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Grindelia squarrosa

La Grindelia squarrosa (Grindelia squarrosa (Pursh) Dunal) è una specie erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Asteridae,
Ordine Asterales,
Famiglia Asteraceae,
Genere Grindelia,
Specie G. squarrosa.
Sono sinonimi i seguenti termini:
– Donia squarrosa Pursh 1813;
– Aurelia amplexicaulis Cass.;
– Aurelia squarrosa Cass. ex Steud.;
– Grindelia aphanactis Rydb.;
– Grindelia arguta A.Gray;
– Grindelia nuda Alph.Wood;
– Grindelia pinnatifida Wooton & Standl.;
– Grindelia serrulata Rydb..
All’interno di questa specie si riconoscono le seguenti sottospecie:
– Grindelia squarrosa quasiperennis;
– Grindelia squarrosa serrulata;
– Grindelia squarrosa squarrosa.

Etimologia –
Il termine Grindelia del genere è stato dedicato al lettone David Hieronymus Grindel (1776-1836), farmacista, medico e professore di botanica a Tartu in Estonia.
L’epiteto specifico squarrosa viene da squarrōsus coperto di pustole o croste: crostoso, tignoso.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Grindelia squarrosa è una pianta originaria del Nord America occidentale e centrale, in un territorio che va dalla Columbia Britannica ad est fino al Québec e al New England, e al sud fino alla California, al New Mexico, all’Arizona, al Chihuahua e al Texas.
Il suo habitat è quello delle praterie, pianure e rive aride; si trova spesso in bordi stradali disturbati, bordi di torrenti, da 700 a 2.300 metri di altitudine.

Descrizione –
La Grindelia squarrosa è una pianta molto polimorfa, erbacea perenne, con portamento da decombente a eretta, molto ramificata ed alta fino a 100 cm.
Le foglie misurano 1,5–7 cm e sono di colore grigio-verde, crenate con ciascun dente con una protuberanza gialla vicino alla sua punta; sono inoltre resinose.
I fiori sono dei capolini che contengono, solitamente, nel raggio 12-40 fiori di colore giallo, anche se a volte i raggi sono assenti.
La pianta fiorisce da luglio a fine settembre.
I frutti sono degli acheni lisci, oblunghi e leggermente quadrangolari, dotati di un caratteristico pappo.
I semi sono oblunghi e scuri.

Coltivazione –
La Grindelia squarrosa è una pianta di facile coltivazione che cresce in qualsiasi terreno ben drenato ed in pieno sole.
Preferisce argini sabbiosi asciutti e cresce su terreni poveri anche se vegeta meglio su terreni torbosi.
È una pianta che colonizza subito terreni che sono stati ripuliti e diventa spesso una seria infestante dei pascoli.

Usi e Tradizioni –
La Grindelia squarrosa è una pianta conosciuta da tempo.
È usata come pianta medicinale tradizionale dai popoli Shoshone in varie regioni. Il nome della pianta nella lingua Gosiute è mu’-ha-kûm. Nella lingua Lakota viene chiamata pteíčhiyuȟa.
Gli indiani nativi del Nord America la usavano già per trattare problemi bronchiali e anche malattie della pelle come le reazioni all’edera velenosa.
Una volta i fiori in polvere venivano anche fumati nelle sigarette per alleviare i sintomi asmatici.
È ancora utilizzata nell’erboristeria moderna dove è apprezzata soprattutto come trattamento per l’asma bronchiale e per gli stati in cui il catarro delle vie aeree impedisce la respirazione:
Inoltre, si ritiene che desensibilizzi le terminazioni nervose dell’albero bronchiale e rallenti la frequenza cardiaca, portando così a una respirazione più facile.
La pianta merita di essere studiata nel trattamento contro l’asma. È comunque controindicata per i pazienti con disturbi renali o cardiaci.
Le foglie essiccate e le sommità fiorite sono antiasmatiche, antinfiammatorie, antispasmodiche, espettoranti e sedative. L’uso principale di questa erba è nel trattamento del catarro bronchiale, soprattutto quando c’è una tendenza asmatica, è anche usato per curare la pertosse e la cistite. Il principio attivo viene escreto dai reni e questo a volte produce segni di irritazione renale.
La pianta viene utilizzata per uso esterno come impiastro per trattare ustioni, eruzioni cutanee da edera velenosa, dermatiti, eczemi ed eruzioni cutanee.
Tra gli altri usi e caratteristiche si riportano:
– dai capolini e dai baccelli si possono estrarre coloranti gialli e verdi;
– la pianta concentra il selenio e può essere tossica se ingerita da bovini, esseri umani e altri mammiferi;
– una piantagione di questa pianta potrebbe essere utilizzata come potenziale fonte di biocarburante grazie al suo alto contenuto di mono- e di-terpeni che possono essere convertiti in un carburante analogo al cherosene o al carburante per aerei. Inoltre l’adattamento della pianta ai climi aridi la rende un’opzione interessante poiché la sua coltivazione nelle aree desertiche non andrebbe in concorrenza con le colture alimentari tradizionali.

