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Stevia rebaudiana

La Stevia (Stevia rebaudiana Bertoni) è una specie erbaceo-arbustiva perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al Dominio Eukaryota, Regno Plantae, Superdivisione Spermatophyta, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Sottoclasse Asteridae, Ordine Asterales, Famiglia Asteraceae, Sottofamiglia Asteroideae, Tribù Eupatorieae e quindi al Genere Stevia ed alla Specie S. rebaudiana.
È sinonimo il termine Eupatorium rebaudianum Bertoni.

Etimologia –
Il termine Stevia fu dedicato da Antonio José Cavanilles y Palop al medico, umanista e botanico prelinneano valenciano, Pedro Jaime Esteve (Petrus Jacobus Stevus ~1500-1556) che studiò la Stevia come edulcorante naturale.
L’epiteto specifico rebaudiana è stato attribuito in onore del chimico paraguayano Ovidio Rebaudi (1860-1931) che per primo nel 1899 condusse le analisi chimiche per chiarire le proprietà dolcificanti di questa pianta, su invito del botanico svizzero Mosè Giacomo Bertoni che gli dedicò la specie.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Stevia rebaudiana è una pianta originaria della valle del Rio Monday nel Nord-est del Paraguay ed oggi coltivata estesamente e consumata in Thailandia, Israele e Cina, e in genere in tutta l’America meridionale, dove è usata da secoli come dolcificante ma soprattutto come pianta medicinale. Attualmente, da quando il 14 aprile 2010 l’Unione Europea ha permesso l’uso di questo dolcificante come additivo alimentare, la sua coltivazione è in espansione in Europa così come in altri Paesi dove gradualmente se ne sta consentendo l’uso. Il suo habitat è rappresentato dalle aree con temperature più calde, su terreni poveri, sabbiosi, con falda idrica superficiale, ai margini delle paludi e delle praterie.

Descrizione –
La Stevia rebaudiana è una specie perenne, o semi perenne in funzione del cima di crescita, con un altezza media di mezzo metro circa.
Le foglie sono ovate, opposte ed i fiori sono piccoli, numerosi, di colore biancastro, ermafroditi ed impollinati dagli insetti.
L’antesi avviene nel periodo tardo-autunnale.

Coltivazione –
La Stevia rebaudiana cresce, in natura, su terreni poveri, sabbiosi, con falda idrica superficiale. La temperatura di coltivazione ottimale è intorno ai 23°C ma si tratta di una pianta che resiste bene a valori prossimi allo 0°C.
È una specie che ha elevate esigenze di potassio e azoto, oltre a ferro e manganese tra i microelementi. Mediamente per la produzione di circa 7500 kg di biomassa si asportano 180 kg/ha di potassio, 105 kg/ha di azoto e 23 kg/ha di fosforo.
Importante è l’apporto irriguo che va assicurato dopo il trapianto e prima della raccolta delle foglie. Dove il clima permette un secondo raccolto è indispensabile un’irrigazione post-raccolta per favorire l’emissione di ricacci. Successivamente, durante la stagione secca bisogna provvedere ad irrigazioni di soccorso.
La pianta si riproduce solitamente per seme, e si moltiplica per talea con una buona percentuale di successo. I semi, essendo molto piccoli, prima della semina vengono normalmente mescolati con della sabbia per evitare una distribuzione troppo fitta. La percentuale di germinazione è modesta. Si consiglia di non far seccare il terriccio durante la germinazione. Le piantine vengono trapiantate individualmente quando hanno messo il secondo paio di vere foglie, mettendole a dimora all’esterno dopo le ultime gelate, e fornendo loro una certa protezione fin quando la pianta è ben avviata.
In Italia il periodo migliore per il trapianto ricade nel mese di aprile per le temperature miti e le frequenti piogge che assicurano un buon attecchimento delle piantine ed uno sviluppo uniforme.
Le piantine vanno messe a dimora con densità di 5-6 piante per metro quadrato e con una interfila di 60 cm. Di norma si ottengono 2 raccolti di cui il primo nel mese di luglio ed il secondo generalmente più abbondante in settembre-ottobre.

