[:it] Monte Bianco [:en] Mont Blanc [:es] Mont Blanc [:]

[:it]

Monte Bianco

Il monte Bianco, con i suoi 4.808,72 m di altitudine, è la montagna più alta delle Alpi, d’Italia, di Francia e d’Europa, condividendo assieme al monte Elbrus nel Caucaso un posto tra le cosiddette Sette Vette del Pianeta.
Il monte Bianco si trova nel settore delle Alpi Nord-occidentali, lungo la sezione alpina delle Alpi Graie, sulla linea spartiacque tra la Valle d’Aosta (val Veny e val Ferret in Italia) e l’Alta Savoia (valle dell’Arve in Francia), nei territori comunali di Courmayeur e Chamonix; dà il nome all’omonimo massiccio, appartenente alla sottosezione delle Alpi del Monte Bianco.
Questo massiccio è prevalentemente di natura granitica, irto di guglie e di creste, intagliato da profondi valloni nei quali scorrono numerosi ghiacciai, è considerata una montagna di grande richiamo per l’alpinismo internazionale e, dal punto di vista della storiografia alpinistica, la nascita dell’alpinismo stesso coincide con la data della sua prima ascensione: l’8 agosto 1786.
La determinazione dell’altezza del Monte Bianco ha subito negli anni diverse fluttuazioni dovute sia a questioni strumentali che a variazioni dovute ai venti che accumulano la neve sulla cima, determinandone conseguentemente l’altezza. Se durante l’anno si registrano meno giorni ventosi rispetto all’anno precedente, di conseguenza si accumulerà meno neve condizionandone l’altezza.
Comunque sia, il monte Bianco è la montagna più alta di tutta la catena alpina e considerata anche la più alta dell’Europa. Nonostante le fonti più autorevoli non considerino il Caucaso come limite geografico orientale del continente, tuttavia talora vengono citate quali vette più alte d’Europa quelle situate in territorio russo e georgiano, come l’Elbrus che culmina a 5.642 m, il Dykh Tau con 5.203 m, il Shkhara a 5.200 m e il Kazbek 5.047 m.

Geologia –
Il sistema montuoso delle Alpi si è generato durante l’Era terziaria grazie alla spinta della placca tettonica africana e di quella asiatica, attraverso un processo di sopraelevazione verticale. Circa 300 milioni di anni fa, durante l’orogenesi ercinica, una grande intrusione granitica formò la struttura di base dell’attuale massiccio del Monte Bianco. Tale azione è ancora in atto tanto che moderni metodi di rilevamento confermano che la sopraelevazione delle Alpi prosegue incessantemente e supera ancora gli effetti dell’erosione. Attorno al nucleo granitico (protogino) affiorarono rocce metamorfiche (gneiss, micascisti e calcescisti).
Le rocce più frequenti che si riscontrano sono:
– i graniti, che si distinguono nella parte centrale del Massiccio per le creste a guglia e le forme acute dei rilievi. Benché molto dura, questa roccia non resiste agli effetti dell’erosione provocata dai ghiacci;
– le rocce metamorfiche, che circondano i graniti. Queste rocce contengono le stesse famiglie di cristalli dei graniti, ma la loro resistenza all’erosione è minima e presentano forme più slanciate rispetto alle altre;
– le rocce sedimentarie, che vengono raggruppate generalmente in due grandi famiglie, ossia le rocce basiche (calcari, dolomie, calcescisti, carniole), e le rocce acide (gres, scisti argillosi, quarzite).

