Orto botanico di Portici

Orto botanico di Portici

L’Orto botanico di Portici, conosciuto anche come Orto botanico della Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli, è un giardino botanico gestito dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli, situato in Via Università a Portici e con una estensione di 20.000 m².

Storia –
L’Orto botanico di Portici fu istituito nel 1872, insieme alla Reale scuola superiore di agricoltura e si sviluppa sui preesistenti giardini del parco della Reggia di Portici. Il sito reale, fatto costruire da re Carlo di Borbone nella prima metà del XVIII secolo, prevedeva due giardini ornamentali di diversa ampiezza, organizzati alla francese, con l’impianto di agrumi. Nel 1871, entrato nella disponibilità patrimoniale del re d’Italia Vittorio Emanuele II di Savoia, l’intero complesso fu venduto all’amministrazione provinciale di Napoli, che lo destinò all’alta formazione agraria.
Fu Nicola Antonio Pedicino, primo professore di botanica della scuola, ad operare la trasformazione dei giardini della Reggia in Orto Botanico, con un’area iniziale di circa 9000 m², adattandola ai nuovi scopi scientifici e didattici.
Nella sua parte più grande, nota come Giardino Soprano, vennero collocate piante perenni mentre in una più piccola, il Giardino Segreto, piante annuali e da studio. La successiva direzione di Orazio Comes impresse all’Orto un carattere di maggiore sperimentazione agraria con la coltivazione di diverse varietà di tabacco. Nel 1920 nasceva anche l’Orto Patologico, recuperando un’area precedentemente attribuita alla Stazione sperimentale per le malattie del bestiame.
Si arriva così agli anni trenta del secolo scorso quando ci fu un rinnovato interesse per il complesso botanico; questo si concretizzò nell’ampliamento delle collezioni esistenti specialmente con l’acquisizione di varietà esotiche provenienti dall’Orto botanico di Palermo. L’opera di sistemazione e arricchimento fu però interrotta nel 1943 a causa degli eventi bellici. L’occupazione alleata della Reggia e del parco ebbe conseguenze devastanti, con la distruzione di molte piante ed impianti in seguito al passaggio e allo stazionamento di mezzi pesanti. Nel 1948 venne avviata la ricostruzione e con l’ampliamento della superficie a 20.000 m² la realizzazione di tre aree distinte, un felceto, un palmeto e una serra per le piante succulente. Sotto la guida dell’allora direttrice Valeria Mezzetti Bambacioni non solo si ripararono i danni della guerra ma si gettarono anche le basi per il rilancio della struttura attraverso migliorie funzionali e l’ampliamento delle collezioni.
Successivamente, il 16 giugno 2014, un violento evento atmosferico si abbatteva sulla struttura causando la perdita di una porzione importante del patrimonio arboreo e botanico.

Descrizione –
Attualmente l’Orto botanico di Portici è costituito da oltre 4000 esemplari che rappresentano circa 1000 specie.
La più importante collezione è rappresentata dalle piante del deserto, che comprendono oltre 600 specie di agavaceae, aizoaceae, cactaceae (circa 400 specie), didiereaceae ed euphorbiaceae. Di particolare interesse sono Gymnocalycium, Mammillaria e Rhipsalis; Alluaudia, Aloe e Kalanchoe dal Sudafrica e Madagascar; ed esemplari notevoli di Welwitschia mirabilis dal deserto del Sudafrica. Il giardino comprende anche palme, felci, conifere, piante carnivore e piante commestibili e medicinali, così come una serra riscaldata per le piante grasse (1000 m²).

