Passiflora incarnata

Passiflora incarnata

Il frutto della passione (Passiflora incarnata L., 1753) è una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Passifloraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Ordine Violales,
Famiglia Passifloraceae,
Genere Passiflora,
Specie P. incarnata.

Etimologia –
Il termine Passiflora viene da pássio passione e da flos, floris fiore: fiore della Passione, per il suo aspetto che richiama i simboli della Passione di Cristo.
L’epiteto specifico incarnata viene da incárno incarnare, assumere un colore incarnato, per il colore dei frutti maturi.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Passiflora incarnata è una pianta originaria del Nord America orientale e meridionale e presente dal Kansas al New Jersey, dal sud al Texas e alla Florida.
Il suo habitat è quello dei campi, bordi delle strade, file di recinzione e boschi aperti, savana, praterie, dune, terreni coltivati e aree disturbate, in terreni argillosi, argillosi o sabbiosi, da asciutti a mesici, e spesso poveri; ad altitudini fino a 1.000 metri ma di solito al di sotto dei 400 metri.

Descrizione –
La Passiflora incarnata è una pianta erbacea, rampicante, sempreverde, con fusti lunghi e striscianti dotati di molti viticci.
I fusti possono essere lisci o pubescenti.
Le foglie sono alterne e palmate a 3 lobi e occasionalmente a 5 lobi; misurano 6-15 centimetri ed hanno due ghiandole caratteristiche alla base della lamina sul picciolo. I fiori hanno cinque petali bianco-bluastri. Presentano una corona bianca e viola, una struttura di sottili appendici tra i petali e gli stami. Il fiore grande è tipicamente disposto ad anello sopra i petali e i sepali.
I fiori sono impollinati da insetti pronubi e sono autosterili.
L’antesi inizia nel periodo di luglio.
Il frutto è carnoso ed è una bacca giallastra ovale delle dimensioni di un uovo di gallina (fino a 5 cm di diametro); all’inizio è verde, per poi divenire giallo man mano che matura.
Come con altre passiflore, è il cibo di un certo numero di larve di lepidotteri. In molti casi il frutto è molto apprezzato dalla fauna selvatica.
I frutti verdi a forma di uovo “possono scoppiare” quando vengono calpestati (da cui il nome inglese).

Coltivazione –
La Passiflora incarnata è una pianta che si propaga naturalmente, sia per via gamica che agamica, grazie alla capacità di produrre polloni radicali. Le radici carnose di questa specie, oltre a conferirgli un carattere invasivo gli permettono di superare anche gli inverni più freddi. La parte aerea muore annualmente per poi rispuntare verso maggio.
La Passiflora incarnata è di facile coltivazione nella sua area nativa dove è una comune pianta da giardino a bassa manutenzione che può essere allevata per adornare recinzioni e pergolati.
Allo stato selvatico può divenire invasiva negli Stati Uniti sudorientali, da quelli centrali fino all’Illinois, l’Indiana e l’Ohio.
È una pianta che cresce meglio in pieno sole e necessitano di luce solare diretta per almeno metà della giornata. I terreni migliori devono essere ben drenati ma le piante tollerano occasionalmente terreni umidi e acidi. Le piante hanno un’elevata tolleranza alla siccità.
La P. incarnata può essere piantata tutto l’anno nelle aree originarie e lo spazio tra due piante deve essere intorno a 90 – 150 cm.
Sono necessari da uno a due anni prima che inizino a produrre. Ogni fiore ha una vita molto breve (circa un giorno). Il frutto si sviluppa in due o tre mesi.
Il raccolto dipende dalla dimensione e e dall’età della pianta, ma mediamente si possono avere 10-20 frutti per ceppo. I semi possono essere raccolti in autunno dopo che il frutto ha iniziato ad avvizzire.
La pianta può andare soggetta a nematodi e bruchi.
Si ricorda, comunque, che la Passiflora incarnata può potenzialmente diventare un’erba infestante in aree coltivate.
In questo caso si consiglia di controllare meccanicamente rimuovendo regolarmente i polloni per prevenire la diffusione della pianta.
Si raccomanda inoltre di allevare la pianta su graticci e recinzioni per limitare la propagazione.