Clima –
Dal punto di vista climatico il monte Bianco, con la sua distanza di 240 km dal mar Mediterraneo e 620 km dall’oceano Atlantico, ha un clima semicontinentale, condizionato dai venti umidi provenienti dall’Atlantico. Questi una volta giunti sul massiccio tendono a raffreddarsi lungo lo spartiacque e sulle testate delle valli, determinando condizioni di piovosità a basse altitudini, con un massimo di precipitazioni in luglio e agosto e un minimo a gennaio e febbraio, con cambiamenti repentini possibili.
Al di sopra dei 3.000 m circa, le precipitazioni autunnali e primaverili cadono essenzialmente sotto forma di neve, raramente come pioggia ghiacciata, e sono più frequenti nel periodo estivo che in quello invernale a causa della diminuita umidità dell’aria fredda in inverno.
Raggiunta la quota di 3.800 m le precipitazioni assumono sempre la forma nevosa e garantiscono un forte accumulo di neve ai ghiacciai che attorniano la montagna. Queste precipitazioni si trasformano spesso in vere e proprie tempeste di neve, specialmente sulle quote più alte e sulla parte sommitale dove durante queste bufere gli accumuli di neve fresca arrivano fino a 4 metri di spessore. Si possono stimare tra i 150 e i 160 il numero dei giorni di precipitazioni nevose oltre i 3500 m, con una intensità delle precipitazioni sulla vetta di circa 20 cm di neve (corrispondenti a circa 20 mm di acqua) giornalieri.
Le temperature salgono poi tra il 15 di giugno e il 15 di luglio, a cavallo del solstizio d’estate, fenomeno che da seguito ad una sorta di disgelo, con temperature massime che raggiungono i 3 °C. L’azione del sole fonde la neve superficiale creando acqua che filtra negli strati inferiori per poi gelarsi rapidamente.
Anche i venti contribuiscono a caratterizzare il clima del monte Bianco. Infatti se da una parte quelli secchi d’inverno spazzano via la neve, dall’altra i venti umidi primaverili, caratterizzati da abbondanti precipitazioni, ne apportano grandi quantità.
Questi venti, in corrispondenza della cima possono raggiungere i 150 km/h e la temperatura i – 40 °C. Sono frequenti anche le perturbazioni causate dal foehn, un vento caldo che spira proveniente dalla Val Ferret, e nel superare i contrafforti del versante valdostano perde umidità provocando forti nevicate in alta quota, per ridiscendere verso la valle dell’Arve ancora più caldo favorendo giornate soleggiate. Durante le escursioni sulla montagna, il vento rafforza la sensazione di freddo e la temperatura percepita risulta inferiore a quella effettiva nell’ambiente circostante (effetto Windchill).

Flora –
Sul monte bianco, soprattutto a quote più elevate, i pendii sono ripidi e levigati dai ghiacciai, con suoli prevalentemente acidi, conseguentemente l’ambiente è piuttosto povero di flora. Inoltre le nevi persistono normalmente oltre i 2.800 m di altitudine. Sulla parte ovest le prime pendici si situano sui 3.500 m mentre sull’opposto versante partono dai fondovalle valdostani. Date le condizioni estreme, la vita delle specie vegetali e animali è molto limitata, ma tra i crepacci o al riparo tra le pareti granitiche, alcune specie di piante riescono a sopravvivere sino ai 4.000 m, come il ranuncolo dei ghiacciai. A quelle altitudini si trovano anche muschi e licheni. A quote più basse i suoli spesso originano da calcescisti, o da rocce calcaree e le condizioni di vita per le piante sono meno estreme, pur rimanendo caratteristiche di un severo ambiente di montagna.
Sulle pendici del monte Bianco prevalgono le foreste di conifere, popolate soprattutto dall’abete rosso e dal larice, ma localmente anche dal pino cembro e dal pino uncinato. Nella prateria alpina invece si possono osservare molte specie di fiori tra cui le vistose infiorescenze gialle dell’Hugueninia tanacetifolia, una pianta endemica del settore occidentale delle Alpi, e l’Anemone narcissiflora, e ancora la genziana (Gentiana clusii), la notissima stella alpina, la rara campanula gialla. Nel sottobosco si può trovare l’orchidea scarpetta di Venere (Cypripedium calceolus), l’orchidea Dactylorhiza sambucina, il giglio martagone (Lilium martagon), l’aquilegia, la viola (Viola calcarata), e le comuni genzianelle blu (Gentiana verna e Gentiana acaulis). Interessante la presenza dell’ibrido tra la genziana purpurea (Gentiana purpurea) e la genziana punteggiata (Gentiana punctata). Salendo più in alto si incontrano arbusti come il rododendro (Rhododendron ferrugineum) e il mirtillo. Nel cuore del massiccio, a 2.175 m s.l.m. si trova il giardino botanico più alto d’Europa: il Giardino alpino Saussurea, che raccoglie e valorizza le specie naturali della flora caratteristica del Monte Bianco.