Strutture e Collezioni –
L’impianto originario dell’Orto Botanico è nato nel giardino storico e comprende quattro riquadri, sedici cassoni, dodici aiuole tonde e tre vasche circolari ed una Serra storica. I due riquadri posti a destra della fontana sono dedicati alle Conifere, alle magnolie ed alle piante del Mediterraneo del Mondo, provenienti da Australia e Sudafrica. Dei due riquadri a sinistra della fontana, l’inferiore è dedicato alle Agavaceae, Liliaceae, Iridaceae e Xanthorroaceae, il superiore alle Myrtaceae, Lauraceae ed ancora a piante mediterranee.
I cassoni sono tematici ed ospitano collezione di Cycadaceae, Myrtaceae, Aloaceae, Cactaceae, Agavaceae, Aizoaceae, e piante provenienti dall’Asia. Le vasche, così come la fontana centrale ospitano ninfee ed altre piante acquatiche; le aiuole circolari, in pietra vulcanica, di più recente realizzazione, sono destinate a palme e Chorysie.
La Serra Pedicino, restaurata nell’anno 2000, dalla particolare forma, ospita una collezione di piante epifite.
Spiccano nel giardino la maestosa mole di un esemplare carpellifero di Gingko biloba alto circa 30 metri ed una Xanthorroea preissii, con fusto alto circa 190 cm, che di tanto in tanto fiorisce.
Una struttura in pietra accoglie la Primula palinuri, importante endemismo di Campania, Basilicata e Calabria.
Adiacente al giardino storico ed all’ombra della lecceta, il giardino delle felci è uno degli angoli più suggestivi dell’Orto. L’umidità necessaria alla vita di queste piante è assicurata da un laghetto, attorno al quale sono state collocate le felci arboree e numerose altre specie provenienti da tutto il mondo. Un angolo è dedicato alla Woodwardia radicans rarissimo relitto della flora tropicalmontana del Terziario, oggi presente in Italia in Sicilia e Calabria e in Campania a Ischia e sulla penisola sorrentina.
Il palmeto, posto di fronte al felceto, fu ricavato da una schiarita del bosco. Ospita attualmente 25 specie di palme, nonché una piccola collezione di Plumeria ed un esemplare di Grevillea robusta.
Interessanti sono la Jubaea chilensis e la Butia capitata dai gustosi frutti e i grandi esemplari di Syagrus romanzoffiana.
La serra delle succulente rappresenta senza dubbio il fiore all’occhiello dell’Orto Botanico di Portici, ospita infatti oltre 400 specie di piante succulente provenienti dai deserti africani ed americani. Di rilievo sono le collezioni di Cactaceae, Aizoaceae, Euphorbiaceae, Didieraceae ed Apocynaceae. Su tutte spiccano gli esemplari carpelliferi e staminiferi di Welwitschia mirabilis. Dal 2002 la superficie della serra è stata ampliata a 1000 mq e sono in continuo aumento le acquisizioni di nuovi esemplari per arricchire le collezioni.
Come tutti gli altri Orti Botanici, anche l’Orto botanico di Portici svolge prevalentemente funzioni di didattica, ricerca scientifica e conservazione della natura. In tal senso, nel corso degli ultimi anni, si è orientata la definizione delle collezioni che sono tra l’altro vincolate da problemi di spazio che impongono scelte limitate.
Interessante collezione è rappresentata dalle piante desertiche che è senza dubbio la più importante; questa conta oltre 600 specie suddivise in diverse famiglie fra cui le più importanti sono le Cactaceae (circa 400 specie), Aizoaceae, Euphorbiaceae, Didieraceae e Agavaceae. Dal punto di vista didattico questa collezione riveste particolare interesse sia per quanto riguarda i diversi aspetti (morfologia, fisiologia, riproduzione) di ciascuna specie, sia per la possibilità di osservare direttamente il fenomeno della convergenza evolutiva. Particolarmente ricche sono le collezioni di Mamillaria, Haworthia, Gymnocalycium, Euphorbia e Rhipsalis. Notevole interesse rivestono inoltre piante provenienti dal Sud Africa e Madagascar appartenenti ai generi Aloe, Didierea, Alluaudia e Kalanchoe. Fra le altre ricordiamo, in particolare, splendidi esemplari staminiferi e carpelliferi di Welwitschia mirabilis Hook. dei deserti Sudafricani, che ha trovato nel substrato lavico vesuviano condizioni di crescita ottimali.
Il resto delle collezioni è costituito prevalentemente da conifere (in particolare Cycadacee), piante insettivore ed arbusti provenienti da diverse zone del mondo (Australia, Sudafrica, California) caratterizzate da clima di tipo mediterraneo. Una piccola sezione è dedicata alle piante di uso alimentare e medicinale.
In definitiva l’inventario delle collezioni comprende dunque oltre 1000 specie con circa 4000 esemplari.

Guido Bissanti

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