Usi e Tradizioni –
Le prime notizie sull’esistenza di questa pianta risalgono al suo uso da parte degli indigeni Guaranì che la chiamavano col nome di caà-ehe (erba dolce) e la utilizzavano per coprire il gusto amaro dell’Ilex paraguayensis con cui si preparava un infuso chiamato: “Mate” (il the del Paraguay) leggermente eccitante per un basso contenuto di caffeina.
Ma la stevia, conosciuta da molti popoli dell’area geografica sudamericana da diversi millenni, oltre che per il potere dolcificante delle sue foglie, è stata utilizzata da secoli, ed è usata ancora oggi, per le proprietà medicinali, come antinfiammatoria e antiossidante.
Di tutte le circa 150 specie di Stevia la rebaudiana è l’unica con importanti proprietà dolcificanti, infatti le foglie di questa pianta contengono un insieme complesso di glicosidi di terpenici, sostanze che sono caratterizzate dalla presenza nella loro struttura di 3 molecole di glucosio. Dei 4 edulcoranti (stevioside, rebaudioside A, rebaudioside C, dulcoside A), che si trovano in concentrazioni maggiori nelle foglie, lo stevioside (3-10% del peso secco delle foglie) e il rebaudioside A (1-3%) hanno un potere dolcificante rispettivamente di 110-270 e 180-400 volte superiore rispetto al saccarosio.
Contrariamente allo zucchero i principi attivi non hanno alcun potere nutrizionale (zero calorie), e sono relativamente stabili nel tempo e alle alte temperature, per cui conservano perfettamente le loro caratteristiche anche in prodotti da forno o in bevande calde, diversamente da altri dolcificanti di sintesi come l’aspartame, che subisce degradazione.
L’uso della Stevia rebaudiana, nei prodotti alimentari, è stato in passato limitato in Europa e negli USA dato che alcuni suoi componenti alle dosi testate, come lo steviolo e lo stevioside, erano considerati genotossici. In seguito a ciò la Food and Drug Administration (FDA) ne ammise l’uso solo come integratore dietetico, ma non come ingrediente o additivo alimentare. Infine la FDA approvò il rebaudioside come Food Additive nel 2008. A livello Europeo l’EFSA, il 14 aprile 2010 ha approvato l’uso della stevia come Food Additive, così come è accettato in Svizzera, e storicamente in tutti Paesi latino-americani.
Inoltre a luglio 2012 è stata autorizzata la produzione e la vendita della Stevia all’interno dell’Unione Europea come dolcificante alimentare. La Direzione generale Salute e tutela dei consumatori della Commissione Europea ha approvato il regolamento degli estratti di stevia (glicosidi steviolici) da usare come dolcificante a livello europeo.
Il possibile uso della stevia, in paesi diversi da quelli di origine, ha prodotto notevoli controversie e contestazioni, facendo ipotizzare una cospirazione commerciale, interessata a contrastarne l’uso, per favorire i dolcificanti artificiali.
Di fatto questa pianta è normalmente consumata in molti Paesi, di cui in alcuni da molto tempo e senza particolari problemi.
Esaminando tali dati provenienti dai Paesi che ne fanno uso corrente, anche da molto tempo, la FAO e l’OMS hanno stabilito una “dose massima giornaliera” di steviolo di 2 mg/kg peso corporeo. Questo limite, nello studio della FAO, presenta un fattore di sicurezza 200, ossia è 200 volte inferiore alle quantità che possono essere considerate “eccessive”, e quindi influenti negativamente sulla salute.
Considerando il contenuto medio degli estratti, risulterebbe che una foglia fresca, o un quarto di cucchiaino di foglie essiccate, corrispondono a un cucchiaio di zucchero (durante l’essiccazione il peso della pianta fresca si riduce dell’80%).
La stevia viene oggi usata nella Coca Cola in Giappone come dolcificante per la Coca Cola Light (Diet Coke).
La Stevia può essere utilizzata, sia sotto forma di foglie fresche che in polvere, estratto disidratato o concentrato liquido di estrazione acquosa e/o idroalcolica, come dolcificante a zero calorie.
Questi prodotti hanno impieghi simili ai dolcificanti artificiali a basso contenuto calorico e sono utilizzati soprattutto come dolcificanti per migliorare il gusto di alimenti e bevande non alzano il livello di glucosio nel sangue.
La Stevia rebaudiana viene usata in medicina come agente anti-iperglicemico per la cura di patologie della pelle, nel trattamento dell’ipertensione per la sua azione cardiotonica e per molte altre patologie.