Fauna –
Anche la fauna risente sul monte Bianco di alcune avverse condizioni climatiche che sfavoriscono alcune specie animali come i mammiferi; questi, infatti, non possono sopravvivere a condizioni così difficili, contrariamente a certe specie di uccelli.
Scendendo però a quote più basse la fauna inizia ad avere più specie e più popolosa.
Inoltre la vicinanza di due Parchi Nazionali (Gran Paradiso e della Vanoise) ha contribuito al mantenimento e alla diffusione di alcune specie che si erano ridotte a pochi esemplari.
Tra i mammiferi ricordiamo il camoscio alpino, che frequenta sia la prateria del piano alpino sia i boschi del piano subalpino, dov’è anche possibile incontrare due grandi erbivori come il cervo e il capriolo. Le ampie pietraie del piano alpino vedono la presenza dello stambecco, dell’aquila reale e della sua principale fonte di alimentazione: la marmotta. Un animale che si incontra sia nelle praterie di alta quota sia nel fondovalle è la volpe.
Per quanto riguarda le specie aviarie nell’area del massiccio sono state censite ben 184 specie di uccelli e circa 110 di queste sono nidificanti.
Tra gli uccelli, oltre all’aquila, tra i rapaci si possono avvistare la poiana, l’astore, il gheppio.
Talvolta si può osservare il volo circolare dell’avvoltoio degli agnelli, il gipeto estinto sull’arco alpino all’inizio del XX secolo e reintrodotto di recente. Sono presenti anche il fagiano di monte, il francolino di monte (nella Savoia e nel Vallese, ma non più nella Valle d’Aosta) e il corvo imperiale. Poche sono invece le specie di rettili e si trovano comunque a quote relativamente basse, tra questi la natrice dal collare, mentre dove il terreno è pietroso e soleggiato si può incontrare l’aspide.

Guido Bissanti





[:en]

Mont Blanc

Mont Blanc, with its 4,808.72 m of altitude, is the highest mountain in the Alps, Italy, France and Europe, sharing together with Mount Elbrus in the Caucasus a place among the so-called Seven Peaks of the Planet.
Mont Blanc is located in the North-Western Alps sector, along the Alpine section of the Graian Alps, on the watershed line between the Aosta Valley (Val Veny and Val Ferret in Italy) and Haute-Savoie (Arve Valley in France), in the municipalities of Courmayeur and Chamonix; gives its name to the massif of the same name, belonging to the subsection of the Mont Blanc Alps.
This massif is mainly of granite nature, bristling with peaks and ridges, carved by deep valleys in which numerous glaciers flow, is considered a mountain of great appeal for international mountaineering and, from the point of view of mountaineering historiography, the birth of mountaineering itself coincides with the date of his first ascent: 8 August 1786.
The determination of the height of Mont Blanc has undergone various fluctuations over the years due to both instrumental issues and variations due to the winds that accumulate snow on the top, consequently determining its height. If there are fewer windy days during the year than in the previous year, as a result, less snow will accumulate, affecting the height.
Be that as it may, Mont Blanc is the highest mountain in the entire Alpine chain and also considered the highest in Europe. Although the most authoritative sources do not consider the Caucasus as the eastern geographical limit of the continent, however, those located in Russian and Georgian territory are sometimes mentioned as the highest peaks in Europe, such as Elbrus which culminates at 5,642 m, Dykh Tau with 5,203 m, the Shkhara at 5,200 m and the Kazbek 5,047 m.