Modalità di Preparazione –
La pianta va raccolta quando è in piena fioritura e può essere usata fresca come impiastro o essiccata per infusi, ecc.
Si prepara un estratto fluido mettendo le foglie e i fiori appena raccolti in una piccola quantità di acqua bollente per circa 15 minuti.
Dalle foglie e dai gambi fioriti si prepara un rimedio omeopatico.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.




[:en]

Grindelia squarrosa

Curly-top gumweed or curlycup gumweed, (Grindelia squarrosa (Pursh) Dunal) is a perennial herbaceous species belonging to the Asteraceae family.

Systematics –
From a systematic point of view it belongs to:
Eukaryota Domain,
Kingdom Plantae,
Magnoliophyta Division,
Magnoliopsida class,
Subclass Asteridae,
Asterales Order,
Asteraceae family,
Genus Grindelia,
G. squarrosa species.
The following terms are synonymous:
– Donia squarrosa Pursh 1813;
– Aurelia amplexicaulis Cass .;
– Aurelia squarrosa Cass. ex Steud .;
– Grindelia aphanactis Rydb .;
– Grindelia arguta A.Gray;
– Grindelia naked Alph.Wood;
– Grindelia pinnatifida Wooton & Standl .;
– Grindelia serrulata Rydb ..
Within this species, the following subspecies are recognized:
– Grindelia squarrosa quasiperennis;
– Grindelia squarrosa serrulata;
– Grindelia squarrosa squarrosa.

Etymology –
The term Grindelia of the genus was dedicated to the Latvian David Hieronymus Grindel (1776-1836), pharmacist, doctor and professor of botany in Tartu in Estonia.
The specific squarrosa epithet comes from squarrōsus covered with pustules or crusts: crusty, mothy.

Geographic Distribution and Habitat –
Grindelia squarrosa is a plant native to western and central North America, in a territory ranging from British Columbia in the east to Québec and New England, and in the south to California, New Mexico, Arizona, Chihuahua and to Texas.
Its habitat is that of prairies, plains and arid banks; it is often found in disturbed road edges, edges of streams, from 700 to 2,300 meters above sea level.

Description –
The Grindelia squarrosa is a very polymorphous plant, perennial herbaceous, with a decumbent to erect habit, very branched and up to 100 cm high.
The leaves measure 1.5–7 cm and are gray-green in color, crenate with each tooth with a yellow bump near its tip; they are also resinous.
The flowers are flower heads that usually contain within a radius of 12-40 yellow flowers, although sometimes the rays are absent.
The plant blooms from July to the end of September.
The fruits are smooth, oblong and slightly quadrangular achenes, with a characteristic pappus.
The seeds are oblong and dark.

Cultivation –
Grindelia squarrosa is an easy to grow plant that grows in any well-drained soil and in full sun.
It prefers dry sandy banks and grows on poor soils although it grows better on peaty soils.
It is a plant that immediately colonizes land that has been cleared and often becomes a serious weed of pastures.

