Garcinia gummi-gutta

Garcinia gummi-gutta

La Garcinia cambogia (Garcinia gummi-gutta (L.) N. Robson) è una specie arborea sempreverde appartenente alla famiglia delle Clusiaceae.

Sistematica –
Dal punto di vista sistematico appartiene al:
Dominio Eukaryota,
Regno Plantae,
Divisione Magnoliophyta,
Classe Magnoliopsida,
Sottoclasse Dilleniidae,
Ordine Theales,
Famiglia Clusiaceae,
Genere Garcinia,
Specie G. gummi-gutta.
Sono sinonimi i termini:
– Cambogia gummi-gutta L.;
– Cambogia solitaria Stokes;
– Garcinia affinis Wight & Arn.;
– Garcinia cambogia Desr.;
– Garcinia papilla Wight;
– Garcinia sulcata Stokes;
– Mangostana cambogia Gaertn..

Etimologia –
Il termine Garcinia del genere è stato dedicato da Linneo al medico, botanico e naturalista francese Laurent Garcin (1683-1752) che erborizzò in India, Indonesia, Malesia, Iran e Arabia.
L’epiteto sepcifico gummi-gutta proviene dall’unione delle parole di derivazione latina gummi, gomma e gŭtta, goccia.

Distribuzione Geografica ed Habitat –
La Garcinia cambogia è una pianta subtropicale originaria dell’Indonesia, in particolare della regione della Garcinia.
Il suo habitat è quello del sottobosco di foreste da semi-sempreverdi a sempreverdi, che si trova sia nelle zone collinari che in pianura; questa pianta cresce meglio lungo le sponde dei fiumi e nelle valli, ad altitudini comprese tra 50 e 1.800 metri.

Descrizione –
La Garcinia cambogia è un è un albero sempreverde con una chioma arrotondata che cresce da 5 a 20 metri.
Questa pianta presenta una chioma abbastanza ricca e arrotondata, con rami che hanno uno sviluppo orizzontale o pendente.
Il fusto è ricoperto da una corteccia scura e liscia.
Le foglie sono opposte, picciolate, glabre, lunghe fino a 18 cm e larghe fino ad 8 cm, con forma ellittica o obovata e di colore verde scuro lucente.
Le infiorescenze compaiono nella stagione secca tra gennaio e marzo in grappoli ascellari o terminali e sono sia maschili che femminili.
I primi si sviluppano in grappoli di 4-20 unità, sono solitamente rossi, ma alcune varietà ne presentano di gialli.
Ogni fiore maschile è grande all’incirca poco più di un paio di centimetri e presenta 4 petali, con antere attaccate a un pistillo con un solo stigma non funzionale. I fiori femminili si presentano singolarmente o in gruppi di massimo 4. Sono più piccoli (4-6 mm), la loro superficie stimmatica è normalmente ingrandita.
I fiori con pistilli hanno staminodi rudimentali e non funzionali. Né i fiori maschili né quelli femminili producono nettare. Vengono impollinati dal vento o da insetti.
Il frutto è una bacca verde, ovoidale, che diventa gialla o rossa quando è completamente matura, di circa 5 cm di diametro. L’epicarpo è marcato da 6-10 solchi che la fanno apparire come una piccola zucca.
Il frutto custodisce all’interno 4-8 semi lisci, grandi ovoidali circondati da un succulento e molto aspro involucro (arillo) che costituisce la polpa del frutto.

Coltivazione –
La pianta viene raccolta allo stato selvatico per i suoi frutti commestibili e la gomma-resina, che ha usi medicinali e vari altri.
L’albero è coltivato anche al di fuori del suo areale nativo, soprattutto in Cina, Malesia e Filippine.
È una pianta tipica dei climi caldi, umidi e tropicali e cresce meglio nelle aree in cui la temperatura media annuale è compresa tra 15 e 30 °C e la piovosità media annua è di 1.500 – 4.000 mm.
Questa pianta cresce bene sia su terreni asciutti che occasionalmente inondati.
Le piante da seme iniziano a produrre dopo 10-12 anni mentre gli innesti, effettuati dal terzo anno in poi, raggiungeranno lo stadio di piena produzione all’età di 12-15 anni.
I frutti maturi, quando sono di colore giallo arancio cadono dall’albero o vengono raccolti manualmente. In India, i frutti maturano tra giugno e luglio, ma in certe aree la fruttificazione può arrivare anticipatamente già ad aprile.
La crosta viene separata per la lavorazione subito dopo la raccolta.
La propagazione di questa pianta può avvenire per seme che va seminato non appena è maturo, sebbene la vitalità possa essere mantenuta per 1 – 2 mesi in conservazione umida a 20 °C.
La Garcinia gummi-gutta conta tre varietà:
– la prima, che è la più importante e diffusa, è la Garcinia gummi-gutta var. gummi-gutta, distribuita in maniera vasta e spontanea nelle foreste sempreverdi dei Ghati occidentali tra i 400 i 900 m slm. È anche la varietà più comune e abbondante nelle foreste dello Sri Lanka occidentale dal livello del mare a 600 m e pure in Malesia; nel Kerala, è molto popolare nelle aree centrali di Travancore, dove si vede la massima diversità. Le coltivazioni vengono operate in tutte le terre basse e medie del Kerala che vanno dalla riva del mare alle terre alte fino a 600 m.
– la seconda è la conicarpa, che si trova solo in alta quota (tra i 1350 e i 1950 m);
– infine la papilla che si trova a un’altitudine tra gli 800 e i 1850 m.