Geology –
The mountain system of the Alps was generated during the Tertiary Era thanks to the thrust of the African and Asian tectonic plates, through a process of vertical cant. About 300 million years ago, during the Hercynian orogeny, a large granite intrusion formed the basic structure of the current Mont Blanc massif. This action is still in progress, so much so that modern survey methods confirm that the elevation of the Alps continues incessantly and still overcomes the effects of erosion. Around the granite nucleus (protogynous) metamorphic rocks emerged (gneiss, mica schists and calcescists).
The most frequent rocks found are:
– the granites, which stand out in the central part of the Massif for the spire ridges and the acute shapes of the reliefs. Although very hard, this rock does not resist the effects of erosion caused by ice;
– the metamorphic rocks, which surround the granites. These rocks contain the same crystal families as granite, but their resistance to erosion is minimal and they have more slender shapes than the others;
– sedimentary rocks, which are generally grouped into two large families, namely basic rocks (limestone, dolomite, calcescists, Carniole), and acid rocks (stoneware, clayey schists, quartzite).

Climate –
From a climatic point of view, Mont Blanc, with its distance of 240 km from the Mediterranean Sea and 620 km from the Atlantic Ocean, has a semi-continental climate, conditioned by the humid winds coming from the Atlantic. Once they reach the massif, they tend to cool down along the watershed and on the heads of the valleys, causing rainfall conditions at low altitudes, with a maximum of rainfall in July and August and a minimum in January and February, with sudden changes possible.
Above about 3,000 m, autumn and spring precipitation falls essentially in the form of snow, rarely as icy rain, and is more frequent in summer than in winter due to the decreased humidity of the cold air in winter.
Reached the altitude of 3,800 m, the precipitations always take on the snowy form and guarantee a strong accumulation of snow to the glaciers that surround the mountain. These precipitations often turn into real snow storms, especially on the highest altitudes and on the top where during these storms the accumulations of fresh snow reach up to 4 meters thick. The number of days of snowfall above 3500 m can be estimated between 150 and 160, with an intensity of precipitation on the summit of about 20 cm of snow (corresponding to about 20 mm of water) per day.
Temperatures then rise between 15 June and 15 July, at the turn of the summer solstice, a phenomenon that follows a sort of thaw, with maximum temperatures reaching 3 ° C. The action of the sun melts the surface snow creating water that filters into the lower layers and then freezes quickly.
Winds also contribute to characterize the climate of Mont Blanc. In fact, if on the one hand the dry ones in winter sweep away the snow, on the other hand the damp spring winds, characterized by abundant rainfall, bring large quantities of it.
These winds, at the top, can reach 150 km / h and the temperature – 40 ° C. Disturbances caused by the foehn, a hot wind that blows from Val Ferret, are also frequent, and in overcoming the buttresses of the Valle d’Aosta side it loses moisture causing heavy snow at high altitude, to descend towards the Arve valley even warmer, favoring sunny days. . When hiking on the mountain, the wind strengthens the feeling of cold and the perceived temperature is lower than the actual one in the surrounding environment (Windchill effect).

Flora –
On Mont Blanc, especially at higher altitudes, the slopes are steep and smoothed by glaciers, with predominantly acid soils, consequently the environment is rather poor in flora. Furthermore, the snows normally persist above 2,800 m of altitude. On the west side the first slopes are located at 3,500 m while on the opposite side they start from the Valle d’Aosta valley floor. Given the extreme conditions, the life of plant and animal species is very limited, but among the crevasses or sheltered between the granite walls, some plant species manage to survive up to 4,000 m, such as the glacier buttercup. At those altitudes there are also mosses and lichens. At lower altitudes the soils often originate from calcescists, or from limestone rocks and the living conditions for the plants are less extreme, while remaining characteristic of a severe mountain environment.
Coniferous forests prevail on the slopes of Mont Blanc, populated mainly by spruce and larch, but locally also by Swiss pine and hook pine. In the alpine prairie, on the other hand, many species of flowers can be observed including the showy yellow inflorescences of the Hugueninia tanacetifolia, an endemic plant of the western sector of the Alps, and the Anemone narcissiflora, and again the gentian (Gentiana clusii), the well-known edelweiss , the rare yellow bellflower. In the undergrowth you can find the Venus slipper orchid (Cypripedium calceolus), the Dactylorhiza sambucina orchid, the martagon lily (Lilium martagon), the columbine, the viola (Viola calcarata), and the common blue gentianella (Gentiana verna and Gentiana acaulis). The presence of the hybrid between the purple gentian (Gentiana purpurea) and the dotted gentian (Gentiana punctata) is interesting. Climbing higher, you will encounter shrubs such as rhododendron (Rhododendron ferrugineum) and blueberry. In the heart of the massif, at 2,175 m a.s.l. there is the highest botanical garden in Europe: the Saussurea Alpine Garden, which collects and enhances the natural species of the characteristic flora of Mont Blanc.

