Come si coltiva il Finocchio marino

Come si coltiva il Finocchio marino

Il finocchio marino (Crithmum maritimum L.) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Apiaceae.
Questa pianta è originaria delle regioni europee mediterranee ed in Italia è diffusa lungo le zone costiere.
Prima di passare alla tecnica di coltivazione va ricordato che il finocchio marino è una pianta alofita che preferisce i climi temperati costieri, tanto che lo troviamo spesso spontaneo nelle aree costiere del Mediterraneo, del mar Nero, sulle coste atlantiche europee, nei litorali irlandesi, scozzesi e nord americani.

Scelte di Impianto –
Per poter coltivare quindi questa pianta è bene scegliere dei terreni con esposizione in pieno sole e, preferibilmente, in aree litoranee. Infatti la pianta è sensibile alle basse temperature invernali ma resiste ai venti salini.
Dal punto di vista pedologico preferisce i terreni sabbiosi, ciottolosi, salini e rocciosi ed, inoltre, cresce anche sulle spiagge, nei muri e nelle fenditure delle scogliere; stenta a crescere invece in terreni soggetti ai ristagni idrici.
Il finocchio marino è una pianta che può essere propagata per seme, e se si procede a spaglio bisogna poi diradare, oppure anche per divisione dei cespi.
La semina diretta si effettua generalmente nel periodo di settembre; in questo caso bisogna preparare il letto di semina ben affinato; se si semina a file le distanze di impianto sono di 30 cm sia tra le file che sulla fila, con una densità di 10-11 piante/mq. A primavera si ottengono delle piantine che si lasciano sviluppare in piena terra, altrimenti possono essere prelevate e messe a dimora nelle fenditure dei muri o in vaso, quest’ultimo è consigliato negli ambienti caratterizzati da inverni più freddi in quanto le piantine vengono poste in zone riparate.
Per quanto riguarda la messa a dimora dei cespi, questi si ottengono dai rizomi e vanno messi nel terreno, con la stessa densità, in primavera.

Tecnica di coltivazione –
Il finocchio marino è una pianta che viene coltivato per lo più in orti o giardini famigliari oppure in pieno campo su piccole superfici di terreni che ricadono spesso in aree litoranee.
Una volta effettuato l’impianto bisogna procedere al diserbo meccanico, tramite sarchiatura tra le file, oppure con delle scerbature manuali quando le superfici sono piccole.
Per quanto riguarda l’apporto di elementi nutritivi il finocchio marino è una pianta che non necessita di concimazioni.
Infine l’irrigazione. Per le caratteristiche di questa pianta, questa tecnica va eseguita solo durante l’estate ma deve essere fatta solo in casi estremi in quanto questa pianta è estremamente resistente alla siccità perché le sue foglie sono rivestite esternamente da uno strato di cuticola che limita le perdite d’acqua per traspirazione.

Tecnica della raccolta –
Le foglie ed i germogli del finocchio marino vanno raccolte a partire dal mese di maggio e fino a poco prima della fioritura; trascorso questo tempo divengono troppo amare e non utilizzabili.
Le foglie possono essere consumate fresche ma è possibile anche l’essiccazione direttamente al sole oppure in aceto di vino per fare in modo che perdano la nota di amaro.
Per quanto riguarda invece le infiorescenze, queste vanno tagliate poco prima della maturazione dei semi, che viene raggiunta in seguito ponendole ad essiccare su un vassoio in ambiente riparato dalla luce, asciutto e con una buona circolazione d’aria.
Questo, in seguito, andranno separate dai semi che possono essere conservati in barattoli o contenitori di vetro.

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