Otiorhynchus rugosostriatus

Otiorhynchus rugosostriatus

L’Oziorrinco della fragola (Otiorhynchus rugosostriatus Goeze, 1777) è un coleottero appartenente alla famiglia dei Curculionidae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Animalia,
Sottoregno Eumetazoa,
Phylum Arthropoda,
Subphylum Tracheata,
Superclasse Hexapoda,
Classe Insecta,
Sottoclasse Pterygota,
Coorte Endopterygota,
Superordine Oligoneoptera,
Sezione Coleopteroidea,
Ordine Coleoptera,
Sottordine Polyphaga,
Infraordine Cucujiformia,
Superfamiglia Curculionoidea,
Famiglia Curculionidae,
Genere Otiorhynchus,
Specie O. rugosostriatus.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
L’oziorrinco della fragola è un insetto diffuso in un vasto areale che comprende nord America, sud America (in particolare Cile), Europa, fino ai paesi scandinavi ed Australia.
Questo insetto, attraverso lo stadio larvale, interessa varie piante tra cui fragola, altre piante erbacee, arbustive ed arboree agricole, ornamentali e forestali.

Morfologia –
L’ Otiorhynchus rugosostriatus allo stadio adulto misura circa 7 mm, con colorazione nerastra e corpo massiccio e con il tipico rostro allungato ed hanno abitudini notturne.
Le larve sono apode, di colore biancastre con capo ocraceo-brunastro; il corpo è massiccio e tipicamente incurvato a “C”.

Attitudine e Ciclo biologico –
L’Oziorrinco della fragola è un coleottero che sverna nel terreno allo stadio larvale. Raggiunge la maturità nella primavera successiva, dopodiché gli adulti sfarfallano nel periodo di giugno; la popolazione adulta è rappresentata quasi esclusivamente da femmine partenogenetiche che ovidepongono in tempi successivi, alla base delle piante. Nel periodo estivo da queste uova nascono le larve che provocano i danni descritti e che sono destinate a svernare.
L’Oziorrinco compie, pertanto una sola generazione all’anno.
I danni alle colture sono causati soprattutto dall’attività trofica delle larve, che penetrano nell’apparato radicale scavando vere e proprie gallerie; durante questa attività mangiano le radici fino a spezzarle.
Le piante così attaccate presentano un accrescimento stentato, appassiscono e avvizziscono. Gli stadi adulti di questa specie provocano lievi danni sui margini fogliari, attraverso la nutrizione che si manifesta con l’erosione delle foglie.

Ruolo Ecologico –
La lotta contro l’ Otiorhynchus rugosostriatus un tempo era prevalentemente di tipo chimico.
Questa veniva effettuata al momento dello sfarfallamento delle femmine partenogenetiche e comunque prima della ovideposizione, mediante trattamenti all’apparato aereo.
Tuttavia la lotta chimica diretta alle larve è molto difficoltosa perché esse sono nascoste nella rizosfera o dentro alle nicchie del rizoma; pertanto non viene piùattuata.
Negli ultimi anni si sono a messi a punto sistemi di lotta biologica tramite Nematodi entomoparassiti del genere Heterorhabditis. Questi Nematodi vengono commercializzati come:
– forme infestanti formulate su argille (Attapulgite), o sostanze tipo “gel”, oppure (negli USA) parzialmente disidratate per via osmotica;
– supporto organico umido inoculato con i Nematodi (terriccio), da utilizzare mescolandolo ai terricci di coltivazione, secondo proporzioni indicate volta per volta, oppure da aggiungere, appena interrato, ai terreni in sito;
– granuli dispersibili in acqua contenenti Nematodi in uno stato di dormienza coformulati con inerti;
– su supporti inerti, es. “spugnette” di gommapiuma contenenti i Nematodi, da diluire opportunamente in acqua.
Questi nematodi vengono distribuiti, generalmente in sospensione acquosa, su substrati molto umidi in ragione di circa 40.000-50.000 unità per pianta. I nematodi utilizzati, dopo accurata irrigazione, attueranno una ricerca attiva delle larve del fitofago.
Il contenimento contro questo insetto, inoltre, deve essere attuato, oltre che con sistemi di lotta biologica, con sistemi di agroecologia aumentando le consociazioni delle colture con specie che non interessano l’oziorrinco, con maggiori rotazioni e con un aumento complessivo della biodiversità dei campi coltivati.

Guido Bissanti

Fonti
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Russo G., 1976. Entomologia Agraria. Parte Speciale. Liguori Editore, Napoli.
– Tremblay E., 1997. Entomologia applicata. Liguori Editore, Napoli.

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