Fauna –
Even the fauna on Mont Blanc is affected by some adverse climatic conditions that disadvantage some animal species such as mammals; these, in fact, cannot survive in such difficult conditions, contrary to certain species of birds.
However, going down to lower altitudes, the fauna begins to have more species and more populous.
Furthermore, the proximity of two National Parks (Gran Paradiso and Vanoise) has contributed to the maintenance and diffusion of some species that had been reduced to a few specimens.
Among the mammals we remember the alpine chamois, which frequents both the prairie of the alpine plain and the woods of the subalpine plain, where it is also possible to meet two large herbivores such as red deer and roe deer. The large stony ground of the Alpine plain sees the presence of the ibex, the golden eagle and its main source of food: the marmot. An animal that is encountered both in the high altitude prairies and in the valley floor is the fox.
As for the avian species in the area of ​​the massif, 184 species of birds have been registered and about 110 of these are nesting.
Among the birds, in addition to the eagle, among the birds of prey you can spot the buzzard, the goshawk, the kestrel.
Sometimes you can observe the circular flight of the lamb vulture, the bearded vulture extinct over the Alps at the beginning of the 20th century and recently reintroduced. There are also black grouse, black grouse (in the Savoy and Valais, but no longer in the Aosta Valley) and the imperial crow. On the other hand, there are few species of reptiles and they are still found at relatively low altitudes, among these the collared natrice, while where the ground is stony and sunny you can meet the asp.

Guido Bissanti





[:es]

Mont Blanc

El Mont Blanc, con sus 4.808,72 m de altitud, es la montaña más alta de los Alpes, Italia, Francia y Europa, compartiendo junto con el monte Elbrus en el Cáucaso un lugar entre los llamados Siete Picos del Planeta.
El Mont Blanc se encuentra en el sector de los Alpes Noroccidentales, a lo largo de la sección alpina de los Alpes Graianos, en la línea divisoria de aguas entre el Valle de Aosta (Val Veny y Val Ferret en Italia) y la Alta Saboya (Valle de Arve en Francia) , en los municipios de Courmayeur y Chamonix; da su nombre al macizo homónimo, perteneciente a la subsección de los Alpes del Mont Blanc.
Este macizo es principalmente de naturaleza granítica, erizado de agujas y crestas, tallado por profundos valles en los que fluyen numerosos glaciares, es considerado una montaña de gran atractivo para el montañismo internacional y, desde el punto de vista de la historiografía del montañismo, el nacimiento del propio montañismo. coincide con la fecha de su primera ascensión: 8 de agosto de 1786.
La determinación de la altura del Mont Blanc ha sufrido diversas fluctuaciones a lo largo de los años tanto por cuestiones instrumentales como por variaciones debidas a los vientos que acumulan nieve en la cima, determinando en consecuencia su altura. Si hay menos días de viento durante el año que en el año anterior, como resultado, se acumulará menos nieve, lo que afectará la altura.
Sea como fuere, el Mont Blanc es la montaña más alta de toda la cadena alpina y también considerada la más alta de Europa. Aunque las fuentes más autorizadas no consideran el Cáucaso como el límite geográfico oriental del continente, sin embargo, los ubicados en territorio ruso y georgiano a veces se mencionan como los picos más altos de Europa, como Elbrus que culmina a 5.642 m, el Dykh Tau. con 5,203 m, el Shkhara a 5,200 my el Kazbek a 5,047 m.