Modalità di Preparazione –
Quando la Stevia viene usata in cucina come prodotto puro, va dosata con parsimonia, accuratamente misurata nelle quantità, perché il suo retrogusto dolciastro persistente potrebbe essere troppo forte.
Bisogna considerare infatti che un cucchiaino da caffè pieno di stevia pura, che equivale a circa 2,5 grammi di prodotto, è pari a 800 grammi di zucchero, ovvero più del doppio delle quantità che solitamente servono per fare una torta.
Praticamente, per fare il pan di spagna, potrebbe bastare anche poco più di mezzo cucchiaino da caffè di stevia pura.
In ogni caso nelle confezioni contenti stevia sono solitamente indicate le modalità d’uso, da seguire nei singoli casi e per preparazioni specifiche di:torte, biscotti o altro.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.





[:en]

Stevia rebaudiana

Stevia (Stevia rebaudiana Bertoni) is a perennial herbaceous-shrub species belonging to the Asteraceae family.

Systematics –
From a systematic point of view, it belongs to the Eukaryota Domain, United Plantae, Spermatophyta Superdivision, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Asteridae Subclass, Asterales Order, Asteraceae Family, Asteroideae Subfamily, Eupatorieae Tribe and then to the genus Stevia and to the S. rebaudiana Species.
The term Eupatorium rebaudianum Bertoni is synonymous.

Etymology –
The term Stevia was dedicated by Antonio José Cavanilles y Palop to the Valencian prelinnean physician, humanist and botanist, Pedro Jaime Esteve (Petrus Jacobus Stevus ~ 1500-1556) who studied Stevia as a natural sweetener.
The specific epithet rebaudiana was attributed in honor of the Paraguayan chemist Ovidio Rebaudi (1860-1931) who first conducted the chemical analysis in 1899 to clarify the sweetening properties of this plant, at the invitation of the Swiss botanist Moses Giacomo Bertoni who dedicated the species.

Geographical Distribution and Habitat –
Stevia rebaudiana is a plant native to the Rio valley Monday in the northeast of Paraguay and today cultivated extensively and consumed in Thailand, Israel and China, and generally throughout South America, where it has been used for centuries as a sweetener but above all as a medicinal plant. Currently, since the European Union allowed the use of this sweetener as a food additive on April 14, 2010, its cultivation is expanding in Europe as well as in other countries where it is gradually being allowed to be used. Its habitat is represented by the areas with warmer temperatures, on poor, sandy soils, with a superficial water bed, on the margins of the marshes and grasslands.

Description –
Stevia rebaudiana is a perennial species, or perennial seeds depending on the growth top, with an average height of about half a meter.
The leaves are ovate, opposite and the flowers are small, numerous, of whitish color, hermaphrodite and pollinated by insects.
Antesis occurs in the late autumn period.

Cultivation –
Stevia rebaudiana grows, in nature, on poor, sandy soils, with a shallow water table. The optimum cultivation temperature is around 23 ° C but it is a plant that is resistant to values ​​close to 0 ° C.
It is a species that has high demands on potassium and nitrogen, as well as iron and manganese among microelements. On average, for the production of about 7500 kg of biomass 180 kg / ha of potassium, 105 kg / ha of nitrogen and 23 kg / ha of phosphorus are removed.
Important is the irrigation contribution that must be ensured after the transplant and before the collection of the leaves. Where the climate allows a second harvest, post-harvest irrigation is essential to encourage the release of sprouts. Subsequently, during the dry season it is necessary to provide emergency irrigation.
The plant usually reproduces by seed, and multiplies by cuttings with a good success rate. The seeds, being very small, are usually mixed with sand before sowing to avoid too thick a distribution. The percentage of germination is modest. It is advisable not to dry the soil during germination. The seedlings are transplanted individually when they put the second pair of real leaves, planting them outside after the last frosts, and providing them with some protection until the plant is well underway.
In Italy the best period for transplanting falls in the month of April due to the mild temperatures and the frequent rains that ensure a good rooting of the seedlings and a uniform development.
The plants should be planted with a density of 5-6 plants per square meter and with an inter-row spacing of 60 cm. Normally 2 harvests are obtained, the first of which in July and the second generally more abundant in September-October.

