Culmo

Culmo

Con il termine culmo, in botanica, si intende il fusto o caule, generalmente erbaceo, delle graminacee e di altre monocotiledoni, caratteristicamente articolato, fistoloso, vuoto negli internodi, solido soltanto ai nodi.
Il suo termine proviene dal latino culmus. Questo è nettamente suddiviso in nodi ed internodi (frequentemente cavi).
Dai nodi del culmo prendono il via le foglie (una per nodo). I nodi sono molto ravvicinati alla base del culmo e vanno distanziandosi mano a mano che ci si allontana dal terreno. Questo perché il meccanismo di accrescimento primario della pianta è basato appunto sulla crescita dei nodi ed il conseguente allontanamento degli internodi. Dai primi nodi (molto ravvicinati) si formano nuovi culmi. Questo aspetto consente alla pianta di accrescersi in larghezza a formare cespi più o meno compatti. È particolarmente rilevante se si considera lo sfalcio (da parte dell’uomo o in seguito a pascolamento).
In alcune piante i nodi basali del culmo possono accumulare sostanze di riserva.

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