Usi e Tradizioni –
La Garcinia gummi-gutta è una pianta che viene coltivata sia per i suoi frutti che, in certi casi, come ornamentale.
I frutti vengono consumati sia cotti che crudi ed hanno un sapore molto aspro e vengono usati nel curry.
Le scorze dei frutti maturi vengono lavorate e utilizzate come condimento per conferire sapore e gusto e per migliorarne la conservazione.
I semi essiccati producono un burro ricco di proteine e grassi, popolarmente noto come “tuppa di tuppa”.
Il succo o lo sciroppo di frutta è usato come rinfrescante ed aiuterebbe a ridurre il grasso corporeo.
Dalla pianta si ottiene un decotto che viene utilizzato nel trattamento dei reumatismi e dei disturbi intestinali.
Un estratto ottenuto dalla scorza del frutto maturo, che contiene acido idrossicitrico, viene utilizzato come trattamento contro l’obesità.
Sebbene i preparati di questa pianta abbiano ricevuto una considerevole attenzione da parte dei media, sostenendo i suoi effetti sulla perdita di peso, esiste una tossicità epatica associata alle preparazioni commerciali dell’estratto di frutta, con prove cliniche che indicano che non ha alcun effetto significativo sulla perdita di peso.
Per quanto riguarda i frutti, sebbene siano stati condotti pochi studi di alta qualità per definire la composizione degli stessi, il loro contenuto fitochimico include l’acido idrossicitrico che è estraibile e sviluppato come integratore alimentare. Altri composti identificati nel frutto includono i polifenoli, la luteolina e il kaempferolo.
Per la cronaca, alla fine del 2012, un famoso medico degli Stati Uniti, ha promosso l’estratto di Garcinia cambogia come “un’entusiasmante svolta nella perdita di peso naturale”. L’approvazione di questo medico, di integratori alimentari che non hanno o hanno poche prove scientifiche di efficacia hanno spesso portato a un aumento sostanziale degli acquisti da parte dei consumatori di questi preparati.
Tra gli effetti collaterali all’uso di estratti di questa pianta si ricorda che l’acido idrossicitrico può causare secchezza delle fauci, nausea, disturbi gastrointestinali e mal di testa.
Esiste inoltre la possibilità che la Garcinia cambogia interferisca con i farmaci da prescrizione, compresi quelli usati per trattare le persone con diabete, asma e disturbi della coagulazione.
Tra gli altri usi si ricordano quelli agroforestali; l’albero fornisce una buona ombra per le colture che crescono bene all’ombra come lo zenzero, oppure può essere coltivato in associazione con altre colture da campo, comprese le piante medicinali.
L’albero può anche essere coltivato come coltura intercalare perenne con cocco e noce di areca.
Altri usi sono quelli dell’utilizzo della gomma-resina ottenuta dalla pianta, che è usata come colorante giallo, come illuminante e in vernici, acquerelli ecc..
Inoltre il legno è utilizzato nell’edilizia e nella realizzazione di mobili.

Modalità di Preparazione –
La Garcinia gummi-gutta trova impiego, come detto, in campo alimentare, oltre che per il consumo dei frutti, per la preparazione del curry. La buccia del frutto e gli estratti delle specie Garcinia sono richiesti in molte ricette tradizionali e varie specie di Garcinia sono utilizzate in modo simile nella preparazione dei cibi in Assam (India), Thailandia, Malesia, Birmania e altri paesi del sud-est asiatico.
Nella medicina ayurvedica indiana, si dice che i sapori “aspri” attivino la digestione. L’estratto e la scorza di questa pianta è un condimento al curry in India. È, inoltre, un ingrediente essenziale per l’acidità nella variante della Thailandia meridionale del kaeng som, un curry acido.

Guido Bissanti

Fonti
– Acta Plantarum – Flora delle Regioni italiane.
– Wikipedia, l’enciclopedia libera.
– Useful Tropical Plants Database.
– Conti F., Abbate G., Alessandrini A., Blasi C. (a cura di), 2005. An annotated checklist of the Italian vascular flora, Palombi Editore.
– Pignatti S., 1982. Flora d’Italia, Edagricole, Bologna.
– Treben M., 2000. La Salute dalla Farmacia del Signore, Consigli ed esperienze con le erbe medicinali, Ennsthaler Editore.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, non rappresentano in alcun modo prescrizione di tipo medico; si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

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