Customs and Traditions –
Grindelia squarrosa is a long-known plant.
It is used as a traditional medicinal plant by the Shoshone peoples in various regions. The name of the plant in the Gosiute language is mu’-ha-kûm. In the Lakota language it is called pteíčhiyuȟa.
The native Indians of North America already used it to treat bronchial problems and even skin conditions such as reactions to poison ivy.
Powdered flowers were once also smoked in cigarettes to relieve asthma symptoms.
It is still used in modern herbal medicine where it is especially appreciated as a treatment for bronchial asthma and for states in which the phlegm of the airways prevents breathing:
Additionally, it is believed to desensitize the nerve endings of the bronchial tree and slow the heart rate, thus leading to easier breathing.
The plant deserves to be studied in the treatment against asthma. However, it is contraindicated for patients with kidney or heart problems.
The dried leaves and flowering tops are anti-asthmatic, anti-inflammatory, antispasmodic, expectorant and sedative. The main use of this herb is in the treatment of bronchial phlegm, especially when there is an asthmatic tendency, it is also used to treat whooping cough and cystitis. The active ingredient is excreted by the kidneys and this sometimes produces signs of kidney irritation.
The plant is used for external use as a poultice to treat burns, poison ivy rashes, dermatitis, eczema and skin rashes.
Other uses and characteristics include:
– yellow and green dyes can be extracted from flower heads and pods;
– the plant concentrates selenium and can be toxic if ingested by cattle, humans and other mammals;
– a plantation of this plant could be used as a potential source of biofuel due to its high content of mono- and di-terpenes which can be converted into a fuel similar to kerosene or jet fuel. Furthermore, the plant’s adaptation to arid climates makes it an interesting option since its cultivation in desert areas would not compete with traditional food crops.

Preparation Method –
The plant should be harvested when it is in full bloom and can be used fresh as a poultice or dried for infusions, etc.
A fluid extract is prepared by placing the freshly picked leaves and flowers in a small amount of boiling water for about 15 minutes.
A homeopathic remedy is prepared from the leaves and flowering stems.

Guido Bissanti

Sources
– Acta Plantarum – Flora of the Italian Regions.
– Wikipedia, the free encyclopedia.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora of Italy, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. Health from the Lord’s Pharmacy, Advice and experiences with medicinal herbs, Ennsthaler Editore.

Warning: Pharmaceutical applications and alimurgical uses are indicated for informational purposes only, they do not represent in any way a medical prescription; therefore no responsibility is taken for their use for curative, aesthetic or food purposes.




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Grindelia squarrosa

Grindelia squarrosa (Grindelia squarrosa (Pursh) Dunal) es una especie herbácea perenne perteneciente a la familia Asteraceae.

Sistemática –
Desde un punto de vista sistemático pertenece a:
Dominio eucariota,
Reino Plantae,
División Magnoliophyta,
Clase Magnoliopsida,
Subclase Asteridae,
Orden Asterales,
Familia Asteraceae,
Género Grindelia,
Especies de G. squarrosa.
Los siguientes términos son sinónimos:
– Donia squarrosa Pursh 1813;
– Aurelia amplexicaulis Cass.;
– Aurelia squarrosa Cass. ex Steud.;
– Grindelia aphanactis Rydb.;
– Grindelia arguta A. Gray;
– Grindelia desnuda Alph.Wood;
– Grindelia pinnatifida Wooton y Standl.;
– Grindelia serrulata Rydb ..
Dentro de esta especie, se reconocen las siguientes subespecies:
– Grindelia squarrosa quasiperennis;
– Grindelia squarrosa serrulata;
– Grindelia squarrosa squarrosa.

Etimología –
El término Grindelia del género se dedicó al letón David Hieronymus Grindel (1776-1836), farmacéutico, médico y profesor de botánica en Tartu en Estonia.
El epíteto específico de squarrosa proviene de squarrōsus cubierto de pústulas o costras: costrosa, esponjosa.

Distribución geográfica y hábitat –
Grindelia squarrosa es una planta originaria del oeste y centro de América del Norte, en un territorio que va desde la Columbia Británica en el este hasta Quebec y Nueva Inglaterra, y en el sur hasta California, Nuevo México, Arizona, Chihuahua y Texas.
Su hábitat es el de praderas, llanuras y riberas áridas; a menudo se encuentra en bordes de caminos perturbados, bordes de arroyos, de 700 a 2,300 metros sobre el nivel del mar.