Uses and Traditions –
The first information on the existence of this plant dates back to its use by the indigenous Guarani who called it with the name of caà-ehe (sweet grass) and used it to cover the bitter taste of the Ilex paraguayensis with which it was prepared an infusion called : “Mate” (the tea of ​​Paraguay) slightly exciting for a low caffeine content.
But stevia, known by many peoples of the South American geographical area for several millennia, as well as for the sweetening power of its leaves, has been used for centuries, and is still used today, for its medicinal properties, as an anti-inflammatory and antioxidant.
Of all the approximately 150 species of Stevia the rebaudiana is the only one with important sweetening properties, in fact the leaves of this plant contain a complex set of terpenic glycosides, substances that are characterized by the presence in their structure of 3 molecules of glucose. Of the 4 sweeteners (stevioside, rebaudioside A, rebaudioside C, dulcoside A), which are found in higher concentrations in the leaves, stevioside (3-10% of the dry weight of the leaves) and rebaudioside A (1-3%) have a sweetening power of 110-270 and 180-400 times respectively compared to sucrose.
Unlike sugar, the active ingredients have no nutritional power (zero calories), and are relatively stable over time and at high temperatures, so they perfectly preserve their characteristics even in baked goods or hot drinks, unlike other synthetic sweeteners as aspartame, which undergoes degradation.
The use of Stevia rebaudiana, in food products, has been limited in the past in Europe and the USA since some of its components at the tested doses, such as steviol and stevioside, were considered genotoxic. Following this, the Food and Drug Administration (FDA) admitted its use only as a dietary supplement, but not as an ingredient or food additive. Finally, the FDA approved rebaudioside as a Food Additive in 2008. At European level, EFSA approved the use of stevia as Food Additive on April 14, 2010, as it is accepted in Switzerland, and historically in all Latin American countries.
Furthermore, in July 2012, the production and sale of Stevia within the European Union as a food sweetener was authorized. The European Commission’s Health and Consumer Protection Directorate-General has approved the regulation of stevia extracts (steviol glycosides) to be used as a sweetener at European level.
The possible use of stevia, in countries other than those of origin, has produced considerable controversies and disputes, suggesting a commercial conspiracy, interested in contrasting its use, to favor artificial sweeteners.
In fact, this plant is normally consumed in many countries, some of which have been in use for some time and without any particular problems.
Examining such data from countries that use it commonly, even for a long time, FAO and WHO have established a “maximum daily dose” of steviol of 2 mg / kg body weight. This limit, in the FAO study, presents a safety factor of 200, ie it is 200 times lower than the quantities that can be considered “excessive”, and therefore negatively affecting health.
Considering the average content of the extracts, it would appear that a fresh leaf, or a quarter of a teaspoon of dried leaves, corresponds to a tablespoon of sugar (during drying the weight of the fresh plant is reduced by 80%).
Stevia is now used in Coca Cola in Japan as a sweetener for Coca Cola Light (Diet Coke).
Stevia can be used both in the form of fresh leaves and in powder form, dehydrated extract or aqueous and / or hydro-alcoholic liquid extraction concentrate, as a zero-calorie sweetener.
These products have similar uses as artificial low-calorie sweeteners and are used mainly as sweeteners to improve the taste of food and beverages do not raise the level of glucose in the blood.
Stevia rebaudiana is used in medicine as an anti-hyperglycemic agent for the treatment of skin diseases, in the treatment of hypertension due to its cardiotonic action and for many other diseases.

Preparation Mode –
When Stevia is used in the kitchen as a pure product, it should be dosed sparingly, accurately measured in quantity, because its persistent sweetish aftertaste may be too strong.
It must be considered that a teaspoon full of pure stevia, which is equivalent to about 2.5 grams of product, is equal to 800 grams of sugar, or more than twice the quantity that is usually used to make a cake.
Practically, to make sponge cake, it could be enough just over half a teaspoon of pure stevia.
In any case, in the packaging containing stevia the methods of use are usually indicated, to be followed in individual cases and for specific preparations of: cakes, biscuits or other.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Treben M., 2000. Health from the Pharmacy of the Lord, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (edited by), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.

Attention: Pharmaceutical applications and food uses are indicated for informational purposes only, do not in any way represent a medical prescription; therefore no responsibility is assumed for their use for curative, aesthetic or food purposes.





[:es]

Stevia rebaudiana

La Stevia (Stevia rebaudiana Bertoni) es una especie de arbusto herbáceo perenne perteneciente a la familia Asteraceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático, pertenece al dominio Eukaryota, United Plantae, Spermatophyta Superdivision, Magnoliophyta Division, Magnoliopsida Class, Asteridae Subclass, Asterales Order, Asteraceae Family, Asteroideae Subfamily, Eupatorieae Tribe y luego al género Stevia y a la S. rebaudiana Species.
El término Eupatorium rebaudianum Bertoni es sinónimo.