Geología –
El sistema montañoso de los Alpes se generó durante la Era Terciaria gracias al empuje de las placas tectónicas africanas y asiáticas, mediante un proceso de peralte vertical. Hace unos 300 millones de años, durante la orogenia herciniana, una gran intrusión de granito formó la estructura básica del actual macizo del Mont Blanc. Esta acción aún está en progreso tanto que los métodos de levantamiento modernos confirman que la elevación de los Alpes continúa incesantemente y aún supera los efectos de la erosión. Alrededor del núcleo granítico (protoginoso) emergen rocas metamórficas (gneis, esquistos de mica y calcescistas).
Las rocas más frecuentes encontradas son:
– los granitos, que destacan en la parte central del Macizo por las crestas de las agujas y las formas agudas de los relieves. Aunque muy dura, esta roca no resiste los efectos de la erosión provocada por el hielo;
– las rocas metamórficas, que rodean los granitos. Estas rocas contienen las mismas familias de cristales que el granito, pero su resistencia a la erosión es mínima y tienen formas más esbeltas que las demás;
– rocas sedimentarias, que generalmente se agrupan en dos grandes familias, a saber, rocas básicas (calizas, dolomitas, calcescistas, Carniole) y rocas ácidas (gres, esquistos arcillosos, cuarcitas).

Clima –
Desde el punto de vista climático, el Mont Blanc, con su distancia de 240 km del Mar Mediterráneo y 620 km del Océano Atlántico, tiene un clima semicontinental, condicionado por los vientos húmedos provenientes del Atlántico. Una vez que llegan al macizo, tienden a enfriarse a lo largo de la cuenca y en las cabeceras de los valles, provocando condiciones de lluvias a baja altura, con un máximo de lluvias en julio y agosto y un mínimo en enero y febrero, con posibles cambios bruscos .
Por encima de los 3.000 m, las precipitaciones otoñales y primaverales caen fundamentalmente en forma de nieve, raramente como lluvia helada, y son más frecuentes en verano que en invierno debido a la disminución de la humedad del aire frío en invierno.
Alcanzada la altitud de 3.800 m, la precipitación siempre toma la forma de nieve y garantiza una fuerte acumulación de nieve a los glaciares que rodean la montaña. Estas precipitaciones a menudo se convierten en verdaderas tormentas de nieve, especialmente en las altitudes más altas y en la cumbre donde durante estas tormentas las acumulaciones de nieve fresca alcanzan los 4 metros de espesor. Es posible estimar entre 150 y 160 el número de días de nevadas por encima de los 3500 m, con una intensidad de precipitación en la cima de unos 20 cm de nieve (correspondientes a unos 20 mm de agua) por día.
Las temperaturas luego suben entre el 15 de junio y el 15 de julio, en el turno del solsticio de verano, fenómeno que sigue a una especie de deshielo, con temperaturas máximas que alcanzan los 3 ° C. La acción del sol derrite la nieve de la superficie creando agua que se filtra hacia las capas inferiores y luego se congela rápidamente.
Los vientos también contribuyen a caracterizar el clima del Mont Blanc. De hecho, si por un lado los secos en invierno barren la nieve, por otro lado los vientos húmedos primaverales, caracterizados por lluvias abundantes, traen grandes cantidades de ella.
Estos vientos, en la parte superior, pueden alcanzar los 150 km / hy la temperatura – 40 ° C. También son frecuentes las perturbaciones provocadas por el foehn, un viento caliente que sopla desde Val Ferret, y al superar los contrafuertes de la vertiente del Valle de Aosta pierde humedad provocando fuertes nevadas a gran altura, para descender hacia el valle del Arve aún más cálido, favoreciendo los días soleados. Durante las excursiones de montaña, el viento refuerza la sensación de frío y la temperatura percibida es más baja que la real en el entorno circundante (efecto Windchill).