Usi e Tradizioni –
La Passiflora incarnata è una pianta utilizzata da tempo dai nativi americani. I Cherokee del Tennessee la chiamavano ocoee; il fiume e la valle Ocoee prendono il nome da questa pianta, che è il fiore selvatico dello stato del Tennessee.
Per migliaia di anni questa pianta è stato un alimento base e una pianta medicinale per i Cherokee, fino ad oggi.
La pianta viene tuttora raccolta in natura per uso locale come alimento e medicinale e viene utilizzata come ingrediente in vari preparati cosmetici commerciali. È stata coltivato come coltura da frutto in passato ed è spesso coltivata come pianta ornamentale.
Per uso commestibile si consumano i frutti, sia crudi che cotti in gelatine, marmellate, ecc..
Hanno un sapore dolce ma sono migliori se usati come gelatina.
Hanno un alto contenuto di niacina ma contiene relativamente poca polpa commestibile e molti semi.
Si consumano anche le foglie sia crude che cotte. Si dice che siano deliziose come verdura cotta o consumate in insalata.
Anche i fiori si consumano sia cotti come verdura o sciroppati.
La Passiflora incarnata trova comunque impiego anche come pianta medicinale.
È una erba preziosa sedativa e tranquillizzante con una lunga storia di utilizzo in Nord America.
È frequentemente usata nel trattamento dell’insonnia, dell’epilessia, dell’isteria, ecc..
Le foglie e gli steli sono antispasmodici, astringenti, diaforetici, ipnotici, narcotici, sedativi, vasodilatatori e vengono utilizzati anche nel trattamento dei disturbi femminili.
La pianta è utilizzata nel trattamento dell’insonnia, della tensione nervosa, dell’irritabilità, della nevralgia, della sindrome dell’intestino irritabile, della tensione premestruale e delle perdite vaginali.
Un estratto della pianta deprime i nervi motori del midollo spinale; è anche leggermente sedativo; riduce leggermente la pressione sanguigna e aumenta la frequenza respiratoria.
La pianta non è raccomandata per l’uso durante la gravidanza.
La Passiflora incarnata può avere possibili interazioni con i seguenti farmaci:
– Sedativi;
– Anticoagulanti;
– Inibitori delle monoamino ossidasi.
Dal punto di vista fitochimico la pianta contiene alcaloidi e flavonoidi che sono un efficace sedativo che non crea dipendenza e che non provoca sonnolenza.
La pianta contiene flavonoidi e alcaloidi, con le foglie che contengono la maggiore concentrazione di flavonoidi. Altri flavonoidi presenti in P. incarnata includono crisina, apigenina, luteolina, quercetina, kaempferolo e isovitexina.
Sono presenti in P. incarnata i polifenoli appartenenti principalmente alla classe dei flavoni C-glucoside e questi fenoli e flavonoidi hanno elevate potenziali proprietà antiossidanti che mostrano una significativa attività scavenger dei radicali liberi.

Modalità di Preparazione –
La Passiflora incarnata viene raccolta dopo che alcune bacche sono maturate e quindi essiccata per un uso successivo.
Le foglie, le infiorescenze e le infruttescenze sono usate per fare infusi e tisane; hanno effetto simile alla camomilla, grazie alla presenza dell’alcaloide indolico passiflorina. Pertanto, tali tisane (spesso associate con valeriana e luppolo) vengono utilizzate per migliorare: stati d’ansia, agitazione nervosa, lievi insonnie e disturbi gastrointestinali di origine nervosa.
Dalle radici si ottiene un impiastro che viene applicato su foruncoli, tagli, mal d’orecchi, infiammazioni, ecc..
La pianta essiccata viene esportata dall’America all’Europa per uso medicinale.
Dalla pianta si ottiene un rimedio omeopatico.
Un estratto dell’intera pianta viene utilizzato come ingrediente nelle preparazioni cosmetiche commerciali, come astringente.
Sia l’estratto dei fiori che del frutto sono entrambi usati come ingredienti nelle preparazioni cosmetiche commerciali come balsami e protettori della pelle.
L’olio estratto dal seme viene utilizzato come ingrediente in preparati cosmetici commerciali come protettore della pelle.
Dai semi essiccati e macinati si ottiene una polvere che viene utilizzata come ingrediente in preparati cosmetici commerciali come abrasivo e balsamo per la pelle.
La passiflora è utilizzata come agente aromatizzante naturale nella produzione alimentare ed è generalmente riconosciuta come sostanza sicura (GRAS).
La P. incarnata è anche elencata nel registro europeo additivo per mangimi.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




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