Etimología –
El término Stevia fue dedicado por Antonio José Cavanilles y Palop al médico, humanista y botánico preliniano valenciano, Pedro Jaime Esteve (Petrus Jacobus Stevus ~ 1500-1556) que estudió la Stevia como edulcorante natural.
El epíteto específico rebaudiana se atribuyó en honor al químico paraguayo Ovidio Rebaudi (1860-1931), quien fue el primero en realizar análisis químicos en 1899 para aclarar las propiedades edulcorantes de esta planta, por invitación del botánico suizo Moses Giacomo Bertoni, quien dedicó el especies.

Distribución geográfica y hábitat –
Stevia rebaudiana es una planta nativa del valle de Río el lunes en el noreste de Paraguay y hoy se cultiva ampliamente y se consume en Tailandia, Israel y China, y en general en toda América del Sur, donde se ha utilizado durante siglos como edulcorante, pero sobre todo como planta medicinal Actualmente, dado que la Unión Europea permitió el uso de este edulcorante como aditivo alimentario el 14 de abril de 2010, su cultivo se está expandiendo en Europa, así como en otros países donde se está permitiendo su uso gradual. Su hábitat está representado por las áreas con temperaturas más cálidas, en suelos pobres y arenosos, con una superficie de aguas poco profundas, en los bordes de las marismas y praderas.

Descripción –
Stevia rebaudiana es una especie perenne, o semillas perennes, dependiendo de la cima del crecimiento, con una altura promedio de aproximadamente medio metro.
Las hojas son ovadas, opuestas y las flores son pequeñas, numerosas, de color blanquecino, hermafroditas y polinizadas por insectos.
Antesis ocurre a fines del otoño.

Cultivo –
Stevia rebaudiana crece, en la naturaleza, en suelos pobres y arenosos, con una capa freática poco profunda. La temperatura óptima de cultivo es de alrededor de 23 ° C, pero es una planta resistente a valores cercanos a 0 ° C.
Es una especie que tiene altas demandas de potasio y nitrógeno, así como de hierro y manganeso entre los microelementos. En promedio, para la producción de aproximadamente 7500 kg de biomasa se eliminan 180 kg / ha de potasio, 105 kg / ha de nitrógeno y 23 kg / ha de fósforo.
Importante es el aporte de riego que debe garantizarse después del trasplante y antes de la recolección de las hojas. Cuando el clima permite una segunda cosecha, el riego posterior a la cosecha es esencial para alentar la liberación de brotes. Posteriormente, durante la estación seca es necesario proporcionar riego de emergencia.
La planta generalmente se reproduce por semilla y se multiplica por esquejes con una buena tasa de éxito. Las semillas, que son muy pequeñas, generalmente se mezclan con arena antes de sembrar para evitar una distribución demasiado espesa. El porcentaje de germinación es modesto. Es aconsejable no secar el suelo durante la germinación. Las plántulas se trasplantan individualmente cuando ponen el segundo par de hojas reales, las plantan afuera después de las últimas heladas y les brindan algo de protección hasta que la planta está en marcha.
En Italia, el mejor período para el trasplante cae en el mes de abril debido a las temperaturas suaves y las lluvias frecuentes que aseguran un buen enraizamiento de las plántulas y un desarrollo uniforme.
Las plantas deben plantarse con una densidad de 5-6 plantas por metro cuadrado y con un espacio entre hileras de 60 cm. Normalmente se obtienen 2 cosechas, la primera en julio y la segunda generalmente más abundante en septiembre-octubre.

