; pasa a formar parte de los 17 países denominados megadiversos y tiene la mayor concentración de biodiversidad por km². De hecho, el bioma de selva y selva tropical se extiende sobre gran parte de su territorio, mientras que al oeste, cerca de la costa, se encuentra el bosque de manglar y, en la provincia de Esmeraldas, en una zona denominada Majagual, se encuentran las manglares más altos del mundo. Las Islas Galápagos tienen una gran variedad de especies endémicas, otrora tema de estudio del famoso naturalista inglés Charles Darwin, estudio que le permitió desarrollar la conocida teoría de la evolución. Las islas se han hecho famosas en todo el mundo gracias a las características originales de su fauna, en particular las tortugas. En 1978, la UNESCO declaró las islas y la reserva marina como Patrimonio de la Humanidad, y en 1986, el mar que rodea las islas fue declarado reserva marina. Sin embargo, unos veinte años después, en 2007, la propia UNESCO puso en peligro el ecosistema por factores como la proliferación de especies invasoras y el aumento indiscriminado del turismo y la inmigración. Sin embargo, en 2010, la propia UNESCO eliminó las islas de la lista de sitios en peligro después de que Ecuador mostró un mayor compromiso para abordar los problemas que comprometían la integridad de las Galápagos.
Para proteger este enorme patrimonio natural, Ecuador ha establecido a lo largo de los años una serie de parques y áreas protegidas.
Entre estos recordamos el Parque Nacional Yasuní, que en idioma waorani significa “tierra sagrada”, se extiende sobre un área de 9,820 km y se incluye entre las provincias de Pastaza, Napo y Orellana, entre el río Napo y el río Curaray. . El parque es principalmente arbolado y es considerado Reserva de la Biosfera por la UNESCO en 1989, y es parte del territorio donde se encuentran los pueblos Waorani y los grupos Tagaeri y Taromenane, tribus nunca contactadas por la civilización moderna. Según un estudio reciente, se considera que el Parque Nacional Yasuní y sus alrededores tienen la mayor biodiversidad del mundo, gracias a su riqueza en anfibios, aves, mamíferos y plantas. Este parque tiene más especies de animales por hectárea que toda Europa y, siempre en una sola hectárea, contiene 644 especies de árboles, que es más que las presentes en Estados Unidos y Canadá juntos. El sitio fue el objetivo de las compañías petroleras por la gran cantidad de petróleo crudo que se estimaba estaba presente en el subsuelo; Esto y el incremento del turismo en la zona del Parque han generado tensiones con los indígenas nativos del lugar, especialmente con los Waorani, lo que derivó en violencia en 2013 y que llevó a los propios Waorani a clamar por la intervención de la autoridad para su protección. y por el de sus “hermanos” Taromenane, todavía nunca contactados por la civilización.
Otras áreas protegidas de especial interés son el Parque Nacional Sangay, Patrimonio de la Humanidad desde 1983, el Parque Nacional El Cajas, el Parque Nacional Podocarpus y el Parque Llanganates, ubicado cerca de Baños.
En definitiva, para comprender el enorme patrimonio florístico del Ecuador, se estima que el número total de plantas se encuentra entre 16.000 y 18.000 especies; de estas, unas 230 familias son plantas vasculares (helechos, licófitos y diversas plantas pertenecientes al género equisetum). La selva amazónica representa un ecosistema extremadamente rico: en solo una hectárea de bosque ecuatoriano hay más de 300 especies de árboles y plantas trepadoras, la mayoría de las cuales están formadas por palmeras de más de 30 m de altura.
El país también es rico en árboles de las mejores maderas, como caoba, ébano, roble, laurel, canela, fruta del pan, bálsamo, almendro y algunas especies de flores como magnolias y orquídeas.
Las costas del país se caracterizan por un rico ecosistema cuya supervivencia, sin embargo, corre grave peligro: los manglares están desapareciendo casi por completo para dar paso a las granjas camaroneras.

Fauna –
La fauna del Ecuador, como se mencionó, es abundante y heterogénea; entre las especies grandes se encuentran osos, jaguares y linces; en las zonas costeras existen diferentes tipos de reptiles, entre los que se encuentran lagartos, serpientes y cocodrilos.
La verdadera riqueza del Ecuador, en términos de biodiversidad, se encuentra en las Islas Galápagos, un hábitat singular gracias a la abundancia de especies únicas de flora y fauna en el mundo, como las famosas tortugas gigantes e iguanas, verdaderos símbolos de las islas.

Guido Bissanti





[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *