Stevioside

Stevioside

Lo stevioside, il cui termine nella nomenclatura ufficiale IUPAC è: beta-D-glucopiranosil- (1R,4aS,7S,8aR,10aS)-7-(2-O-(beta-D-glucopiranosil) alfa-D-glucopiranosilossi) 1,4a-dimetil-12-metileneperidro 7,8a-etanofenantren-1-carbossilato, è un composto presente nelle foglie della pianta di Stevia (Stevia rebaudiana Bertoni).
Lo stevioside o Zucchero di stevia ha formula bruta o molecolare: C38H60O18.
Lo stevioside fu scoperto nel 1931 da due chimici francesi che riuscirono ad isolare due composti dolcificanti dalle foglie di Stevia, che vennero chiamati stevioside e rebaudioside. Anni dopo, i giapponesi intuirono l’utilità dello stevioside come dolcificante in luogo del saccarosio e delle sue alternative artificiali.
Questa sostanza è responsabile del sapore dolce delle foglie, uso per cui la pianta è utilizzata come edulcorante dalle popolazioni autoctone centro e sudamericane.
Il potere dolcificante dello stevioside è circa 300 volte quello del saccarosio, ed è impiegato in Giappone e in Europa come dolcificante per bibite dietetiche, in quanto ha zero calorie e indice glicemico nullo.
Lo stevioside non è utilizzabile nell’uso industriale della produzione di alimenti negli Stati Uniti in quanto non consentito dalla legge.
La molecola dello stevioside contiene tre β-glucosi, che in alcuni studi in vitro vengono idrolizzati e rimossi da parte della flora batterica intestinale umana, producendo lo steviolo.
Nonostante lo stevioside, al pari del suo metabolita steviolo, sia un agente mutageno riconosciuto, secondo alcuni studi di per sé non mostrerebbe effetti cancerogeni; non è chiaro inoltre se tale metabolita venga effettivamente assorbito durante la metabolizzazione in vivo dello stevioside.

Inoltre da studi statistici effettuati presso le popolazioni che fanno uso di foglie di stevia e derivati, tra cui il Giappone, non esisterebbe una marcata evidenza statistica di tumori riconducibili allo steviolo. Tale considerazione è, inoltre, confermata dallo studio dell’università di Berkeley in vivo.
Da alcune ricerche si è appurato che lo stevioside ridurrebbe la glicemia stimolando la produzione di insulina, confermando la sua utilità nella cura per il diabete, scopo per cui la stevia viene utilizzata da secoli in Paraguay.
Infatti, aldilà dell’elevato potere dolcificante, una caratteristica fondamentale della Stevia è che i glicosidi in essa contenuti non vengono assorbiti e come tali non hanno alcun effetto significativo, sui livelli glicemici. A livello intestinale, tuttavia, i batteri del colon possono degradare lo stevioside a steviolo, che viene prontamente assorbito dalla parete enterica, inattivato dal fegato ed immediatamente espulso con le urine.

Avvertenza: le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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