Usos y Tradiciones –
La primera información sobre la existencia de esta planta se remonta a su uso por los indígenas guaraníes que la llamaron con el nombre de caà-ehe (hierba dulce) y la usaron para cubrir el sabor amargo del Ilex paraguayensis con el que se preparó una infusión llamada : “Mate” (el té de Paraguay) ligeramente emocionante por un bajo contenido de cafeína.
Pero la stevia, conocida por muchos pueblos de la zona geográfica de América del Sur durante varios milenios, así como por el poder edulcorante de sus hojas, se ha utilizado durante siglos y todavía se usa hoy en día, por sus propiedades medicinales, como antiinflamatorio y antioxidante.
De todas las aproximadamente 150 especies de Stevia, la rebaudiana es la única con propiedades edulcorantes importantes, de hecho, las hojas de esta planta contienen un conjunto complejo de glucósidos terpénicos, sustancias que se caracterizan por la presencia en su estructura de 3 moléculas de glucosa. De los 4 edulcorantes (esteviósido, rebaudiósido A, rebaudiósido C, dulcósido A), que se encuentran en concentraciones más altas en las hojas, el esteviósido (3-10% del peso seco de las hojas) y el rebaudiósido A (1-3%) tienen un poder edulcorante de 110-270 y 180-400 veces respectivamente en comparación con la sacarosa.
A diferencia del azúcar, los ingredientes activos no tienen poder nutricional (cero calorías) y son relativamente estables en el tiempo y a altas temperaturas, por lo que conservan perfectamente sus características incluso en productos horneados o bebidas calientes, a diferencia de otros edulcorantes sintéticos. como aspartamo, que sufre degradación.
El uso de Stevia rebaudiana, en productos alimenticios, ha sido limitado en el pasado en Europa y los EE. UU. Ya que algunos de sus componentes a las dosis probadas, como el esteviol y el esteviósido, se consideraron genotóxicos. Después de esto, la Administración de Alimentos y Medicamentos (FDA) admitió su uso solo como un suplemento dietético, pero no como un ingrediente o aditivo alimentario. Finalmente, la FDA aprobó el rebaudiósido como aditivo alimentario en 2008. A nivel europeo, la EFSA aprobó el uso de stevia como aditivo alimentario el 14 de abril de 2010, tal como se acepta en Suiza, e históricamente en todos los países latinoamericanos.
Además, en julio de 2012, se autorizó la producción y venta de Stevia en la Unión Europea como edulcorante de alimentos. La Dirección General de Salud y Protección del Consumidor de la Comisión Europea ha aprobado la regulación de los extractos de stevia (glucósidos de esteviol) para ser utilizados como edulcorantes a nivel europeo.
El posible uso de stevia, en países distintos de los de origen, ha generado considerables controversias y disputas, lo que sugiere una conspiración comercial, interesada en contrastar su uso, para favorecer a los edulcorantes artificiales.
De hecho, esta planta se consume normalmente en muchos países, algunos de los cuales han estado en uso durante algún tiempo y sin ningún problema en particular.
Examinando dichos datos de países que los usan comúnmente, incluso durante mucho tiempo, la FAO y la OMS han establecido una “dosis diaria máxima” de esteviol de 2 mg / kg de peso corporal. Este límite, en el estudio de la FAO, presenta un factor de seguridad de 200, es decir, es 200 veces menor que las cantidades que pueden considerarse “excesivas” y, por lo tanto, afecta negativamente a la salud.
Considerando el contenido promedio de los extractos, parecería que una hoja fresca, o un cuarto de cucharadita de hojas secas, corresponde a una cucharada de azúcar (durante el secado, el peso de la planta fresca se reduce en un 80%).
Stevia ahora se usa en Coca Cola en Japón como edulcorante de Coca Cola Light (Coca-Cola Light).
La stevia se puede usar tanto en forma de hojas frescas como en polvo, extracto deshidratado o concentrado de extracción líquido acuoso y / o hidroalcohólico, como edulcorante sin calorías.
Estos productos tienen usos similares a los edulcorantes artificiales bajos en calorías y se utilizan principalmente como edulcorantes para mejorar el sabor de los alimentos y las bebidas no elevan el nivel de glucosa en la sangre.
Stevia rebaudiana se usa en medicina como un agente anti-hiperglucémico para el tratamiento de enfermedades de la piel, en el tratamiento de la hipertensión debido a su acción cardiotónica y para muchas otras enfermedades.

Modo de preparación –
Cuando Stevia se usa en la cocina como un producto puro, debe dosificarse con moderación, medirse con precisión en cantidad, porque su sabor dulce persistente puede ser demasiado fuerte.
Debe tenerse en cuenta que una cucharadita llena de stevia pura, que equivale a aproximadamente 2.5 gramos de producto, equivale a 800 gramos de azúcar, o más del doble de la cantidad que generalmente se usa para hacer un pastel.
Prácticamente, para hacer bizcocho, podría ser suficiente un poco más de media cucharadita de stevia pura.
En cualquier caso, en el envase que contiene stevia, los métodos de uso generalmente están indicados, a seguir en casos individuales y para preparaciones específicas de: pasteles, galletas u otros.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las Regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Treben M., 2000. Salud de la farmacia del Señor, consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (editado por), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.

Atención: las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimentarios están indicados solo con fines informativos, de ninguna manera representan una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimenticios.





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