Descripción –
La Grindelia squarrosa es una planta muy polimorfa, herbácea perenne, de hábito decumbente a erecto, muy ramificada y de hasta 100 cm de altura.
Las hojas miden 1,5–7 cm y son de color gris verdoso, crenadas con cada diente con una protuberancia amarilla cerca de su punta; también son resinosos.
Las flores son capullos que suelen contener en un radio de 12 a 40 flores amarillas, aunque a veces los rayos están ausentes.
La planta florece desde julio hasta finales de septiembre.
Los frutos son aquenios lisos, oblongos y ligeramente cuadrangulares, con un pappus característico.
Las semillas son oblongas y oscuras.

Cultivo –
Grindelia squarrosa es una planta fácil de cultivar que crece en cualquier suelo bien drenado y a pleno sol.
Prefiere los bancos arenosos secos y crece en suelos pobres aunque crece mejor en suelos turbosos.
Es una planta que coloniza inmediatamente la tierra que ha sido despejada y a menudo se convierte en una grave maleza de pastos.

Costumbres y tradiciones –
Grindelia squarrosa es una planta conocida desde hace mucho tiempo.
Es utilizada como planta medicinal tradicional por los pueblos Shoshone en varias regiones. El nombre de la planta en el idioma Gosiute es mu’-ha-kûm. En el idioma Lakota se llama pteíčhiyuȟa.
Los indios nativos de América del Norte ya lo usaban para tratar problemas bronquiales e incluso afecciones de la piel como reacciones a la hiedra venenosa.
Las flores en polvo también se fumaban en cigarrillos para aliviar los síntomas del asma.
Todavía se utiliza en la medicina herbal moderna, donde se aprecia especialmente como tratamiento para el asma bronquial y para estados en los que la flema de las vías respiratorias impide la respiración:
Además, se cree que desensibiliza las terminaciones nerviosas del árbol bronquial y ralentiza la frecuencia cardíaca, lo que facilita la respiración.
La planta merece ser estudiada en el tratamiento contra el asma. Sin embargo, está contraindicado para pacientes con problemas renales o cardíacos.
Las hojas secas y las copas floridas son antiasmáticas, antiinflamatorias, antiespasmódicas, expectorantes y sedantes. El uso principal de esta hierba es en el tratamiento de la flema bronquial, especialmente cuando hay tendencia asmática, también se usa para tratar la tos ferina y la cistitis. El ingrediente activo es excretado por los riñones y esto a veces produce signos de irritación renal.
La planta se utiliza para uso externo como cataplasma para tratar quemaduras, erupciones por hiedra venenosa, dermatitis, eccemas y erupciones cutáneas.
Otros usos y características incluyen:
– los tintes amarillos y verdes se pueden extraer de las flores y las vainas;
– la planta concentra selenio y puede ser tóxica si es ingerida por ganado, humanos y otros mamíferos;
– una plantación de esta planta podría utilizarse como fuente potencial de biocombustible debido a su alto contenido de mono y di-terpenos que pueden convertirse en un combustible similar al queroseno o al combustible de aviación. Además, la adaptación de la planta a climas áridos la convierte en una opción interesante ya que su cultivo en zonas desérticas no competiría con los cultivos alimentarios tradicionales.

Método de preparación –
La planta debe cosecharse cuando esté en plena floración y puede usarse fresca como cataplasma o seca para infusiones, etc.
Se prepara un extracto fluido colocando las hojas y flores recién cortadas en una pequeña cantidad de agua hirviendo durante unos 15 minutos.
Se prepara un remedio homeopático a partir de las hojas y los tallos florales.

Guido Bissanti

Fuentes
– Acta Plantarum – Flora de las regiones italianas.
– Wikipedia, la enciclopedia libre.
– Base de datos útil de plantas tropicales.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (ed.), 2005. Una lista de verificación anotada de la flora vascular italiana, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora de Italia, Edagricole, Bolonia.
– Treben M., 2000. Salud de la Farmacia del Señor, Consejos y experiencias con hierbas medicinales, Ennsthaler Editore.

Advertencia: Las aplicaciones farmacéuticas y los usos alimúrgicos están indicados solo con fines informativos, no representan de ninguna manera una prescripción médica; por lo tanto, no se asume ninguna responsabilidad por su uso con fines curativos, estéticos o alimentarios.




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