Flora –
En el Mont Blanc, especialmente en altitudes elevadas, las laderas son empinadas y suavizadas por glaciares, con suelos predominantemente ácidos, por lo que el medio ambiente es bastante pobre en flora. Además, las nieves normalmente persisten por encima de los 2.800 m de altitud. En el lado oeste las primeras pistas se sitúan a 3.500 m mientras que en el lado opuesto parten del fondo del Valle de Aosta. Dadas las condiciones extremas, la vida de especies vegetales y animales es muy limitada, pero entre las grietas o abrigadas entre las paredes de granito, algunas especies vegetales logran sobrevivir hasta los 4.000 m, como el ranúnculo glaciar. En esas altitudes también hay musgos y líquenes. En altitudes más bajas, los suelos a menudo provienen de calcescistas o de rocas calizas y las condiciones de vida de las plantas son menos extremas, aunque siguen siendo características de un entorno montañoso severo.
Los bosques de coníferas predominan en las laderas del Mont Blanc, poblados principalmente de abetos y alerces, pero localmente también de pinos suizos y pinos anzuelos. En la pradera alpina, en cambio, se pueden observar muchas especies de flores entre las que destacan las vistosas inflorescencias amarillas de la Hugueninia tanacetifolia, planta endémica del sector occidental de los Alpes, y la Anemone narcissiflora, y nuevamente la genciana (Gentiana clusii ), la conocida edelweiss, la rara campanilla amarilla. En el sotobosque se encuentran la orquídea zapatilla de Venus (Cypripedium calceolus), la orquídea Dactylorhiza sambucina, el lirio martagon (Lilium martagon), la aguileña, la viola (Viola calcarata) y la gentianella azul común (Gentiana verna y Gentiana acaulis) . Es interesante la presencia del híbrido entre la genciana violeta (Gentiana purpurea) y la genciana punteada (Gentiana punctata). Al subir más alto, encontrará arbustos como el rododendro (Rhododendron ferrugineum) y el arándano. En el corazón del macizo, a 2.175 m s.n.m. se encuentra el jardín botánico más alto de Europa: el jardín alpino de Saussurea, que recoge y realza las especies naturales de la flora característica del Mont Blanc.

Fauna –
Incluso la fauna del Mont Blanc se ve afectada por algunas condiciones climáticas adversas que perjudican a algunas especies animales como los mamíferos; estos, de hecho, no pueden sobrevivir en condiciones tan difíciles, al contrario de ciertas especies de aves.
Sin embargo, bajando a altitudes más bajas, la fauna comienza a tener más especies y más poblada.
Además, la proximidad de dos Parques Nacionales (Gran Paradiso y Vanoise) ha contribuido al mantenimiento y difusión de algunas especies que se habían reducido a unos pocos ejemplares.
Entre los mamíferos recordamos el rebeco alpino, que frecuenta tanto la pradera de la llanura alpina como los bosques de la llanura subalpina, donde también es posible encontrar dos grandes herbívoros como el ciervo colorado y el corzo. El gran terreno pedregoso de la llanura alpina ve la presencia de la cabra montés, el águila real y su principal fuente de alimento: la marmota. Un animal que se encuentra tanto en las praderas de gran altura como en el fondo del valle es el zorro.
En cuanto a las especies de aves de la zona del macizo, se han registrado 184 especies de aves de las cuales unas 110 están anidando.
Entre las aves, además del águila, entre las rapaces se puede divisar el ratonero, el azor, el cernícalo.
En ocasiones se puede observar el vuelo circular del quebrantahuesos, quebrantahuesos extinto sobre los Alpes a principios del siglo XX y reintroducido recientemente. También hay urogallo negro, urogallo negro (en Saboya y Valais, pero ya no en el Valle de Aosta) y el cuervo imperial. Por otro lado, hay pocas especies de reptiles y todavía se encuentran en altitudes relativamente bajas, incluida la natrice con collar, mientras que donde el suelo es pedregoso y soleado se puede encontrar al áspid.

Guido Bissanti





[:]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *